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Cronaca

Bullismo, a Roma la supplente minacciata e offesa da un alunno 15enne “intruso”: denuncia alla Polizia

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Paolo Ricci Bitti) – Un'insegnante minacciata e offesa; una serie di bestemmie da incendiare l'aria ripresa con il cellulare e diffusa sui social; un'intera classe che rischia una sospensione se non la bocciatura; un ragazzino di 15 anni che non vuole più andare a scuola perché “messo in mezzo” senza avere alcuna colpa.

Questa volta l'atto di bullismo a due livelli (nei confronti della prof e di uno studente) coinvolge oltre venti alunni di una “seconda” dell'istituto d'istruzione superiore Pacinotti-Archimede, sezione istituto tecnico informatico, in via Pasquariello, Serpentara, periferia nord di Roma.

L'inizio è quello di un classico scherzo alla supplente, la fine – dopo che la situazione è sfuggita di mano ai ragazzi – è quella che sarà stabilita dal consiglio scolastico nei prossimi giorni, forse anche con l'intervento della polizia del commissariato di Fidene, perché non si può giocare con l'identità altrui.

L'altro ieri un alunno ha invitato la supplente di Tecnologia a interrogarlo quale volontario: tutto, dall'atteggiamento sgarbato dello studente alle risate nemmeno troppo nascoste degli altri alunni, lasciava capire che il ragazzo si stesse spacciando per un altro coetaneo. Insomma, la professoressa ha “sgamato” subito lo scherzo nonostante tutta la classe confermasse l'identità del loro “compagno”. Tutta la classe. La cosa, a ogni modo – sarebbe probabilmente finita lì se non fosse stato per il crescendo di maleducazione del “finto” alunno che nel frattempo era stato invitato dall'insegnante a lasciare l'aula. Invece il ragazzo ha alzato la voce, ha insistito in malo modo per essere interrogato, si è sbracciato per sottolineare le sue richieste per concludere infine urlando una serie di bestemmie e minacciando la professoressa: “Tanto mia mamma pippa e spaccia la coca”. Poi è salito su una sedia e se ne è andato sbattendo la porta a calci. Tutto ciò mentre un alunno riprendeva la scena poi naturalmente postata sui social.

Nel registro elettronico l'insegnante ha poi riassunto l'episodio sottolineando che, oltre all'atteggiamento dell'intruso, contro ogni ragione l'intera classe ha insistito per sostenere la (falsa) identità di quel ragazzo nonostante la situazione fosse ampiamente precipitata. Nel frattempo la diffusione sulle chat del video con il raid del ragazzo “intruso” ha completato l'innesco di un caso adesso sulla scrivania della preside Valeria Santagata, mentre i genitori del ragazzo le cui generalità sono state usurpate faranno giovedì denuncia al commissariato di Fidene dopo un primo colloquio con gli agenti. Lui non ha alcuna colpa, ma il fatto di essere stato tirato in ballo perché quel giorno assente ha incrinato pesantemente i rapporti con i compagni di classe.

Gli stessi alunni, nella chat hanno capito di essere finiti nei guai: “L'abbiamo fatto grossa e ora ci faranno il c…”. “Eppure abbiamo detto solo una bugia”. “Sì, però XXX ha bestemmiato sei volte”.

Come è stato poi ricostruito, l'intruso è un alunno di un'altra classe della stessa scuola.

“Ciò che è drammatico – dice la preside Santagata, alla guida del Pacinotti-Archimede che ospita in più sedi 1.800 alunni (“e solo 11 addetti alla segreteria”) di tutti i tipi di liceo scientifico e dell'istituto tecnologico –

è che questi ragazzi sembrano non rendersi conti della gravità dell'accaduto e del fatto che i social aumentano a dismisura le conseguenze di questi atti. Ne sono stata appena informata dalla vicepreside e convocheremo subito le famiglie degli alunni della classi e dell'intruso. E parlerò anche con il ragazzo assente quel giorno: voglio rassicurarlo, ci mancherebbe che patisse per questa situazione”.

