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Rubano beni dal Museo delle “Ferrovie dello Stato”, fermati 4 romeni

La scorsa notte, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Frascati hanno arrestato 4 cittadini romeni, di 35, 28, 19 e 18 anni, tutti domiciliati presso il campo nomadi di via Melibeo, sorpresi appena dopo aver asportato beni di interesse storico dal museo delle “Ferrovie dello Stato”, in via Casilina.
Transitando lungo la via, i Carabinieri hanno notato l’effrazione del cancello d’ingresso del museo e sono intervenuti per una verifica all’interno e nelle aree circostanti dove hanno rintracciato e bloccato i ladri, anche grazie ai colleghi della Compagnia di Palestrina, ancora in possesso degli arnesi da scasso utilizzati e della refurtiva: una moneta antica in argento, risalente al periodo del secondo conflitto mondiale; un paio di gemelli in argento, risalente al periodo del secondo conflitto mondiale; un baule antico con lo stemma delle FF.SS.; due bilance antiche in ottone e due pompe in rame. Quanto recuperato è stato riconsegnato al responsabile del museo mentre gli arrestati sono stati portati nel carcere di Velletri, a disposizione Autorità Giudiziaria.

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Abusi, chiesta archiviazione Brizzi

(Fonte: www.ansa.it)
La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione per il regista Fausto Brizzi indagato per violenza sessuale a seguito di denunce presentate da tre donne.
Per i pm "il fatto non sussiste". Brizzi era stato iscritto nel registro degli indagati nello scorso mese di aprile. Le denunce riguardavano tre presunti episodi avvenuti nel 2014, 2015 e 2017. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, hanno svolto accertamenti anche per i due casi, quelli risalenti ad alcuni anni fa, le cui denunce erano arrivate oltre i termini di legge. Secondo le tre giovani, Brizzi le avrebbe invitate nel suo loft per un provino e le avrebbe poi obbligate a subire atti sessuali. In base a quanto accertato dai magistrati nella vicenda non sono stati riscontrati profili di natura penale. Nello scorso mese di aprile lo stesso Brizzi è stato ascoltato dai pm fornendo una serie di chiarimenti.

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Associazione Volontariato Pics, Marrani:”Una cattedrale nel deserto”

Oggi pomeriggio è intervenuto Pantaleo Marrani, Presidente dell' Associazione Volontariato PICS, Gruppo Protezione Civile Roma per dare un suo parere sulla pista ciclabile su via Tuscolana. 
A tal proposito il Sig. Marrani ha affermato: "Avevamo lanciato un sondaggio per chiedere ai commercianti un parere sulla ciclabile chiedendo un giudizio anche sul traffico e sullo smog. Emerge un 99% contrario e un 85% che non sapeva nulla o sapevano solo della creazione di una striscia colorata per terra dove far passare le biciclette. Non c'è stata una corretta informazione. Se viene realizzato un cordolo largo 25 cm come scritto nel primo progetto, non andrà bene. Il Comandante della Polizia Locale del VII Gruppo aveva, infatti, chiesto un cordolo largo minimo 80 cm. Del cordolo non si è saputo più nulla, vedremo cosa succederà.
Un'altra cattedrale nel deserto: 2,2 km di ciclabile che non collega altre ciclabili, non inserita in un circuito preesistente. Sarebbe stato più opportuno fare un collegamento con la ciclabile della Palmiro Togliatti che termina fra il V e il VII Municipio.
700mila euro spesi per fare 2,2 km di ciclabile che secondo noi servirà a poco. 
Abbiamo indetto questo sondaggio perchè aumentando il traffico, si produrrà già molto più smog. Siamo già al secondo posto per le polveri sottili (pm10) e al primo posto per le polveri ancora più sottili che sono molto pericolose. La centralina che rileva questa qualità dell'aria è nascosta all'interno di una scuola su una strada dove passano solo cento macchine, se fosse posizionata su piazza di Cinecittà i risultati sarebbero ancora più preoccupanti".
Marrani ha criticato anche una mancanza di trasparenza da parte degli organi istituzionali del VII Municipio, colpevoli di non aver avvisato i commercianti. Il Presidente ha dichiarato: "Nella fotografia che gira sul volantino si vede solo una striscia rossa per terra e invece quello non rappresenta la pista, ma un attraversamento". 
Marrani non ha risparmiato alcune critiche anche al Presidente della Commissione Mobilità Enrico Stèfano e all'ex Assessore del VII Municipio Pierfranceschi che parlò di ciclabile per contrastare il problema della doppia fila sulla via Tuscolana, cosa che secondo il Presidente Marrani non è vero. 
Per quanto riguarda l'inizio dei lavori, Marrani ha detto che sono partiti il 26 luglio e  le attrezzature sono state inserite al centro della carreggiata con riduzione già di molti posti auto. Il primo pezzo di pista ciclabile è stato iniziato in un pezzo dove non ci sono negozi. Il Presidente dell'associazione ha anche lanciato delle domande:"Cosa succederà quando si arriverà con i lavori davanti ai negozi più grandi? Quando si completeranno i lavori?".

