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Rapina al supermercato, fermato 28enne

28 anni ed un volto già ampiamente noto alla Polizia di Stato che, dopo una rapina ad un supermercato, ha impiegato solo pochi minuti per individuarlo. F.M., queste le iniziali del rapinatore per il quale il Tribunale di Roma, proprio a causa nei numerosi precedenti, aveva sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale. Insieme ad un complice, in serata, è entrato armato in un supermercato della Magliana facendosi consegnare l’incasso, poco meno di mille euro. Quando gli investigatori del commissariato San Paolo, diretto da Massimiliano Maset, hanno raccolto le varie testimonianze, hanno capito subito chi fosse uno dei rapinatori e si  sono così appostati sotto casa di F.M. L’attesa è durata solo pochi minuti, il ragazzo ha però riconosciuto i poliziotti ed ha tentato una breve fuga all’interno di Corviale. Dopo averlo fermato gli agenti hanno perquisito la sua abitazione e, ad ulteriore conferma, hanno trovato gli abiti che il giovane indossava durante la rapina. F.M. è stato sottoposto a fermo di PG ed accompagnato presso il carcere di Regina Coeli; continuano le indagini per arrivare all’identificazione dell’altro rapinatore.

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Regione Lazio, 2 milioni e 400mila prestazioni erogate dalla Case della Salute

«Due milioni e 400mila prestazioni: questi i numeri registrati dalle 16 Case della Salute di tutto il Lazio nel 2017, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Numeri di una scommessa che abbiamo vinto, perché le Case della Salute di Roma, della sua provincia e delle 4 province del Lazio rappresentano oramai un punto di riferimento importante per tantissimi cittadini, che senza dover ricorrere alle cure presso i Pronto Soccorso degli ospedali, possono contare sulla professionalità e sulla disponibilità di tanti medici ed operatori sanitari all’interno di queste strutture». Così il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti commenta i numeri relativi alle prestazioni erogate nelle Case della Salute del Lazio. «Chirurgia ambulatoriale, screening, prelievi, visite ambulatoriali, consulti allo sportello antiviolenza, sono tantissime le prestazioni richieste dai pazienti che sono stati ascoltati, curati e solo in alcuni casi, quelli più gravi, sono stati indirizzati altrove per ulteriori controlli. Le Case della Salute sono state pensate e realizzate per concretizzare, insieme agli Ambulatori aperti nei week-end e ai laboratori di Pediatria, un sistema sanitario che abbraccia le esigenze dei pazienti di ogni età e delle loro famiglie in ogni momento e per i casi di più immediata e semplice risoluzione, snellendo e non di poco la mole di lavoro dei Pronto Soccorso. Una rete sociosanitaria, stabile e affidabile, che grazie alla disponibilità di medici e operatori in questi anni ha contribuito a cambiare il volto della sanità laziale».
 

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Ispezione dei Carabinieri nel cuore della movida romana

Un’intensa attività di controllo nel cuore della Movida della Capitale, messa in atto dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro, ha portato all’arresto di 2 persone, alla denuncia a piede libero di altre 3, al sequestro di dosi di droga e di coltelli. Il servizio, a cui hanno partecipato decine di militari dei Comandi Roma piazza Venezia, delle Stazioni Roma Quirinale e Roma Aventino, dell’8° Reggimento “Lazio” e del N.A.S. di Roma, ha permesso di scandagliare a fondo le zone maggiormente frequentate da persone in cerca di divertimento. Nel corso delle operazioni, un cittadino egiziano di 38 anni e un cittadino tunisino di 25 anni, entrambi con precedenti, sono stati arrestati con l’accusa di rapina. I due, insieme ad un complice che è riuscito a darsi alla fuga, hanno accerchiato un 28enne in via di Monte Testaccio, derubandolo del telefono cellulare dopo averlo ripetutamente spintonato. L’egiziano, durante le perquisizioni, è stato trovato anche in possesso di 3 gr. di cocaina e 2 gr. di hashish, motivo per cui è stato anche denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un cittadino marocchino di 27 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, è stato denunciato a piede libero dai Carabinieri che lo hanno sorpreso in via Palestro in possesso di 10 gr. di hashish già suddivisi in dosi. Un cittadino egiziano di 23 anni ed un cittadino tunisino di 24 anni, entrambi nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, sono stati controllati e sorpresi – rispettivamente in piazza del Biscione e in Largo di Villa Peretti – in possesso di due coltelli a serramanico di genere proibito. Durante i controlli eseguiti con i Carabinieri del N.A.S. di Roma, al titolare di un ristorante di Largo dei Chiavari è stata contestata l’omessa applicazione delle procedure di autocontrollo sulla sicurezza alimentare. Dovrà pagare una sanzione di 2.000 euro.
 