Quali provvedimenti sono adesso ipotizzabili?

“Tutto dipenderà dalle reazioni dei ragazzi che hanno assurdamente sostenuto l'intruso. C'è la responsabilità collettiva di tutti gli alunni e c'è quella supplementare del ragazzo che ha ripreso la scena con il cellulare e l'ha poi diffusa. Naturalmente l'uso del telefonino, in queste modalità, poi, è assolutamente proibito all'interno della scuola. E poi c'è il fatto che sono tutti minorenni. Potrei allora fare una segnalazione alla polizia postale ma spero che non ce ne sia bisogno: bisogna, insomma, che i ragazzi collaborino. La linea, inizialmente, sarà quella di rendere consapevoli questi giovani della gravità di quello che hanno combinato".

"Educare è il nostro primo compito. Sospensioni? Bocciature? Vedremo, tutto è possibile. Ripeto, molto dipende, in questa prima fase, dai ragazzi. Credo che ognuno di noi, prima o poi, nella vita, si sia trovato vittima o testimone di qualche atto di bullismo scolastico, magari anche solo qualche “complimento” pesante sulla linea o sull'abbigliamento, ma poi il contesto, dentro e fuori la scuola, aiutava quasi sempre a superare quel periodo. Adesso invece noi insegnanti ci troviamo ad affrontare spesso da soli questi atteggiamenti dei ragazzi per di più accentuati dall'uso di cellulari e social. In quest'anno scolastico, finora, avevamo registrato solo pochissimi casi diciamo di bullismo e non di questa gravità”

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Cronaca

Roma, auto contro un muro: muore 19enne. Gravissima la fidanzatina di 16 anni

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Incidente mortale ieri notte poco dopo la mezzanotte in via Vecchia Napoli a Velletri. Un ragazzo di 19 anni, Roberto Caprara, è morto dopo essersi schiantato con l'auto contro un muro. Con lui c'era la fidanzata di 16 anni M.D., che ora lotta per la vita. I due procedevano sulla strada periferica in direzione di via Caranella. Secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio della polizia stradale di Albano, all'uscita di una curva, la Fiat 500 guidata dal ragazzo, ha toccato un'altra auto che proveniva in direzione Velletri, in senso contrario, un'Audi A3, guidata da un 44enne del posto. La Fiat 500 ha perso il controllo ed è finita fuori strada colpendo prima un grosso albero e finendo contro un muro in cemento. Per il ragazzo non c'è stato nulla da fare, è morto sul colpo sbalzato fuori dall'abitacolo, mentre la ragazza di 16 anni è stata trasportata al Policlinico Umberto I in codice rosso. Sul posto è intervenuta dopo pochi minuti la Polizia Stradale di Albano per i rilievi con il comandante Claudio Marrese che si è recato sul posto. E' stato necessario anche l'intervento dei vigili del fuoco di Velletri per estrarre la ragazza dall'auto e mettere in sicurezza l'area e la macchina. I rilievi sono finiti intorno alle 4 e mezza, quando il deposito giudiziario veliterno ha rimosso i mezzi dalla strada, gli agenti della Polstrada sono ancora al lavoro per ricostruire tutta la dinamica del tragico incidente. In quel momento era in atto un violento acquazzone sulla zona dei Castelli Romani.
 

