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Carabinieri arrestano baby borseggiatrici

I controlli antiborseggio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma lungo le vie dello shopping e nei pressi dei centri commerciali della Capitale, hanno portato nelle ultime ore, all’arresto di altre 3 nomadi, borseggiatrici. In piazza Ara Coeli, nel corso di uno dei controlli in abiti civili, i Carabinieri della Stazione di Roma Vittorio Veneto hanno bloccato una cittadina bosniaca di 19 anni, e altre due baby-borseggiatrici nomadi, cittadine serbe di 14 e 12 anni, tutte con precedenti specifici e provenienti dal campo nomadi di Castel Romano, per aver sottratto il portafogli ad un turista russo, contenente carte di credito, documenti personali e alcune centinaia di euro in contanti. I militari hanno recuperato la refurtiva che è stata poi riconsegnata alla vittima. Le nomadi sono state invece portate in caserma, successivamente la 19enne è stata accompagnata presso il proprio domicilio mentre, le due minori, sono state condotte presso il centro di prima accoglienza di Roma, Virginia Agnelli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, e dovranno rispondere dell’accusa di furto aggravato in concorso.

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San Giovanni in Laterano celebra due nuovi vescovi

Padre Daniele Libanori, gesuita, e don Paolo Ricciardi, del clero romano, nominati dal Papa vescovi ausiliari di Roma il 23 novembre scorso, sabato 13 gennaio riceveranno l’ordinazione episcopale durante la concelebrazione eucaristica che avrà inizio alle ore 16 nella basilica papale di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma. A ordinarli sarà il vicario di Roma, l’arcivescovo Angelo De Donatis. Conconsacranti saranno monsignor Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare della diocesi per il settore Centro, e monsignor Andrea Turazzi, vescovo di San Marino-Montefeltro. La celebrazione sarà animata dal Coro della diocesi di Roma, diretto da monsignor Marco Frisina, e dal Coro della parrocchia di Santa Silvia (quartiere Portuense). Padre Libanori, cui è stata assegnata la sede titolare di Buruni, è nato a Ostellato, in provincia di Ferrara, il 27 maggio 1953 e appartiene alla Compagnia di Gesù. Ordinato sacerdote l’11 giugno 1977, è stato per otto anni, fino al 2016, rettore della Chiesa del Gesù. Dal 1° settembre scorso è rettore della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano, nuova “casa” dei preti di Roma per iniziativa del vicario generale De Donatis. Padre Libanori continuerà ad occuparsi del clero di Roma e il suo impegno pastorale si estenderà anche ai diaconi permanenti. Don Paolo Ricciardi, romano, 49 anni, era dal 2015 parroco ad Acilia, a San Carlo di Sezze, dopo aver guidato per 12 anni la parrocchia di Santa Silvia al Portuense. Era anche membro del Collegio dei consultori della diocesi. Ordinato sacerdote il 2 maggio 1993, è stato assistente del Seminario Maggiore fino al 1998, poi per cinque anni vicario parrocchiale di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, e per due anni addetto dell’Ufficio catechistico del Vicariato. Il Papa gli ha assegnato la sede titolare di Gabi e sarà delegato per la pastorale sanitaria.

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Libico 29enne fermato in Via Palestro

Un 29enne libico è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro dopo aver colpito violentemente con un calcio allo stomaco un turista degli Emirati Arabi, per strappargli la collana in oro che aveva al collo. E’ accaduto la scorsa notte in via Palestro, mentre il turista stava rientrando in hotel. Intervenuti sul posto, i Carabinieri hanno prestato soccorso alla vittima e hanno subito raccolto informazioni utili per rintracciare il rapinatore. Poco dopo, il cittadino libico è stato rintracciato nei paraggi e portato in caserma in attesa del rito direttissimo. I Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno intensificato i servizi di controllo preventivo nell’area di Termini, proprio per contrastare tale fenomeno che vede come vittime turisti stranieri, ledendo l’immagine della Capitale nel mondo. Negli ultimi mesi, i Carabinieri hanno, infatti, arrestato 32 persone, tutte di origine nordafricana, per 19 episodi di rapina ai danni di turisti, nell’area di Termini.

