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Donna trovata morta nel Tevere, era scomparsa questa mattina

Una donna di 79 anni si era allontanata questa mattina dalla sua abitazione a Mentana. Un familiare, preoccupato, aveva immediatamente contatto le forze dell'ordine che si erano attivate nelle ricerche. La prima svolta, nell'indagine, c'era stata intorno all'ora di pranzo, quando i carabinieri della stazione di Monterotondo hanno ritrovato la macchina della donna scomparsa nei pressi di un ponte vicino al fiume Tevere e, più precisamente, in via Traversa del Grillo. All'interno della vettura era stato rinvenuto un biglietto presumibilmente scritto dall'anziana. Poco dopo, il tragico epilogo: il cadavere della donna, originaria di Trapani, è stato ritrovato dal Nucleo dei Sommozzatori, insieme ai vigili del fuoco del Comando provinciale,in fondo al corso dell'acqua, nel tratto del Tevere fra i Comuni di Capena e Monterotondo.

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Roma, stupro a Colle Oppio: Eduard Oprea condannato a 12 anni

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Condannato a 12 anni e 6 mesi di reclusione Eduard Oprea, cittadino romeno di 41 anni, che il 3 ottobre del 2016 violentò a Roma una turista australiana dopo averla seguita all'uscita da un locale, con la scusa di accompagnarla in albergo. Lo hanno deciso i giudici della V sezione collegiale. Nei suoi confronti le accuse sono di violenza sessuale aggravata, lesioni e rapina. La Procura aveva chiesto una condanna a 10 anni e sei mesi. L'uomo violentò la turista, dopo averla stordita con un pugno al viso, nel parco del Colle Oppio. Non contento, il romeno si appropriò anche della borsa della donna contenente cinquemila dollari, 150 euro e un telefono cellulare. La turista australiana riportò ferite al naso, un trauma cranico facciale e la frattura arco anteriore della quinta e sesta costola di sinistra. Oprea fu arrestato dalla polizia alcuni giorni dopo su un treno della linea Roma-Viterbo e aveva ancora il contenuto della borsa rapinata dopo la violenza sessuale. I giudici hanno disposto l'allontanamento del condannato dal territorio italiano a «pena espiata in quanto soggetto socialmente pericoloso». Nel corso dell'incidente probatorio, svolto il 17 ottobre di due anni fa, la vittima ha riconosciuto il suo aggressore. Per l'avvocato difensore di Oprea, Andrea Palmiero, «non c'è stata alcuna violenza sessuale. Il test del Dna ha dato ragione alla difesa: non c'è stata violenza sessuale, e non si è trovato il liquido seminale. Daremo battaglia in Appello».

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Allerta meteo da oggi pomeriggio

La Regione Lazio ha reso noto che "il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse" a partire dal pomeriggio di oggi, giovedì 15 marzo, e per le successive 24-30 ore si prevedono "precipitazioni a carattere di rovescio o temporale. Venti forti con raffiche di burrasca dai quadranti meridionali specie sui settori costieri. Mareggiate lungo le coste esposte". 

Il Centro Funzionale Regionale ha emesso un bollettino di criticità idrogeologica "per temporali codice giallo e attenzione per vento su tutte le zone di allerta del Lazio".

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Coppia di coniugi in manette: avevano rubato un’auto a febbraio

I Carabinieri della Stazione di Roma Divino Amore, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma – Ufficio G.I.P., hanno arrestato una coppia di coniugi, lei di 32 anni e lui di 38, con precedenti, entrambi domiciliati presso l’ex fiera di Roma, responsabili della commissione di un furto su autovettura presso il parcheggio sotterraneo di un grande magazzino, di Fonte Laurentina. Il furto è stato commesso lo scorso 14 febbraio, quando la coppia, a bordo della propria autovettura, dopo essersi avvicinati al veicolo in uso ad un cliente dell’esercizio, utilizzando una torcia, ha infranto il finestrino anteriore impossessandosi di alcuni effetti personali che si trovavano sul sedile anteriore, per un valore complessivo di circa 360 euro. Fondamentali, per lo sviluppo dell’attività d’indagine, sono stati i filmati del sistema di videosorveglianza che hanno permesso ai Carabinieri di individuare l’autovettura in uso ai ladri e di identificarli a seguito di numerosi servizi di osservazione e pedinamento. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati ad accertare le loro eventuali responsabilità in ordine alla commissione di altre decine di furti dello stesso genere commessi nella stessa area. Gli arrestati sono stati condotti rispettivamente nei carceri di Rebibbia e Regina Coeli.

