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Cronaca

Bus in fiamme: Pm dispone perizia

(Fonte: www.ansa.it)

Finiranno nello stesso fascicolo di indagine i due incendi a bus dell'Atac avvenuti negli ultimi giorni nel centro di Roma, l'8 maggio in via del Tritone e ieri a piazza Venezia. I pm hanno affidato una perizia ad un ingegnere meccanico per stabilire le cause dei roghi. Alla luce delle conclusioni della perizia, nel caso in cui emergessero carenze nelle procedure di manutenzione, non è escluso che le indagini possano allargarsi anche agli di incendi registrati nei mesi scorsi. Nei prossimi giorni verranno acquisiti documenti presso l'officina di manutenzione dove sono stati fatti i controlli ai due mezzi pubblici andati in fiamme. Al momento il procedimento è a carico di ignoti e si ipotizza il reato colposo di danno in tema di incolumità pubblica.

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Incidente ad Acilia: investita da un’auto, grave una donna

(Fonte: www.romatoday.it)

Una donna di 53 anni è stata investita oggi 11 maggio, alle 7, ad Acilia. L'incidente si è verificato in via Fabiano Landi, all'altezza del civico 92. L'auto che ha investito la donna si è poi fermata a prestare soccorso. La 53enne è ricoverata in codice rosso all'ospedale Grassi di Ostia. Procede la Polizia di Roma Capitale con il X Gruppo Mare.

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Cronaca

Sequestro 5 mila cartelle in casa cura

(Fonte: www.ansa.it)

Su disposizione della Procura di Velletri i carabinieri del Nas hanno proceduto al sequestro di 5.418 cartelle cliniche presso la casa di cura Ini di Grottaferrata, nell'ambito dell'inchiesta che vede indagate 10 persone, tra personale medico e proprietari della struttura, per i reati di truffa e falso. I carabinieri hanno acquisito anche le pratiche su fatturazioni e liquidazioni e i registri delle attività nelle sale operatorie e negli ambulatori. I magistrati puntano a chiarire se nel periodo 2012-2017 siano stati riportati falsamente sulle schede di dimissione delle cartelle cliniche interventi diversi da quelli realmente effettuati sui pazienti. Gli indagati avrebbero falsamente attestato di avere somministrato "tramite iniezione o infusione sostanze terapeutiche e agenti modificatori" ottenendo un rimborso di 371 euro a paziente dalla Regione Lazio ma in realtà avrebbero dato ai pazienti "il farmaco solo per via orale come attestato dalla cartella clinica".

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Cronaca

Roma, delitto Di Pietrantonio: Paduano condannato a 30 anni. Pena ridotta in appello

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giuseppe Scarpa) – È stato condannato in Appello a 30 anni Vincenzo Paduano il giovane che il 28 maggio del 2016, a Roma, strangolò e diede alle fiamme la sua ex fidanzata Sara Di Pietrantonio nei pressi del quartiere Magliana. La sentenza è arrivata dopo due ore di camera di consiglio. Ad attenderla i genitori e le amiche di Sara. In primo grado l'imputato era stato condannato all'ergastolo

Da un lato ci sono i messaggi che minacciano vendette inviati all'ex per la nuova relazione sentimentale con un altro ragazzo, dall'altro le prove che Paduano, vigilantes di 28anni, la seguisse ossessivamente, da almeno una settimana, e senza mai farsi vedere.  

Paduano, ha partecipato ad entrambe le udienze. Martedì aveva rilasciato delle dichirazioni spontanee: "Non c'è giorno in cui mi chiedo come sia stato possibile. Mi vergogno profondamente di quello che ho fatto e Dio solo sa se vorrei essere perdonato da tutti. Come faccio a chiedere perdono se io stesso non mi perdono. Sarò sempre consapevole di essere l'unica causa di tanto dolore". Secca la risposta della madre di Sara, Concetta Raccuia: "Non gli credo perché è un manipolatore, abituato a indossare tante maschere. Dopo due anni di prigione vuole apparire come il classico bravo ragazzo che chiede scusa. Ma io non intendo cadere nella trappola in cui è caduta mia figlia".

Una convinzione espressa anche oggi subito dopo la sentenza  "Non mi pare ci sia una grossa differenza tra una condanna all'ergastolo e a 30 anni di reclusione – ha detto la donna ai giornalisti – posso apparire cinica ma non credo che l'imputato si sia pentito per davvero: credo che per arrivare a un pentimento sincero dovrà essere aiutato molto ancora perchè da solo non può farcela". Quanto alle lacrime versate più volte in udienza da chi ha ucciso sua figlia, la mamma di Sara ha aggiunto: "Paduano ha pianto per se stesso, direi…".

