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Roma, esplode officina sulla Cassia, grave una persona. Palazzina sgomberata

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
E' esplosa un'officina allestita in un garage in via San Godenzo numero 72, sulla Cassia. L'incendio è scoppiato in un locale posto sotto una palazzina di quattro piani. Gravissima una persona soccorsa tramite 118.  Sul posto sono intervenute polizia, squadre di vigili del fuoco e ambulanza. La palazzina è stata sgomberata per motivi di sicurezza, e tutta la zona è rimasta isolata. 

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Rifiuti, i residenti di Valle Aurelia: è emergenza spazzatura. E parte la raccolta firme

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Rifiuti che strabordano dai secchioni, sporcizia per le strade, topi, marciapiedi invasi da decine e decine di sacchetti dell’immondizia. Questi sono alcuni dei disagi che i residenti del quartiere di Valle Aurelia stanno lamentando negli ultimi giorni: per questo stanno condividendo sui social scatti che denunciano una situazione definita «insostenibile». E hanno anche fatto partire una raccolta firme, per sensibilizzare le istituzioni sulle condizioni del loro quartiere. «Non raccolgono l’immondizia da almeno una settimana – denuncia una residente anziana di via di Valle Aurelia – Non solo sono pochi i cassonetti, ma non vengono nemmeno svuotati e di conseguenza si accumulano e si riversano anche sui marciapiedi e sulla strada. Siamo stanchi di vivere così». «Tutti i secchioni sono stracolmi, anche quelli di fronte alla biblioteca comunale di Viale di Valle Aurelia, come si può pensare che i giovani vengano qui a studiare se sono costretti a fare zig zag tra le buste dell’immondizia”, spiega un signore poco fuori la sua abitazione in via Bonaccorsi. Sui social spopolano le immagini pubblicate che immortalano i gabbiani mentre rovistano tra le buste dell’immondizia. Non è la prima volta che i residenti segnalano forti disagi nella raccolta dell’immondizia e nel contrasto al degrado. Mesi fa diversi cittadini avevano richiesto l’intervento dell'Ama per bonificare le aree dalla spazzatura e avevano denunciato la grave situazione in cui versava la zona, sia nei dintorni della stazione Valle Aurelia e nel Parco del Pineto, sia tra via Pantaleone Rapino (dal lato del Tribunale dei Minori) e via di Valle Aurelia. Ma i rifiuti e il degrado non sono le uniche difficoltà segnalate dai cittadini: «Da un mese a questa parte il traffico è totalmente in tilt, parcheggiare è diventato un problema e se non chiamiamo noi i vigili, qua la mattina non si presenta nessuno. In molti dicono che il problema della viabilità è un qualcosa di insormontabile ma non può essere così. Ormai arrivare puntuali a lavoro la mattina è sempre più difficile». «A Valle Aurelia abbiamo superato ogni limite di indecenza – denuncia un residente sulla pagina Facebook di uno dei comitati di zona – Passano giorni e la situazione peggiora drasticamente. Non c’è più solo un problema di immondizia, siamo entrati in una situazione di emergenza sanitaria grave, tanto da non poter neanche più camminare sui marciapiedi».  (J.G.B.) 

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Angelo Mai Roma, nuovo sgombero per lo spazio artistico alle Terme di Caracalla

(Fonte: www.larepubblica.it)

(di Mauro Favale) Sigillato con la fiamma ossidrica l'ingresso sul parco di San Sebastiano, alle Terme di Caracalla. Stesso trattamento per le porte interne del capannone dove si svolgevano concerti e spettacoli teatrali. L'Angelo Mai, lo spazio sociale già sottoposto a due sgomberi nell'arco degli ultimi sei anni, uno dei poli culturali più attivi della città, è stato nuovamente sequestrato, questa mattina da una squadra della polizia municipale intervenuta su ordine del dipartimento Patrimonio del Campidoglio. A darne notizia gli stessi artisti e attivisti dell'associazione che hanno chiamato a raccolta le altre realtà sociali della capitale. "Stamattina siamo arrivati per aprire un laboratorio teatrale – spiega Sylvia – e invece abbiamo trovato dentro la polizia municipale e un funzionario dell'assessorato al Patrimonio che mettevano i sigilli in base a un provvedimento del 23 settembre 2016 a cui avevamo fatto ricorso". L'Angelo Mai era nella lista degli immobili comunali finiti nel mirino della cosiddetta "Delibera Tronca" che puntava alla ridefinizione degli affitti a prezzi di mercato (con la richiesta anche degli arretrati) e alla successiva riacquisizione di spazi da anni dati in concessione, tra gli altri, ad associazioni, onlus e partiti politici a canone agevolato. Nei mesi scorsi il Comune a guida 5 Stelle aveva annunciato la volontà di bloccare le decine di sgomberi programmati e di salvaguardare, attraverso un nuovo regolamento, le attività sociali e culturali che si svolgono in questi immobili. Un annuncio a cui, però, non è stato dato alcun seguito. La corte dei conti, tra l'altro, nei mesi scorsi, si era pronunciata stabilendo l'inesistenza di un danno erariale invitando a riconoscere la finalità sociale della attività svolte in questi locali pubblici. "L'Angelo Mai – prosegue Sylvia – ha da poco anche vinto un premio di eccellenza, il Franco Quadri, ora ospitiamo lavoratori, residenze artistiche, serate di teatro e musica. Dopo i ricorsi legali che abbiamo presentato, la partecipazione cittadina ai nostri eventi e alle nostre battaglie, i premi vinti, questo sgombero non ha senso. Noi da qui non ce ne andiamo".

