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Velletri, auto schiacciata da un camion: tre feriti, uno è gravissimo

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(foto di Luciano Sciurba)Auto schiacciata da un camion carico di breccia a Velletri: è di tre feriti, di cui uno gravissimo ricoverato il codice rosso a Latina dove è stato trasportato in eliambulanza, il bilancio dell'incidente avvenuto nel pomeriggio sulla Velletri-Nettuno. Un camion si è ribaltato finendo sopra un'utilitaria su cui viaggiavano due persone che hanno visto la morte in faccia. Il pesante mezzo ha appiatto la parte anteriore della vettura mentre l'intero carico finiva sull'asfalto.  La strada è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni dalla polizia locale che sta eseguendo i rilievi all'altezza della scuola di Sole e Luna.

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Regione Lazio, allerta meteo per le successive 24- 36 ore

«Il Centro Funzionale Regionale ha emesso oggi un bollettino di criticità idrogeologica e idraulica che riporta una valutazione di criticità codice giallo per rischio idrogeologico a seguito di precipitazioni previste sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale sulle seguenti zone di allerta del Lazio: dal pomeriggio di oggi, martedì 8 maggio e per le successive 24-36 ore su Bacini Costieri Nord, Bacino Medio Tevere, Appennino di Rieti, Roma, Aniene, Bacini Costieri Sud e Bacino del Liri. La Sala Operativa Permanente ha diffuso l'allertamento del Sistema di Protezione Civile Regionale e invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Permanente al numero 803.555». Lo comunica in una nota la Regione Lazio

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Sara, uccisa e bruciata dall’ex, Paduano in aula: «Mi vergogno, sono un mostro» L’accusa: «Confermare l’ergastolo»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Mi vergogno profondamente di quello che ho fatto. Come faccio a chiedere perdono se io stesso non mi perdono? Sarò sempre consapevole di essere l'unica causa di tanto dolore». Queste le parole di Vincenzo Paduano, il giovane che il 28 maggio del 2016, a Roma, strangolò e diede alle fiamme la sua ex fidanzata Sara Di Pietrantonio nei pressi del quartiere Magliana, e che oggi ha reso dichiarazioni spontanee al processo di appello che è iniziato oggi. In primo grado Paduano era stato condannato all'ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, stalking, distruzione di cadavere, danneggiamento e incendio dell'automobile a bordo della quale viaggiava la sua ex.
«Sono passati quasi due anni e anche io non posso darmi pace – ha detto Paduano – mi sono macchiato della peggiore azione che un uomo possa fare e per questo mi definisco un mostro». Il giovane ha continuato dicendo che più volte ha cercato di «dare un senso a un gesto che un senso non ha. Vorrei poter dare risposte precise a tutti, anche a me stesso, ma di quella notte non mi rimangono ricordi». Paduano si è detto certo della sua responsabilità «per aver spezzato la vita di Sara, ed è una consapevolezza che mi poterò nella vita sempre». La conclusione è stata dettata dalla richiesta di scuse a Sara e alla sua famiglia, ma anche dalle «enormi sofferenze che sta passando anche la mia famiglia; non meritavano di finire in tanto dolore».

L'ACCUSA
Per la pubblica accusa, non ci sono dubbi: «Paduano ha strangolato Sara per cinque minuti, avrebbe potuto recedere, ma non l'ha fatto. L'ha strangolata e poi bruciata, e la sua condotta non è compatibile con la concessione delle attenuanti generiche». Per questo merita la conferma in appello della condanna all'ergastolo. È durata quasi tre ore la requisitoria del pm Maria Gabriella Fazi al processo d'appello a Paduano, nel quale ha affiancato il pg Francesco Piantoni. «Che quella notte ci sia stata un'accesa discussione è provato – ha detto il pm Fazi – Da sms si capisce la sudditanza di Sara nei confronti di Paduano. Pretendeva di essere informato del suo nuovo rapporto amoroso. Ma lei voleva vivere il suo nuovo amore senza ostacoli. Lui in un sms le scrive: ti farò soffrire come tu stai facendo soffrire me». Per l'accusa questa vicenda, «nulla ha a che fare con la gelosia, non è stata gelosia, ma la perdita del potere di dominio, il rifiuto di Sara di soggiacere alla volontà di Paduano». Un'azione programmata, quella che l'imputato-condannato ha fatto. «Nell'ultima settimana studia come entrare in azione con un'estenuante attività di appostamento e perlustrazione. Quegli appostamenti – ha continuato il pm- avevano un significato diverso: il suo obiettivo era di far soffrire Sara e il suo amico, le perlustrazioni sostanziano la premeditazione a sostegno dell'attività omicidiaria. Dopo l'omicidio, si reca al posto di lavoro e, prima di tornare a casa, va a gettare il telefono della ex dentro una campana per la raccolta del vetro che si trova vicino l'abitazione del nuovo ragazzo. Sperava che i sospetti si concentrassero su lui, era il suo piano». Secondo il pm Fazi «il comportamento di Paduano è quello di chi vuole fare tabula rasa, uccidere una persona, non quello di un incontro casuale o di un'innocua discussione. Per lui, l'omicidio diventa la punizione di Sara e il fatto di aver dato fuoco al corpo della ragazza non vuol dire altro che distruggerla; Paduano non riesce a liberarsi della sua sete di vendetta». Lui «non ha mai inteso contribuire all'accertamento della verità e alla ricostruzione dei fatti, non ha mai ammesso nulla se non quando le contestazioni si rendevano evidenti».

