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Acilia, 15enne investito nei pressi di una fermata bus

Questa mattina, intorno alle 9, un ragazzo di 15 anni è stato investito. Il sinistro è avvenuto in via della Salvia, in zona Acilia. Il giovane si trovava per strada, nei pressi di una fermata dell'autobus, quando è stato colpito da una Fiat Punto che stava transitando in zona. Il conducente dell'autovettura si è fermato ed ha soccorso il ragazzo chiamando l'ambulanza. Il ragazzo è stato condotto all'ospedale Grassi di Ostia in codice rosso. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale X Gruppo Mare per effettuare i rilievi. 

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Pomezia, ricoverata una 16enne per meningite batterica

(Fonte: www.repubblica.it)

La Asl Roma 6 ha comunicato di aver ricevuto notifica di un caso di meningite batterica. Il caso avrebbe interessato una ragazza di 16 anni residente a Pomezia. La giovane adesso è ricoverata al Bambino Gesù. L'azienda sanitaria, ha comunicato la Asl, "ha subito avviato tutti gli interventi di profilassi necessari per i familiari residenti nel territorio e ha informato le Asl di Roma relativamente ai luoghi frequentati dalla paziente nei giorni scorsi"

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Porta Maggiore, operazione di contrasto al degrado della Polizia Locale

Nuovo intervento della Polizia Locale a Porta Maggiore, nel piano di contrasto al degrado e ripristino del decoro urbano. Sono stati posti sotto sequestro 4 quintali di abiti usati, scarpe e oggetti provenienti dai cassonetti della raccolta dei rifiuti. Tutto il materiale venduto illegalmente è stato conferito in discarica. È in corso la ripulitura dell'area intorno alla Fontana del Giardino di piazza Vittorio: sul posto agenti della Polizia Locale in ausilio degli operatori AMA.

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Roma, incidente sulla Litoranea: frontale fra due auto, ci sono feriti

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Grave incidente sulla Litoranea a Ostia. Due polo si sono scontrate in un frontale e sono finite contro un fuoristrada parcheggiato sul lato della carreggiata ribaltandolo. Ci sono dei feriti. Lo schianto è avvenuto tre chilometri fuori da Ostia in direzione Torvaianica. Sul posto sono arrivate quattro ambulanze, i vigili del fuoco e i vigili urbani. Il traffico è bloccato. Lo schianto è avvenuto in un tratto di strada chiamato "curva della morte" per i tanti incidenti avvenuti in passato.

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Sos stadio Flaminio, cittadini al lavoro per l’impianto abbandonato

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Laura Mari) – L’impianto c’è, ma è ormai uno scheletro decadente. Ci sono i soldi, i finanziatori, ma mancano le proposte. E così un gioiello dello sport da anni vive nell’ombra, nascosto da rovi, rifiuti e in completo abbandono.
A illuminare, con il faro del decoro, la triste storia dello stadio Flaminio sarà sabato l’iniziativa #wakeupFlaminio, organizzata dall’Istituto per il credito sportivo e da Retake Roma con il patricinio del Campidoglio, della rappresentanza italiana della Commissione Europea e del Coni insieme a Fondazione Musica per Roma, Lucisano Media Group e Fondazione Maxxi.

"Centinaia di volontari riqualificheranno l’area esterna dello stadio, con l’obiettivo di ridare vita a un’infrastruttura sportiva che fa parte del patrimonio architettonico dell’Urbe" fa sapere l’Istituto per il Credito sportivo.
Attualmente invaso da rovi, spazzatura e con spogliatoi e bagni ormai inutilizzabili, lo stadio di viale Tiziano, progetto da Luigi Nervi e inaugurato nel ’'57 per le Olimpiadi del '60, nel 2014 è stato ceduto, per la sua gestione, dal Coni al Comune. E da lì è iniziato il declino del Flaminio.  

