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Sgominata banda di spacciatori al Casilino

Oltre 2 kg. di marijuana e diversi involucri di cocaina sequestrati a 6 cittadini nigeriani. Sono stati gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Casilino, diretto da Pasquale Fiocco, a concludere un’operazione antidroga “lampo” che ha permesso di arrestare 6 persone, tutte di nazionalità nigeriana, che dovranno rispondere di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Appostati davanti ad un’abitazione, da tempo tenuta d’occhio, gli investigatori hanno notato un giovane uscire con un vistoso zaino sulle spalle, e dirigersi alla fermata degli autobus. Seguito a distanza e senza mai perderlo di vista, gli agenti hanno deciso di controllarlo prima che riuscisse a salire sul mezzo pubblico. L’uomo, sin da subito si è mostrato molto nervoso. Comportamento che ha insospettito gli agenti che, pertanto, hanno deciso di procedere ad un controllo più accurato. Nello zaino infatti, c’erano due grossi involucri contenenti 2,2 kg di marijuana. La perquisizione è stata estesa, anche con l’aiuto dei cani antidroga, presso l’abitazione del giovane dove, una volta entrati, gli investigatori hanno trovato altre 5 persone, tra cui una donna. Su un tavolino, in bella vista, c’era altra “maria”, mentre, nella camera da letto di uno degli “ospiti”, diversi ovuli contenenti cocaina. Sequestrati anche un bilancino di precisione, un rotolo  in cellophane trasparente e tutto il materiale per il confezionamento delle dosi. I cinque, tutti nigeriani, identificati per I.C. di 22 anni, O.P. di 36 anni, A.F. di 30 anni, Y.A. di 34 anni, O.K. di 27 anni e la donna , O.J.V. di 27 anni, alla fine degli accertamenti sono stati arrestati.

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Stop anoressia e bulimia

Questa mattina l’Ospedale Israelitico di Roma e l’Associazione DonnaDonna Onlus hanno inaugurato la campagna di sensibilizzazione “Stop anoressia e bulimia. Uniti per la salute del corpo e dell’anima”. Il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Il Presidente dell’Ospedale Israelitico, Bruno Sed, e la Fondatrice dell’Associazione DonnaDonna Onlus, Nadia Accetti, hanno tagliato il nastro della mostra che unisce le donne di tutti gli enti ebraici, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Marina Militare, nella lotta ai disturbi del comportamento alimentare. In una conferenza stampa che si è tenuta nei locali della Sinagoga dell’Ospedale Israelitico, in via Fulda a Roma, è stato inoltre presentato il calendario ebraico “L’Amore Salva”. Nel mondo oltre 70 milioni di persone, e solo in Italia circa 3 milioni, fanno i conti con i Disturbi del comportamento alimentare (DCA), senza considerare il “sommerso” di casi non evidenti o non dichiarati. I DCA sono la prima causa di morte, dopo gli incidenti stradali, tra gli adolescenti e gettano nel dolore migliaia di famiglie. La maggior parte degli individui che ne soffrono sono di sesso femminile, tra i 12 e i 25 anni, ma in aumento sono i sintomi tra le bambine dagli 8 anni e donne in età di menopausa. Sempre più numerosi, infine, sono i casi maschili. Gli scatti d’autore di Salvatore Arnone effettuati sono una pioggia di rose rosse, simbolo di questa battaglia, testimoniano attraverso la mostra e il calendario la gioia di vivere e la bellezza di riconoscersi unici e irripetibili. «Ero intrappolata nella malattia – racconta Nadia Accetti, fondatrice dell’Associazione – nella vergogna, nella paura, nella sofferenza e nei sensi di colpa. Per oltre dieci aani ho vissuto così. Ora sono rinata, finalmente sono libera e ho deciso di dedicare la mia vita alla prevenzione raccontando a quante più persone possibili che vincere si può. Non è il cibo il nemico da combattere, è fame d’amore e di vita». Il presidente dell'Israelitico Bruno Sed ha affermato: «L’Ospedale Israelitico è da sempre impegnato nelle battaglie che pongono la dignità della vita al centro. Siamo felici di aver collaborato con l’Associazione DonnaDonna Onlus e con Nadia Accetti che ha portato nelle nostre strutture un importante messaggio che noi vogliamo diffondere il più possibile. La mostra e il calendario non solo hanno contribuito a mettere in risalto i nostri valori comuni, ma hanno acceso l’Ospedale di passione. Per questo ho deciso di promuovere un centro di ascolto sulla bulimia e sull’anoressia, affinché questa iniziativa abbia un nuovo e concreto sviluppo». All’iniziativa hanno partecipato anche il Direttore Generale dell’Ospedale Israelitico, Giovanni Naccarato, il Consiglio d’Amministrazione, il Commissario prefettizio, Claudio D’Amario, e i rappresentanti degli Enti Ebraici che hanno aderito al progetto.