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Roma, picchia bambina in strada e aggredisce i carabinieri con un coltello: arrestato ucraino

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Picchiava una bambina in mezzo alla strada e quando i carabinieri hanno cercato di bloccarlo, li ha aggrediti armato di un coltello di 15 centimetri. Per un uomo di origini ucraine, di 35 anni, è scattato l'arresto. È successo ad Ostia, nella centrale via delle Baleniere. Nel corso di una serie di controlli alla circolazione stradale, svolti da numerose pattuglie sul territorio, i carabinieri si sono imbattuti in un cittadino ucraino 35enne che stava picchiando una bambina. Lo straniero, in evidente stato di agitazione psicofisica, non ha gradito l'intervento dei militari e gli si è scagliato contro con un coltello a serramanico. Dopo una breve colluttazione, l'uomo è stato bloccato ed arrestato per resistenza a Pubblico Ufficiale nonché denunciato anche per l'illecito porto di armi od oggetti atti a offendere; il coltello, con una lama di oltre 15 centimetri, è stato sequestrato. Nell'ambito dell'intero servizio, sono stati controllati 73 veicoli, identificate oltre 150 persone ed elevate 27 contravvenzioni al Codice della Strada. 

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Nuova sede Eni, ancora proteste dei lavoratori: “Senza stipendio da due mesi”

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Y.S.) Proteste questa mattina nel cantiere della nuova sede dell'Eni all'Eur, in via Paride Stefanini, di fronte ad Euroma 2. Oltre quaranta lavoratori edili si sono riuniti in presidio al suo interno in quanto senza stipendio e senza versamento della 'cassa edile', qualcuno con arretrati di due mesi, altri di quattro. Come informano i sindacati "sono dipendenti delle aziende Ediltecno e Cem, che lavorano in subappalto". "Il sindacato sta trattando con la società Buildit, responsabile in solido dell'operazione, che però dichiara di non essere in grado, per il momento, di indicare una data per i pagamenti" dichiarano Andrea Pace e Teresa Corciulo della Fillea Cgil di Roma e del Lazio, Francesco Indelicato della Filca Cisl di Roma e Salvatore Riga della FenealUil di Roma. "Stiamo chiedendo che gli stipendi vengano pagati al più presto e direttamente dall'azienda, tramite una conciliazione sindacale". Qualora non si raggiungesse un accordo, aggiungono, "la protesta continuerà anche nei prossimi giorni". Non è la prima volta che nel cantiere scoppia la protesta. A luglio e a dicembre del 2017 per manifestare contro il mancato pagamento degli stipendi gli operai erano saliti su una gru, costringendo i vigili del fuoco ad intervenire con diversi mezzi per evitare il peggio.

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Metro C, finanziamento di 256 mln dalla Regione Lazio

«Nella giornata di ieri, giovedì 3 maggio, gli uffici dell'Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Lazio hanno completato l'iter burocratico per l'autorizzazione relativa all'apertura della stazione San Giovanni della linea C della Metropolitana di Roma. Grazie all'intervento della Regione Lazio, che ha contribuito ai lavori dell'opera con un finanziamento di circa 256 milioni di euro, è stato dato il via libera, in tempi celeri, a Comune di Roma e Atac che adesso potranno procedere con l'apertura e la gestione. La comunicazione dell'Ustif, ente deputato al controllo della sicurezza, è giunto ieri mattina in Regione e già in serata sono state esplicate tutte le pratiche necessarie per procedere all'inaugurazione nei tempi programmati. Un lavoro determinante da parte della Regione Lazio che ha perseguito in questi anni la promozione della cura del ferro dando un contributo, sia a livello economico che autorizzativo, per l'apertura ufficiale di una stazione di scambio determinante per la Capitale, per i flussi turistici e per i cittadini romani». Lo dichiara in una nota l'Assessore ai Lavori pubblici della Regione Lazio, Mauro Alessandri.

