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Viabilità ponte delle Calle, Palucci: continueremo a sollecitare il Comune

Maurizio Palucci, Consigliere del Comitato di Quartiere Acilia Nord 2018, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale per parlare del grande problema di viabilità presente al Ponte delle Calle. A tal proposito Palucci ha affermato: "Parliamo di una struttura metallica che collega via Ostiense con via Romagnoli. Si può prendere il ponte da due direzioni. Questo ponte ha sempre avuto bisogno di una manutenzione ordinaria e avrebbe bisogno di manutenzione sul piano stradale e sui marciapiedi. Questa estate si sono verificate delle cadute di calcinacci: hanno rinforzato una trave del ponte con delle staffe e hanno ridotto la circolazione su una corsia soltanto. Su quel ponte riuscivano a transitare correttamente due autovetture, dividendo la carreggiata circola una autovettura per volta. Il problema è che continuano a circolare autocarri che sono più pesanti di due autovetture. Tutto il peso va a gravare su una porzione di ponte. L'auto articolata per transitare, passa contromano. Sarebbe opportuno sollevare la relazione finale dei Vigili del Fuoco per capire se ci sono delle problematiche e andrebbe impedito agli autocarri di arrivare in quel punto. Vogliamo sollecitare le autorità competenti fra i quali il Comune perchè non ha senso creare un collo di bottiglia in quel tratto. 12 km per arrivare ad Ostia con un'ora. Problema grande di viabilità. Noi viviamo sul tamponamento dell'emergenza. Ad Acilia c'è un albero caduto da tre anni che sta lì ancora, per fare un esempio. Si tira avanti fra le varie difficoltà. Piccoli problemi quotidiani che rendono difficile la quotidianeità".

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Mirigliani: Miss Italia non è un mondo a parte, è un mondo di donne

Ancora una volta casi di violenza nei confronti delle donne. Una ragazza a Messina è stata uccisa dal fidanzato e anche a Napoli si è registrato lo stesso caso di violenza. Patrizia Mirigliani, Patronne di Miss Italia, è intervenuta nel corso della rubrica "Punto Donna" perchè è stata lanciata una campagna da Miss Italia dal titolo "Guarda bene chi ami". A tal proposito la Patronne di Miss Italia ha dichiarato: "Si tratta di una sorta di prevenzione per le donne. A volte gli uomini fingono di essere bravi. Nella prima fase della storia bisogna guardare bene chi si ha davanti e cercare di capire i segnali. Questa iniziativa è partita a San Valentino, giornata dell'amore. Iniziativa che è andata avanti perchè è piaciuta non solo alle ragazze del concorso che mi seguono, ma anche alle loro famiglie. Opportuno quindi sensibilizzare il mondo femminile e anche chi le segue. Ogni giorno si registra un femminicidio e non se può più. A questo Concorso aderiscono varie ragazze ed è giusto portare avanti queste iniziative".
La Guerci ha sottolineato come Roma sia stata teatro di tanti femminicidi che hanno coinvolto molte giovanissime e per questo è importante comunicare anche alle più giovani di combattere i fenomeni di violenza. A tal proposito la Merigliani ha detto: "Noi siamo veicoli di messaggi belli legati alle donne. Abbiamo avuto un caso di una ragazza che aveva partecipato al concorso colpita da un fenomeno di aggressione ed è il caso di Jessica Notaro. Miss Italia non è un mondo a parte, è un mondo di donne. Le ragazze hanno bisogno di punto di riferimento e c'è bisogno anche di punti di riferimenti maschili. 
 

