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Cronaca

San Giovanni, fermato presunto scippatore

Diversi gli scippi nella zona di San Giovanni negli ultimi mesi che hanno portato gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di zona ad avviare un’indagine per risalire all’autore. Gli accertamenti fatti, le descrizioni acquisite nonché il tipo di scooter utilizzato con il particolare del fanalino posteriore infranto, hanno fatto si che gli agenti qualche giorno fa, durante un servizio di osservazione hanno focalizzato l’attenzione su di un uomo, in tutto corrispondente alle descrizioni, che  percorreva la tangenziale est .
Ne è scaturito un inseguimento. Nonostante il presunto scippatore, abbia percorso diverse strade contromano, per sottrarsi alla cattura , i poliziotti a bordo di una moto ed un’autovettura civetta sono riusciti, a bloccarlo al Pigneto dopo che , nel suo ultimo tentativo di fuga, si è schiantato contro la loro moto danneggiandola .
Sulla pedana dello scooter, i poliziotti hanno trovato una borsa appena scippata ad una signora in via Ivrea , alla quale è stata poi restituita. Sullo stesso motorino, risultato rubato , gli agenti hanno rinvenuto anche una fotocopia di una targa di un altro veicolo, risultato estraneo all’intera vicenda, applicata su quella originaria .
Indumenti del tutto simili a quelli utilizzati dall’autore dei furti con strappo , avvenuti sempre nella stessa zona, sono stati poi rinvenuti dai poliziotti nel corso della perquisizione dell’abitazione dell'uomo. 45 anni, romano, arrestato al termine del rito direttissimo, è finito agli arresti domiciliari. L’agente ferito in seguito allo scontro e nella successiva colluttazione  è stato giudicato guaribile in 7 giorni.

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Cronaca

Stazione Tibus, presunto ladro di monete fermato

Stava tentando di recuperare le monete rimaste intrappolate dal “tappo” che aveva creato nella bocchetta della restituzione di una cabina telefonica presente nell’area dell’autostazione “Tibus”, ma il suo piano è andato in fumo a causa dell’intervento dei Carabinieri della Stazione Roma Nomentana. I militari hanno sorpreso il ladro – un cittadino bulgaro di 49 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con numerosi precedenti alle spalle – mentre, con l’ausilio di “spadini” e ferri uncinati, stava tentando di rimuovere il blocco da lui precedentemente creato con delle spugne, in modo da recuperare le monete. Gli “arnesi del mestiere” sono stati sequestrati mentre il 49enne è stato arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato e trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.

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Cronaca

Anna, violentata e segregata per anni: pena ridotta a 8 anni per il suo aguzzino romeno

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Non una riduzione in schiavitù, ma una terribile vicenda fatta di violenze sessuali, maltrattamenti e lesioni. Per queste imputazioni oggi Ion Grigoriu, romeno di 45 anni, è stato condannato in appello a 8 anni e mezzo di reclusione. I giudici hanno ridotto la condanna a dieci anni inflitta nel maggio dello scorso anno all'uomo dalla III Corte d'assise capitolina; riduzione motivata con l'assoluzione dell'uomo dall'accusa di riduzione in schiavitù aggravata con la formula «perché il fatto non sussiste», ma la conferma delle altre contestazioni. Terribile la storia di Anna, ragazza arrivata dalla Russia nel 2009 dopo aver terminato nel suo Paese gli studi universitari. Era la mattina del 29 gennaio 2016 quando i carabinieri, nel corso di un intervento mirato al contrasto dei continui furti di energia da parte degli occupanti abusivi di un capannone industriale, trovarono in una baracca la ragazza russa; era rannicchiata tra le coperte, molto spaventata, e tutta dolorante. Raccontò ai militari che da circa due mesi era trattenuta in quel luogo da tale Grigoriu. Davanti ai giudici raccontò la sua storia. Era arrivata dalla Russia con la madre (poi rientrata nel Paese d'origine), aveva sempre lavorato come babysitter, barista, hostess in un ristorante, cuoca, badante. Fino a quando conobbe un moldavo, del quale rimase incinta. A causa dei continui litigi tra loro furono allontanati da casa, fino a quando furono ospitati da Grigoriu in un capannone abbandonato in zona Arco di Travertino. Il suo convivente fu ancora una volta allontanato per le sue intemperanze, e la ragazza rimase ad abitare in quel capannone, confidando nella protezione del romeno. Da quel momento, la situazione degenerò. La giovane donna raccontò che Grigoriu la malmenava violentemente (disse che gli altri occupanti del capannone non reagivano perché avevano paura dell'uomo), l'aveva violentata nonostante fosse incinta, la minacciava di morte in caso di richiesta di aiuto dalle forze dell'ordine; disse anche che era costretta a lavare, stirare, fare le pulizie e cucinare per tutti gli occupanti del capannone, e se si ribellava riceveva pugni, calci e botte. I giudici di primo grado ritennero evidente lo stato di soggezione e lo sfruttamento della ragazza; e, corredando il tutto con la personalità dell'imputato, arrivarono a una sentenza di condanna a 10 anni di reclusione. Oggi la lieve riduzione della condanna in appello.