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Prenestino, operazioni antidroga effettuate dalla Polizia

Due pusher arrestati nelle ultime 24 ore, oltre 23 kg di stupefacenti sequestrati. Questo il bilancio dei servizi antidroga effettuati dagli investigatori della Polizia di Stato del commissariato Prenestino, diretto da Antonio Soluri, con la preziosa collaborazione delle unità cinofile della Questura. Il primo a finire in manette è stato C.L., romano di 53 anni. Ad allertare i poliziotti proprio i cani che, giunti davanti al nascondiglio della droga, l’hanno segnalata agli agenti. Fatti i dovuti accertamenti, gli investigatori hanno scoperto che il proprietario dell’appartamento era il 53enne, agli arresti domiciliari in casa del fratello. C.L. ha inizialmente affermato di non avere le chiavi dell’abitazione ma queste sono state trovate nella camera da letto a lui in uso. Quando gli agenti sono finalmente entrati, hanno capito i motivi della reticenza dell’uomo: nella sua camera da letto, infatti, hanno trovato, all’interno dell’armadio, un borsone sportivo contenente oltre 100 tavolette di hashish, per un quantitativo complessivo di ben 23 Kg. Infine, i poliziotti hanno trovato una pressa per comprimere la droga, una macchina per l confezionamento sottovuoto e sigillatura, un quaderno riportante nomi e cifre, due coltelli da cucina intrisi di hashish ed una bilancia elettronica di precisione. In una seconda operazione, a finire in manette è stato N.F., romano di 47 anni, notato salire su un’ auto dopo essersi guardato ripetutamente intorno e pedinato fino a casa sua: qui,  sceso dalla macchina, ha lasciato l’autista ad aspettarlo, è entrato nel suo giardino ed è tornato poco dopo con un involucro, ceduto dietro la consegna di denaro. Immediatamente i poliziotti sono intervenuti arrestando lo spacciatore e sanzionando amministrativamente l’acquirente. Grazie all’ausilio dei cani Alek e Condor, gli agenti del commissariato Prenestino hanno trovato, all’interno di un barbecue in muratura posto nel giardino, un contenitore cilindrico in plastica con all’interno alcune dosi di cocaina e materiale per il confezionamento.

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Roma, ucciso e incaprettato a Monteverde: imputato assolto dopo tre anni di carcere

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Non fu l'egiziano Tartour Hamed Mohamed Hamed El Sajed ad uccidere nel luglio 2015 a Roma il connazionale Hashem El Sajed Gafar Abou El Amd e a farne ritrovare il corpo in strada all'interno di un sacco nero dell'immondizia. La prima Corte d'assise di Roma lo ha assolto con formula ampia, e «per non aver commesso il fatto», dalle accuse di omicidio volontario pluriaggravato e rapina; alla scorsa udienza, invece, il pm aveva sollecitato per l'egiziano la condanna all'ergastolo. Per Tartour, i giudici hanno disposto l'immediata scarcerazione.

LEGGI ANCHE: Roma, Monteverde sotto choc per l'egiziano ucciso e incaprettato in strada: «È stato il racket della frutta»

Era il 4 luglio 2015 quando, in via Pietro Cartoni a Roma, intorno alle 7 del mattino, fu trovato il corpo senza vita di Hashem, cuoco egiziano. A dare l'allarme fu un negoziante della zona, insospettito dalla presenza di un sacco tra due auto parcheggiate. A riconoscere la vittima fu il fratello. Dalle indagini emerse che Hashem era morto dopo essere stato legato con le mani alla schiena, da qualcuno che lo aveva bloccato cingendogli il collo con un legaccio e un nodo scorsoio, serrato fino al punto da avergli impedito la respirazione.

Secondo l'accusa era stato Tartour (inizialmente indicato come il cugino della vittima, circostanza poi smentita) a rapinare il connazionale di 5.000 euro che gli sarebbero serviti per pagare alcune mensilità di affitti arretrati per la frutteria che si apprestava ad aprire a Monteverde, e poi ad ucciderlo. Ipotesi accusatoria, questa, smentita dalla sentenza di oggi che l'ha mandato assolto con formula ampia. Soddisfazione, alla lettura del dispositivo, è stata espressa dal difensore dell'egiziano, l'avvocato Domenico Naccari. «La giustizia ha trionfato – ha detto – Eravamo convinti fin dal primo momento che Tartour non fosse l'autore dell'omicidio, e i giudici hanno accolto in pieno le nostre richieste?

