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Cronaca

Inseguito da polizia spara, ricercato

(Fonte: www.ansa.it)

Spari nella notte in piazzale della Radio, nel quadrante sud di Roma, durante un inseguimento. Tutto è nato quando una volante della polizia in via Zamboni, in zona Magliana, ha intimato l'alt a uno scooter su cui viaggiavano due uomini. Lo scooter, invece di fermarsi, è scappato e ne è nato un inseguimento durato fino a piazzale della Radio dove uno dei due uomini, un 43enne con precedenti, è stato bloccato dopo aver opposto resistenza. L'altro, fuggendo a piedi, ha esploso un colpo di pistola verso gli agenti che, fortunatamente, non ha ferito nessuno. Sono in corso indagini per risalire all'uomo in fuga. Del caso si occupano i poliziotti del commissariato esposizione e della squadra mobile di Roma. Lievemente contusi nella colluttazione con l'arrestato gli agenti intervenuti.
   

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Cronaca

Aeroporto Leonardo da Vinci, quattro passeggeri denunciati

Nelle ultime 48 ore, i Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma hanno svolto numerosi servizi di controllo all’interno dello scalo e lungo le vie adiacenti all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino. Ad esito delle attività, i Carabinieri hanno denunciato quattro passeggeri per tentato furto. Si tratta precisamente di tre cittadini italiani di 62, 60 e 30 anni e uno svizzero di 48 anni, sorpresi a trafugare profumi e prodotti cosmetici dagli scaffali espositori dei duty-free shop ubicati all’interno dell’area internazionale dell’aeroporto. La refurtiva, per un valore complessivo di oltre 800 euro, è stata recuperata e restituita ai responsabili degli esercizi. Nel corso del servizio, svolto nell’arco orario di maggior afflusso di passeggeri nei pressi dei viali d’ingresso, di uscita e antistanti i terminal, i Carabinieri hanno identificato più di 100 persone, controllato circa 55 veicoli, contestato 10 sanzioni amministrative e sequestrate due autovetture. Tra le irregolarità riscontrate, numerose sono state quelle a carico degli operatori del servizio di trasporto pubblico non di linea (NCC).

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Cronaca

Termini: borsone abbandonato fuori la stazione fa scattare l’allerta, è falso allarme bomba

(Fonte: www.romatoday.it
Falso allarme bomba oggi 22 maggio fuori la stazione Termini. Un'allerta scattata intorno alle 15:20 dopo la segnalazione della pattuglia del Reparto Termini della Polizia Locale in postazione fissa all'ingresso principale dello scalo romano. Sul posto sono intervenuti volanti della Polizia, Carabinieri e gli artificieri della Polizia di Stato. L'allarme è rientrato alle 16:15 dopo l'accertamento degli artificieri che all'interno di un borsone rosso abbandonato, vi erano solo indumenti ma che l'allarme lanciato dai vigili era fondato in quanto era visibile dall'apertura della cerniera del borsone una luce rossa lampeggiante dovuta all'accensione di un lumino a batteria per defunti. Termini: falso allarme bomba fuori stazione 22 maggio 2018
„Sul fatto è intervenuto il Segretario Provinciale di Roma dell'Ugl Sergio Fabrizi: "Ancora una volta il Corpo della Polizia Locale dimostra come esso sia fondamentale nella strategia della sicurezza pubblica, nonostante l'indifferenza alla valorizzazione e tutela dei suoi appartenenti dai Governi fin qui succedutisi rimasti sempre con la promessa di una nuova legislazione speciale per le Polizie Locali oramai sempre più distanti dallo stereotipo di 'sordiana' memoria".