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Cronaca

Auditorium, meno ore e paga più bassa: sciopero a oltranza per 59 lavoratori

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Ylenia Sina) Le leggendarie note di Bob Dylan incantavano una Sala di Santa Cecilia che ha registrato il sold out per tre sere di fila. Ma per i 59 addetti ai servizi di sicurezza non armata, guardiania e accoglienza dell'Auditorium Parco della Musica al Flaminio, il 3 aprile scorso è soprattutto la data di un cambio appalto che ha dato il via ad uno sciopero a oltranza. Un cambio di appalto che, scriveva in quelle ore la Filcams Cgil di Roma e Lazio, "lede tutti i diritti dei lavoratori che passeranno dal contratto turismo al nulla". A subentrare alle aziende Best Union Company Spa e National Services Srl è la Rear Multiservice Group, società cooperativa torinese, che tra i suoi clienti annovera i musei del capoluogo piemontese. La società è balzata agli onori della cronaca nel 2012 quando il regista Ken Loach, in disappunto verso alcune vertenze portate avanti dai lavoratori nei confronti dell'azienda che prestava i suoi servizi anche al  Museo Nazionale del Cinema, rinunciò a ritirare il premio alla carriera al Torino Film Festival. Oggi la Rear sbarca in una delle maggiori istituzioni culturali capitoline, gestita dalla Fondazione Musica per Roma che ha come soci fondatori Comune di Roma, Camera di Commercio, provincia di Roma, Regione Lazio. "Questo cambio appalto viola le norme di legge e anche il capitolato dell'appalto" denuncia Anna De Marco, segretaria generale di Filcams Cgil di Roma Nord, Civitavecchia e Viterbo. "Nell'appalto non viene applicato il contratto nazionale ma viene semplicemente indicata una paga base di 5,37 euro lordi a cui si aggiunge una componente variabile di 1,26 euro lordi". Non solo. I sindacati denunciano un taglio orario del 50 per cento e dei permessi retribuiti che passano da 72 ore a 32, l'annullamento della 14esima, "l'assenza di una clausola di salvaguardia che porta i lavoratori al rischio di essere licenziati nel prossimo cambio di appalto". Nei giorni precedenti al 3 aprile le trattative tra l'azienda e il sindacato non hanno portato ad alcun accordo. Domani è in programma un nuovo incontro e i sindacati avvertono: "Il nostro obiettivo è il ripristino delle condizioni preesistenti, altrimenti la Rear esca dall'appalto" continua De Marco. "Stiamo parlando di lavoratori impiegati in questo servizio fin dall'inizio delle attività dell'Auditorium, stabilizzati dopo tanti anni nel 2010, disponibili 24 ore su 24. Conoscono molte lingue, sono preparati. Non è accettabile che nel tempio della cultura non si abbia rispetto per la cultura del lavoro". Il presidente della Rear Antonio Munafò, contattato da Romatoday, ha spiegato: "Domani è in programma un incontro: spero vivamente che la situazione si risolva per il meglio. Il nodo più grosso da sciogliere riguarda il dimezzamento delle ore ma questo non sarà facilmente risolvibile da momento che il ridimensionamento è previsto nel capitolato d'appalto. I dipendenti sono stati tutti riassunti ma è chiaro che l'orario non potrà essere quello di prima". In quanto alla mancata applicazione del contratto nazionale, Munafò replica: "Si tratta di un contratto aziendale che rispetta quanto previsto per legge. Anzi. Ci sono contratti firmati dai maggiori sindacati italiani che presentano valori più bassi di quanto da noi proposto. Vorrei precisare, inoltre, che la paga oraria non è di 5,37 euro ma di 7,16 euro ed è composta di due parti". I sindacati si sono appellati alle istituzioni affinché aprano un tavolo di trattativa. "Se così fosse siamo naturalmente disponibili a prendere parte per spiegare le motivazioni che abbiamo già illustrato anche ai sindacati". Sia la sindaca di Roma, Virginia Raggi, sia il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, si sono interessati del caso. Il governatore, ieri, ha fatto sapere di aver manifestato "ai vertici della Fondazione Musica per Roma la mia preoccupazione e ho chiesto di produrre tutti gli atti necessari affinchè si vada incontro alle apprensioni che si sono generate dopo l'assegnazione del nuovo bando di gara". Poi aggiunge: "Se le notizie lette in questi giorni sulla vicenda fossero confermate, infatti, non potrei condividere la strada intrapresa, con un contratto d'appalto che non sembrerebbe tutelare nella loro pienezza i diritti dei lavoratori".