Per ristrutturarlo, secondo uno studio del 2013 di Risorse per Roma servirebbero tra i 16 e i 20 milioni di ero, con costi di gestione pari a 1,5 milioni l’anno. Una cifra che le già provate casse dell’amministrazione 5 Stelle della sindaca Raggi non possono sostenere. L’Istituto per il credito sportivo, attivo da 60 anni, sarebbe disposto a finanziare un progetto di restyling. Il problema, però, è che nessuna impresa si è fatta viva, se non con nebulosi progetti poi mai arrivati sul tavolo delle intese.

Il risultato è che lo stadio Flaminio muore giorno dopo giorno e per attirare eventuali soggetti interessati il Credito sportivo e Retake Roma hanno deciso di coinvolgere l’intera città per una giornata (dalle 9 alle 15) per strappare, oltre che le erbacce, il dregado che accoglie chiunque vada ad ammirare l’esterno dell’impianto di Nervi.

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Montelibretti, fermato un 49enne dai Carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Montelibretti hanno arrestato, in flagranza di reato, un 49enne del posto per i reati di minaccia aggravata ed atti persecutori nei confronti della ex compagna. I Carabinieri sono intervenuti in via Aldo Moro, su richiesta della vittima che, minacciata di morte mediante un taglierino della lunghezza di 12 cm, si era rifugiata dentro la propria autovettura chiudendosi dentro. La donna, liberata grazie al tempestivo intervento dei militari, ha poi raccontato di essere perseguitata da tempo dall’ex compagno mediante appostamenti e minacce, ricordando anche di precedenti episodi di maltrattamenti, patiti quando i due erano ancora conviventi. Una vicenda che ha portato la donna in una situazione di estremo disagio psicologico e di sconforto. Lo stalker è stato arrestato e tradotto presso il carcere di Roma Rebibbia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tivoli. Si segnala che il descritto e risolutivo intervento dei Carabinieri si innesta in un più ampio progetto di tutela delle vittime vulnerabili organizzato dalla Procura della Repubblica di Tivoli, ove opera da tempo un pool di magistrati specializzati nei reati di violenza di genere.
 

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Telefona all’amica e poi si lancia dal ponte di Ariccia, morta 29enne

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Si è lanciata dal ponte di Ariccia all'alba. Una ragazza di 29 anni, alle 4,30, si è tolta la vita buttandosi dal ponte monumentale di via Appia dove, dall'inizio dell'anno, si sono suicidate due persone. Il corpo della giovane donna è stato trovato nel parco sotto il ponte. La ventinovenne, poco prima del volo, 4 ha chiamato un'amica per dirle che aveva intenzione di farla finita. L'amica ha subito avvisato i carabinieri che si sono precipitati sul posto ma la donna si era già lanciata dal ponte. Sul posto i militari della stazione di Ariccia e del reparto radiomobile di Velletri.

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Velletri, ancora bullismo a scuola. Studente minaccia una prof: “Ti sciolgo nell’acido”

(Fonte: www.repubblica.it)

"Te faccio scioglie in mezzo all'acido, te mando all'ospedale professorè". Un nuovo episodio di bullismo in classe ai danni di una professoressa questa volta in un Istituto Tecnico di Velletri, alle porte di Roma, dove uno studente ha rivolto alla propria insegnante esplicite minacce il tutto ripreso da uno smartphone e condiviso sui social riscuotendo tantissime visualizzazioni. Il caso è avvenuto un anno ma ora, dopo che il video è diventato virale, i carabinieri hanno inviato un'informativa in Procura. Il video mostra un ragazzo cherisponde piccato alla sua insegnante davanti alla minaccia di finire dal preside in seguito all 'ennesima nota presa in classe."Ma chi sei tu per dirmi che devo stare zitto. Ma voi volete proprio finire all'ospedale. Ti faccio squaglià in mezzo all'acido, ti faccio squaglià", ripete il ragazzo che resta seduto al suo posto mentre gli amici ridono davanti allo smartphone. "Mo ti alzo tutto il banco ti alzo, vuoi vedè?", prosegue lo studente con tono minaccioso. "Non mi provocà professorè che poi la macchina non te la ritrovi. Che fai? Chiami il preside e mi fai boccià? Va bene, perdo un anno",  continua il giovane che poi si alza per affrontare la prof e quando lei esce dalla classe per andare a chiamare il preside prende a calci la porta dell'aula. Proprio qualche giorno fa a Lucca, docente di italiano e storia, è stato ripreso mentre viene minacciato e insultato in classe da uno di loro: "Prof, mi metta 6 e non mi faccia incaz…", la minaccia ripetuta più volte dallo studente all'insegnante. "Reo" di avergli assegnato un voto – a suo giudizio – ingiusto. I tre ragazzi sono stati indagati.