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“Spelacchio” diventerà una casetta per bimbi

Gadget ricordo e una “Baby little Home”, confortevole casetta in legno per consentire alle mamme di accudire i propri bambini con fasciatoio, poltrona per l’allattamento e tavolino da gioco per i piccoli. Ecco la “nuova vita” dell’albero di Natale di piazza Venezia, l’abete rosso dei boschi del Trentino ribattezzato dai romani affettuosamente “Spelacchio”. A deciderlo è stata la Giunta Capitolina grazie ad un accordo con la Comunità della Val Di Fiemme. L’intesa consentirà di riutilizzare il legno dell’albero, opportunamente lavorato, per qualcosa di utile alla città e senza alcun costo aggiuntivo. L’albero sarà rimosso giovedì sera e tagliato in blocchi che verranno inviati in Val di Fiemme per la lavorazione. Un blocco resterà, invece, a Roma per una realizzazione artistica. «Con il passare dei giorni ‘Spelacchio’ si è conquistato la simpatia e l’affetto della stragrande maggioranza delle persone. Ora avrà una nuova vita. Vogliamo fare di questa star internazionale un esempio concreto di riuso creativo, perché tutto può tornare a nuova vita. Un modo concreto per dimostrare al mondo che Roma vuole essere sostenibile e persegue con convinzione la strada del riuso, riciclo e recupero di materia», ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi. «L’albero di Natale di piazza Venezia ha occupato pagine e pagine delle principali testate nazionali e internazionali. È entrato nel quotidiano della gente ed ha rapito l’attenzione di radio e tv. La sua nuova vita non è assolutamente un’azione di business. Per questo, non limitiamoci a fare di Spelacchio solo il simbolo delle feste, facciamo di più, eleviamolo a simbolo di un’economia circolare sempre più necessaria per il futuro di Roma e delle nuove generazioni», ha spiegato l’assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.

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Altissimi: “Crisi rifiuti a Roma creata ad hoc”

Mentre si susseguono sui social le foto di una Roma decadente invasa dai sacchetti di plastica e le istituzioni riempiono i giornali con accuse reciproche sulla responsabilità di questa nuova crisi, suona come una provocazione l’intervento di Fabio Altissimi, l’amministratore dell’impianto Tbm alle porte di Aprilia (che dista poco più di 40 km dalla Capitale) che sostiene come l’emergenza romana non esista o meglio sembri creata ad hoc. «Non è una provocazione, è una verità basata sui fatti – commenta Altissimi – perché Roma, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, produce circa 4mila tonnellate di rifiuto indifferenziato al giorno: mille di queste vengono trattate negli impianti Colari, 500 in via Salaria e 500 a Rocca Cencia. All’appello manca quindi il trattamento di circa duemila tonnellate di rifiuti al giorno. Rida Ambiente, che si trova nella regione e quindi potrebbe ricevere rifiuti senza particolari autorizzazioni, insieme al Tmb di Saf a Frosinone, potrebbero sopperire per 800 tonnellate a questa emergenza. Eppure noi siamo stati autorizzati a riceverne solo 80 di tonnellate al costo di 131 euro a tonnellata. Come mai si sceglie di mandare i rifiuti a Reggio Emilia oppure in Abruzzo? Anche qui bisogna stare attenti alle quantità interessate. Prendiamo ad esempio l’accordo con Reggio Emilia: si parla di circa dieci camion al giorno, ossia 250 tonnellate. Ma non erano quasi duemila quelle in eccesso da smaltire? In realtà – secondo Altissimi – per smaltire il rifiuto in eccesso si vorrebbero riportare in auge i tritovagliatori, immensi trita rifiuti che strizzano e sminuzzano l’indifferenziato, senza trattarlo, diminuendo il suo volume. Macchinari dalla tecnologia antiquata, che già in passato sono costati al Lazio una sanzione da parte dell’Unione europea che, invece, richiede che i rifiuti vengano trattati e che in discarica finiscano solo gli scarti in alcun modo lavorabili o avviabili al recupero energetico. Nella realtà a essere stato spinto al massimo, nel quasi silenzio generale, è stato il tritovagliatore mobile di Rocca Cencia di proprietà di Ama, ora spostato a Ostia. E questo rappresenta nient’altro che un precedente. Se questo impianto pubblico (che a me pare essere utilizzato come una prova dalla Regione Lazio che autorizza) supererà indenne eventuali controlli, ecco che Porcarelli avrebbe tutto l’interesse a far ripartire il proprio tritovagliatore, questo fisso e non mobile, che si trova all’interno degli impianti di Rocca Cencia e che gli è stato dato in affitto dal gruppo Cerroni. Un macchinario che quando venne messo in funzione costò ai cittadini 175 euro per tonnellata ricevuta, un prezzo concordato con una trattativa privata e senza nessun tipo di evidenza pubblica. Un macchinario che utilizza una tecnologia antiquata e che non tratta il rifiuto come le normative europee e nazionali richiedono invece da anni».