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Rapina per pochi spicci: arrestati dai carabinieri

Lo hanno colpito con calci e pugni per farsi consegnare le poche monete racimolate in strada. Vittima un 27enne nigeriano, aggredito da tre persone, due cittadini peruviani, di 31 e 32 anni, e un cittadino dell’Ecuador, di 42 anni, tutti senza occupazione e con precedenti. I Carabinieri della Stazione Roma Flaminia li hanno arrestati con l’accusa di rapina. Ieri sera, i Carabinieri sono intervenuti a seguito della segnalazione di alcuni passanti che hanno notato gli aggressori colpire il 27enne e prelevare i soldi dal contenitore in plastica che stava utilizzando per elemosinare in via Flaminia. I militari hanno immediatamente bloccato i tre e prestato un primo soccorso alla vittima, poi medicata presso l’ospedale “Sant’Andrea” per le contusioni riportate, guaribili in 7 giorni. Gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo.

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Paolo Borrometi negli studi di Radio Roma Capitale

Paolo Borrometi, giornalista che, da agosto 2014, a causa delle continue minacce e dopo l'incendio della porta di casa, vive sotto scorta dei Carabinieri, è venuto ospite negli studi di Radio Roma Capitale. Intervistato da Jacopo Nassi, Borrometi ha affermato con coraggio di aver continuato a fare sempre il suo lavoro di giornalista, nonostante le minacce arrivate dalla mafia. Sulla situazione attuale italiana e sugli eventuali cambiamenti che ci sono stati, il giornalista ha affermato: "Nessuno è al di sopra della legge, si è innocenti fino al terzo grado. In questo periodo ci sono stati varie sentenze che comprovano l'esistenza di gruppi mafiosi (vedi sentenza agli Fasciani e agli Spada) e poi la condanna per i Casamonica nei confronti dell'aggressione avvenuta al Roxy Bar verso una disabile. Si definiscono "uomini d'onore" e poi aggrediscono una disabile. Lo Stato c'è e anche con forza. Se nelle periferie c'è criminalità vuol dire che non c'è lo Stato e le associazioni mafiose si sostituiscono a questo vuoto". 
Sulla situazione di Roma, Borrometi ha affermato: "Siamo una capitale europea straodinaria, ma che ormai è ai limiti della decenza. Cambiano i Governi e le Amministrazione e la situazione sembra non migliorare. Roma vive una stato comatoso".
Borrometi ha parlato anche dell'aggressione avvenuta all'Axa ai danni di Manuel Bortuzzo: "A questo giovane va il più grande abbraccio e vicinanza. Una centrale di spaccio della città è situata ad Acilia. In molti sanno, ma pochi denunciano". 
Sullo stato della sanità pubblica: "Viene vista come un favore e non come un diritto 
Borrometi ha anche parlato di politica nazionale: "I valori si stanno invertendono: il Movimento Cinque Stelle perde voti e la Lega li aumenta. E' un momento molto complesso. Io sono per la democrazia e credo che sia giusto che loro governino".
Infine un massaggio rilasciato dal giornalista: "Non perdere mai la speranza. Non smettetevi di indignarvi. Se le cose vanno male, non è detto che andranno sempre peggio. Aiutate noi giornalisti a fare inchieste sul campo. Noi siamo un punteruolo messo nel fianco di chi governa. Il giornalismo è il miglior modo per garantire una democrazia matura. Sognare conviene, anche se non si realizzano ma si sfiorano sempre, è opportuno continuare su questa strada. Spero di tornare presto negli studi di Radio Roma Capitale".

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Intensificazione dei controlli dei Carabinieri in zona Colosseo