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Viterbo, arrestato su segnalazione dell’Fbi: in casa aveva materiale per confezionare ordigni

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Un cittadino italiano di origine lettone è stato arrestato dalla Polizia a Viterbo dopo che, nel corso della perquisizione nella sua abitazione, gli uomini dell'Antiterrorismo hanno trovato materiale utile a confezionare ordigni esplosivi. L'indagine nei confronti del 24enne è nata da una segnalazione del Fbi: il giovane aveva postato sui social media una serie di apprezzamenti nei confronti di Saipov Sayfullo, l'estremista islamico che il 31 ottobre del 2017 ha investito e ucciso su una pista ciclabile di New York otto persone.

In seguito alla segnalazione del Federal Bureau Investigation, gli uomini del Servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo esterno dell'Antiterrorismo hanno individuato l'autore del post, che fino a quel momento non era mai stato segnalato alle autorità di sicurezza né per atteggiamenti radicali né per posizioni politiche estreme. Nei suoi confronti sono così stati disposti una serie di accertamenti, mentre la digos di Viterbo lo ha tenuto costantemente sotto stretto monitoraggio.

Nei giorni scorsi è scattata la perquisizione nella sua abitazione, alla quale hanno partecipato anche le unità cinofile antisabotaggio e gli uomini della Polizia Postale. All'interno dell'abitazione i poliziotti hanno sequestrato diversi precursori per la fabbricazione di ordigni artigianali e un oggetto di cartone di forma cilindrica, riempito di una polvere la cui natura deve ancora essere accertata, all'interno del quale erano state incollate diverse monete di piccole dimensioni. Al 24enne sono anche stati sequestrati un fucile e due pistole ad aria compressa e una serie di apparecchiature informatiche.

Il cittadino lettone è stato arrestato con l'accusa di possesso di materiale utile al confezionamento di ordigni esplosivi e il gip ha già convalidato l'arresto. Sono in corso una serie di accertamenti per verificare la sussistenza di altre ipotesi di reato.

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Topi d’appartamento fermati dalla Polizia

"Dobbiamo controllare il contatore dell'energia elettrica", questa era la scusa adottata da una coppia di romani per entrare e rubare in un appartamento. Il fatto è avvenuto ieri sera, presso un'abitazione in via Giovanni da Procida, intorno alle 19:30. I due presunti ladri, una ragazza di 24 anni ed un ragazzo di 28, entrambi romani, si erano finti elettricisti interessati a controllare il contatore dell'energia per entrare dentro l'appartamento. Il proprietario di casa, insospettito dopo aver visto la coppia rovistare nei cassetti della sua camera da letto, è riuscito a fermarli e contattare gli agenti della Polizia di Stato. Quest'ultimi, giunti sul posto, hanno arrestato i due ragazzi con l'accusa di rapina in concorso. 

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Cipolle da sballo: carico stupefacente bloccato a Roma est

(Fonte: www.romatoday.it)

Un tir stupefacente che trasportava oltre sei quintali di hashish nascosti fra le cipolle. Ad interrompere il traffico di sostanze stupefacenti sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma. Le Fiamme Gialle hanno arrestato, in flagranza di reato, tre persone di nazionalità italiana e romena, tutte coinvolte, a vario titolo, nel trasporto e stoccaggio di oltre 640 chilogrammi di hashish. Il sequestro sulla via Polense. 