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Pamela, morta per overdose. Il nigeriano confessa: «Ho fatto a pezzi il suo cadavere»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«Ho fatto a pezzi il cadavere di Pamela». Innocent Oseghale ha ammesso oggi di avere fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e smembrata a Macerata il 30 gennaio scorso. Il 29enne nigeriano, accusato di omicidio, vilipendio e distruzione di cadavere, lo ha detto ai magistrati della Procura di Macerata, che lo hanno interrogato nuovamente nel carcere di Marino del Tronto.
Secondo Oseghale, assistito dagli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, Pamela sarebbe morta per un malore dopo avere assunto droga in casa del nigeriano. «Una volta a casa Pamela si è iniettata l'eroina e subito dopo si è sentita male. Ho chiesto aiuto a Antonhy, un mio amico, al telefono. Lui mi ha suggerito di gettarle sul corpo dell'acqua fredda e di chiamare l'ambulanza. Ho avuto paura. Lei non rispondeva più», ha raccontato Oseghale, assistito dal suo avvocato.
«Sono uscito a fare delle consegne. Quando sono tornato lei era morta. Sono uscito a comprare un sacco per nascondere il corpo. Non ci sono riuscito perché il sacco era piccolo. Ho preso così la decisione di sezionare il corpo – ha continuato il 29enne, rigettando quindi l'accusa di omicidio e di violenza sessuale – Non l'avevo mai fatto prima. Ho nascosto i resti in due valigie e le ho portate con un taxi verso Sforzacosta ma ero al telefono e non mi sono accorto di aver superato il paese e così ho chiesto al tassista di lasciare le due valigie lungo il fossato. Temevo della reazione della mia compagna».

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Giornata mondiale contro la tratta di essere umani in Punto Donna