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Marconi, dopo la gioielleria ladri all’opera al bar. Banda in fuga con le slot machine

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Mauro Cifelli)Due furti notturni sulla stessa via a distanza di due settimane esatte. Siamo in via Avicenna, a Marconi, dove una banda ha preso di mira il Bar Blu che si trova all'angolo con via Guido Castelnuovo. Infranta la vetrina dell'esercizio commerciale i ladro hanno caricato su un'auto una slot machine ed una macchinetta per il cambio delle monete per poi far perdere le proprie tracce. 
Ladri al Bar Blu di via Avicenna
I fatti hanno preso corpo intorno alle 23:00 del 15 maggio, quando la banda è arrivata davanti l'esercizio commerciale. Aperto un varco nella vetrata hanno poi messo a segno il furto dileguandosi a bordo di una Volkswagen Golf vecchio modello. Ad allertare le forze dell'ordine un residente della zona. 
Furto slot machine in un bar a Marconi
In via Avicenna sono intervenuti gli agenti di polizia del commissariato San Paolo. Ascoltato un testimone questi ha riferito di aver visto una banda composta da cinque persone, poi fuggite e bordo dell'auto. Acquisite le immagini di videosorveglianza della zona, i malviventi sono attivamente ricercati dalle forze dell'ordine. 
Furto alla gioelleria di via Avicenna
Un furto con le medesime modalità era stato portato a termine lo scorso 2 maggio in una gioielleria che si trova sulla stessa via Avicenna. Infranta la vetrata dell'esercizio commerciale in quel caso la banda riuscì a dileguarsi con oro e gioielli. 

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Roma, blitz al campo nomadi di via Candoni: sequestrati coltelli e mazze da baseball

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Maxi operazione della polizia locale nel campo nomadi Candoni a Roma. I controlli sono scattati all'alba su delega della Procura e sono in corso accertamenti e perquisizioni. Sequestrati coltelli, mazze da baseball e riproduzioni di armi. Circa 370 gli agenti della polizia locale impiegati da tutti i gruppi, coordinati nel blitz dal comandante Antonio di Maggio. Stanno collaborando anche i carabinieri della stazione Torrino, del nucleo cinofili, forestali e personale dell'ufficio sicurezza Atac. Sarebbero in corso accertamenti anche per stabilire eventuali collegamenti con episodi di danneggiamento ai mezzi pubblici, aggressioni a personale Atac e furti in depositi. Al momento sono state sequestrate due auto senza assicurazione e sono in corso identificazioni di diverse persone.

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Campidoglio ‘copre’ manifesti antiaborto

(Fonte: www.ansa.it)

Il Campidoglio ha inviato una diffida al concessionario degli impianti dove si trovano i manifesti antiabortisti perchè "lesivi del rispetto delle libertà individuali e dei diritti civili e politici". La diffida, inviata dal dipartimento sviluppo economico, è finalizzata alla rimozione dei manifesti che riportano lo slogan "L'Aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo". Il concessionario, a quanto riferisce lo stesso dipartimento del Campidoglio, starebbe già provvedendo alla 'copertura' di alcuni cartelloni.

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Roma, cede sospensione di un bus: paura per il boato in piazzale Clodio

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Valentina Lupia)Attimi di panico in via della Giuliana, all’angolo con piazzale Clodio, a Prati. Intorno alle 14 un boato ha fatto uscire tutti dai bar, dai negozi e sui balconi. Si temeva il peggio: l’esplosione di un esercizio commerciale o un brutto incidente. Invece ha cede sospensione di bus ceduto una sospensione di un autobus dell’Atac, già diretto al capolinea di Clodio perché presentava problemi già durante il tragitto. Fortunatamente, non c’erano passeggeri a bordo. Il mezzo, probabilmente della linea 23 o della 70, è rimasto piegato su un lato e ha barcollato paurosamente fino ad arrivare nel piazzale che accoglie anche gli altri autobus. In attesa delle “prime cure”. Giorni neri, questi per l’Atac. Nella notte tra sabato e domenica un albero di 12 metri è caduto su un autobus della linea N1 in transito in viale delle Milizie, sempre nel rione Prati. I vetri infranti avevano ferito conducente e passeggeri, seppur lievemente. Sei giorni fa un corto circuito aveva causato un principio d’incendio su un mezzo della linea 46 aveva creato disagi al traffico in piazza Venezia. Sono intervenuti i vigili del fuoco, nonostante il conducente avesse già provveduto a utilizzare l’estintore. Secondo l’Atac, non c’erano state conseguenze per i passeggeri. Il giorno precedente  aveva avuto problemi l’85, che percorreva via dei Fori Imperiali all’altezza del Vittoriano: è scattato l’allarme antincendio, scatenando il panico a bordo. Ma era “solo” un’avaria del motore. L’8 maggio un bus della linea 63 è stato divorato dalle fiamme in via del Tritone, poche ore prima che fosse la volta dello 06 a Castel Porziano, verso il litorale, anch’esso a fuoco. Era adibito, tra l’altro, al trasporto scolastico.