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Aggressione alla fermata del bus, arrestata transessuale brasiliana

I Carabinieri della Stazione di Roma Tore Tre Teste hanno arrestato una transessuale brasiliana, di 31 anni, senza fissa dimora e con numerosi precedenti, per aver rapinato una donna, ieri mattina, in via Trani, nei pressi della fermata dell’autobus. Dopo la denuncia della vittima, una 28enne del Marocco, regolare in Italia e residente in viale Palmiro Togliatti, che ha riferito di essere stata picchiata e poi rapinata del cellulare, mentre si trovava alla fermata dell’autobus, perché si era rifiutata di consegnare i soldi che la trans le aveva chiesto. La donna, alle richieste insistenti e prepotenti di denaro, aveva anche cercato di allontanarsi ma è stata a quel punto spintonata e fatta cadere a terra, successivamente colpita violentemente con calci e pugni al volto e all’addome, e derubata dello smartphone. Soccorsa e visitata presso il pronto soccorso dell’ospedale Vannini, la 28enne ha riportato diversi ematomi, un trauma facciale, uno addominale e uno cranico. L’accurata descrizione del rapinatore e le immediate indagini hanno permesso ai Carabinieri di identificare la 31enne in poche or che è stato rintracciato all’interno di un condominio di via Ugento, dove aveva trovato riparo in uno scantinato occupato da connazionali. I Carabinieri hanno sottoposto a fermo di PG la transessuale e dopo il riconoscimento da parte della vittima è stato portato presso il carcere di Regina Coeli.

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Roma, processo agli Spada. Angeli: “Hanno provato a privarmi della libertà. Ma non ho paura”

(Fonte: www.repubblica.it)

