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Cronaca

Rimprovera ragazzi sul bus, autista trascinato e picchiato in strada

(Fonte: www.iltempo.it)

Ancora una volta un autista Atac in ospedale. E a picchiarlo, ancora una volta, un gruppo di giovani malviventi: a dargli la caccia adesso ci sono gli agenti di polizia. Il conducente è stato infatti aggredito sabato notte mentre era in servizio in pieno centro, in corso Vittorio Emanuele, all’altezza di piazza Navona. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'autista sarebbe stato aggredito e trascinato fuori dall’autobus da tre ragazzi che aveva rimproverato poco prima per schiamazzi. Soccorso e trasportato all’ospedale Santo Spirito, l’ autista ha ricevuto cinque giorni di prognosi: sono in corso indagini del commissariato Trevi. «In merito all’aggressione subita dall’autista del bus di linea vogliamo esprimere la nostra totale condanna per questo inaccettabile episodio e rivolgiamo la più sentita solidarietà e vicinanza al conducente. Auspicando che si faccia assoluta chiarezza su quanto avvenuto, riteniamo sempre più urgente affrontare la questione sicurezza sui bus, poiché non è la prima volta che si registrano simili atti di violenza, davvero inconcepibili». Lo ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia della Regione Lazio Antonello Aurigemma.

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Cronaca

Roma, il Riesame boccia la scarcerazione del clan Spada: “Pericolo per l’ordine pubblico”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Federica Angeli e Giuseppe Scarpa) – Restano tutti in carcere i 32 componenti del clan Spada arrestati per associazione a delinquere di stampo mafioso lo scorso 25 gennaio. E nelle motivazioni del Riesame, depositate qualche giorno fa, i giudici spiegano perché: "La pericolosità del clan sul versante dell’ordine pubblico, destato da una storia di contrapposizioni, anche sanguinose, per la contesa della territorialità, tra cui il duplice omicidio di Galleoni e Antonini, ma anche attraverso la diffusa ingerenza nelle attività produttive del territorio e nella gestione degli immobili popolari" non lascia margini per poter scarcerare nessuno.

Da Carmine, il boss, al fratello Roberto, dai nipoti Ottavio ed Enrico ai fedelissimi, come Alessandro Rossi e Claudio Fiore, da Armando al figlio Juan Carlos "l''addebito di associazione a delinquere ha trovato conferma nella presente ordinanza". Talmente granitico l'impianto accusatorio dei pm Ilaria Calò e Mario Palazzi, talmente circostanziati i fatti e le responsabilità che ogni istanza di scarcerazione presentata dai difensori dei 32 indagati è stata rigettata.

Così Spada e soci, arrestati all'alba dello scorso 25 gennaio con una maxi operazione congiunta di squadra mobile e carabinieri, non potranno uscire di prigione. Molti di loro sono al 41bis, il regime carceraio riservato ai mafiosi. Durissimo il giudizio dei magistrati del Riesame.

"Basta considerare l’egemonia che il sodalizio spadiano ha consolidato sul territorio, basta tenere in conto la copiosità di elementi che documentano l’inesauribile attività criminale e imprenditoriale di quel sodalizio per escludere che sia superata la presunzione relativa ai soggetti ritenuti gravemente indiziati del fatto associativo". Non solo per i vertici del clan, ma anche per i sodali. "Claudio Fiore – scrivono i giudici – il rapporto costituito consapevolmente con i vertici dell’associazione di tipo mafioso, la sua incondizionata messa a disposizione verso il clan, l’allineamento dei suoi interessi con i fini illeciti del sodalizio con speculare lesione dell’ordine pubblico e dell’ordine economico portano a ritenere come l’indagato se libero possa continuare a offrire il suo contributo alla vita dell’associazione" .