Oggi pomeriggio, nel corso di Punto Donna, sono state varie le tematiche affrontate. 
Paola Guerci ha iniziato con il parlare dell'aggressione alla campionessa nigeriana a Montecalieri. Daisy Osakue, questo il nome dell'atleta, è stata colpita ad un occhio ed è a rischio la sua partecipazione ai campionati europei di atletica di Berlino.
Oggi è anche la giornata mondiale contro la tratta di esseri umani. Vittime principali sono bambini e bambine che spesso si trovano all'interno di reti per essere portati in giro per il mondo per prostituzione o a scopi mafiosi. Secondo l'ONU i trasferimenti dei minori avvengono soprattutto in aereo e quindi le persone dovrebbero stare più attente e vigilare di più, anche se spesso c'è la forte paura di denunciare per non essere coinvolti in episodi violenti. L'ONU ha pertanto sottolineato l'importanza nel sensibilizzare anche le compagnie aree. Oltre al Papa, anche il Presidente della Repubblica Italiana è intervenuto su questo tema, appallandosi alla battaglia contro ogni forma di schiavitù.  
In Punto Donna si è parlato anche di caldo torrido perchè è in atto il "Piano Caldo", progettato dal Comune, per le persone anziane, le più fragili e sensibili. L'Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale, Laura Baldassarre, ha attivato una serie di iniziative in tal senso e, in ogni Municipio, ci sono persone presenti e in grado di dare supporto agli anziani rimasti in casa da soli.
Si è parlato anche di dati Istat sulla violenza sulle donne perchè, secondo le ultime statistiche, le più giovani sembrano reagire in maniera positiva e responsabile ai rapporti aggressivi. Dimunizione delle violenze più lievi (quelle che riguardano intimidazioni e pressioni psicologiche) soprattutto nella fascia d'età fra i 16 e i 24 anni e soprattutto fra quelle che hanno un livello d'istruzione superiore. Forse le campagne di sensibilizzazione stanno mettendo radice fra le giovanissime donne, alla luce di questi dati positivi. Inoltre la Guerci ha sottolineato che da oggi nella capitale è attivato il primo servizio di fecondazione eterologa pubblica, presso l'Asl Roma1. Una possibilità in più per le coppie che hanno una diagnosi d'infertilità, fortemente voluta dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. 
In conclusione la Guerci è tornata a parlare anche della Casa Internazionale delle Donne. 

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Terracina, assenteismo in casa di riposo, parte la denuncia

(Fonte: Corriere della Sera, di Stefania Moretti) – «Previdenti» al punto da rischiare di commettere reati. Sulla casa di riposo «Curzio Salvini» di Terracina, c’è una denuncia presentata alla procura di Latina. Assenteismo l’ipotesi di Luciana Selmi, avvocato e commissario straordinario dell’Ipab Santissima Annunziata di Gaeta, sotto la cui gestione ricade tanto l’ospizio di Terracina quanto la casa famiglia di Gaeta. Adesso saranno i magistrati a dover indagare per capire se quei sospetti siano fondati.

Da un controllo alla scoperta

I carabinieri di Terracina arrivano alla casa di riposo di via Anxur il 27 luglio. Ad aspettarli c’è il direttore della struttura Clemente Ruggiero, sul posto dalla mattina presto per un controllo. «Sospettavamo irregolarità, ma la realtà ha superato la fantasia», afferma il commissario straordinario Selmi. Di un dipendente che risultava in servizio, nessuna traccia; un altro, al lavoro, non aveva firmato il foglio presenze. In quattro, invece, lo avrebbero letteralmente precompilato fino al 31 luglio, segnando entrate, uscite e straordinari futuri; due di questi dipendenti, al momento, del controllo, non erano a lavorare. Anomala, insomma, risulterebbe la condotta di sei impiegati, tra operatori socio sanitari, cuochi e inservienti (non pochi, su un totale di una decina di dipendenti dell’ospizio). Rischiano di finire indagati – almeno – per truffa ai danni dello Stato. Ma oltre al profilo penale c’è quello contabile: «Dovrò valutare se segnalare il tutto alla Corte dei conti – continua il commissario straordinario Selmi -. Il nostro personale è pagato con soldi pubblici, essendo l’Ipab un ente regionale».

Ombre sulla gestione dell’ente

Non sarebbe la prima opacità. L’Ipab di Gaeta è commissariato dal 2015. L’ultima denuncia, per presunto assenteismo, riavvolge il nastro fino al 2010, cioè all’atto di nascita della Fondazione Alzaia. «Un ente mediatore – secondo Selmi – cui è stata trasferita, dall’Ipab, la gestione di casa di riposo e casa famiglia. Ma che bisogno c’era di un mediatore?». Il commissario straordinario parla di 300mila euro trasmigrati dall’Ipab alla Fondazione per l’avvio dell’attività. Oggi l’Alzaia è in liquidazione per riportare la gestione della casa di riposo e della casa famiglia sotto la diretta competenza dell’Ipab. «Ho segnalato tutto alla procura di Cassino – conclude Selmi – ma non so com’è andata a finire. Certo è che quando sono arrivata all’Ipab da commissario, ho trovato perfino le utenze staccate per morosità: non c’erano più neanche i soldi per pagare le bollette. L’Ipab era ridotto a un osso spolpato».