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Cronaca

Via Casilina, incendio in un esercizio commerciale

Alle ore 4,30 circa di questa mattina un  vasto rogo ha colpito un esercizio commerciale in via Casilina 1791 costringendo all'evacuazione di una ventina di persone che alloggiavano nell'edificio adiacente il locale circondato dalle fiamme. Gli Agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, mentre svolgevano attività di monitoraggio nella zona , dopo aver partecipato alle operazioni di cancellazione dei murales nel vicino quartiere di Tor Bella Monaca, notavano delle fiamme provenienti da una via limitrofa. Giunto prontamente sul posto, il personale, dopo aver allertato i Vigili del Fuoco, si adoperava nel tentativo di avvisare gli inquilini dell'edificio adiacente, ed in parte sovrastante il bar, già pervaso dal fumo. Non ricevendo alcuna risposta dall'interno dello stabile, intervenivano con la forza per aprire il portone d'ingresso. Grazie alla sollecita azione degli Agenti è stato possibile scongiurare il peggio. Le persone,  colte nel sonno,  non si erano accorte del fumo che aveva invaso tutto l'edificio. Gli inquilini, subito soccorsi, non sono rimasti intossicati né hanno riportato ferite. Solo tanta paura. Gli stessi hanno rifiutato l'ausilio della Sala Operativa Sociale, ricevendo assistenza presso parenti ed amici. L'intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di domare le fiamme e spegnere l'incendio. Lo stabile, con evidenti danni, è stato posto sotto sequestro ai sensi dell'art. 354 del c.p. Le indagini sono in corso per accertare le cause che hanno provocato il rogo. Al momento non si può escludere alcuna ipotesi, compresa quella dell'atto doloso. 
 

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Cronaca

Roma, Tor Bella Monaca, nella notte cancellati i murales della criminalità

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Rory Cappelli) – “Ve dovete levà!” urla una donna. È bionda, ha i capelli corti, una maglietta slabbrata, pantaloni larghi, sandali sfondati. Sta in mezzo alla strada, quasi a sfidare la macchina a metterla sotto. Continua a inveire, “Annatevene, avete capito, annatevene!” anche quando la macchina è passata, agitando il pugno. Sono le tre di notte, Tor Bella Monaca fa solo finta di dormire: è ancora invasa di polizia, vigili urbani, carabinieri. Tutti qui da ore per cancellare quei murales diventati il simbolo dello strapotere della malavita, dello Stato che non c’è, delle famiglie che comandano con la forza della violenza e la potenza della droga.

La sindaca l’aveva promesso, all’inizio di maggio: “Cancelleremo quei murales. Riporteremo la legalità a Tor Bella Monaca”. E stanotte è qui, con i 120 agenti della polizia di Roma Capitale, guidati da Antonio Di Maggio, e i 60 tra agenti della polizia di Stato e carabinieri, che alla fine ringrazierà, quasi uno per uno.

Può sembrare un’esagerazione. Troppo. Eppure lo ha spiegato bene il procuratore aggiunto Michele Prestipino davanti alla commissione d’inchiesta sulla sicurezza delle periferie, parlando proprio del murales dedicato a Serafino Cordaro: “Il murales non mi preoccupa particolarmente in sé e per sé, ma mi preoccupa per quello che rappresenta, ovvero una dimostrazione del profilo identitario di questo gruppo. Il fatto che questo murales sia ancora lì – dentro la capitale d’Italia – e nessuno si sia sentito in dovere di rimuoverlo rappresenta per questo gruppo motivo di grandissimo prestigio criminale, un prestigio che viene speso sul piano dei rapporti generali”. In un quartiere come Tor Bella Monaca anche i muri parlano. Sono il simbolo di un potere mafioso che depreda e impoverisce il territorio, sfrutta le fragilità e blocca lo sviluppo di energie positive".

Le prime pennellate beige come il resto del palazzo R9 dell’Ater di viale Paolo Ferdinando Quaglia andranno a coprire il volto di Serafino Cordaro, “il nostro angelo” come recitava la scritta che accompagnava il ritratto, ucciso nel suo bar  di via Acquaroni il 2 febbraio 2013 su ordine di Stefano Crescenzi, che mirava a impadronirsi di una fetta del mercato della droga.

I Cordaro erano i padroni incontrastati di Tor Bella Monaca e del suo traffico di droga, organizzato in maniera quasi militare con vedette a ogni angolo e porte rinforzate con feritoie modello Scampia. Quando Serafino viene ucciso quel murales presidiato giorno e notte diventa un simbolo e dice a tutti chi comanda: non i Crescenzi né nessun altro: ma sempre loro, i Cordaro. A Tor Bella Monaca volano le pallottole, non si contano i feriti, arriva anche un altro morto. La polizia organizza tre blitz con 500 poliziotti, alla fine sequestra alla famiglia 3 milioni di euro e arresta 37 persone. La sentenza di primo grado, del 2017, ne condanna 20.
Ma intanto il murales resta lì.