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Ostia: altro autobus distrutto da incendio, in fiamme lo 06 scolastico

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Lorenzo Nicolini)Ancora un autobus Atac in fiamme. Questa volta ad Ostia, in via di Castel Porziano. Intorno alle 13:30 circa la vettura 6069 per cause accidentale ha preso fuoco. Danneggiato lo 06 adibito al trasporto scolastico. Non risultano feriti o intossicati. Solamente poche ore prima, alle 10, in via del Tritone l'autobus 63 è esploso facendo alzare una nube nera che ha invaso il cielo del centro della Capitale. "Sono molto felice che finalmente il fascio di luce radente si sia spostato sulle vere cause del disservizio: assenza di manutenzione e prevenzione. Allo stesso tempo però sentir parlare di autobus esploso mi fa comprendere la grande ignoranza che c'è in merito. Ad esplodere sono gli pneumatici a contatto con le fiamme. Si incendiano bus ogni giorno. Cittadini e lavoratori rischiano la vita ogni giorno. Mettete gente competente a capo di Atac", commenta Micaela Quintavalle leader del sindacato CambiaMenti. E' il decimo caso dal 2018. L'ultimo all'Esquilino, poi nella mattinata del 13 aprile in via di Portonaccio.  Poi ancora il 6 marzo, in via Prenestina, all'incrocio con via Cocconi, a una vettura della linea 313, che serve le zone di Roma Est. Pochi giorni prima, in pieno giorno, tra Macchia Palocco ed Acilia. I passeggeri della linea 03 avevano appena fatto in tempo a scendere prima che la vettura prendesse fuoco. Nel X Municipio un episodio simile quando le fiamme distrussero un autobus Atac ad Ostia. Prima di Ostia era stata la volta di Prati, quando un Atac della linea 030 prese parzialmente fuoco mentre era in transito su via Marcantonio Colonna. Ancora un altro mezzo Atac distrutto lo scorso 26 gennaio su viale Palmiro Togliatti, zona Centocelle. Prima era stata la volta del primo flambus dell'anno, con un altro mezzo Atac danneggiato mentre si trovava in piazza di Monte Savello, nella zona del Ghetto all'Isola Tiberina.

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Troupe Nemo aggredita dai Casamonica

(Fonte: www.ansa.it)
Oggi all'alba l'inviato di Nemo, Nello Trocchia e il filmaker Giacomo del Buono, erano presenti al momento degli arresti di Antonio Casamonica e di Alfredo Di Silvio, ritenuti responsabili del pestaggio del 1 aprile ai danni di una donna disabile e del titolare del Roxy Bar alla Romanina. Durante l'arresto di Casamonica, i familiari hanno inveito e insultato poliziotti e giornalisti, una familiare ha colpito la telecamera di Del Buono con uno schiaffo spaccando il led. Lo documenta un video diffuso dalla Rai. UN altro inviato di Nemo Daniele Piervincenzi fu aggredito da un esponente del clan Spada a Ostia.
 

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Trastevere, operazioni di contrasto all’illegalità da parte dei Carabinieri

Notte di controlli dei Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere nel cuore dello storico quartiere. Sotto la lente d’ingrandimento le vie e le piazze maggiormente frequentate durante la movida e gli esercizi commerciali. Ad esito delle attività, i Carabinieri hanno arrestato un pusher di crack, denunciato un parcheggiatore abusivo e sanzionato, per oltre 6.600 euro, un’attività commerciale che vendeva alcolici oltre l’orario consentito. Nei pressi di piazza Trilussa, i Carabinieri hanno arrestato un 50enne romano, già noto per i suoi trascorsi negli ambienti della droga del quartiere, sorpreso a cedere dosi di crack ad un giovane, identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo, quale assuntore. Transitando in piazza San Francesco d’Assisi, i militari hanno riconosciuto un 47enne, originario della provincia di Salerno, che esercitava l’attività illecita di parcheggiatore abusivo nonostante fosse stato già inibito con foglio di via obbligatorio. E’ stato denunciato a piede libero. Durante gli accertamenti alle attività commerciali, i Carabinieri hanno poi riscontrato che un minimarket di via dei Panieri vendeva alcolici oltre l’orario previsto ed hanno contravvenzionato il titolare, 29enne cittadino del Bangladesh, con la sanzione amministrativa di 6.660 euro. Nel corso dei controlli sono state identificate 80 persone e 35 veicoli.