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Roma, rubavano i pin dei bancomat davanti Palazzo Chigi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Due persone sono state arrestate dai carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina perché sorprese mentre smontavano apparecchiature per la clonazione da uno sportello Atm, nel centro di Roma. Si tratta di due bulgari di 26 e 28 anni, arrestati a Largo Chigi dove avevano preso di mira lo sportello per prelevare contante posto vicino all'edicola. Sullo sportello bancomat i due avevano applicato uno skimmer, usato per catturare e archiviare i codici contenuti nella banda magnetica delle carte di pagamento e una telecamera per carpire il pin digitato sulla tastiera. L'arresto è frutto di un'attività di controllo messa in atto dai carabinieri nel periodo estivo nel centro della Capitale. Nel mirino dei militari, oltre a borseggiatori, scippatori e rapinatori di attività commerciali, ci sono infatti soprattutto gli autori dei cosiddetti «reati canaglia»: autori di artifici e raggiri che colpiscono i più deboli o turisti che in questi giorni d'estate affollano le vie del Centro storico.
L'attenzione dei militari è rivolta agli sportelli bancomat che, soprattutto nel fine settimana, vengono manomessi da bande di clonatori, principalmente cittadini dell'Est Europa, per rubare i codici delle bande magnetiche e i Pin delle carte di credito e  bancomat degli inconsapevoli utilizzatori. I carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, ormai specializzati nel contrasto a questo tipo di reato, hanno effettuato un servizio di osservazione a distanza fino a quando, in tarda serata sono riusciti a individuare i due stranieri che si erano avvicinati per ritirare le apparecchiature posizionate in precedenza. A seguito della perquisizione personale, i militari hanno rinvenuto 4 apparecchiature skimmer device complete; 2 pc portatili, contenenti dati e immagini di codici pin e pan illecitamente carpiti; 4 carte credito frutto di clonazione; materiale idoneo per la realizzazione di impianti per la captazione di dati dalle carte di pagamento. I due bulgari sono stati accompagnati in caserma e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo, mentre la sofisticata attrezzatura è stata sequestrata.

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Pazza Bologna, fai-da-te per segnalare gli incroci pericolosi

(Fonte: Corriere della Sera, di Simona De Santis) – Il fai-da-te inizia dove l’amministrazione comunale continua a essere assente. E si traduce in piccoli gesti di «resistenza urbana», come quello che è spuntato nei dintorni di piazza Bologna, nello specifico in piazza dei Vespri Siciliani, all’incrocio tra via Michele di Lando e via Giovanni da Procida: uno «stop» (bello grosso) disegnato a terra con la bomboletta spray bianca per indicare un incrocio pericoloso. Laddove, ovviamente, la segnaletica orizzontale è scomparsa da tempo immemore. Così, visto che le segnalazioni a chi di dovere non sono bastate, i cittadini con un gesto tutto sommato semplice hanno fatto quello che dovrebbe essere garantito dal municipio competente: indicare le situazioni di pericolo, per evitare incidenti.