Hashish destinato al mercato romano 

Più nel dettaglio, nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio e in attuazione del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Colleferro – nella circostanza impegnati nel comune di Roma, anche al fine di garantire un interscambio professionale suggerito dall’operare in aree a più alta densità abitativa – hanno intercettato l’ingente partita di stupefacenti proveniente dall’estero e, verosimilmente, destinata al florido mercato illecito capitolino.

 

Tir stupefacente sulla via Polense 

L’attività eseguita dai militari del Corpo prendeva spunto dall’osservazione di un autoarticolato con targa rumena che, seguendo un’andatura sospetta, percorreva la via Polense, nel quadrante est della Capitale. Il TIR giungeva, quindi, nei pressi di una società di logistica e trasporti, dove faceva subito ingresso. Anomala, nell’occasione, appariva la circostanza che, non appena ricoverato il
mezzo all’interno del piazzale della ditta, ulteriori soggetti provvedevano, con fare guardingo, a richiudere le cancellate di ingresso al deposito, trovate, invece, aperte all’arrivo del mezzo pesante.

Carico di ortofrutta dalla Spagna 

I finanzieri decidevano, a quel punto, di approfondire il controllo, facendovi accesso e richiedendo l’esibizione della documentazione scortante la merce. L’esame del titolo di viaggio lasciava emergere immediatamente delle irregolarità, atteso che l’autoarticolato – trasportante un carico di prodotti ortofrutticoli – risultava proveniente dalla Spagna e diretto in Romania, nulla risultando in merito alla sosta nella Capitale

640 chili di hashish fra le cipolle 

Il controllo più approfondito del contenuto consentiva di comprendere le ragioni di tali anomalie: perfettamente occultata tra quintali di cipolle, un’ingente partita di stupefacente di oltre 640 chilogrammi di hashish. La droga e l’autoarticolato sono stati quindi sequestrati, mentre le tre persone (individuate nel titolare del deposito, l’autista del TIR e il complice di quest’ultimo) sono state tratte in arresto e condotte presso il carcere di Regina Coeli a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

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Il caos affrancazioni travolge Roma: chiesti milioni di euro di risarcimento a chi ha venduto