"Hanno provato in tutti i modi a privarmi della mia libertà e sono riusciti a privarmi di quella fisica perché ho la scorta ma sicuramente io alle loro regole non ci sto e oggi posso dirvi che mi sento libera, è una bellissima sensazione. Non ho paura". Sono le parole della giornalista Federica Angeli, sentita oggi come testimone nel processo a carico di esponenti del clan Spada.
Nel corso dell'udienza la cronista di Repubblica ha ricordato  che vive sotto scorta da 1736 giorni. "In questi anni – ha raccontato – ho ricevuto minacce dirette e indirette, insulti sui social, avvertimenti. Anche mio figlio quando aveva 8 anni venne preso di mira da Carmine Spada che gli fece il segno della croce. Ricordo quando vennero sotto casa mia
a brindare due imputati di questo processo che erano stati scarcerati. Vivo blindata, non posso neppure affacciarmi sul balcone di casa, da cui vidi le fasi del conflitto a fuoco".
Angeli ha ricostruito quanto avvenuto il 17 luglio del 2013, giorno nel quale assistette ad un tentato duplice omicidio. "Carmine Spada intimò alle persone che si erano affacciate alla finestra di rientrare dentro -ha ricordato davanti ai giudici- Disse: 'Che cazzo state guardando, lo spettacolo è finito. Tutti dentro!'. In quel momento ho sentito le tapparelle abbassarsi. Io sono rimasta lì, anche se mio marito mi diceva di rientrare. Non eseguo gli ordini di uno Spada". E ancora: "poche ore dopo aver denunciato a quanto assistito, fui chiamata dal Prefetto di Roma che mi disse che mi sarebbe stata assegnata una scorta perchè in 40 anni non era mai successo che qualcuno a Ostia denunciasse gli Spada. E io un mese e mezzo prima avevo denunciato Armando Spada durante la mia inchiesta giornalistica sugli stabilimenti"brindare due imputati di questo processo che erano stati scarcerati".
CALABRESI: "NON VA LASCIATA SOLA
"Federica  non può essere lasciata sola. Quando raccontava dei fatti di Ostia sembrava quasi che enfatizzasse i fenomeni: oggi è invece chiaro, anche da quanto sta emergendo dalle inchieste, che in quella parte di Roma c'è un grumo di criminalità e comportamenti omertosi che possono essere definiti mafiosi. Ad Ostia c'è un clima e una realtà che non possono essere sottovalutati". Lo afferma il direttore de La Repubblica, Mario Calabresi, a margine dell'udienza. "I cittadini e i giornalisti devono essere compatti e sostenere chi con coraggio ha saputo raccontare prima degli altri cosa succedeva e continua a succedere sul litorale romano", ha concluso Calabresi.
RAGGI: "MESSAGGIO DURO CONTRO MALAVITA" 
Anche Virginia Raggi è arrivata in tribunale,  "Sono qui – ha detto la sindaca di Roma – perche' le istituzioni non devono mai lasciare soli i cittadini soprattutto quando si tratta di lottare contro la mafia. Sono qui come sindaca della citta' per lanciare un messaggio forte e duro contro la malavita. Gli Spada sappiano che Roma non ha paura. Oggi siamo qui vicino a Federica – ha aggiunto la sindaca – che ha il coraggio di testimoniare e siamo vicini a tutti quei cittadini che sono in prima linea come Giuliana Di Pillo (presidente del Municipio di Ostia), Paolo Ferrara (capogruppo M5S nel X municipio), i carabinieri, le forze dell'ordine e i tanti cittadini onesti, gli imprenditori onesti di Ostia e del territorio". E al fianco di Federica si è schierata anche la Regione Lazio. "Angeli in questi anni con rigore e professionalità ha continuato ad illuminare con le sue inchieste giornalistiche un territorio devastato dalle mafie come Ostia. E' doveroso da parte delle Istituzioni e dei cittadini che credono nella libertà – si legge ancora – accompagnare Federica Angeli questa mattina nell'aula del tribunale quando si troverà a raccontare quell'episodio davanti agli esponenti del clan Spada. Un clan che grazie alle forze di polizia e Direzione distrettuale antimafia il 6 giugno prossimo verrà processato per associazione a delinquere di stampo mafioso. Un clan che come scrivono i magistrati 'ha provocato un profondo degrado sul territorio, consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi di beni primari'. Il crescendo di minacce e intimidazioni a giornalisti come Federica Angeli non può non suscitare allarme sull'esercizio della libertà di cronaca e sul diritto dei cittadini di essere informati. La mafia ricerca il consenso, per questo per lei è importante influenzare l'opinione pubblica". Nell'aula Vittorio Occorsio c'è anche una delegazione di rappresentanti degli organismi di stampa in tribunale per riproporre la "scorta mediatica" alla giornalista e a tutti i colleghi minacciati per via del loro lavoro. A ricordarlo, in una nota, è la Federazione nazionale della stampa. L'iniziativa, promossa da Fnsi, Usigrai, Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e associazione Articolo21, con la partecipazione di Associazione Stampa Romana, Ordine dei giornalisti del Lazio, rete NoBavaglio, Libera e Libera Informazione, arriva all'indomani di un'altra udienza, nell'ambito di un diverso procedimento sempre relativo alle infiltrazioni della criminalità organizzata sul litorale romano, durante la quale uno degli imputati ha ribadito di aver "consigliato" alla cronista, apostrofata come "giornalaia", di "pensare alla famiglia", invece di fare interviste. Fnsi e Cnog sono parte civile nel procedimento