Proseguono i controlli dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro, supportati dai colleghi dell’8° Reggimento “Lazio”, nell’area del complesso monumentale del Colosseo e dei Fori Imperiali, finalizzato al contrasto di fenomeni di abusivismo commerciale e di degrado.
Il bilancio dei controlli è di 6 persone denunciate, 5 sanzionate e proposte per il “Daspo Urbano” e 20 venditori ambulanti multati.
Cinque cittadini del Bangladesh, tra i 29 ei 40 anni, sono stati denunciati dai Carabinieri, per molestie e disturbo a persone, perché notati, con atteggiamento molesto ed eccessivamente insistente, a vendere abusivamente i loro prodotti ai turisti in coda per entrare a visitare il Colosseo. Un cittadino tunisino di 29 anni, invece è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri, perché trovato in possesso di 4 dosi di hashish pronte per la vendita.  
Nei confronti di 20 cittadini stranieri sono scattate sanzioni amministrative per un ammontare di circa 104.000 euro perché sorpresi a vendere abusivamente ombrelli parasole, bottigliette d’acqua, aste telescopiche, foulard, braccialetti e power bank. In totale, i Carabinieri hanno sequestrato circa 1.000 articoli.
Infine, i Carabinieri hanno proposto per il “Daspo Urbano” altri 4 cittadini del Bangladesh e un del Senegal, sorpresi a stazionare nelle aree di accesso e transito alla fermata della metropolitana “Colosseo”, limitandone la libera accessibilità e la fruizione ai passeggeri in transito.

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Massimo Frana ospite a Radio Roma Capitale

Massimo Frana, Dottore di ricerca in Filosofia delle religioni, è stato ospite negli studi di Radio Roma Capitale per parlare delle tradizioni legate a martedì grasso e, in generale, al Carnevale.
Prima di entrare nel tema gioioso della festa, Massimo Frana ha voluto fare una premessa parlando di una notizia di cronaca trattata, nei giorni scorsi, ossia sul dimezzamento della pena che c'è stato nei confronti di un uomo che aveva ucciso la moglie. Il Professore ha espresso disappunto in merito: "Il Giudice ha diminuito la pena ad un assassino. Non ho letto la relazione dello psichiatra che avrebbe esaminato il caso. Abbiamo a che fare con persone che fatico a chiamare esseri umani. La sentenza è un ritornare indietro. Una sentenza che ci fa tornare vicini al delitto d'onore che era considerato un attenuante. Noi stiamo lavorando su ogni piano affinchè venga estirpata la violenza sulle donne. Non ci deve essere alcuna giustificazione di fronte alla violenza. A proposito di feste, venerdì c'è la festa della donna e mi sembrava opportuno commentare questa notizia".

Dopo questo cappello introduttivo, Frana ha definito il Carnevale così: "Parola che viene dal latino che significa levare la carne. Questi sono giorni di abbuffate alle quali seguiranno un periodo in cui la carne va levata perchè inizia la Quaresima, un lasso di tempo in cui ci si astiene dal mangiare carne. In tempi passati questa usanza era molto più sentita". 

Frana ha poi lanciato un appello alle mamme: "La maschera è qualcosa in cui identificarsi. Vedo delle maschere terribili (vedi bambina travestita da prostituta o bambino che è stato vestito da Hitler). Il piccolo si riconosce nella maschera, ha una funzione pedagogica e quindi attenzione a quello che si sceglie per il proprio figlio/a". 

Sulle origini del Carnevale, il Professore ha detto: "Il Carnevale pur essendo legato al Cristianesimo ha delle radici più antiche. Il Carnevale si celebrava anche nell'Antica Atene. Le antesterie si celebravano nel mese di Antesterione, periodo in cui si celebravano le antiche dionise. Questa ricorrenza fu voluta da Bisistrato nel VI secolo a.c e parliamo di una ricorrenza antichissima. Il mese di Antesterione andava dalla seconda metà di febbraio alla prima metà di marzo. Nell'antica Atene, per l'occasione, si aprivano le botto. Se per noi il Carnevale è quindi "levare la carne", nell'antichità si aprivano le botti con il vino e quest'ultimo veniva assaggiato. Anche nell'antichità ci si mascherava. Si metteva una maschera per ricordare Dioniso, con lo scopo di celebrare la divinità. Le Antesterie si chiudevano con le torte composte da semi, melagrana (simbolo del ritorno del corpo alla terra), l'uva passa e il grano(simbolo della risurrezione). Questo dolce chiudeva questi giorni di festeggiamenti".