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Via della Conciliazione: rissa in un bar, fermato l’aggressore

Nel tardo pomeriggio di domenica, durante le consuete attività di contrasto all'abusivismo commerciale e ripristino del decoro urbano in via della Conciliazione, una pattuglia del GSSU è stata allertata da alcuni turisti che denunciavano una rissa in corso in via dei Penitenzieri.
Accorsi immediatamente, gli agenti hanno colto sul fatto un uomo che, con in mano un oggetto di legno appuntito, infieriva su un altro, giacente a terra tramortito e sanguinante. Alla vista degli operanti, l'aggressore ha iniziato a minacciarli esclamando "vi ammazzo tutti". Grazie ai rinforzi accorsi in breve tempo, la persona è stata rapidamente disarmata e, dopo una breve colluttazione,  che ha portato al ferimento di due caschi bianchi, è stata arrestata.  Dei testimoni hanno riferito che l'uomo, nato nel 1980 in Marocco, vagabondava da alcuni giorni nell'area: stamattina, fuori da un bar, l'aggressione per futili motivi. Ricoverato presso l'ospedale S. Spirito, il passante ha riportato la frattura del setto nasale, con una prognosi di 20 giorni. L'arrestato invece, dopo una notte in cella, è comparso ieri mattina davanti al Giudice,  con rito direttissimo, con le accuse di resistenza, violenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, oltre alla querela per lesioni già presentata dall'aggredito. 7 e 5 i giorni di prognosi per i due agenti feriti.
 

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Pioggia a Villa Adriana, si allaga Ponte Lucano: Maremmana chiusa e traffico deviato

(Fonte: www.romatoday.it)

Ponte Lucano allagato e strada chiusa al traffico. Problemi a Villa Adriana di Tivoli dove dalle 15:50, a causa delle forti precipitazioni piovose di oggi pomeriggio, la via Maremmana inferiore è state temporaneamente interdetta al traffico in entrambe le direzioni di marcia. Inevitabili le ripercussioni al traffico della zona. In alternativa al tratto di strada chiuso è possibile deviare nei pressi di Roccabruna e poi tornare sulla via Tiburtina. 
Strade allagate
La forte pioggia che si è abbattuta in città e sulla sua prima provincia ha determinato problemi anche agli automobolisti in transito sull'A1. Rallentamenti causa pioggia si registrano sulla Diramazione Roma Nord, fra l'Allacciamento A1 della Milano-Napoli e l'allacciamento del Grande Raccordo Anulare. 

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Roma, raid Casamonica: disabile picchiata. Raggi va al bar. Minniti: “Non restino impuniti”. Aggravante mafiosa

(Fonte: www.repubblica.it)

La sindaca di Roma Virginia Raggi è andata  in via Salvatore Barzilai, alla Romanina, per incontrare la moglie del titolare del Roxy Bar, dove il giorno di Pasqua è avvenuto un raid  portato a termine da esponenti del clan Casamonica, che pretendendo di essere serviti per primi, hanno aggredito e picchiato una ragazza disabile, il barista romeno e poi hanno distrutto il locale. "Aggressione intollerabile" ha commentato Raggi. Mentre il ministro dell'Interno fa sapere di aver chiesto al capo della polizia, Franco Gabrielli, "una risposta ferma e tempestiva. Atti di questo tipo non possono rimanere impuniti".

IL RACCONTO Violenza perché non erano stati serviti per primi

IL BARISTA: "HO PAURA". "Ora ho paura, sia per me che per i miei bambini. Temo che si possano vendicare", spiega il barista aggredito durante il raid. "Loro quel giorno non volevano aspettare la fila e hanno detto 'Qui no i siamo i padroni, è tutto nostro'. Pensavo che la signora stesse con loro poi ho capito che stavano litigando e lei mi difendeva, ad un certo punto le hanno gridato anche ti ammazzo" aggiunge.