Insieme a un altro, che arriva all’attenzione della sindaca e dell’amministrazione grazie a una lettera. È stato dipinto in via Amico Aspertini lungo una trentina di metri di parete grigia, visibilissimo anche da lontano e dalle strade sottostanti: ritrae Antonio Moccia, morto in un incidente stradale il 24 settembre 2012. Antonio era il figlio ventenne del boss di Afragola Vincenzo Moccia e nipote di Giuseppe Moccia, trasferiti a Tor Bella e qui anche loro imprenditori della droga. La famiglia per lui – un Casamonica ante litteram – voleva funerali solenni, con il trasporto della salma in una carrozza trainata da quattro cavalli dal Policlinico di Tor Vergata alla chiesa Santa Maria Redentrice di Tor Bella Monaca. Che l’allora questore Fulvio Della Rocca rifiutò.

Mica per altro: parenti e amici, saputo della morte del ragazzo, si erano recati in massa al pronto soccorso del policlinico prendendo a pugni e calci le porte, aggredendo medici e infermieri e creando un caos che aveva richiesto l’intervento della polizia. Se tanto mi da tanto, si era detto il questore: e così, questo funerale con carrozza non s’ha da fare, aveva decretato. Per motivi di sicurezza. E non si era fatto. Ma il murale sì. E stava lì, ormai da sei anni.

Alle tre è tutto finito. La sindaca ringrazia. Stringe le mani. “Questa sera ce l’abbiamo fatta, abbiamo cancellato entrambi i murales l’impegno delle forze dell’ordine, oltre 120 uomini e donne della polizia locale, 60 tra carabinieri e polizia di Stato” dice. “Il territorio va presidiato, torneremo anche nei prossimi giorni, lo Stato deve riaffermare la sua presenza nelle zone nelle quale è stato assente per troppo tempo.

Questi murales stavano qui da anni e nessuno aveva avuto il coraggio di toglierli”. Si allontana, ma poi ci ripensa: “La cosa più impressionante” conclude “è stato vedere come questi due quartieri, queste due zone fossero completamente vuote, nessuno circolava, finestre abbassate, serrande abbassate, sembrava il coprifuoco. Non c’era nessuno”.

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Cronaca

Officina abusiva a Pomezia, due romeni arrestati

Nell’ambito del controllo delle attività commerciali connesse alla circolazione stradale, gli uomini della squadra di polizia giudiziaria della Polizia Stradale di Roma e  sottosezione  di Albano hanno fatto irruzione in un capannone nella zona industriale di Pomezia sorprendendo due cittadini romeni intenti nello smontaggio di un veicolo. Ad attrarre gli agenti infatti, sono stati forti rumori metallici provenienti dall’interno di una struttura che non risultava essere adibita ad officina. Colti dal sospetto di un’attività illecita i poliziotti hanno fatto ingresso e trovato due uomini, in tuta da meccanico, impegnati nel taglio di una autovettura Ford Focus,  rubata il giorno precedente. Durante  il controllo veniva rinvenuta anche la scocca di un’altra auto nonché altri due veicoli. All’interno del capannone, ben organizzato per smontare i veicoli, tutta l’attrezzatura per il taglio e l’imballaggio dei pezzi, un muletto per la loro movimentazione , nonché numerose apparecchiature e congegni tecnologici – jammer, computer e circuiti stampati – indispensabili per il furto e la programmazione delle centraline delle auto. I due uomini, entrambi romeni A.D.M di anni 31 e G.I.M. di anni 29, sono stati arrestati per il reato di riciclaggio in concorso tra loro per poi essere sottoposti al rito direttissimo presso il Tribunale di Velletri. Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, mentre si procede agli accertamenti delle altre due autovetture per verificarne la provenienza.

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Cronaca

Scrive “ti amo” sulla porta di casa dell’ex, e “ti ammazzo” su whatsapp: arrestata stalker