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La Croce Rossa incontra Papa Francesco

Sabato 27 gennaio, alle ore 11.45 presso l’Aula Paolo VI in Vaticano, si terrà l’udienza del Santo Padre con i volontari della Croce Rossa Italiana, guidati dal Presidente nazionale e neo-eletto Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca. Durante l’incontro il Presidente Rocca interverrà con un discorso di saluto al Santo Padre, in merito a tematiche di interesse comune come le nuove fragilità sociali, le tante emergenze umanitarie nazionali e internazionali, il ruolo chiave del mondo del volontariato. Oltre ai 6mila volontari di Croce Rossa Italiana, saranno presenti all’udienza i massimi vertici delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, tra cui i Presidenti della Mezzaluna Rossa Siriana, Palestinese, Iraniana e del Bangladesh e quelli della Croce Rossa di Argentina, Venezuela, Cina, Haiti, Antigua e Barbuda, Zimbabwe.

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Pecorino Romano con gli occhi a mandorla

Con gli accordi di libero scambio l’Unione Europea legalizza dal Canada al Giappone fino ai Paesi sudamericani del Mercosur, l’agropirateria internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro con i tarocchi del prodotti alimentari Made in Italy. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della presentazione del XV Rapporto Ismea-Qualivita 2017 sui prodotti Dop/Igp dal quale si evidenzia che il sistema italiano di qualità “Food and wine” conta su 818 specilità tutelate che sviluppano un valore alla produzione di 14,8 miliardi con un aumento del 6% su base annua e del 70% in 10 anni. Il valore delle esportazioni del sistema nazionale di qualità “Food and Wine” è pari a 8,4 miliardi ma all’estero, sottolinea la Coldiretti, sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre che utilizzano impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele spesso “clonati”, ma anche gli extravergini di oliva, le conserve come il Pomodoro San Marzano. Ora le brutte copie di prodotti simbolo del Made in Italy sono state esplicitamente autorizzate dall’Unione Europea negli accordi di libero scambio conclusi con il Canada e il Giappone e in dirittura di arrivo come quello con i Paesi del Mercosur dove la produzione locale del falso è tra i piu’ fiorenti del mondo, dal Parmesao Carioca al Grana, dal Reggianito al Provolone, dal Romano al Sardo fino alla Mortadela. Ad aprire la strada è stato il Trattato di libero scambio con il Canada dove sono falsi quasi nove formaggi di tipo italiano in vendita su dieci. L’accordo con il Paese nordamericano (CETA) ha legittimato per la prima volta nella storia dell’Unione Europea le imitazioni del Made in Italy che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele. Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano più esportato nel mondo, il Parmigiano Reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. L’accordo è già entrato in vigore a livello europeo il 21 settembre 2017, anche se in via provvisoria, ma il nuovo Parlamento italiano che uscirà dalle elezioni ha la possibilità di non ratificarlo. Un precedente che, denuncia la Coldiretti, è stato subito recepito nell’accordo definitivo tra l’Unione Europea e Giappone che autorizza per i prossimi anni la produzione e vendita di Asiago, Fontina e Gorgonzola Made in Japan ma anche di copie locali con i nomi "grana", "padano", "romano", "provolone", "mortadella" e il preoccupante via libera totale al Parmesan dagli occhi a mandorla. La situazione è ancora più preoccupante nel negoziato in corso con i paesi del mercato comune dell'America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur). Sulle 291 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea è stata prevista una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su 30 di queste sono state già presentate opposizioni, a partire dal Parmigiano Reggiano. «E’ inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si rischia di svendere l’identità dei territori che rappresentano un patrimonio di storia, cultura, e lavoro conservato nel tempo da generazioni di agricoltori.

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Domani Spada davanti al Gup

Roberto Spada, esponente dell'omonimo clan di Ostia e il suo guardaspalle Ruben Nelson Alvez, compariranno domani davanti al gup di Roma. Entrambi sono accusati di concorso in lesioni personali e violenza privata, aggravate del metodo mafioso, per la violenta aggressione dello scorso 7 novembre al giornalista RAI Daniele Piervincenzi e al suo cameramen Edoardo Anselmi. Spada, dopo aver risposto ad alcune domande, reagì in maniera violenta, colpendo con una testata Piervincenzi, che fu costretto a ricorrere a cure mediche. L'udienza è stata fissata davanti al giudice Maria Paola Tomaselli per le 10. I due accusati dovrebbero essere presenti in aula. Hanno già annunciato di volersi costituire parte civile la Federazione nazionale della stampa (Fnsi), il sindacato dei giornalisti e il Consiglio nazionale dell'Ordine professionale.