La «nuova» segnaletica in piazza dei Vespri Siciliani non è sfuggita ad un lettore del Corriere del Sera che l’ha fotografata: «I cittadini suppliscono alle carenze del Comune», scrive Fabio Ruggeri. Le iniziative come questa si moltiplicano. In primis, i cerchi gialli e verdi che i cittadini – rispondendo all’appello lanciato dalla mamma di Elena Aubry, morta a 25 anni su via Ostiense a causa del manto stradale dissestato – hanno segnato a terra per indicare i crateri che rendono impraticabili le strade. Il fai-da-te, a febbraio, era già stato scelto dai commercianti di Prati che hanno installato (e pagato) otto cartelloni con la scritta «Metrò-Ottaviano», esasperati dalle richieste di informazioni dei turisti persi nell’assoluta assenza di cartellonistica. Sempre a Prati e al Trionfale per sostituire i numerosi alberi caduti i cittadini hanno deciso di autotassarsi per acquistare nuovi arbusti e rinvigorire il verde pubblico.

Sulla segnaletica la questione sicurezza si fa ancora più stringente e, considerando cartelli e semafori invisibili perché coperti dai rami, e «stop» e strisce sbiadite, la lista delle strade pericolose diventa sterminata: «Vogliamo parlare – chiedono i cittadini della zona – della manovra pericolosissima di chi taglia largo Lanciani da circonvallazione Nomentana, a quando una segnaletica orizzontale adeguata?». Parliamone.

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Fecondazione eterologa: la Regione Lazio decide di attivare due centri

La Regione Lazio ha deciso di attivare per la prima volta un servizio regionale di fecondazione eterologa. Inizialmente saranno la clinica di Sant'Anna il San Filippo Neri, che fanno parte della ASL di Roma 1, a guidare l'innovazione. Questo, inoltre, sarà il primo dei progetti di fecondazione eterologa nel centro-sud. Per accedere, basta prenotare una prima visita ginecologica per infertilità al Recup regionale. In merito a questa iniziativa il presidente Zingaretti ha dichiarato: "In questo modo si rispetta la Costituzione della Repubblica".

"Prima bisognava pagare un centro privato a andare all'estero – spiega Paola Guerci – Ci sono tante coppie costrette a rinunciare ad un figlio perchè non hanno modi di intervenire privatamente o prendere parte ad un viaggio della speranza". 

In basso il podcast… non perderlo!

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Campo rom di Salone, 4 arresti e 19 indagati per i roghi tossici

(Fonte: Corriere della Sera) – Quattri arresti nel campo nomadi di Salone per i roghi tossici. È in corso dall’alba l’operazione della Polizia Locale di Roma Capitale, in relazione al traffico ed allo smaltimento illecito dei rifiuti nel campo. Le indagini condotte dai gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale e Comando Generale, erano iniziate nel febbraio 2017 a seguito delle numerose denunce, presentate dai residenti, nei confronti del fenomeno degli incendi di materiale tossico che con cadenza pressoché quotidiana, si sviluppavano all’interno del campo.

Le indagini

Le indagini hanno portato alla scoperta di un sodalizio criminale nato proprio nel campo rom che si occupava di stoccare, incendiare e smaltire rifiuti, anche speciali, di cui in qualche caso curava anche il trasporto per conto di compiacenti ditte italiane. Su quest’ultimo aspetto, sono 19 i nomi iscritti nel registro degli indagati, che dovranno rispondere di reati ambientali e smaltimento illecito di rifiuti. Eseguiti anche 5 sequestri dei relativi furgoni in uso al sodalizio: un vero e proprio «autoparco» a disposizione del clan per svolgere i propri affari con intensa attività quotidiana. Uno dei mezzi era munito di braccio meccanico per lo spostamento ed il trasporto di rifiuti particolarmente ingombranti e pesanti, come fusti di oli esausti o solventi o prodotti chimici.

Sul posto anche Di Maggio

Le attività tecniche di investigazione sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, nella figura de sostituto procuratore Desirè di Gironimo e del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. Le operazioni, che hanno visto impiegati gli uomini dei gruppi Spe, Pso, Gpit, Tuscolano e VI Torri, sono state dirette sul posto dal Comandante Generale Antonio Di Maggio.