Frana ha citato  poi un pezzo di Platone sul ruolo degli dei e di come abbiano ispirato i poeti. Il passo evoca anche il concetto di maschera: tramite essa si chiedeva alla divinità di prendere forma in noi. Maschera vista come forma di identità, come passaggio fra essere umano e divinità. Maschera come funzione di nascondere al profano qualcosa e, allo stesso tempo, rivelare qualcosa. Maschera come gioco.

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8 marzo, Guerci: varie iniziative nella capitale

In Punto Donna si è parlato di tumore al seno e delle ricerche che sono state effettuate. Guerci ha sottolineato che il tumore al seno è quello più diffuso e si può riuscire a stanarlo per tempo e anche sconfiggerlo. In molti ospedali sono state attivate le breast unit. Paola Guerci ha parlato poi degli scioperi che potrebbero esserci venerdì, giorno della Festa della Donna. Un peccato per la Guerci perchè sarà una giornata piena di eventi. Fra le varie iniziative ce ne è una promossa dall'Unicef e dalla ASL Roma 4 per le donne nel carcere di Civitavecchia. Si chiama "Voci dal carcere" e saranno le detenute a determinare il tema dell'incontro. Alla Casa Internazionale delle Donne c'è un'iniziativa che partirà domani con una serie di incontri sulle donne. 

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Sgombero ex Penicillina e abbandono animali, Stefani: non essendoci una norma precisa, abbiamo difficoltà ad intervenire

Luana Stefani dell'Onlus "I gatti del Verano" è intervenuta ai microfoni di Radio Roma Capitale per parlare della situazione dei gatti dopo lo sgombero dell'ex fabbrica di Penicillina a Tiburtina. A tal proposito Stefani ha affermato:"Purtroppo gli sgomberi incidono anche sugli animali. Roma, vive quotidianamente insediamenti su tutto il territorio. Una volta erano tipo baraccopoli, adesso queste persone prendono e occupano fabbriche o stabilimenti che poi vengono abbandonati. Soprattutto nella Valle dell'Aniene ci sono varie fabbriche abbandonate e qui trovano riparo molti gatti. Queste persone portano con loro sempre animali: cani, gatti e anche galline. Noi ci troviamo in difficoltà. Non c'è una normativa specifica e tutto viene lasciato al buon senso degli operatori. Noi come associazioni veniamo interpellati, ma non c'è una norma precisa e non sappiamo come intervenire. Sappiamo che ci sono poveri animali abbandonati che vagano per il territorio. Queste persone vengono fatte evacuare e poi arrivano le ruspe. I gatti appena sentono i rumori si vanno a nascondere e quando sentono il rumore delle ruspe tendono a nascondersi. Questi gatti spesso vengono schiacciati dalle ruspe".
Per quanto riguarda l'attività della Onlus nella colonia felina del Verano, Stefani ha detto: "Quando eseguivamo le catture per sterilizzarli, all'inizio abbiamo trovato una situazione di apocalisse. I gatti del Verano sono una sorta di guardiani della pace. Vegliano sulle persone e sui cari. Parliamo però di animali abbandonati ai fenomeni atmosferici".
 

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Vigne Nuove, convalidato il fermo per la donna accusata di omicidio

