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Cronaca

Ostia: minacciava i passanti con un coltello, fermata 48enne

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri di Ostia hanno bloccato una donna che, armata di coltello, stava minacciando i passanti nei pressi del pontile panoramico di Ostia. Una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Ostia, a seguito di una segnalazione, è immediatamente intervenuta sul lungomare Paolo Toscanelli dove ha individuato la donna che, in evidente stato di agitazione e brandendo un coltello, minacciava chiunque le passasse vicino. I militari sono riusciti ad intrecciare con lei un’efficace trattativa, mettendo in condizioni di sicurezza i passanti. Dopo alcuni minuti, i Carabinieri, approfittando di un momento di distrazione della donna, l’hanno immobilizzata e disarmata. La donna, una romana di 48 anni, è stata affidata al personale sanitario dell’ospedale G.B. Grassi, nel frattempo giunto sul luogo, che l’ha trasportata e ricoverata presso il Reparto Psichiatrico, da cui, è emerso, si era allontanata qualche giorno fa.

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Cronaca

Roma, protesta davanti al carcere di Velletri: servono cento agenti in più

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Protesta questa mattina davanti al carcere di Velletri degli agenti di polizia penitenziaria. Presenti almeno 50 poliziotti, in rappresentanza delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Usppe e altre sigle autonome. «Chiediamo l'invio di cento agenti, un piano ferie più adeguato e una maggiore attenzione al personale  da parte dell'amministrazione penitenziaria e del Ministero di Grazia e Giustizia». Il carcere di Velletri può ospitare solo 412 detenuti, incece nelel celle ce ne sono 512 agenti, cento detenuti in più che fanno scoppiare il carcere. «Il personale è sotto organico da molti anni» denunciano. Gli agenti in servizio nel carcere sono circa 120 e secondo le stime dei sindacalisti manxcano tra gli 80 e i cento agenti. Turni di lavoro massacranti, tentati di suicidi di detentui salvati in extremis dai poliziotti che devono far fonte anche a carcerati violenti e con patologie cliniche psichiatriche. 

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Cronaca

Flambus a Roma: principio d’incendio a bordo dell’autobus 906

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Mauro Cifelli)Principio d'incendio a bordo di un bus Atac. E' accaduto nella serata di ieri 17 maggio a bordo della linea 906. Su via di Boccea, all'altezza dell'incrocio con la circonvallazione Cornelia, l'autista del mezzo pubblico si è accorto del fumo fuoriuscire dal vano motore posteriore. Sceso prontamente dall'autobus l'autoferrotranviere ha evitato alle fiamme di propagarsi mediante l'utilizzo dell'estintore in dotazione ai mezzi dell'Azienda dei Trasporti Pubblici Romana. Sul posto due squadre dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Roma che hanno terminato il lavoro mettendo in sicurezza il 906. Nessuno è rimasto ferito.
Incendio bus 906 via di Boccea 
Ad essere interessato dal principio d'incendio è stato il 906 dell'Atac, che collega Valle Aurelia a Casal Lumbroso. Un possibile nuovo flambus, che si somma agli 11 i bus che hanno preso fuoco dall'inizio di questo 2018 nella Città Eterna. 
Flambus a Roma 
Una vicenda in relazione alla quale sta cercando di fare luce la Procura di Roma. Stesso dicasi per Atac, che lo scorso 14 maggio ha pubblicato un bando per un "accordo quadro relativo alla fornituta ed installazione di impianti automatici di segnalazione e spegnimento incendio nel vano motore". Dispositivi, si legge nel capitolato speciale d'appalto, "che andranno installati su 397 Mercedes Citaro. Lo stesso modello del bus bruciato nel cuore della città, che circolava per le strade di Roma ormai dal 2004". 
 

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Cronaca

Ostia, petizione pro-Angeli: “Le sue denunce non siano vanificate”

(Fonte: www.repubblica.it)