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Ylenia Sina) “Oltre 5 milioni di euro suddivisi in circa 40 famiglie. La media è di 125 mila euro a testa”. Paolo Visintin ha tra le mani un elenco con tutti i nominativi dei componenti del comitato che si è costituito il 1 marzo scorso. Prende il nome dalla sentenza della Cassazione che ha cambiato per sempre le loro vite: comitato 'Venditori 18135'. Il 22 febbraio scorso Romatoday ha raccontato la sua storia e da allora “sono stato letteralmente investito da una valanga di mail e telefonate”. Visintin è stato condannato a risarcire l'acquirente della sua vecchia abitazione con quasi 300 mila euro. E come lui decine di famiglie negli ultimi mesi del 2017 si sono viste recapitare a casa lettere firmate da avvocati con richieste simili. Ad accomunarli il fatto di aver rivenduto a prezzi di libero mercato appartamenti realizzati ed acquistati in regime di edilizia agevolata. Le compravendite sono avvenute davanti a notai. Gli uffici preposti del Comune hanno dato il proprio via libera. “Chi di noi voleva vendere è stato indirizzato al libero mercato. Ora in questo comitato siamo 40 ma siamo sicuri che il numero crescerà presto”.
I 5 milioni di euro su 40 abitazioni rappresentano solo una piccola fetta di un settore edilizio che nella sola capitale, questa la stima, conta circa 200 mila abitazioni. Un numero parziale ma indicativo per delineare il fenomeno complessivo. Tor Pagnotta, Spinaceto, Osteria del Curato, Romanina, Casal de' Pazzi, Muratella, Casal Monastero, Laurentino, Lunghezza, Portuense, Grottaperfetta, solo per citarne alcuni. Stiamo parlando di oltre un centinaio di quartieri di periferia cresciuti a ridosso del Grande raccordo anulare negli ultimi quarant'anni, realizzati su terreni pubblici, con agevolazioni per i costruttori, destinati ai “ceti meno abbienti”. I cosiddetti piani di zona, termine ormai famoso a Roma per una serie di inchieste per truffa sui prezzi di affitto e di vendita che hanno riguardato alcuni, si stima decine, di questi quartieri. 
Il via libera del Comune
Queste case realizzate con agevolazioni pubbliche proprio per essere destinate ai ceti meno abbienti hanno rappresentato per anni una significativa iniezione nel mercato immobiliare romano. Vendute e rivendute. Il dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica era del parere favorevole. Il limite per la “liberalizzazione del prezzo massimo di cessione” era fissato in cinque anni. In una lettera indirizzata al Consiglio notarile di Roma, datata 4 marzo 2013, si legge: “Le convenzioni stipulate da Roma Capitale […] non introducono divieti convenzionali di inalienabilità delle singole unità abitative”. Per “snellire” l'attività amministrativa, “tenuto conto che si è consolidata la prassi per la quale ogni compravendita debba essere preceduta dal nulla osta di questo ufficio, sebbene non dovuto”, il dipartimento invitava a divulgare il contenuto della lettera.
Parla l'avvocato: "Anche i venditori dovrebbero poter affrancare"
Caos dopo la sentenza
Nel settembre del 2015 una sentenza della Cassazione afferma che l'interpretazione della legge applicata per anni per la vendita era errata: il prezzo di queste abitazioni doveva restare calmierato anche nelle seconde e successive compravendite. Il valore di migliaia di case di proprietà crolla di colpo e in poche settimane è il caos. Romatoday lo ha raccontato nel gennaio del 2016: rogiti congelati, compravendite bloccate. I secondi e terzi acquirenti che avevano acquistato queste abitazioni a prezzi di mercato si ritrovano con case che valgono meno della metà. Scoppiano proteste. A qualcuno saltano le trattative, qualcun altro ci rimette migliaia di euro. Con la lentezza che spesso accompagna gli iter burocratici, il Campidoglio apre una finestra per tamponare questa situazione: l'affrancazione. Siccome le case sono state costruite su terreni comunali, tecnicamente 'in diritto di superficie', versando una quota all'amministrazione capitolina si libera l'immobile dal vincolo del prezzo calmierato. 
Ricorso ai venditori
Intanto però un altro fronte si stava aprendo per i venditori. La Sentenza della Cassazione ha, di fatto, invalidato una parte di migliaia di compravendite, quella relativa al prezzo. Sul fronte giudiziario scatta una vera e propria battaglia che sta iniziando ora a far sentire i propri effetti. Nella cassetta delle lettere dei proprietari di queste abitazioni compaiono proposte di supporti legali e finanziari per intraprendere azioni legali. Tra gli ultimi mesi del 2017 e i primi del 2018, anni dopo la compravendita, in quelle dei venditori arrivano le richieste di risarcimento da avvocati nominati dagli acquirenti.
La storia di Lucia 
A Lucia, nome di fantasia, la lettera arriva nell'ottobre del 2017. “Ero all'oscuro di tutto, mi sono sentita morire” racconta. “Mi veniva richiesta la differenza tra il prezzo a cui avevo acquistato nel lontano 1998, c'erano ancora le lire, e quello della successiva vendita avvenuta nel 2013. La cifra richiesta ammontava a circa 230 mila euro”. Quando nel 2000 Lucia andò ad abitare nella sua casa a Fonte Laurentina, quartiere subito fuori l'anello del Grande raccordo anulare, a ridosso della Laurentina, il suo palazzo era uno dei primi realizzati. “Era disperso nel nulla. Non c'erano nemmeno i lampioni per le strade, figuriamoci i negozi e i servizi. Addirittura avevamo problemi con le pecore e i cani pastore”. Nel 2013 è tutto diverso, anche se il quartiere continua ad essere molto lontano dall'ufficio del centro dove Lucia lavora. Dopo una tragedia familiare ed una difficile malattia decide di vendere e di avvicinarsi al posto di lavoro. “Ho chiesto chiarimenti al Comune e mi ha dato il via libera”. La compravendita avviene davanti a un notaio. “Alla fine siamo arrivati a mediazione: 80 mila euro. È stato un incubo, sembrava potessero chiedermi qualsiasi cifra. Perché non hanno accettato il prezzo dell'affrancazione? Me ne sarei fatta carico ma la proposta è stata respinta”.
La storia di Veronica
Una storia simile, nelle sue inevitabili peculiarità, è stata vissuta da molte altre persone con cui Romatoday ha potuto parlare. Veronica (sempre nome di fantasia) ha acquistato “per 250 milioni di lire nel 1996. Dopo 11 anni, nel 2007, io e mio marito decidiamo di vendere. Ci siamo affidati ad un'agenzia. Il Comune ha dato il suo via libera. La compravendita è stata seguita da un notaio”. Prezzo di vendita: 345 mila euro. La differenza è di 220 mila euro. “La lettera con la richiesta arriva il 10 marzo del 2017. L’inizio delle nostre notti in bianco. Non abbiamo tutti quei soldi perché dalla vendita abbiamo comprato un’altra casa. Mio marito è impiegato e abbiamo due figli”. Si tenta la strada della mediazione. “Ci siamo sentiti completamente indifesi. Alla fine ci siamo accordati per 60 mila euro”. 
La storia Anna
Con il nulla osta del Comune tra le mani Anna ribadisce: “Abbiamo seguito le indicazioni di notai e agenzie immobiliari”. A lei hanno chiesto oltre 350 mila euro. La casa acquistata nel lontano 1997 dal padre, che lei ha in parte ereditato insieme alla madre ottantenne, si trova a Talenti. È un attico di 130 metri quadrati, con 100 metri quadrati di terrazzo e il garage privato. Era costato 350 milioni di lire. “Attorno non c’era niente. Nemmeno il panettiere. Non come oggi”. L’appartamento è stato rivenduto nel maggio del 2015 a circa 500 mila euro. “Si era già iniziato a parlare di affrancazione ma non del vincolo del prezzo. Ci siamo rivolti ad un’agenzia e ad un notaio. Era tutto scritto nell’atto di vendita. Ora ci chiedono oltre 358 mila euro più danni quando gli attuali proprietari possono decidere di affrancare subito dopo. Con 20-30 mila euro la loro casa potrà essere rivenduta a prezzi di libero mercato”. 
Nasce il comitato
Tre voci del comitato 'Venditori 18135' che sulla carta conta 18 nominativi ma che ha già attirato l'attenzione di molte più persone. “Vogliamo tutelare i diritti dei venditori e rivendicare che queste compravendite sono avvenute in totale buona fede” spiega Visintin che del comitato è diventato il presidente. “Questa è una licenza legalizzata alla speculazione. Ora siamo una quarantina di persone. Ma sono sicuro che è solo l’inizio”.
 