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Sei arresti per spaccio ad Ostia

Proseguono i controlli dei carabinieri nel territorio di Nuova Ostia. Nelle ultime ore sono stati controllati oltre 74 veicoli, identificate 114 persone ed effettuate molteplici perquisizioni personali e domiciliari, verificando anche il rispetto delle prescrizioni imposte ai soggetti che beneficiano degli arresti domiciliari. I risultati non si sono fatti attendere, infatti ad Ostia sono stati arrestate 5 persone, tra cui una donna, per spaccio di sostanze stupefacenti. Nella ormai nota Piazza Gasparri erano in 4 ad occuparsi della cessione di sostanze stupefacenti. Avveniva tutto all’interno di una abitazione, sorvegliata da due persone che si occupavano di fare da “vedetta” nel caso di controlli improvvisi da parte delle Forze dell’ordine. Gli altri due, i veri e propri pusher, indisturbati,  preparavano e confezionavano lo stupefacente. L’altra notte, però, non hanno avuto scampo e sono scattate le manette per ognuno di loro. I carabinieri, dopo un prolungato ed accurato servizio di osservazione sono riusciti ad aggirare le vedette ed a sorprendere in flagranza di reato ognuno di loro, recuperando circa 15 grammi di cocaina, nonché materiale per taglio, peso e confezionamento dello stupefacente. Nella mattinata odierna, è stato arrestato anche un uomo di 26 anni, anche egli legato ai Clan di Piazza Gasparri, poiché nella propria abitazione, malgrado la presenza di 3 figli molto piccoli, deteneva ai fini di spaccio circa 800 grammi di sostanza stupefacente, tra hashish e marijuana. Nella circostanza, i Carabinieri hanno rinvenuto più di 30.000 euro in contanti, proventi del commercio dello stupefacente, 10.000 dei quali posti sottovuoto, per poter essere occultati anche all’interno di recipienti pieni d’acqua.

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Roma, una petizione per salvare Villa Pamphili: su Change.org già più di 1.800 firme

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Roma è la città più verde d'Europa, ma non ha più risorse (economiche e umane) e attenzioni (politiche e culturali) verso il suo patrimonio naturalistico. I principali parchi urbani versano in una situazione di abbandono che solo in pochi casi è scongiurata dall'azione di gruppi di volontari, cittadini che mettono tempo e denaro a disposizione di aree che rappresentano spesso la storia ineguagliabile della capitale d'Italia».  Inzia così il testo della petizione per salvare Villa Pamphili. L'iniziativa nata da alcuni cittadini che sulla piattaforma Change.org ha già raccolto più di 1.894 firme.

«Villa Pamphili – si legge – con la sua superficie di 184 ettari, è il parco più grande di Roma e uno dei più belli del mondo, in virtù della sua posizione privilegiata e dei grandi artisti che nei secoli lo hanno progettato e arricchito di opere d'arte. Più di un anno fa sono stati apposti i sigilli al Casale dei Cedrati che era appena stato ristrutturato e aperto al pubblico. Recentemente un nuovo intervento di Vigili Urbani e Carabinieri Forestali, coadiuvati dagli uomini del Servizio Giardini e dell'AMA, ha recintato diversi manufatti e sgomberato alcuni accampamenti abusivi che da tempo erano sorti nel parco».

Dopo questa operazione – che ha chiuso anche l'unico punto jogging attivo in città – è però piombato il silenzio: VILLA PAMPHILI è abbandonata a se stessa senza alcun servizio a disposizione delle migliaia di utenti che vivono il parco in ogni momento della giornata e con ogni stagione. Chiediamo quindi all'Amministrazione Capitolina di trovare ed investire al più presto le risorse fisiche ed economiche, oltre ovviamente alla volontà politica, per mettere in sicurezza VILLA PAMPHILI, darle il lustro che merita e permettere a tutti i cittadini di usufruire di questo inestimabile polmone verde presente in città».

Al raggiungimento di 2.500 firme la petizione verrà consegnata al sindaco di Roma Virginia Raggi, alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e all'assessore all'Ambiente Giuseppina Montanari.

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Roma, stalker incubo di un intero condominio: minacciava e perseguitava madre e figlia

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Da semplice inquilino era diventato il loro incubo: i carabinieri hanno fermato e arrestato un uomo di 60 anni che in un palazzo di Primavalle da 5 anni si era trasformato nello stalker di due altre residenti: una donna di 50 anni e sua figlia 22enne.