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Campidoglio, pronto il Protocollo d’Intesa per lavori di pubblica utilità e recupero del patrimonio ambientale

Dopo la Sottoscrizione di Intenti, avvenuta lo scorso dicembre con la firma della Sindaca Virginia Raggi, nella mattinata di oggi si è firmato il Protocollo di Intesa per il progetto “Lavori di pubblica utilità e recupero del patrimonio ambientale”, con il coinvolgimento dei detenuti della Casa circondariale di Rebibbia volto a favorire il reinserimento socio lavorativo dei soggetti in espiazione di pena. A firmare il protocollo per Roma Capitale: l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi, con delega ai rapporti con il Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Daniele Frongia; il Vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo; l’Assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre; l’Assessore alla Sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari; la Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Gabriella Stramaccioni. Per il Ministero della Giustizia: il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Provveditore Regionale del Lazio, Abruzzo e Molise, Cinzia Calandrino; il Direttore della Casa circondariale “Rebibbia N.C. Raffaele Cinotti” Rossella Santoro. Il progetto intende promuovere l’utilizzo di detenuti, con un limite di 50 unità al giorno, per porre in essere attività di pubblica utilità, in particolar modo per un intervento straordinario di pulizia e restituzione del decoro di alcuni spazi pubblici, aree verdi e piazze di Roma Capitale. Il progetto si fonda su attività di “lavoro volontario e gratuito”, tenendo conto delle specifiche professionalità e attitudini lavorative, promuovendo un percorso di sensibilizzazione al rispetto del bene comune, alla legalità, all’osservanza delle regole e delle norme, come elementi imprescindibili per il percorso di reintegrazione del reo. «Con la firma di oggi intendiamo promuovere una collaborazione fattiva volta a incentivare processi di reintegrazione lavorativa del reo attraverso l’apprendimento di tecniche e strumenti utili per il reinserimento nel mondo del lavoro, ma anche sociale, dando allo stesso la possibilità di svolgere un’azione riparatoria nei confronti della collettività. Senza dimenticare la sensibilizzazione nei confronti della nostra Città, il riciclo dei rifiuti, la conservazione del patrimonio ambientale», dichiara Daniele Frongia. Il Vicesindaco Luca Bergamo: «Conoscere la città, imparare ad averne cura e poi amarla, renderla più bella e pulita, con semplici gesti, può rappresentare un cambio di prospettiva e di crescita per i detenuti che, con il loro lavoro volontario, cureranno il decoro di alcuni spazi pubblici della città. Anche questa è crescita culturale». «Vogliamo investire sulla funzione rieducativa della pena tramite attività che producano ricadute utili e benefici per la collettività. In questo modo intendiamo anche modificare la percezione che si ha dei detenuti: sono prima di tutto delle persone con dignità. Con questa iniziativa sposiamo in pieno uno dei principi base della nostra Costituzione, cioè che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Si tratta di concetti che troppo spesso vengono trascurati o calpestati: garantiamo il nostro contributo per recuperarli perché sono imprescindibili per ogni democrazia», sottolinea l’assessora Laura Baldassarre. «Questo progetto rappresenta una grande occasione per il reinserimento sociale dei detenuti che mette al centro un servizio così importante per la Città, legato al verde e all’ambiente. Ricominciare dalla natura per reinserirsi nella società, è questo il senso dell’iniziativa, che vedrà impegnati attivamente i detenuti in attività di pulizia e decoro di spazi pubblici, aree verdi e ville storiche. È stato anche avviato un percorso formativo e di sensibilizzazione all’educazione ambientale, grazie alla collaborazione e al supporto tecnico e operativo del nostro Servizio Giardini», dichiara Pinuccia Montanari.