La gravità degli addebiti, "le modalità esecutive del sodalizio capeggiato da Carmine Spada, pradroneggiante sul territorio, inducono a escludere il superamento delle presuzioni legislative di sussietnza dei pericula libertatis e di esclusiva adeguatezza della misura carceraria". Solo il carcere può rendere sicuro l'ordine pubblico di una cittadina, Ostia, per troppi anni martoriata dai clan.

Il processo nei loro confronti inizierà nell'aula bunker di Rebibbia il prossimo 6 giugno.

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Formula E, oggi tutto pronto per il via: esauriti i 30mila biglietti

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Trepidazione e curiosità a Roma per l'esordio oggi in Italia della Formula E, la nuova competizione dedicata alle vetture elettriche monoposto. Il Circus conta 11 tappe sparse in tutto il mondo, con monoposto elettriche capaci di superare la velocità di 200 chilometri orari senza però fare alcun rumore.

Il circuito cittadino appositamente predisposto nel quartiere Eur è lungo 2,8 chilometri. Strade chiuse e possibili disagi per gli automobilisti romani per tutto il weekend, mentre da lunedì la circolazione tornerà regolare. Esauriti in pochissimo tempo i 30 mila biglietti disponibili, in zona Eur saranno predisposte delle aree verdi dove sarà proiettata la gara.

GLI ORARI
Motori accesi oggi all'Eur dalle 8 con la prima sessione delle prove libere, mentre la seconda sarà alle 10.30. Le qualifiche inizieranno alle 12  con la Super Pole alle 12.45. Alle 15 la parata dei piloti nel circuito e alle 16 la partenza.  La gara potrà essere vista su Italia 1 e Italia 2.

«Roma sarà protagonista di un grande evento sportivo internazionale. L'indotto per la città sarà notevole: 60 milioni di euro in tre anni. Prevista nell'arco del triennio l'installazione di 700 colonnine di ricarica che saranno lasciate alla città in eredità dalla Formula E grazie agli investimenti di Enel in collaborazione con Acea», dichiara il sindaco di Roma Virginia Raggi.

È pronto il sistema di chiusure di tratti di strade e deviazioni messo in campo in vista della gara. Nel quartiere Eur ci sono transenne presidiate e per strada una massiccia presenza di vigili che aiutano a regolare il traffico in prossimità dei blocchi. Il circuito dove correranno le monoposto è delineato e le auto sono nei box. Tutto è pronto a Roma, insomma, per ospitare il Gran Premio.
 
Da venerdì scorso è scattato il divieto di circolazione nell'area del circuito di Formula E all'Eur e la chiusura di via Cristoforo Colombo, tra via Laurentina e via dell'Oceano Atlantico. Si riaprirà alle 5.30 di lunedì, dopo una domenica con le strade ancora off limits. Il disallestimento da lunedì richiederà qualche giorno, fino a domenica 22 compresa. Sul viadotto della Magliana direzione Laurentina sono già chiusi gli svincoli per Viale del Pattinaggio, Via Cristoforo Colombo, Eur/Grande Raccordo Anulare e Viale dell'Industria, via delle Tre Fontane. La riapertura è prevista nelle prime ore di lunedì 16/04.

Previste inoltre corse aggiuntive dei bus sulle Linee 30-170-700-705-708-714-722-723-764-771-777-779-788-791 per oggi dalle ore 10 alle ore 19. Programmata anche l'intensificazione della metro B per sabato 14 aprile con 48 corse aggiuntive e 6 treni in più rispetto all’ordinario. Roma-Lido. Potenziato anche il servizio con 24 corse aggiuntive tra Piramide e Acilia e viceversa, nelle fasce orarie 8.30-11.10 e 16.50-19.30.