"Abbiamo rialzato la testa anche grazie alle denunce di Federica Angeli, non vorremmo che adesso il processo sulle intimidazioni subite finisse in un nulla di fatto". E' questa la ragione che ha spinto un nutrito gruppo di cittadini, già oltre 500 a inviare una lettera appello al procuratore capo della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone.
I cittadini chiedono che la procura rimedi al rilievo del giudice che nel processo ad Armando Spada, imputato di minacce non ha pronunciato la sentenza. Il giudice ha rinviato gli atti all'accusa chiedendo che proceda per tentata violenza privata. Se il processo dovesse ricominciare da zero, come prevede il codice, con questa imputazione, senza alcuna aggravante per mafia, la prescrizione è dietro l'angolo.
I fatti si riferiscono infatti al 23 maggio 2013, quando durante un servizio sullo strapotere delle gang sui lidi di Ostia, Federica Angeli fu bloccata dentro la stanza di uno stabilimento da Armando Spada e minacciata di morte.
Ecco il testo dell'appello rilanciato sui social.
All'attenzione del Procuratore della Repubblica di Roma, dottor Giuseppe Pignatone Rimini, 18 maggio 2018
Buongiorno, Le scrivo in rappresentanza di numerose persone che da tempo seguono le vicende professionali e personali della giornalista Federica Angeli e che sperano – e credono – in una giustizia puntuale e severa. È di pochi giorni fa la notizia che il processo contro Armando Spada, relativo al sequestro e alle minacce di morte da questi proferite alla giornalista di La Repubblica, è stato rinviato per cause di maggior gravità, ovvero "tentata violenza privata". Come moltissime altre persone, quando sono venuta a conoscenza della situazione di Federica sono rimasta molto colpita. La prima cosa che mi sono detta è stata: "Come può una donna, da sola, fronteggiare in modo così coraggioso persone così pericolose? Com'è possibile che c'è voluta una donna per scuotere dal torpore e dall'indifferenza le persone preposte alla nostra salvaguardia?" Federica, con il suo coraggio e la sua ostinazione nel perseguire la verità con le indagini sulla malavita organizzata, non si è fermata nemmeno davanti alle minacce, vivendo in prima persona l'angoscia e il terrore per sé e per la sua famiglia. Grazie alla sua testardaggine e al suo impegno tenace, si è finalmente giunti ad un punto di svolta epocale per il municipio di Ostia: l'accusa nei confronti del clan Spada e successivamente dei Casamonica per le attività illecite di cui si sono resi protagonisti. La mia perplessità e il mio timore – che sono anche quelli di tutte le persone di cui sono portavoce – è che con il rinvio dell'udienza a data da destinarsi si possa incorrere nel rischio della prescrizione ed è per questo motivo che abbiamo sentito il bisogno di chiedere alla Procura di non infrangere il sogno di migliaia di cittadini che credono nella lotta di Federica Angeli, che è quella di tutti noi: la lotta di una donna e una madre come tante altre che crede nella giustizia al punto di aver rinunciato alla propria libertà. Proprio in nome della libertà che Federica merita, siamo a chiederle di aiutarla e aiutarci ad avere fiducia nella giustizia e a credere che la condanna sia possibile.
Chiediamo di poter avere l'orgoglio di camminare a testa alta perché la legge è davvero dalla parte dei cittadini. Federica ci ha insegnato che il NOI è forte e insieme si vince. Chiediamo che anche lei faccia parte di questo NOI e ci aiuti a supportare Federica Angeli nel suo difficile percorso contro l'illegalità. Grazie a nome di tutti quelli che sottoscrivono questa lettera. Comitato di cittadini italiani a sostegno di Federica Angeli

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Gip Roma dice no a sequestro film Dogman

(Fonte: www.ansa.it)
Accogliendo la richiesta della Procura, il gip di Roma Roberto Saulino, ha detto "no" alla richiesta di sequestro preventivo delle copie del film di Matteo Garrone, "Dogman". La richiesta era stata avanzata alcuni giorni fa da Vincenza Carnicella, madre di Giancarlo Ricci, il pugile seviziato e ucciso nel 1988 da Pietro De Negri, noto come il Canaro. A dire della donna il film diffama la memoria del figlio, al centro di una delle vicende di cronaca nera più note del recente passato. Per il pm Sergio Colaiocco, titolare del fascicolo, non ci sono gli estremi per procedere al sequestro preventivo della pellicola che, a detta del regista, è solo vagamente ispirata alla vicenda della Magliana.

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Roma, addio al ragazzo ucciso dal suocero a Tivoli: musica di Vasco Rossi e palloncini

Chiesa gremita per l'addio ad Alberto Delfini, il papà di 25 anni ucciso sabato scorso dal suocero, Domenico Nardoni, per un prestito di 60 euro che la vittima aveva fatto la cognato e che aveva creato dissaporti e liti tra le due famiglie. Per dire addio ad Alberto, aiuto cuoco e cameriere, innamorato del suo bambino di 2 mesi, tanti palloncini bianchi e azzurri fatti librare in cielo, e la musica di Vasco Rossi – Gli Angeli – all’uscita della bara. Il silenzio è stato rotto dalle urla strazianti dei parenti. Il funerale si è svolto nella chiesa di San Biagio a Tivoli. Presente anche la compagna di 22 anni, mentre il suocero è detenuto nel carcere di Rebibbia con l'accusa omicidio volontario, porto abusivo di arma e ricettazione perché ha sparato al genere con un fucile risultato rubato. Il ragazzo è stato ucciso per strada, in un podere di Castel Madama dove Delfini era andato a chiedere chiarimenti al suocero che stava cenando con amici e parenti.  