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‘Coca’ in barattolo: ecco come nascondono la droga giovani pusher

(Fonte: www.romatoday.it)

Cocaina nei barattoli di latta e mimetizzata tra i cespugli. Era questo il nascondiglio della droga di tre giovani, un 24enne di Tor Lupara e due albanesi rispettivamente di 26 e 23 anni, tutti gravati da precedenti di polizia, arrestati per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 
Succede a Santa Lucia di Fonte Nuova dove i militari, insospettiti dalla presenza di tre giovani nella vegetazione che cresce spontanea lungo via Campania, hanno trovato i giovani con in mano due barattoli al cui interno venivano rinvenute 172 dosi di cocaina per un totale di 106 grammi.
Le successive perquisizioni personali hanno consentito di rinvenire e sequestrare la somma in contanti di 2300 euro, quale provento dell’attività di spaccio. I tre soci pusher sono stati arrestati e tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.
 

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Latina, minacce e percosse al marito: donna allontanata da casa per stalking

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Clemente Pistilli)Non sempre e solo donne vittime di violenze tra le mura domestiche. La vita di coppia a volte può diventare un inferno anche per lui. Capita che il sesso forte finisce in un vortice fatto di percosse, minacce e privazioni. Un quadro particolare quello che si è presentato, la notte scorsa a Latina, agli investigatori della squadra volante e che ha portato a disporre per una donna l'allontanamento dalla casa familiare. Attorno all'1.30, una pattuglia della polizia è intervenuta in via Conte d'Anagni, a Borgo Faiti, alle porte del capoluogo pontino e dove viene indicata una delle tappe di San Paolo lungo la strada percorsa verso Roma. Al 113 era stata segnalata una lite. Gli investigatori, appena arrivati, hanno così notato nel parcheggio antistante un appartamento una giovane in stato di agitazione, che ha detto soltanto di non avere nulla da riferire. I poliziotti hanno però subito visto anche il compagno di lei che, affacciato al balcone, urlava, sostenendo di essere stato aggredito per questioni di gelosia e chiuso in casa. L'uomo chiedeva aiuto e agli investigatori ha raccontato di aver avuto l'ennesima discussione con la compagna, con cui aveva da due anni una relazione rivelatasi subito problematica, caratterizzata da continui scatti d'ira di lei. Avviato un controllo, i poliziotti hanno scoperto che le liti tra i due erano state realmente frequenti e che nei mesi precedenti più volte le forze dell'ordine erano dovute intervenire in quell'appartamento per riportare la calma. Hanno appurato che in un caso la donna aveva anche danneggiato il mobilio, il parabrezza e i tergicristalli dell'auto del compagno. L'uomo aveva inoltre lesioni evidenti al volto e alle braccia.  Era stato picchiato e l'appartamento era stato messo a soqquadro. In stato di shock, l'uomo ha inoltre detto ai poliziotti di avere ormai paura per la sua incolumità e di voler interrompere quella relazione. Condotto al pronto soccorso dell'ospedale "Goretti" di Latina, gli sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in 15 giorni e, presentata denuncia, ha riferito di essere stato più volte vittima di violenze e minacce, parlando di continui soprusi da parte della compagna, di una vita passata ormai in stato di soggezione. Contattato il magistrato di turno, i poliziotti hanno quindi disposto per la donna la misura dell'allontanamento urgente dalla casa familiare.
 