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Roma, Ponte della Magliana allarme della Sapienza “Rischio crollo: va chiuso”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Maria Elena Vincenzi) – Il ponte della Magliana è a rischio. «Meglio, a rischio è l’incolumità dei cittadini che lo percorrono». A lanciare l’allarme la Facoltà di Ingegneria della Sapienza. In un convegno a dicembre scorso, alcuni professori e persino il preside della facoltà, Antonio D’Andrea, si sono riuniti per parlare dei ponti storici di Roma. C’erano nomi illustri dell’ingegneria e architettura non solo romana, ma nazionale: Achille Paolone, Franco Purini e Salvatore Perno. E l’attenzione si è concentrata su quello della Magliana. A parlarne diffusamente è stato il professore Remo Calzona, ordinario di Tecnica della Costruzioni dell’Ateneo dal 1978. Per l’accademico, il ponte è insicuro. E per dimostrarlo ha presentato una relazione di una quarantina di pagine piene di algoritmi, fisica e storia. Non c’è bisogno di essere ingegneri per comprendere le conclusioni sullo stato di salute di un ponte sul quale, ogni anno, passano più di venti milioni di persone.

« La gravità dello stato di conservazione – scrive il docente universitario – e la decadenza delle caratteristiche meccaniche e fisiche dei materiali per effetto di fatica impongono che venga valutata con grande attenzione la messa fuori servizio dell’opera, questione questa da prendere in conto perché il ponte della Magliana, con i suoi 70 anni di vita, è fuori dalla vita di servizio di 50 anni prevista dalle norme tecniche attuali » . Per l’accademico non esiste una soluzione alternativa, il ponte non può essere restaurato. Deve essere chiuso perché ne va delle sicurezza di chi lo percorre. D’altronde, come spiega il professore nel suo intervento, che quella costruzione abbia problemi è cosa nota ormai da tempo. Lo era già nel 1976: in una relazione tecnica dell’epoca, disposta dal Comune, si parlava già della macroscopica dilatazione dei giunti e dell’ « inaccettabile » stato di deterioramento degli apparecchi di appoggio e scorrimento. Anche negli anni Duemila, il sindaco Rutelli, consapevole del problema ( che nel frattempo era, ovviamente peggiorato), bandì un concorso per la progettazione del “ Ponte dei Congressi”, struttura che avrebbe messo fuori uso il vecchio predecessore.

L’idea, per un periodo abbandonata, è stata tirata fuori dal cassetto per lo Stadio della Roma. Un piano che prevede che il ponte della Magliana continui il suo servizio. Ma, secondo Calzona, questo è impensabile: le criticità ormai sono moltissime. Dovute all’età, prima ancora che alla scarsa manutenzione. Poi ci sono le cure che al ponte sono state negate. Come sottolinea l’accademico, che è stato anche consulente tecnico d’ufficio delle procure in casi di molti crolli ( quello di Villa Iacobini per dirne uno), «la mancata protezione delle superfici metalliche ha portato alla corrosione delle stesse, con la riduzione delle sezioni resistenti fino alla metà con una drastica e irreversibile riduzione della resistenza dell’opera » . Ancora: la conservazione della carpenteria metallica è « preoccupante ». Poi c’è il problema dei giunti che si stanno pian piano staccando.

Forse anche per questo, tra gli interventi per lo Stadio, era stata prevista la costruzione di un nuovo ponte, quello di Traiano, che avrebbe potuto mandare in pensione quello della Magliana. Ma la riduzione delle cubature voluta dalla giunta Raggi ha fatto escludere quell’infrastruttura dal progetto. Recentemente il ministro Lotti era intervenuto per dire che il ponte di Traiano si sarebbe fatto a spese del Governo, ma a quelle parole, almeno per il momento, non c’è stato seguito.
Progetti futuri ancora da definire e per i quali ci vorrà chissà quanto. Nel frattempo, la viabilità della zona, si affida al vecchio e malandato pontedella Magliana. Bocciato in convegni pubblici dai quali, però, il Campidoglio e, in particolare il XII dipartimento, si tiene alla larga. Addirittura, a quello del 13 dicembre era prevista la presenza dell’ingegnere Fabio Rocchi, dirigente comunale. Il suo intervento, “ Ponte della Magliana: stato dell’Arte” era nella bozza del programma. Ma il dipendente capitolino, alla fine, ha comunicato che non poteva essere presente. Altri impegni o inopportunità?