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Chiesti 87 mln risarcimento a Cerroni

(Fonte: www.ansa.it)
Un risarcimento per oltre 87 milioni di euro è stato chiesto dalle parti civili nel processo che vede imputato a Roma, l'ex patron della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, accusato con altri di associazione a delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti. Nel corso dell'udienza di oggi il Ministero dell'Ambiente ha chiesto un risarcimento di 35 milioni di euro. Dal canto loro la Regione Lazio e il Comune di Roma hanno sollecitato una richiesta di danni rispettivamente di 30 milioni e 22 milioni.

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Atac pronta allo sciopero: “Turni di riposo dimezzati”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Salvatore Giuffrida) – Inizia una settimana decisiva per Atac e il trasporto pubblico romano: i dipendenti dell'azienda comunale sono in mobilitazione e i sindacati hanno avviato le procedure per arrivare allo sciopero generale entro i prossimi venti giorni, a meno che i vertici aziendali, o il Campidoglio, non corrano ai ripari. Eventualità che al momento appare ancora lontana. I lavoratori accusano infatti l'azienda di non rispettare le clausole sulla gestione del lavoro decise dall'accordo del 27 novembre, firmato subito dopo l'avvio delle procedure in tribunale del piano concordato per evitare il fallimento per il maxidebito da 1,2 miliardi e la messa in liquidazione dell'azienda.

Il problema, secondo i sindacati, sono i turni di lavoro e i riposi: fino a oggi erano 104 all'anno, ovvero due a settimana da 24 ore. Da oggi Atac li porta a 52, quindi uno a settimana. Inoltre, sostengono ancora i sindacati, nelle officine centrali di via Prenestina i riposi arrivano appena a 22 ore e non più ad almeno 24, come previsto dalla legge. Infine gli autisti denunciano che i nuovi turni di lavoro arrivano anche a 41 ore a settimana, contro il massimo di 39 previste dal piano concordato. Il secondo motivo per cui i sindacati si avviano allo sciopero generale è proprio il piano concordato deciso dal Comune: secondo i sindacati, è destinato a fallire e non riuscirà né a ripagare i debiti né a rinnovare il parco autobus. Il motivo è semplice: mancano nuovi investimenti.

L'allarme arriva a distanza di alcuni mesi dall'avvio del piano: il tempo di aspettare i risultati e nuovi fondi. Che però, secondo i lavoratori, non ci sono; per questo i sindacati hanno chiesto un incontro urgente, fissato per domani, con l'amministratore di Atac Paolo Simioni.