(Fonte: www.romatoday.it)
Prima ha scritto "Ti amo" con il rossetto sulla porta di casa del suo ex fidanzato, ma nel frattempo l'ha anche perseguitato sui social, gli ha rubato l'identità e l'ha minacciato di diffondere le sue foto nudo. Alla fine l'ex fidanzato, un romano di 42 anni, l'ha denunciata e dopo una indagine dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, una slovacca di 32 anni è stata arrestata con l'accusa di atti persecutori.
I messaggi su Facebook e Whatsapp
Ancora invaghita dell'uomo, la straniera ha iniziato una campagna vessatoria nei suoi confronti, perseguitandolo con messaggi, prima d'amore poi dai toni minacciosi anche su Whatsapp. Non solo: la 32enne aveva aperto numerosi profili fake, rubando l'identità della vittima su Facebook e su siti di incontri "a luci rosse", tramite i quali infangava il 42enne minacciandolo anche delle sue fotografie che lo ritraevano nudo.
Arrestata stalker a San Giovanni
Ieri mattina, durante l'ennesimo raid, la vittima ha chiamato il 112 segnalando la presenza della donna sotto la sua abitazione a San Giovanni. Prima lei lo implorava di aprirle la porta o di scendere, poi lo ha minacciato: "Se non vieni ti ammazzo, ti renderò la vita impossibile".  
I Carabinieri sono immediatamente intervenuti sorprendendo la 32enne, in forte stato di agitazione: dopo alcuni minuti, i militari sono riusciti a tranquillizzarla ma sono subito emersi a suo carico altri episodi per cui il 42enne aveva anche formalizzato delle denunce.
In un caso, la donna si era appostata sulle scale del condominio aggredendo fisicamente poi il suo ex tentando anche di sottrargli il cellulare. Arrestata, la slovacca nascondeva nelle sue tasche dei bigliettini con su scritto: "Ti amo, sei sempre nel mio cuore, sei mio amore unico", che sono stati sequestrati. La stalker è stata portata nel carcere di Rebibbia in attesa di processo.

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Cronaca

Costa Rica: italiano morto,indaga pm Roma

(Fonte: www.ansa.it)

In relazione alla morte dell'imprenditore italiano Stefano Calandrelli, 51 anni, trovato privo di vita in Costa Rica, la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio. Il corpo dell'uomo è stato trovato ieri sotto un ponte del fiume Rio Sucio, nella zona del monte Zurquì. Il procedimento è stato avviato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. Il cadavere di Calandrelli, trovato nudo tra la vegetazione, era in avanzato stato di decomposizione. Cinque persone, fra le quali due donne, sono state arrestate nel quadro dell'inchiesta sulla sua scomparsa. L'uomo è stato visto per l'ultima volta lo scorso 14 maggio, quando ha incontrato alcune persone al centro commerciale Escazu Village, nei dintorni di San José. La procura della Capitale è in attesa di relazioni da parte della polizia del Costa Rica.

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Ostia, la denuncia: «Due quattordicenni rapinati e pestati nella pineta»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Rapinati e pestati in pieno giorno in una pineta a Ostia, sul litorale romano. È accaduto il 18 maggio a due 14enni, ma la notizia è trapelata solo oggi. I due ragazzi hanno denunciato che stavano passeggiando nell'area verde di via delle Baleniere quando sono stati avvicinati da due uomini con accento dell'Est che li avrebbero rapinati dei cellulari, di una catenina d'oro, un orologio e 5 euro, ma anche aggrediti prendendoli a calci e pugni. I due giovani hanno denunciato l'accaduto alla polizia. In ospedale sono stati medicati e dimessi con 3 e 21 giorni di prognosi. Sulla vicenda sono in corso indagini del commissariato di Ostia. «L'aggressione e la rapina a due 14enni da parte di stranieri nella pineta di Ostia è gravissima ed è necessaria una forte risposta», commenta Luca Marsella, consigliere di CasaPound nel X Municipio. «Vogliamo portare la nostra solidarietà alle famiglie – continua Marsella – con cui siamo già in contatto e con loro organizzeremo una manifestazione davanti alla pineta delle Acque Rosse sabato pomeriggio. Da anni denunciamo lo stato di abbandono dell'area verde dove sorgono baraccopoli abitate da rom e stranieri autori di continui furti, danneggiamenti alle auto in sosta e minacce ma oggi si è superato il limite». 
 

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Cronaca

Allarme maltempo, previste piogge nella giornata di domani

Ancora piogge e ancora allarme maltempo nel Lazio. Secondo quanto emesso in un bollettino dal Centro Funzionale Regionale, sulla base delle previsioni effettuate dal Dipartimento Protezione Civile, sono previste "precipitazione da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale" da domani, martedì 22 maggio, alle successive 18-24 ore. Il bollettino che è stato emesso è di criticià codice giallo per rischio idrogeologico per temporali che interesseranno alcune zone di allerta nel Lazio.