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A Pineta Sacchetti per una casa dopo 6 mesi di nulla: la polizia blocca le famiglie di Santi Apostoli

(Fonte: www.romatoday.it)

Hanno provato a trasferirsi nel palazzo indicato dalla Regione. Ma quando sono arrivate all'imbocco di via Ventura, in zona Pineta Sacchetti,  dove si trova l'immobile, sono state bloccate da un ingente schieramento di forze dell'ordine. Sono le famiglie sgomberate il 10 agosto scorso da un palazzo occupato a Cinecittà, che da allora vivono accampate nelle tende in piazza Santi Apostoli. Poco prima di Natale la Regione aveva indicato una possibile soluzione: un immobile di sua proprietà in via Ventura 60, in parte già in uso al Comune che l'ha adibito a centro per anziani. Il Comune avrebbe avuto la possibilità di assegnare le stanze "di circa 15 metri quadrati" per l'emergenza freddo. Ma ad oltre un mese di distanza nessuna soluzione è stata prospettata. Non possiamo più aspettare: fa freddo, i bambini sono continuamente ammalati. Qualcuno è finito in ospedale" raccontano. «Così abbiamo deciso di muoverci autonomamente. Le stanze sono pronte, perché non possiamo entrare?». Non un blitz a sorpresa. Nei giorni scorsi le famiglie avevamo annunciato la loro intenzione. Ma una volta arrivati in via Ventura sono state fermate da un ingente schieramento di polizia e carabinieri. Intanto il sole inizia a calare. E con l'ombra arriva anche il freddo. «Questa notte non sappiamo dove andare. Siamo pronti ad accamparci qui». Da Campidoglio e Regione, per il momento, nessuna comunicazione.

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La protesta dei lavoratori ferma il consiglio comunale

Dopo un faticoso inizio (numero legale garantito solo al 4° e ultimo appello), il consiglio comunale è stato fermato intorno alle 17 da una rumorosa protesta. Le urla in Aula Giulio Cesare dei Disoccupati del Comitato per il Lavoro Minimo Garantito e di alcuni Manutentori Civici del Comune di Roma (operatori del verde cittadino), hanno indotto il presidente De Vito a interrompere la seduta, ripresa dopo circa mezz'ora. I lavoratori ribadiscono l'urgenza del rinnovo del contratto per quegli operatori che negli ultimi 20 mesi, di cui solo 16 di contratto, hanno gestito il verde della Capitale, oggi di nuovo lasciato all'abbandono e denunciano la mancanza di progettualità del Comune, rispetto alle politiche attive per il lavoro.

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Roma, code all’Inps: gente in fila sotto pioggia e neve, arrivano i carabinieri

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Elena Panarella) – Code lunghissime e tanta rabbia all’Inps di via Longoni. «Ogni giorno da mesi la situazione è sempre la stessa», è lo sfogo corale di chi attende per ore (in piedi) di entrare negli uffici sulla Prenestina. Anziani, donne in gravidanza, disabili e tante altre persone accalcate al freddo e al gelo. «Non ci lasciano nemmeno andare in bagno – si sfoga un signore con i capelli bianchi e un cappello – è una vergogna».

Nell’avviso datato 31 ottobre 2017, è scritto a chiare lettere che «a causa di comprovate ragioni di sicurezza e in attesa dell’effettuazione dei lavori, al fine di evitare un sovraffollamento non possono essere ricevute più di 40 persone nell’edificio». Questo comporta inevitabilmente che all’esterno si formi ogni giorno «una fila di decine e decine di persone, tra cui numerosi anziani, che debbono aspettare in piedi per più ore, esposte al freddo, al vento e alla pioggia prima di poter entrare negli uffici», spiega uno dei tanti utenti. Ma allora «se la struttura non è idonea o non ci sono spazi adeguati, bisogna prendere provvedimenti». 

LA RABBIA «Due ore in coda con dolori forti alle ginocchia senza avere la certezza di riuscire ad entrare. Ma le sembra possibile?», si sfoga una signora sulla settantina. «I numeri per poter conferire con gli impiegati vengono dati all’interno dell’edificio solo fino alle 12 – gli fa eco Emilio G., anche lui in attesa di arrivare al bancone – per cui può succedere, come peraltro è successo a me ieri, di fare la fila per più di un’ora inutilmente e di dover poi tornare il giorno dopo». Ovviamente la fila non si conclude all’esterno dell’edificio: «Una volta entrati e preso il bigliettino, bisogna affrontare all’interno una seconda fila di mezz’ora circa, ma almeno questa avviene al riparo e al caldo, con la possibilità di sedersi e di poter andare al gabinetto». «Una realtà triste e molto spiacevole – aggiunge – soprattutto per chi ha lavorato tanti anni e poi si trova a dover subire tutto questo solo per poter consegnare un documento». «Ogni giorno c’è bisogno dell’intervento delle forze dell’ordine», si sfogano. E ieri è toccato (per l’ennesima volta) ai carabinieri. «L’esasperazione e la sensazione di abbandono è davvero tanta – dice Anna E., 48 anni, al terzo giorno in coda nel tentativo di entrare – intere mattinate di lavoro perse». È un’attesa snervante. Un’attesa di gente sbuffa, guarda orologi, si muove nervosamente. Un’attesa che «ti porta a perdere la pazienza». E domani si ricomincia.