Il 28enne è accusato dal pm Maria Gabriella Fazi di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione dai futili e abbietti motivi, dagli atti persecutori, e ancora stalking, incendio e occultamento di cadavere.

Per sette giorni Paduano si è nascosto e ha pedinato Sara. Gli investigatori hanno ricavato questo dato dal Gps. Il navigatore installato nell'auto del 28enne che era già servito per inchiodare il ragazzo il giorno del delitto.

Il Gps in sostanza aveva in memoria i percorsi compiuti da Paduano una settimana prima dell'omicidio. In giorni diversi Vincenzo sarebbe andato sotto casa di Sara, poi sotto quella del nuovo fidanzato della studentessa (Alessandro Giorgi), da un'amica dell'ex e ancora fuori dalla palestra e dall'Università frequentata dalla ragazza. Un'ossessione che si unisce alle minacce rivolte alla 22enne per averlo lasciato (da diversi mesi) ed aver iniziato una nuova relazione: "Ti rovino la vita a te e a lui (Giorgi, ndr), tu devi soffrire come stai facendo soffrire me", le diceva il 21 maggio.

E ancora c'è il tentativo di incendiare l'auto di Alessandro, con una Molotov, alle 5 del mattino del 28 maggio. Ovvero 24 ore prima dell'assassinio. E infine la stessa dinamica del delitto. Lui che esce dal suo posto di lavoro (vigilantes in orario notturno) lascia sulla sua scrivania il cellulare, individua Sara sotto casa di Alessandro poi anticipa con la sua auto la strada che l'ex compie per rientrare a casa. In un tratto di via della Magliana, una strada periferica buia ed isolata, si apposta con la sua auto. A quel punto passa Sara a bordo della sua Toyota Aygo, la sperona, la fa scendere dalla macchina, una breve discussione, poi la strangola (5-minuti al massimo) e infine cerca di disfarsi del cadavere dandole fuoco con una tanica di benzina acquistata precedentemente.

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Via dell’Arcadia, lotta all’abusivismo commerciale e al degrado urbano

Continuano le attività disposte dal Comando Generale per contrastare varie forme di degrado urbano e abusivismo commerciale: stamattina controlli mirati a tutelare i tanti operatori che svolgono regolarmente la propria attività all’interno dei mercati rionali. Gli agenti del PICS (Pronto Intervento Centro Storico) sono intervenuti nel mercato di Via dell’Arcadia, dove sono stati effettuati sequestri amministrativi e penali di vari tipi di merce (bigiotteria, fiori finti, abbigliamento, articoli per la casa ed accessori di telefonia) per un totale di circa 2000 pezzi. Tra questi, un ingente quantitativo di borse, portafogli e scarpe, riproducevano marchi contraffatti di note aziende. Durante le attività sono stati identificati due venditori, di nazionalità italiana e bengalese, che dopo aver tentato una fuga, sono stati raggiunti dagli agenti e sanzionati per oltre 5000 euro, oltre al sequestro dei 350 articoli posti in vendita abusivamente. Controlli anche ieri pomeriggio in vari quartieri della città. In particolare, nelle vie adiacenti a Fontana di Trevi e nella zona di via Ottaviano e piazza Risorgimento gli agenti hanno eseguito numerosi sequestri di mercanzia venduta abusivamente, accertando diverse violazioni di carattere penale per la vendita di borse e articoli vari di pelletteria con marchi contraffatti.

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Roma, autobus guasto si ferma in via del Tritone

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Non si ferma l'odissea trasporti dei romani: dopo un nuovo caso di fiamme su un bus in piazza Venezia e la pioggia sul mezzo della linea 16, un autobus si è guastato in via del Tritone, fermandosi sulla carreggiata poco dopo Largo Chigi.  

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Incidente a Casetta Mattei: Vespa si scontra con un’auto, scooterista in gravi condizioni

(Fonte: www.romatoday.it)

E' stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale San Camillo in conducente di una Piaggio Vespa dopo un incidente avvenuto in via Casetta Mattei 8.
Alle 13:30 l'uomo si è scontrato con una Kia. Sul posto, per i rilievi scientifici, gli uomini del Gruppo Marconi della Polizia di Roma Capitale. Ancora non è chiaro che lo scontro sia avvenuto in movimento oppure se la Vespa abbia centrato la Kia in sosta. Incidente con ferito anche questa mattina, poco dopo le 9:30 in via Portuense 489. Ad avere la peggio nello scontro tra una Fiat 500 e uno scooter Honda Foresight, il centauro che è stato trasportato in codice rosso all'ospedale San Camillo. Per i rilievi, il Gruppo XI Marconi della Polizia di Roma Capitale.