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Anche Roma ha il suo Titanic, sul Tevere spunta la nave fantasma

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Michele Galvani) – L'hanno già ribattezzato il "Titanic di Roma". Non è affondato, certo. Piuttosto è spiaggiato. Ma rappresenta comunque una specie di disastro. Più ambientale e di immagine che altro. Nessun morto, dunque. Sia chiaro. E qui non siamo nel mezzo dell'Oceano e di certo non c'è stato un urto con un iceberg. Non ci sono neanche Jack e Rose che si inseguono, scappano, ballano, ridono e si innamorano come nel film del 1997 campione di incassi. Ma fatto sta che Tiber II è una sorta di fantasma buttato su una banchina del Tevere, all'altezza di lungotevere della Vittoria, dimenticato, forse abitato. Antonello Palmieri, presidente di Romanuova, racconta: «Nel corso di una passeggiata in bicicletta sulla ciclabile – chiamiamola così – lungo il fiume Tevere, abbiamo scoperto dove finisce la propaganda delle istituzioni, e dove comincia la realtà. Tra fango, buche, water e bidet, scatole di polistirolo, vecchi arredi di plastica, decine di biciclette a noleggio vandalizzate, dobbiamo prendere atto che oggi questa è Roma. Ma abbiamo soprattutto “scoperto” dov’è finita la motonave Tiber II, che effettuava servizio sul fiume, schiantatasi nel dicembre del 2008 contro ponte Sant’Angelo nel corso di una piena. Dieci anni fa».

La motonave è in parte coperta dalla vegetazione. Un cartello vieta l’ingresso nell’area del naufragio, ma secondo alcuni testimoni ci sarebbe uno strano via-vai di persone. Varrebbe la pena un sopralluogo delle autorità locali (vigili? Polizia? Vigili del fuoco? Almeno per avviare l'iter di una rimozione e restituire la banchina ai cittadini, magari per una semplice passeggiata. Il Tevere resta elemento centrale della Capitale. Un luogo da vivere, da riscoprire e non certo da guardare con paura. Basta investirci e rilanciarlo, affinché non ci siano altri Titanic. Perché i Jack e Rose de' noantri, nella realtà, non esistono. E di certo di finire affondati proprio non ne hanno voglia. Come nessun romano, d'altronde.

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Bullismo, a Roma la supplente minacciata e offesa da un alunno 15enne “intruso”: denuncia alla Polizia