Il Gip del Tribunale di Roma, ieri mattina, ha convalidato il fermo della cittadina marocchina di 47 anni, compagna dell’uomo, connazionale di anni 34 anni, trovato cadavere nel loro appartamento di via Dino Galli, in zona Vigne Nuove a Roma, lo scorso 31 gennaio. Appena atterrata in Italia, proveniente dal Marocco dove si era recata, contrariamente a quanto prescrittole, per sfuggire alla cattura, alla donna i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma avevano notificato un decreto di fermo di indiziato di delitto, a firma del PM dott.ssa FINI della Procura della Repubblica di Roma che ha condotto le indagini, perché indagata per i reati di omicidio aggravato e occultamento di cadavere.
I Carabinieri intervenuti nell’appartamento il pomeriggio dello scorso 31 gennaio, avevano infatti trovato esanime il cittadino marocchino, adagiato su una sedia a rotelle ed avvolto in due buste di cellophane. Già le preliminari dichiarazioni rese dalla donna in sede di interrogatorio, svoltosi fino a notte fonda nella caserma dei Carabinieri di via In Selci relativamente al decesso del compagno, si erano dimostrate lacunose e non avevano chiarito i motivi né le ragioni per le quali il corpo fosse stato occultato. L’esito dell’autopsia e degli esami tossicologici ha successivamente evidenziato che la causa della morte del cittadino marocchino, riconducibile alla donna fermata, sia da ascrivere ad avvelenamento causato da un mix di alcool etilico e clonazepam (antidepressivo appartenente alla classe delle benzodiazepine, con alto potere sedativo). E’ stato altresì accertato che in passato tra l’uomo e la donna si erano registrate alcune liti e che quest’ultima, successivamente al decesso del compagno ha cercato di occultarne il cadavere, chiedendo l’aiuto di un conoscente al quale, in cambio, ha offerto del denaro. Quest’ultimo, pur essendosi procurato una sega che sarebbe servita a tagliare a pezzi il cadavere, non riusciva a portare a termine il comune intento anche per il successivo intervento dei Carabinieri.
Dopo la convalida del fermo, all’indagata è stata applicata la misura cautelare della custodia cautelare presso il carcere di Rebibbia.
 

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Violenza sulle donne, Avv. Gassani: cambiamento culturale che deve iniziare nelle scuole

 
L'8 marzo sarà la giornata per riflettere sul tema della violenza contro le donne. All'indomani della sentenza del Tribunale di Bologna che ha diminuito la pena ad un uomo che aveva ucciso la sua compagna con il Tribunale ha parlato di una sorta di giustificazione, in Punto Donna si è parlato di questa decisione. Molti parlamentari hanno parlato di un vero e proprio scandalo. L'Avvocato dell'Associazione Matrimonialisti Familiaristi Italiani, Gian Ettore Gassani, è intervenuto nel corso della rubrica per commentare con Paola Guerci questa sentenza che sembra un passo indietro rispetto al lavoro che si sta facendo per combattere il femminicidio. L'Avvocato matrimonialista ha affermato: "Una sentenza che fa discutere e che ci fa tornare al delitto d'onore che è stato abrogato solo nel 1981. Aspettiamo tutti di leggere la motivazione di questo provvedimento. Da quello che ho letto c'è stato uno sconto perchè c'è stata una confessione. Mi sembra una motivazione debole che fornisce dei precedenti pericolosi. Ogni due giorni una donna viene assassinata e quindi il femminicidio è un problema nazionale. La donna viene vista come un oggetto per alcuni uomini. Oltre alle morti, c'è un dato allarmante legato al numero di violenze fisiche o psicologiche. Il Codice Penale deve essere modificato e il codice rosso può essere un aiuto, ma prima di tutto bisogna cambiare la cultura. Il cambiamento culturale deve iniziare nelle scuole, sui mezzi di comunicazione e sui social. Basta con le favole in cui la donna ha bisogno del principe azzurro per salvarsi. Dobbiamo cambiare l'idea del rapporto uomo donna fin da piccoli. Possiamo inasprire le pene e dare ergastoli, ma non risolveremo il problema di fondo. Quando interrogo alcuni personaggi in tribunale mi rendo conto che certi uomini sono convinti di quello che hanno fatto per una questione di idee e cultura. La violenza nei confronti delle donne è l'emergenza numero uno e per questo per il prossimo 8 marzo come associazione stiamo organizzando un evento. Si terrà in via di Ripetta, presso Piazza del Popolo, e si tratta di un incontro sponsorizzato da me e da tanti colleghi avvocati uomini per far capire che quella della violenza di genere è una questione che riguarda tutti. Amo mia figlia più di me stesso e tutti gli uomini che amano le loro figli, madri e mogli devono capire che questa è una battaglia di civiltà. La festa della donna deve essere una battaglia di tutti. Opportuno ricordare le donne tutti i giorni".