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Shopping nei negozi del centro commerciale senza passare per le casse, ladro in manette

(Fonte: www.romatoday.it)
Shopping al Parco Leonardo senza passare per le casse. Sono stati i carabinieri ad arrestare un 56enne romano, già noto alle Forze dell’Ordine e sottoposto all’obbligo di presentazione in caserma per precedenti reati contro il patrimonio, sorpreso a rubare capi di abbigliamento in vari esercizi commerciali del centro commerciale di via Donato Bramante a Fiumicino. L’uomo, che evidentemente non ha ancora perso il “vizietto”, è stato arrestato e la refurtiva interamente restituita ai legittimi proprietari.
Controlli dei carabinieri ad Ostia
L'arresto del 56enne è arrivato nell'ambito dell'intesa attività di controllo del territorio predisposta dai Carabinieri del Gruppo di Ostia nel territorio di Ostia e Fiumicino. Nel corso delle quotidiane attività, i militari dell'Arma hanno fatto scattare le manette ai polsi di uno studente romano di 20 anni con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 
Giovane spacciatore di hashish 
All’esito di una mirata e prolungata attività di monitoraggio dettata da un anomalo e frequente andirivieni di persone, i militari hanno fatto irruzione nell’abitazione del giovane e, a seguito della perquisizione operata con l’aiuto dei cani antidroga del Nucleo
Cinofili di Santa Maria di Galeria, hanno rinvenuto numerose dosi di hashish e tutto il materiale utile per il confezionamento delle dosi. La droga è stata sequestrata mentre il pusher è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

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Frascati: da “uomo dei sogni” ad estorsore, in manette 39enne

I Carabinieri della Stazione di Rocca di Papa e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati hanno posto fine alle angherie e alle estorsioni messe in atto da un 39enne di Ferentino ai danni di una donna di 43 anni residente nella cittadina dei Castelli Romani. L’uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine, era riuscito ad “agganciare” la 43enne in cerca dell’anima gemella su un noto portale online di incontri: la sua affabilità e le sue premure hanno indotto la vittima a stringere con lui un’amicizia virtuale che si è spinta oltre il semplice invio di messaggi senza sapere che stava cadendo nella sua trappola. Dopo pochi giorni, infatti, l’”uomo dei sogni” si è trasformato in orco, pronto a divulgare le foto e i messaggi che aveva ricevuto dalla donna qualora lei non gli avesse corrisposto del denaro. La vittima, inizialmente, ha effettuato ricariche su una carta prepagata riconducibile all’aguzzino per un totale di 1.000 euro, ma le sue richieste si sono fatte ben presto sempre più continue e pressanti, convincendola, 5 giorni fa, a raccontare tutto ai Carabinieri della Stazione Rocca di Papa. L’immediata attività d’indagine dei militari ha consentito di identificare l’estorsore che è stato attirato, a sua volta, nella trappola architettata proprio dai Carabinieri in accordo con la vittima e con l’Autorità Giudiziaria. Dopo aver fissato un appuntamento in piazza Roma, a Frascati, per la consegna di altro denaro che aveva richiesto alla donna, i Carabinieri lo hanno bloccato e ammanettato. L’uomo, accusato di estorsione aggravata, è stato rinchiuso nel carcere di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
 

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Roma, disastro buche, la Corte dei Conti indaga su 5 anni di gare e appalti

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Il disastro delle buche di Roma è riassunto nelle due pagine con cui ieri la procura della Corte dei Conti ha ordinato alla guardia di Finanza di fare luce nei meandri del Simu. La nuova inchiesta dei pm di viale Mazzini punta infatti al cuore del dipartimento capitolino dei lavori pubblici, la stazione appaltante che da sola gestisce una buona metà del budget comunale e, soprattutto, la manutenzione dell’asfalto della grande viabilità. Ce ne sarà anche per i municipi, visto che l’inchiesta riguarda l’intera rete stradale capitolina, 8.800 chilometri di crateri e voragini killer.