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Jonio, furto in un istituto di suore

Attimi di paura ieri sera, poco dopo le 20, presso un istituto di suore nei pressi di piazzale Jonio, dove, forzando una porta, tre giovani donne si erano introdotte per rubare. Scoperte da alcune religiose, le ladre hanno usato la forza per guadagnare la fuga. Una di loro, una 27enne di origini serbe, senza fissa dimora è stata arrestata dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma intervenuti su segnalazione al 112. Per fortuna, le suore non hanno riportato lesioni, per loro solo un grosso spavento. Le ladre dopo essere entrate nell’istituto avevano ripulito alcune camere delle religiose, portando via solo del denaro contante. La donna fermata dai Carabinieri è stata trovata in possesso di un cacciavite, probabilmente utilizzato per entrare; trattenuta in caserma, verrà oggi processata per direttissima.
 

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Operazione della Polizia Locale in via Sannio

Questa mattina un’operazione della Polizia Locale ha portato al sequestro di centinaia di scarpe, borse e capi di abbigliamento a via Sannio. Gli agenti del gruppo GSSU ( Gruppo Sicurezza Sociale Urbana) dopo alcuni appostamenti, hanno individuato un deposito di merce contraffatta nell'area adiacente al cantiere della metro C. Sono stati denunciati due uomini di 40 anni, di nazionalità senegalese: risponderanno del reato di contraffazione ai sensi dell’art 473 del Codice Penale

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Multiservizi, Cgil contro il Campidoglio: “Chiederemo i danni per violazione di accordo”

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Ylenia Sina) Una denuncia presso il Tribunale civile di Roma per violazone di accordo. Un ricorso alla Corte dei conti per una verifica sulla gestione delle risorse pubbliche. Quattro vertenze sindacali avanzate da lavoratori licenziati per il mancato rispetto della legge Madia. E un'allerta per l'opinione pubblica: "Sull'affidamento di servizi essenziali per la città non c'è trasparenza nè legalità". Sulla vertenza di Roma Multiservizi, la Cgil di Roma e Lazio è pronta a dichiarare guerra al Campidoglio. Dopo oltre sei mesi di trattative e proteste, incontri e promesse, la procedura di mobilità aperta per 30 dipendenti si è chiusa con 18 lettere di licenziamento, 14 delle quali si sono trasformate in accordi di conciliazione con trasferimento dagli uffici al 'territorio' a parità di stipendio. Il sindacato ha illustrato la sua posizione questa mattina, nel corso di una conferenza stampa presso la sede di via Buonarroti 51 a cui era presente il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, e la segretaria generale della Filcams Cgil Roma e Lazio, Alessandra Pelliccia. Nei prossimi giorni l'organizzazione sindacale presenterà una denuncia al Tribunale civile di Roma: "Il mancato rispetto dell'accordo sindacale del settembre del 2017, nel quale si escludevano licenziamenti, ha prodotto un danno di immagine per la nostra organizzazione sindacale" ha spiegato Michele Azzola. "Non solo. Non rispettando l'accordo, è come se l'amministrazione avesse dimostrato che quel documento non valeva nulla. È chiaro che là dove i nostri iscritti decidessero di non rinnovare l'adesione al sindacato, per noi il danno sarebbe anche economico". 
Le azioni non finiscono qui. Il sindacato è intenzionato ad arrivare fino alla Corte dei conti per una verifica sulla gestione delle risorse pubbliche. Roma Multiservizi è infatti una società controllata al 51% da Ama, municipalizzata comunale, e al 49% dal gruppo privato Manutencoop. "Roma Multiservizi, nonostante la situazione di crisi denunciata dai veritici, nell'ultimo consiglio di amministrazione ha elargito premi e bonus ai dirigenti". Non solo. "Con l'operazione dei 18 licenziamenti sono stati spesi più soldi di quelli che ci si era posti l'obiettivo di risparmiare". Il riferimento è all'esito della procedura di licenziamento aperta circa sei mesi fa per 30 lavoratori dichiarati in esubero. Dopo il mancato accordo, "nonostante l'impegno assunto dal Campidoglio", sono arrivate 18 lettere di licenziamento. "Ai lavoratori è stato offerto un accordo di conciliazione, firmato presso l'università di Cassino, che prevede un cambio di mansione a parità di stipendio e l'elargizione di 20 mila euro in denaro". Solo 4 lavoratori hanno deciso di non accettare e di sostenere una causa. 
Per il sindacato i licenziamenti hanno rappresentato "un vero e proprio ricatto dell'azionista privato verso l'amministrazione pubblica che sta mettendo a gara il servizio". Il Comune "si era impegnato con i sindacati a esercitare una moral suasion su Ama per bloccare i licenziamenti" ma ciò non è avvenuto. "Quando il socio privato tiene sotto ricatto un'intera amministrazione per noi si sta consumando l'ennesima nefandezza ai danni della cittadinanza". Prima "la promessa di internalizzazione", poi "l'accordo con i sindacati per la riorganizzazione delle partecipate senza esuberi, completamente disatteso". Ora "si è ripreso con il limbo degli affidamenti diretti, proprio quelle condizioni che consentono la corruzione e la gestione impropria delle risorse pubbliche".
Alessandra Pelliccia punta il dito contro il Campidoglio: "Roma Capitale ha la doppia funzione di controllore del maggior azionista dell'azienda e di committente della società". Per questo "verrà chiamata in causa non solo rispetto ai 30 licenziamenti ma anche del mancato rispetto delle procedure della legge Madia, che nel caso di esubero del personale delle partecipate prevedono il ricollocamento in altre aziende pubbliche, e degli accordi di conciliazione stipulati con i lavoratori" continua. La preoccupazione è per i lavoratori "che attendono di capire quale sarà il loro destino. La gara a doppio oggetto è stata bocciata dal Tar, ora cosa accadrà? Il Comune deve rispondere sia ai lavoratori sia alla cittadinanza". Per i lavoratori "sono finiti sei mesi di angoscia". C'è chi non ha accettato "per una questione di dignità". C'è chi ha accettato "perché non aveva alternative e nessun'altro reddito a cui appoggiarsi". Racconta una lavoratrice che sta per intraprendere la causa contro il licenziamento: "Hanno spostato gli amministrativi, con stipendi decenti e contratti da otto ore, sul territorio dove sono impiegati lavoratori che hanno contratti di 3 ore giornaliere e che fino ad oggi erano riusciti ad arrotondare arrivando a 5 ore totali con le due ore supplementari. L'azienda sa bene che con questa operazione andrà a ledere le condizioni di questi lavoratori, sempre che non si arriverà a degli esuberi". Lunedì, invece, per un'altra lavoratrice, "dopo 31 anni da impiegata, cambierà tutto. Dovrò imparare un nuovo lavoro e spero di avere l'intelligenza di imparare. Quel che è certo è che sono finiti sei mesi di angoscia. Ho accettato controvoglia, ma non avevo alternative". 
 

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Roma, morì a causa di una buca: in cinque rischiano il processo

(Fonte: www.repubblica.it)

Cinque persone, tra dirigenti delComune di Roma all'epoca dei fatti e imprenditori, rischiano di finire sotto processo per l'accusa di omicidio colposo in relazione alla morte di un giovane di 20 anni che nel 2012, a causa di una buca sul manto stradale, sbandò con il motorino andando sbattere contro una colonna di marmo. Il pm Francesca Passaniti hanotificato agli indagati l'atto di chiusura delle indagini che in genere precede la richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta dell'allora dirigente dello Sviluppo Infrastrutture e manutenzione Urbana del Campidoglio, Maurizio Viola e i dipendenti dello stesso dipartimento: Stefano Serafini e Savino Senisi. Rischiano di finire sotto processo anche l'allora presidente del Consorzio Stabile Roma Scarl, Giuseppe Mapei che all'epoca gestiva la manutenzione del manto stradale e il direttore tecnico del cantie  re, l'ingegner Carlo Giorgi. Quest'ultimo in particolare è accusato di avere assunto "formalmente l'incarico di responsabile della sorveglianza", ma di avere poi delegato la mansione a Pietro Tonanzi (ora deceduto), "soggetto senza requisiti e competenze tecniche che non aveva la qualifica di geometra o ingegnere come richiesto

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Roma, bus a fuoco in via Portonaccio: nessun ferito

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Valentina Lupia) – Settimo bus a fuoco dall'inizio dell'anno. Questa volta è toccato al 409, un cosiddetto "Serpentone" con non più di cinque anni di servizio che intorno alle 6 viaggiava senza passeggeri su via di Portonaccio, all'altezza dei civici 35/37. "L'autista – spiega in una nota l'Atac, che ha avviato un'indagine interna per accertare le ragioni dell'accaduto – è intervenuto con l'estintore di bordo e contemporaneamente ha allertato i vigili del fuoco che, una volta sul posto, hanno estinto le fiamme". Il mezzo è stato completamente distrutto dalle fiamme. Luceverde rende noto che è chiuso il tratto di strada fra via Tiburtina e largo Domenico de Dominicis in direzione largo de Dominicis

L’ultimo bus a fuoco risale a inizio marzo, quando da una vettura della linea 313 uscita dalla rimessa di Tor Sapienza che transitava in via Prenestina, all’incrocio con via Cocconi, ha cominciato a uscire fumo. 

L’incendio precedente era datato solo quattro giorni prima, in pieno giorno, tra Casal Palocco ed Acilia. I passeggeri della linea 03 avevano appena fatto in tempo a scendere prima che la vettura prendesse fuoco.

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Roma, treno in avaria: i passeggeri raggiungono la stazione a piedi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Il treno si ferma in mezzo alla campagna romana, i passeggeri costretti a camminare per due chilometri per raggiungere Ladispoli. E' l'ennesima odissea sulle rotaie, subita da centinaia di pendolari e turisti che viaggiavano sul treno regionale Roma-Grosseto alle 15 di oggi quando il convoglio si è piantato a Palo Laziale, in mezzo ad alberi e verde, e non è riusciuto più a riparire: così centinaia di pendolari che dovevano raggingere Ladisposli sono stati fatti scendere e, visto che la città dista un paio di chilometri, pian piano tutti si sono incamminati verso la stazione. Prima attraverso la campagna, poi lungo una pista ciclabile. Due chilometri a piedi, sotto il sole, tra proteste e foto di disagi postate su facebook e twitter dove si vedono scorrere immagini di viaggiatori che trascinano pesanti valige. Perché sul treno regionale c'erano anche turisti che andavano alla sagra del carciofo di Ladispoli e stranieri che dovevano prendere la nave a Civitavecchia. La causa di tanto caos, pare un'avaria ai freni con la puzza di bruciato che ha invaso le carrozze. I passeggeri sono stati fatti subito scendere.

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Roma, accoltellato durante lite in strada: è grave

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Alessia Marani) – Tentato omicidio nella notte all'Aurelio dopo una violenta lite in strada tra nordafricani. Un tunisino di 30 anni è ricoverato in gravi condizioni al policlinico Gemelli. Gli agenti delle volanti lo hanno ritrovato riverso a terra intorno alla mezzanotte nei pressi di un bar all'altezza del civico 97 della Circonvallazione Cornelia. Sul posto anche i sanitari del 118 che gli hanno prestato le prime cure prima e dopo lo hanno portato in pronto soccorso in codice rosso dove è ricoverato in prognosi riservata. Lo straniero presentava tre ferite da taglio, al gluteo, al torace e al polmone. Ad avvisare la polizia dei testimoni spaventati per il degenerare di una violenta lite tra la vittima e almeno altre tre persone. Poco dopo le volanti hanno rintracciato due fratelli, sempre tunisini, A. R. di 31 anni e M. R., appena 18enne, ora in stato di fermo per tentato omicidio. Un quarto uomo è in fuga e sono in corso le ricerche. Indagano gli uomini del commissariato Aurelio.