"Non vediamo nessun beneficio sul servizio – spiega Daniele Fuligni segretario regionale Filt Cgil – e nessuna certezza su chi finanzierà i nuovi bus e i pezzi di ricambio, senza i quali nessun piano industriale è credibile. Senza nuovi investimenti da parte di Comune, Regione e Governo, l'azienda da sola non può risanare i debiti e al tempo stesso rinnovare il parco bus". Il problema è ciò che i sindacati chiamano " sottoproduzione": in base al contratto di servizio con il Comune, Atac dovrebbe garantire 101 milioni di km all'anno ma, secondo la Cgil, ne riesce a fare circa 87, ovvero il 20% in meno. E questo vuol dire meno entrate per l'azienda, che incassa in base al chilometraggio effettivamente percorso. " Il timore è che il concordato fallisca – continua Fuligni – la società sia messa in liquidazione e data in pasto ai privati. Non lo permetteremo".

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Roma, scontri al Trullo per assegnazione casa a eritrei: procura; “a processo militanti Forza Nuova”

(Fonte: www.repubblica.it)

La Procura di Roma ha chiesto il processo per Giuliano Castellino, leader del movimento 'Roma ai romani', e tre militanti di Forza Nuova arrestati il 28 settembre scorso per lesioni, resistenza e percosse a pubblico ufficiale in relazione agli scontri con le forze dell'ordine avvenuti il 28 settembre scorso in via Giovanni Porzio, al Trullo, dove la polizia municipale aveva avuto l'ordine di sgomberare una casa popolare dell'Ater per consegnarla a una famiglia di origine eritrea. Quel giorno tre agenti rimasero feriti perche' colpiti alla testa da sanpietrini. L'udienza gup e' stata aggiornata al prossimo giugno per un difetto di notifica nell'avviso di conclusione delle indagini.

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Roma, pedone investito da un’auto a Termini: è grave

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Un pedone è stato investito da un'auto, una Fiat 500, in viale Enrico De Nicola, nella zona della stazione Termini. È accaduto stamattina e sul posto, alle 5.21, sono intervenuti i vigili urbani del I Gruppo. L'auto era guidata da un ragazzo italiano di 21 anni, mentre il pedone, straniero, è stato soccorso e portato in ospedale in codice rosso. L'uomo, che non aveva documenti dietro, si trova all'Umberto I in prognosi riservata.

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Roma, aggressione omofoba: 21enne picchiato e rapinato in pieno giorno, nessuno interviene

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Picchiato con calci e pugni, minacciato con un coltello e rapinato in pieno giorno, a due passi dalla stazione Tiburtina. E nessuno che interviene per difenderlo. Nuova aggressione omofoba a Roma. A farne le spese un giovane di 21 anni che rientrava a casa dopo il suo primo giorno di lavoro. Preso di mira dal branco, seguito, minacciato, poi picchiato, rapinato e di nuovo minacciato con un coltello. Nessuno interviene in suo aiuto – si legge nella nota del Circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli", anche se è pomeriggio. Una notte passata in ospedale per gli esami per verificare le ecchimosi sul viso e il corpo dolorante per le botte prese. Il giorno dopo le dimissioni con cinque giorni di prognosi. E poteva andare molto peggio. “Il Circolo Mario Mieli esprime la totale e incondizionata solidarietà a Federico, attivista della Roboterie – Nostri i corpi nostre le città. Rimaniamo veramente costernati alla notizia dell’ennesima aggressione subita a Roma. Siamo anche però felici che Federico abbia deciso di denunciare i suoi aggressori. La sua testimonianza, resa alle autorità competenti, delinea una chiara aggressione omofoba. Il branco violento ha agito sì per derubare ma soprattutto per offendere, minacciare e poi colpire con violenza” – questo il commento di Sebastiano Secci, Presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Meli che si è subito offerto per dare assistenza alla vittima. “Non possiamo in alcun modo abbassare la guardia, le aggressioni a chiara matrice omofoba stanno aumentando in questi ultimi tempi. E’ urgente che i media, le associazioni e il mondo civile non sottovalutino queste violenze e chi è preposto alla sicurezza dei cittadini e delle cittadine sia vigile e faccia in modo di perseguire con durezza gli assalitori. E non deve nemmeno passare in alcun modo l’idea che atti di questo tipo in fondo possano essere tollerati o ancor peggio rientrino nella normalità di una città grande e tentacolare come Roma. Noi non ci stiamo! Per quanto ci riguarda è fondamentale l’intervento politico sulla questione: è urgente una legge contro l’omo-transfobia".