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Roma, cornicione si stacca da un palazzo a Trastevere e ferisce lievemente una ragazza

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Marina De Ghantuz Cubbe)Un pezzo di cornicione è caduto mercoledì sera da un palazzo di cinque piani in via Luciano Manara all'angolo con via San Francesco a Ripa, nel cuore di Trastevere. Lorenza P. stava camminando sul marciapiede e stava andando ad una cena a cui però, ha dovuto rinunciare: "All'improvviso ho sentito un colpo forte sulla testa -ha detto- e mi sono accorta che mi era cascato addosso un pezzo di cornicione". In attesa che arrivassero la polizia e i vigili del fuoco "per sicurezza sono stata portata in ambulanza all'ospedale Santo Spirito – continua – e poi sono tornata in via Manara". I vigili hanno messo in sicurezza la strada facendo spostare tutte le macchine parcheggiate e impedendo il passaggio alle persone. Una volta saliti sulla gru non solo hanno controllato lo stato del cornicione ma hanno riportato a terra intere parti decorative del palazzo che "si sono staccate senza bisogno di picconarle, ma semplicemente con le mani. Potevano cadere addosso a qualcuno", hanno detto i vigili.
 

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Giovane morto per overdose, la fidanzata indagata crolla tra le lacrime: «La scritta sul petto è mia, ma era un gioco»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Alessia Marani) – «Un gioco, per me era solamente un gioco». E. G., 23 anni, è confusa. Prima nega alla polizia di averla scritta lei quella frase in arancione sul petto di Giuseppe De Vito Piscicelli, il suo fidanzato che le aveva dormito accanto «per tutta la notte» prima di chiudere gli occhi per sempre, poi ammette: «Ma l'ho scritta con il pennarello, mica con il rossetto». La sua testimonianza non è nitida. La ragazza ricorda e non ricorda. Parla, poi fa mille passi indietro, «non so, non so». Forse si era drogata quella notte, magari aveva anche bevuto qualcosa, la mente era offuscata. Forse è per questo che martedì mattina è scivolata via all'alba dalla casa di Giuseppe in viale di Villa Grazioli, ai Parioli.
Il suo racconto viene preso con molta cautela dai poliziotti del commissariato. Il metadone a Giuseppe De Vito Piscicelli, 23 anni da compiere, glielo avrebbe passato proprio lei secondo quanto ricostruito dagli investigatori. Era la sua dose quotidiana presa al Sert che l'aveva da tempo in cura. Perché anche lei, E. G. aveva avuto dei problemi e stava cercando di superarli. Con Giuseppe si erano conosciuti nella comunità di recupero. Erano due anime libere che si erano trovate e unite. Non si separavano mai, selfie e messaggini come innamorati qualsiasi, come è giusto che sia a vent'anni.
SELFIE E MESSAGGI
Ma quell'ultimo messaggio scritto con il pennarello sulla pelle nuda, mentre lui le era steso accanto sul letto, accompagnerà Giuseppe per sempre: «Mi hai lasciato sola tutta la notte, mi vendicherò». Vendicarsi di cosa? Solo un gioco, solo uno scherzo, una frase di getto, ripete lei. Quando E. G. sgattaiola via dalla casa dei Parioli, saranno al massimo le 7 del mattino. Lei e Giuseppe avevano trascorso insieme anche la sera di domenica 29 aprile. Lei scatta ancora un selfie: lui a petto nudo sul letto, i suoi muscoli da palestra in bella vista, i capelli biondi, il viso d'angelo, dorme; lei accanto, vestita, gli occhi scuri di un cerbiatto. È la foto che Giuseppe sceglierà la sera prima di morire, lunedì 30, per il suo profilo Facebook.
Quando martedì mattina, giorno di festa, primo maggio, la mamma andrà in camera per svegliare il figlio sono le 12 passate. Arriva anche il 118, si tenta il massaggio cardiaco, si cerca di rianimare Giuseppe che, forse, non è morto da così tanto tempo. Ed E. G.? Non si trova, è andata via. «No, per me non era morto, non lo so, non lo so», dice lei. Dapprima gli inquirenti la indagano per omicidio colposo per poi contestarle la morte in conseguenza di altro reato per la cessione del metadone. L'esame tossicologico sul ragazzo stabilirà anche se Giuseppe abbia assunto altre droghe.Alessia Marani