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Paolo Ricci Bitti)Un'insegnante minacciata e offesa; una serie di bestemmie da incendiare l'aria ripresa con il cellulare e diffusa sui social; un'intera classe che rischia una sospensione se non la bocciatura; un ragazzino di 15 anni che non vuole più andare a scuola perché “messo in mezzo” senza avere alcuna colpa. Questa volta l'atto di bullismo a due livelli (nei confronti della prof e di uno studente) coinvolge oltre venti alunni di una “seconda” dell'istituto d'istruzione superiore Pacinotti-Archimede, sezione istituto tecnico informatico, in via Pasquariello, Serpentara, periferia nord di Roma. L'inizio è quello di un classico scherzo alla supplente, la fine – dopo che la situazione è sfuggita di mano ai ragazzi – è quella che sarà stabilita dal consiglio scolastico nei prossimi giorni, forse anche con l'intervento della polizia del commissariato di Fidene, perché non si può giocare con l'identità altrui.
L'altro ieri un alunno ha invitato la supplente di Tecnologia a interrogarlo quale volontario: tutto, dall'atteggiamento sgarbato dello studente alle risate nemmeno troppo nascoste degli altri alunni, lasciava capire che il ragazzo si stesse spacciando per un altro coetaneo. Insomma, la professoressa ha “sgamato” subito lo scherzo nonostante tutta la classe confermasse l'identità del loro “compagno”. Tutta la classe. La cosa, a ogni modo – sarebbe probabilmente finita lì se non fosse stato per il crescendo di maleducazione del “finto” alunno che nel frattempo era stato invitato dall'insegnante a lasciare l'aula. Invece il ragazzo ha alzato la voce, ha insistito in malo modo per essere interrogato, si è sbracciato per sottolineare le sue richieste per concludere infine urlando una serie di bestemmie e minacciando la professoressa: “Tanto mia mamma pippa e spaccia la coca”. Poi è salito su una sedia e se ne è andato sbattendo la porta a calci. Tutto ciò mentre un alunno riprendeva la scena poi naturalmente postata sui social.
Nel registro elettronico l'insegnante ha poi riassunto l'episodio sottolineando che, oltre all'atteggiamento dell'intruso, contro ogni ragione l'intera classe ha insistito per sostenere la (falsa) identità di quel ragazzo nonostante la situazione fosse ampiamente precipitata. Nel frattempo la diffusione sulle chat del video con il raid del ragazzo “intruso” ha completato l'innesco di un caso adesso sulla scrivania della preside Valeria Santagata, mentre i genitori del ragazzo le cui generalità sono state usurpate faranno giovedì denuncia al commissariato di Fidene dopo un primo colloquio con gli agenti. Lui non ha alcuna colpa, ma il fatto di essere stato tirato in ballo perché quel giorno assente ha incrinato pesantemente i rapporti con i compagni di classe.
Gli stessi alunni, nella chat hanno capito di essere finiti nei guai: “L'abbiamo fatto grossa e ora ci faranno il c…”. “Eppure abbiamo detto solo una bugia”. “Sì, però XXX ha bestemmiato sei volte”.
Come è stato poi ricostruito, l'intruso è un alunno di un'altra classe della stessa scuola.
“Ciò che è drammatico – dice la preside Santagata, alla guida del Pacinotti-Archimede che ospita in più sedi 1.800 alunni (“e solo 11 addetti alla segreteria”) di tutti i tipi di liceo scientifico e dell'istituto tecnologico –
è che questi ragazzi sembrano non rendersi conti della gravità dell'accaduto e del fatto che i social aumentano a dismisura le conseguenze di questi atti. Ne sono stata appena informata dalla vicepreside e convocheremo subito le famiglie degli alunni della classi e dell'intruso. E parlerò anche con il ragazzo assente quel giorno: voglio rassicurarlo, ci mancherebbe che patisse per questa situazione”.
Quali provvedimenti sono adesso ipotizzabili?
“Tutto dipenderà dalle reazioni dei ragazzi che hanno assurdamente sostenuto l'intruso. C'è la responsabilità collettiva di tutti gli alunni e c'è quella supplementare del ragazzo che ha ripreso la scena con il cellulare e l'ha poi diffusa. Naturalmente l'uso del telefonino, in queste modalità, poi, è assolutamente proibito all'interno della scuola. E poi c'è il fatto che sono tutti minorenni. Potrei allora fare una segnalazione alla polizia postale ma spero che non ce ne sia bisogno: bisogna, insomma, che i ragazzi collaborino. La linea, inizialmente, sarà quella di rendere consapevoli questi giovani della gravità di quello che hanno combinato".
"Educare è il nostro primo compito. Sospensioni? Bocciature? Vedremo, tutto è possibile. Ripeto, molto dipende, in questa prima fase, dai ragazzi. Credo che ognuno di noi, prima o poi, nella vita, si sia trovato vittima o testimone di qualche atto di bullismo scolastico, magari anche solo qualche “complimento” pesante sulla linea o sull'abbigliamento, ma poi il contesto, dentro e fuori la scuola, aiutava quasi sempre a superare quel periodo. Adesso invece noi insegnanti ci troviamo ad affrontare spesso da soli questi atteggiamenti dei ragazzi per di più accentuati dall'uso di cellulari e social. In quest'anno scolastico, finora, avevamo registrato solo pochissimi casi diciamo di bullismo e non di questa gravità”.