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Maltempo a Roma, albero su auto. Chiusa galleria Giovanni XXIII. Crolli, donna lievemente ferita ad Acilia

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Flaminia Savelli)L'automobilista era all'interno della sua vettura quando un grosso ramo è precipitato: è in codice verde. Sul Ponte di ferro danneggiate alcune vetture in sosta. Mareggiata a Fregene. Rami e alberi sulle strade a causa delle forti raffiche di vento che si stanno abbattendo sulla capitale. Allarme sulla via Ostiense, a Marconi, alla Pisana e a Boccea, emergenza anche sul litorale romano dove i pompieri hanno effettuato già 40 interventi. In Via Ugo Fellini a Ostia, altezza del civico 42, un albero sì è adagiato sulla facciata di un edificio danneggiando un balcone. Sulla via del Mare, in direzione Roma, un centinaio di metri dopo il tunnel all'altezza di Acilia, un albero ha colpito un'auto. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani. Dalle prime informazioni la donna a bordo dell'auto, una Bmw, è rimasta lievemente ferita ed è stata portata all'ospedale Grassi di Ostia in codice verde. Ovunque disagi e rallentamenti alla circolazione anche a causa della pioggia che cade da questa mattina. Per presenza di alberi sulla carreggiata, all'altezza di via del Foro Italico è stata chiusa la galleria Giovanni XXIII. Chiusi anche tutti gli accessi in galleria. Per le conseguenze del maltempo è stata chiusa anche la stazione Prima Porta della ferrovia Roma-Viterbo. "In alternativa si possono utilizzare le vicine stazioni di La Celsa o Giustiniana", si legge sul sito di Muoversi a Roma. Sempre su via Ostiense un ramo di diversi metri è crollato a terra all’altezza sempre di via di Acilia poco dopo le nove del mattino. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito ma si registrano rallentamenti e disagi al traffico. I pompieri stanno procedendo con la rimozione. In prossimità del ponte di Ferro, a Marconi, un altro albero è caduto su tre macchine in sosta. Sul posto insieme ai vigili del Fuoco anche gli agenti di polizia. Un albero è crollato sulla carreggiata anche in via Marcello Piacentini alla Pisana e in via di Boccea. Infine, un intervento di rimozione rami è in corso in via Leone XIII. E’ stata inoltre chiusa via Enea, tra Via Muzio Scevola e via Tuscolana, per due alberi caduti. Per le operazioni di rimozione sono sul posto a genti della polizia Municipale e dei vigili del Fuoco. Allagamento in via dei Due Ponti (in entrambe le  direzioni), tra viale di Tor di Quinto e via Bomarzo, con chiusura temporanea della strada. Ma è il litorale romano il più colpito da questa nuova ondata di maltempo  E di nuovo c'è preoccupazione tra i balneari di Ostia, Focene e Fregene sud per la mareggiata in corso che rischia di acuire i già gravi problemi legati all'erosione.Un pino è caduto in via Maiori a Fregene, tra via Porto Azzurro e via Sestri Levante, bloccando il transito sulla carreggiata, mentr e nella zona dell'Isola Sacra si sono registrati problemi di alimentazione elettrica, in particolare nella zona di via Monte Solarolo. Segnalata la caduta o rottura di pali telefonici, uno dei quali in via Lago di Traiano, a Fiumicino. Sul territorio di Fiumicino si sono verificati inoltre 5 incidenti stradali di lieve entità. Impegnate nel monitoraggio pattuglie della Protezione Civile di Fiumicino e della polizia locale.
L'allerta meteo su tutto il Lazio durerà almeno fino alle 18 di oggi. Il dipartimento della Protezione civile ha emesso ieri un avviso di condizioni meteorologiche avverse con indicazione che dalle prime ore di oggi e per le successive 12-18 ore si prevedono sul Lazio 'precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensita',frequente attivita' elettrica e forti raffiche di vento. Venti forti meridionali con raffiche fino a burrasca forte sulle zone costiere, con mareggiate lungo le coste esposte'. La sala operativa permanente ha diffuso l'allertamento del sistema di Protezione civile regionale e invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza e' possibile fare riferimento alla Sala Operativa Permanente al numero 803.555.