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Zingaretti scrive all’Avv. Piraino per la questione di Via Sabotino

«Gentile Avvocato Eleonora Piraino, le scrivo comprendendo perfettamente la frustrazione di una mamma o di un papà che vede il proprio figlio o la propria figlia privato del parco dove passare il tempo libero in compagnia, giocare, fare nuove amicizie. Anche io sono padre e trovo questa situazione di stallo intollerabile». Inizia così la lettera che il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha inviato questa mattina a Elenora Piraino, dell’associazione “Amici di Via Plava” e promotrice del gruppo su Facebook “Salviamo il parco di via Sabotino”. «Quindi, a prescindere dal contenzioso esistente – spiega il presidente Zingaretti – la Regione Lazio, d’accordo con l’Ater di Roma, è completamente a disposizione per trovare una soluzione e restituire ai bambini e al quartiere il parco di via Sabotino. Siamo pronti a collaborare con l’Amministrazione Comunale sia nell’eventualità di doverci occupare direttamente del ripristino dell’area, sia nel caso di dover individuare una soluzione condivisa con Roma Capitale”. «Per noi – conclude Zingaretti nella lettera – la collaborazione tra Istituzioni per risolvere i problemi dei cittadini viene prima di ogni altra considerazione».
 

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Tornano i binari a piazza Vittorio. E sotto ci sarà la linea C

(Fonte: www.iltempo.it)

(di Fernando M. Magliaro) – Fino alla metà degli anni 70 i tram arrivavano ovunque: ci sono foto d’archivio con il tram che girava intorno al Pantheon, in via Cairoli all’Esquilino, in via Appia Nuova da Colli Albani all’aeroporto di Ciampino. Prima vennero i tagli alla rete negli anni ‘60 e ‘70 in nome del progresso dei bus a gasolio, poi lo smantellamento anche dei binari durante il governo Rutelli. Ora, dietro front: Virginia Raggi, sindaco di Roma, insieme agli assessori alla Mobiità, Linda Meleo, e all’Urbanistica, Luca Montuori, ha annunciato il ripristino del tram da piazza Vittorio a largo Corrado Ricci, lungo via Cavour. Il percorso prevede che i tram provenienti dalla Prenestina, giunto a piazza Vittorio, passi per via dello Statuto, scenda per via Giovanni Lanza, confluisca su via Cavour e termini a Largo Corrado Ricci ai Fori Imperiali, a 580 metri di distanza da piazza Venezia. 5 milioni di euro l’investimento previsto con i cantieri che, nella visione del Campidoglio, partiranno a maggio 2019 per concludersi nel 2020. L’idea di chiudere il cerchio e riuscire a creare il grande passante tranviario unendo il capolinea di Largo Corrado Ricci con quello del tram 8 a piazza Venezia. Sono poco più di 600 metri ma davvero difficili: è il cuore archeologico di Roma e, secondo quanto trapela, l’idea della Soprintendenza sarebbe quella di far passare il tram lungo via Alessandria, ripristinando il tracciato del tram antecedente la creazione di via dei Fori Imperiali. Sotto i quali, comunque, dovrà passare la linea C della metro dopo aver lasciato Colosseo (giusto ieri l’assessore Meleo ha annunciato che entro una ventina di giorni inizieranno le perforazioni delle talpe meccaniche da San Giovanni a Colosseo) in direzione piazza Venezia.

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Bergamo risponde alla richiesta di dimissioni da parte di attori e registi

«Leggo con grande sorpresa la richiesta di mie dimissioni sottoscritta da oltre sessanta importanti figure del cinema italiano. Trovo davvero singolare che si chieda a me di fare un passo indietro per le parole pronunciate da un’altra persona. Parole peraltro molto distanti da quelle che ho scritto e detto parlando dell’arena cinematografica promossa dall’Associazione Piccolo Cinema America per cui ho sempre espresso apprezzamento. Ho rispetto e ammirazione per l’opera di chi ha sottoscritto l’appello, ma lo declino con serenità». Così in una nota il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita Culturale Luca Bergamo.