Il primo obiettivo dei magistrati contabili è ricostruire con puntualità l’assetto degli affidamenti e delle gare degli ultimi cinque anni. Compresi, quindi, gli ultimi due a marchio M5S. La procura si attende un "quadro analitico" e ben dettagliato che riesca a mettere in fila — impresa titanica — appalti esterni e lavori in proprio, gli stanziamenti iscritti a bilancio e i fondi effettivamente spesi.

Il primo passo servirà a ricostruire la storia dei bandi per la manutenzione stradale e per dare una lettura più efficace del dato sui risarcimenti versati da Assicurazioni di Roma agli automobilisti e agli scooteristi romani negli ultimi 12 mesi. Le buche, gli avvallamenti e le radici che si intrufolano sotto l’asfalto sono costate 3.980 richieste di risarcimento nel 2015, 3.920 l’anno seguente e 3.975 nel primo anno a intera conduzione grillina, il 2017. Oggi, in media, la mutua del Campidoglio tratta quasi 90 casi al giorno. Conversione in euro: nel 2016 AdiR ha liquidato per conto di palazzo Senatorio rimborsi per circa sette milioni di euro. L’obiettivo della Corte dei Conti in questo caso è determinare la quota di risarcimenti pagati ma non coperti dalla polizza.

Terzo step. Le fiamme gialle dovranno passare al setaccio ogni singolo bando per individuare ritardi ed eventuali omissioni nella stipula dei contratti tra il Campidoglio e le aziende. Controllando, dunque, che l’iter amministrativo sia stato seguito per filo e per segno dai dirigenti e dai funzionari del Simu, senza anomalie e opacità nell’aggiudicazione dei lavori.

Il capitolo conclusivo è invece tutto dedicato ai possibili sprechi. In particolare, nel mirino della procura contabile e dei finanzieri finiranno i gettoni extra pagati ai manager capitolini per partecipare alle sedute di gara a fronte di ritardi conclamati e riunioni saltate per raffreddori last minute. Due i casi che hanno fatto saltare sulla sedia i pm: il caso della gara per la sorveglianza stradale, il bando a cui ha partecipato anche Anas ma che dopo un anno non è stato ancora assegnato, e il recente quadruplo niet firmato Anac alle gare per la manutenzione delle caditoie e della segnaletica, peraltro finanziate con i vecchi fondi del Giubileo della Misericordia.
La caccia ai danni causati da anni di incuria è partita, mentre a breve arriverà il rinvio a giudizio per i 16 dipendenti del Comune che, tra il 2012 e il 2014, hanno intascato tangenti per 450mila euro per “aggiustare” gare per 14 milioni.

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Velletri piange Roberto, 19enne morto in un incidente stradale. La palestra chiude per lutto

(Fonte: www.romatoday.it)

(di L.N.)Velletri piange Roberto Caprara, il ragazzo di 19 anni morto in un incidente stradale in via Vecchia di Napoli. Il giovane stava procedendo a bordo di una Fiat 500 quando ha urtato l'Audi A3 di un 44enne che proveniva nel senso opposto, quindi è finita contro un albero e contro un muro. L'impatto è stato violento. Roberto è finito fuori dall'abitacolo morendo poi sul colpo. Nell'auto è invece rimasta intrappolata la fidanzata di 16 anni. La ragazza è apparsa subito in condizioni gravissime, trasportata quindi con l’elisoccorso all'ospedale Umberto I di Roma.  Sulla salma di Roberto la Procura di Velletri ha disposto l'autopsia. Tanti i messaggi di cordoglio. Roberto Caprara, studente di di19 anni, era anche un atleta impegnato come istruttore nell'associazione sportiva Ginnastica Velitrae. Attraverso la propria pagina Facebook, la società ha voluto unirsi al dolore della famiglia Caprara ed il 16 maggio è rimasta chiusa per lutto. Solidarietà anche dalla Polisportiva Diavoli Rossi di Marsala e dalla Linea Club ginnastica ritmica. Il ragazzo faceva l'istruttore. "Non ci sono parole di conforto, ne adatte a descrivere certe disgrazie, ho ricevuto uno shock enorme quando ho letto di questa terribile notizia – scrive Marco, un suo collega ginnasta – Questo ragazzone che ho avuto l'onore di premiare purtroppo ci ha lasciati. La ginnastica in un modo o nell'altro ci unisce tutti e mi rende per questo vicino ad amici e famigliari di questo giovane campione. Voglio ricordarlo così, ciao Roberto".