INDAGA LA DDA, AGGRAVANTE MAFIOSA. Sull'accaduto è stata aperta un'indagine affidata ai magistrati della Dda. L"ipotesi è che gli inquirenti possano valutare di contestare l'aggravante mafiosa. Le indagini, avviate per i reati di lesioni, minacce e danneggiamento, sono state affidate alla polizia e chiamano in causa Antonio Casamonica e suo cugino Alfredo Di Silvio. A dare il via agli accertamenti del commissariato Romanina è stata la denuncia presentata dalla ragazza. Non è escluso che il caso possa finire all'attenzione dei magistrati della Dda, considerati i personaggi coinvolti. "Uniti contro la criminalita'. Le immagini dell'aggressione dei Casamonica nei confronti di una donna disabile e un barista sono inaccettabili. Le istituzioni non abbassano lo sguardo. #FuoriLaMafiaDaRoma". Commenta la sindaca di Roma Virginia Raggi sul suo profilo Twitter.  

L'aggressione era avvenuta in due fasi. All'inizio i due entrano ma il barista non li vede, loro si inalberano, offendono il ragazzo. La giovane disabile reagisce: "Andate da un altra parte se non vi piace qui". Casamonica, 26 anni e all'attivo condanne per estorsione e falso più un processo per evasione, le strappa con una mano gli occhiali e li lancia dietro al bancone, poi si sfila la cinta dai pantaloni e la passa a Di Silvio che comincia a colpire la giovane a colpi di cinghia e poi con calci e pugni. Nessuno interviene, il locale si svuota. Loro vanno via ma tornano dopo mezz'ora.  Spaccano la vetrina, rovesciano tavoli e sedie: " Qui comandiamo noi, non te lo scordare: questa è zona nostra. Ora questo bar lo devi chiudere, altrimenti sei morto". Anche questa volta nessuno si muove. Ci sono cinque i clienti che rimangono seduti a giocare ai videopoker. Il barista è a terra, il suo volto è coperto di sangue.

 "Io non ho paura, non l'ho mai avuta. A prescindere da chi sono e di chi è la nazionalità", dice Roxana, la moglie del barista. "Mio marito sta bene adesso, noi non abbiamo niente contro nessuno ma chi ha sbagliato deve pagare. L'unica cosa giusta da fare in questi casi è chiamare le forze dell'ordine e denunciare"

ZINGARETTI: "DA REGIONE ASSISTENZA LEGALE". Solidarietà alle vittime dell'aggressione è arrivata dal presidente della Regione Nicola Zingaretti. "Questa mattina Gianpiero Cioffredi, Presidente dell'Osservatorio Sicurezza e Legalità Regione Lazio, ha incontrato la titolare del Bar dove è avvenuto il raid dei Casamonica per comunicarle che avrà il pieno sostegno da parte degli avvocati della rete antiusura della Regione Lazio e che l'ente si costituirà parte civile nel processo. Infine, sempre di concerto con la rete antiusura della Regione – conclude il governatore – verrà garantito un contributo economico a favore dell'attività commerciale, a titolo di risarcimento per i danni ricevuti e, soprattutto, per dimostrare la vicinanza delle istituzioni a chi si oppone con la propria onestà ai fenomeni mafiosi". Condanna anche da parte della ex presidente della Camera Laura Boldrini, che ha telefonato alla donna aggredita. "Sono fiera di lei, ha dato una lezione di civilta' a tutti. Sono orgogliosa della sua reazione di fronte a un'ingiustizia. Lei e' un esempio per tutti perche' a furia di abbassare la testa di fronte a comportamenti violenti c'e' il rischio che vengano percepiti come normali".

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Roma, aggredito e rapinato mentre compra le sigarette: ragazzo in fin di vita

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Marco De Risi)Versa in gravissime condizioni dopo un feroce pestaggio notturno accaduto all’inizio della via Casilina. La vittima è un marocchino di 28 anni. I poliziotti del commissariato di Torpignattara in poche ore sono riusciti a mettere le manette al responsabile: anche lui marocchino, stessa età della vittima.
Lo straniero, conosciuto come uno dei tanti spacciatori del Pigneto, ha notato che la vittima, mentre pagava le sigarette ad un distributore automatico, aveva una trentina di euro in contanti. Questo è bastato per colpirlo a pugni così tante volte da fargli perdere i sensi.
Ad accompagnare il ferito alle Figlie di San Camillo sono stati alcuni amici che l’hanno abbandonato davanti la struttura e sono fuggiti. I medici hanno riscontrato una serie di fratture facciali ed anche un grave trauma cranico. L’uomo è intubato e versa in uno stato di coma.
La prognosi è rigorosamente riservata. Gli agenti di Torpignattara hanno risolto il caso indagando proprio nell’ambiente dello spaccio e dei senza fissa dimora. L’arrestato risulta non avere alcun documento d’identità ed è clandestino. Come lui anche una decina di stranieri ascoltati in commissariato.