 

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Roma, scontro tra auto, travolto uomo su marciapiede: è grave

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Un uomo è stato investito da un’auto che, scontrandosi con un’altra macchina, è finita sul marciapiede. È accaduto ieri sera in via Don Giustino Maria Russolillo, in zona Serpentara, alla periferia di Roma. A quanto ricostruito finora dalla polizia locale, c’è stato un incidente tra due macchine. Nell’impatto una delle auto coinvolte ha preso dei cassonetti, un veicolo in sosta e ha finito la sua corsa sul marciapiede investendo un 60enne che si trovava lì in quel momento. L’uomo è stato trasportato dal 118 in ospedale in codice rosso. Sul posto per i rilievi la polizia locale.

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Campidoglio, domani sciopero dei dipendenti dell’anagrafe

Potranno esserci disagi domani in Campidoglio per lo sciopero dei dipendenti dell'anagrafe comunale. I lavoratori incroceranno le braccia per sei ore, dalle 8 alle 14: possibile la chiusura di alcuni uffici e la cancellazione di appuntamenti prenotati attraverso il sistema TuPassi. L'agitazione è stata indetta dal sindacato ASBEL, il sindacato di base degli enti locali. La settimana prossima, venerdì 22 marzo, sarà invece la volta del trasporto pubblico.