L'uomo, che abitava al piano superiore, le importunava verbalmente ma anche attraverso gesti e minacce: dai colpi sul pavimento, agli appostamenti sotto alle finestre dell'appartamento dove vivono le due donne. Lo stesso "canovaccio" è stato ripetuto dall'uomo anche nell'ultimo episodio prima di finire agli arresti: il 60enne ha iniziato prima a colpire ripetutamente e violentemente il pavimento per recar fastidio alle due inquiline. Dopodiché è sceso in strada e si messo a fissare le finestre del loro appartamento. A quel punto la madre e sua figlia hanno deciso di allertare i carabinieri. Alla vista dei militari, però, l'uomo è andato in escandescenze, tentando di sottrarsi al controllo e rifilando calci e spintoni.

Fermato e condotto nel carcere di Regina Coeli, dovrà rispondere oltre che di atti persecutori anche dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. E solo qualche settimana fa, un altro stalker condominiale è stato fermato e arrestato a Testaccio: per oltre due mesi aveva importunato e minacciato circa 100 famiglie. 

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Maltrattava la madre per rifornirsi di droga, arrestato 28enne

Per anni ha maltrattato la madre per obbligarla a dargli i soldi che gli servivano per pagarsi le dosi di droga. I Carabinieri della Stazione Roma Prati hanno posto fine alle angherie messe in atto da un romano di 28 anni nei confronti della mamma 55enne, costretta a subire continue percosse e minacce da parte del figlio. Sulla scorta degli accertamenti svolti dai Carabinieri e inviati in Procura è emerso che i maltrattamenti andavano avanti dal mese di dicembre 2016 ad oggi. E’ stato così che il Gip del Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata notificata al 28enne. Il ragazzo, che ha precedenti specifici per analoghi reati commessi tra il 2008 e il 2014, è stato rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Caro Capitale

Il 2017 si è concluso all’insegna di forti aumenti in tutti i settori del quotidiano per i romani che hanno assistito a rialzi costanti soprattutto durante gli ultimi quattro mesi dell’anno. Mentre infatti si animano le polemiche sui sacchetti bio della spesa ortofrutticola, il costo della frutta subisce un’impennata del 4,7% rispetto all’anno precedente. E, rimanendo nell’ambito alimentare, aumenti sono stati registrati anche per il costo del pesce che segna un più 2,3%, dell’olio (+ 2,3%), della carne (+2%), del latte e uova (+1,7%), caffè e te (+1,5%). Questi alcuni dati elaborati dalla Uil di Roma e del Lazio in merito all’inflazione nella Capitale durante lo scorso mese di dicembre 2017. Non va meglio sul fronte bollette che rispetto al 2016 hanno registrato un netto rincaro: più 5,7% il costo del gasolio per riscaldamento, più 4,3% l’energia elettrica, più 4,7% la fornitura d’acqua, più 2,9% il gas. E chi ha deciso di cambiare l’arredamento di casa, ha speso il 7% in più rispetto a chi l’aveva fatto un anno prima. Anche andare dal dentista, spesa di per sé non certo economica, costa l’1,4% in più rispetto a dicembre 2016. In compenso però diminuisce del 2% il costo delle apparecchiature terapeutiche. «Prezzi alle stelle in tutti i settori primari che mal si conciliano con i servizi offerti e con quanto sta accadendo in una Capitale sempre più in balia di se stessa – ha commentato il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica – sono diversi mesi che continuiamo a registrare e denunciare un costante incremento dei costi del quotidiano e purtroppo questa escalation sembra non fermarsi. Eppure le polemiche pubbliche sembrano soffermarsi solo su Spelacchio e sui due centesimi del sacchetto bio del supermercato. Non vorremmo fosse un modo per deviare l’attenzione dai temi principali e dai rincari effettivi che stiamo subendo». Male anche l’intero settore dei trasporti che registra incrementi su tutti i fronti: dall’impennata del 27% del trasporto aereo rispetto al mese precedente e del 14,2% rispetto a dicembre 2016, al più 6,3% del trasporto su rotaia, al più 3,8% del trasporto marittimo, fino all’aumento del 5% del costo dei lubrificanti per mezzi di trasporto privati. «Ciò significa che, per i pochi che hanno ancora un lavoro, raggiungere la Capitale è molto più dispendioso di un anno fa – ha proseguito Civica – né, visti i costi e soprattutto le tasse, si può minimamente pensare di acquistare una seconda casa, anche piccola, per evitare di fare il pendolare». Roma infatti è anche la città più cara d’Italia per l’imposta sulla seconda casa che ammonta a 2.064 euro medi contro i 1.070 della maggior parte dei capoluoghi di provincia italiani. Non va meglio per le cosiddette abitazioni di lusso dove si sfiorano i 6.500 euro complessivi, contro una media nazionale di 2.610. Anche sulle seconde pertinenze, ovvero cantine, garage e posto auto, la Capitale guida la classifica nazionale con 110 euro annui (81 per una cantina, 139 per un box).