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Roma, la denuncia su Twitter: «Trenta minuti di attesa per il bus 913, poi arriva l’unica vettura senza pedana»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Trenta minuti di attesa in carrozzina per il 913 a viale medaglie d'oro e passa l'unica vettura senza pedana per disabili. È una vergogna! Inaccettabile nel 2018!». E' la denuncia postata su Twitter dall'autore tv Erasmo Catavolo.

Una vergogna per la Capitale d'Italia che nonostante gli annunci delle varie amministrazioni continua a non essere una città davvero senza barriere architettoniche e semplificazioni per i disabili. Un problema che il Messaggero denunciò già nel 2011 raccontando gli ostacoli e i problemi di una coppia di disabili venuti a Roma. In quell'occasione l'Atac annuncio che avrebbe acquistato 500 pedane da installare sui bus. 

L’Atac parlò di graduale sostituzione delle padane elettriche con quelle manuali: «Da qui al 2013 contiamo di portare almeno al 90% dall’attuale 63% la percentuale di autobus forniti di pedana sul totale della flotta». Qualcosa evidentemente, tanto per cambiare, non deve essere andata per il verso giusto.

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Neppure Rambo sfugge ai Carabinieri

La scorsa sera, i Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste hanno arrestato Rambo O., cittadino bosniaco di 29 anni, con precedenti penali, domiciliato nel campo nomadi di via Salviati, perché colpito da un mandato di arresto europeo, emesso dal Tribunale di Sarajevo, per il reato di rapina a mano armata. A seguito di un’attività informativa, i Carabinieri hanno fermato ed identificato l’uomo all’interno del campo nomadi, dove si era nascosto per fuggire all’arresto. Su di lui pendeva un mandato d’arresto europeo, per una rapina commessa in Bosnia, assieme a dei complici, il 12 ottobre 2009. Portato in caserma, all’uomo i militari hanno notificato il mandato d’arresto e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso la casa circondariale di Rebibbia, in attesa che vengano attivate le procedure internazionali per l’espatrio.

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Carabinieri smascherano ricettatore

I Carabinieri della Stazione Roma Macao hanno denunciato in stato di libertà un 20enne romano, per ricettazione. L’uomo aveva messo in vendita una bicicletta rubata su un noto sito di compravendite on-line. La bici, una mountain bike, dal valore di circa 2.000 euro, di proprietà di un 27enne di Roma, fattorino, è stata rubata la sera dello scorso 14 gennaio da via dei Capocci, nel quartiere Monti, durante una consegna. Appena acquisita la denuncia, i Carabinieri, hanno avviato un’attività investigativa che li ha portati all’individuazione di un’inserzione di vendita su un portale on-line di annunci, riportante lo stesso modello, stessi colori, della bici rubata con un prezzo molto conveniente. Contattato l’inserzionista, fingendosi interessati all’acquisto, i Carabinieri hanno organizzato un “appuntamento” con il venditore; quando, notati alcuni particolari sul telaio, fornitigli dal proprietario, hanno avuto la certezza che si trattasse della bici denunciata rubata, hanno bloccato il ricettatore. La bici è stata recuperata e restituita al fattorino che potrà così riprendere il suo lavoro.

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Incubo degli automobilisti di Tor Cervara in manette

Gli agenti della Polizia di Stato, hanno messo fine ai numerosi furti consumati su alcune auto parcheggiate  nella zona Tor Cervara. A seguito delle denunce presentate dagli automobilisti derubati, gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale, hanno deciso di intensificare i controlli proprio nelle vie ove maggiormente erano stati segnalati i danneggiamenti dei veicoli. Ieri, grazie alla visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dello stesso Compartimento, i poliziotti, hanno notato una nomade che, con estrema destrezza aveva iniziato la sua “attività giornaliera” infrangendo il vetro di due autovetture parcheggiate proprio nei pressi degli uffici di polizia. Intervenuti immediatamente, gli agenti, sono riusciti a bloccare la nomade mentre stava già “traslocando” la refurtiva dalle auto danneggiate, per poi darsi alla fuga. La donna, identificata per S.I.K. di 30 anni, è stata così arrestata e, durante il processo per direttissima, è stata condannata per furto e danneggiamento aggravato.