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Cassonetti e auto in fiamme a Roma

(Fonte: www.ansa.it)

Cassonetti e auto in fiamme nella notte a Roma. E' accaduto intorno alle 4 in vicolo di Val Tellina in zona Colli Portuensi. Sul posto i vigili del fuoco che hanno spento l'incendio. Secondo quanto si è appreso, sono andati a fuoco due cassonetti e quattro macchine, di cui tre completamente avvolte dal fuoco. Non ci sono persone ferite o intossicate. Da accertare le cause. Negli ultimi mesi decine di cassonetti sono andati a fuoco in varie zone della città.

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Roma, Smart in doppia fila blocca il bus: passeggero difende l’autista e viene picchiato

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Antonio Iovane)Tre auto in doppia fila impediscono il passaggio dell'autobus, l'autista del 649 suona il clacson. Due dei proprietari escono dal bar e spostano le macchine. La terza auto, una Smart, rimane lì. L'autista insiste a suonare. Due fratelli, italiani, sui 20 anni, seduti a un tavolino, restano a guardare la scena divertiti: la Smart rimasta in doppia fila è la loro. Siamo a Roma, domenica sera, via Albalonga, a un passo da piazza Re di Roma. Il tratto di strada davanti al bar Pompi era un tempo regno del caos e delle auto in doppia fila. Poi nell'ottobre 2014 uno spartitraffico impedì la sosta selvaggia, i residenti esultarono ma il vizio non è andato del tutto perso. Solo che adesso la doppia fila non provoca solo caos ma impedisce il passaggio ai mezzi più pesanti. L'autista del 649 insiste, preme sul clacson, poi apre le porte anteriori, chiede di spostare la Smart. "Siccome avevano un atteggiamento minaccioso – racconta Pierpaolo, 30 anni, che oggi riesce a malapena ad aprire gli occhi – ho deciso di intervenire, ho detto loro "ragazzi, siamo in tanti sull'autobus a dover tornare a casa. Spostate la macchina". Ma quelli mi rispondevano 'che c.. vuoi? Fatti i c… tuoi'". Iniziano a spintonarlo. "Mi sono ritrovato a terra mentre questi due mi colpivano con calci e pugni, più vedevano sangue e più picchiavano. Poi mi sono alzato ancora pieno di sangue e hanno continuato a minacciare me e la mia ragazza". Finalmente i due aggressori smettono di picchiare ma non di minacciare.
Pierpaolo e la fidanzata, sotto shock e in lacrime. "Continuavano a dare pugni sulla carcassa dell'autobus, sembravano su di giri". Mentre i testimoni prendono il numero di targa della Smart, i due fratelli staccano la targa, spostano l'auto e si rifugiano in un palazzo. Quando la polizia arriva, riesce a identificarli. Sono stati denunciati. Pierpaolo viene portato al Policlinico, ne esce con ecchimosi sul volto, due punti di sutura alla testa e otto giorni di prognosi.

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Presunto ladro d’auto arrestato dai Carabinieri

E’ arrivato a Roma in treno, partito dalla provincia di Napoli, con un borsone carico di attrezzi e, calata la sera, ha rubato un’auto con la quale sarebbe ripartito ma sulla sua strada ha trovato i Carabinieri del Nucleo Radiomobile che lo hanno arrestato. In manette è finito un 53enne della provincia di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, che, la scorsa notte, è stato arrestato in flagranza per tentato furto aggravato. Il “ladro pendolare”, una volta arrivato in treno, si è diretto nel quartiere Torrino. Giunto in via Beato Battista Spagnoli, ha puntato un suv, ha scassinato la serratura della portiera ed è salito a bordo. La scena è stata notata da una pattuglia di Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma che pattugliava la zona, sorprendendo l’uomo all’interno del veicolo, mentre cercava di metterlo in moto con una chiave decodificata. Il ladro aveva con lui un borsone con all’interno vari attrezzi atti allo scasso, due centraline e un blocchetto di accensione. Ammanettato e portato in caserma è stato trattenuto, a disposizione dell’A.G., in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo.