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Roma, maxi voragine alla Montagnola: traffico in tilt

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Flaminia Savelli)Maxi voragine alla Montagnola: si riapre la strada a via Ambrosini all’altezza del civico 202. Da questa mattina il traffico all’incrocio con via Accademia degli Agiati è parzialmente deviato per una buca di sette metri. Sul posto tecnici, periti e polizia Municipale stanno coordinando le operazioni di messa in sicurezza. Tanta la paura per i residenti perché il cratere continua ad allargarsi e l’asfalto a cedere. È da accertare cosa abbia causato il cedimento dell’asfalto per la seconda volta. Già lo scorso novembre – era la mattina del 22 – nello stesso punto il terreno era franato per 30 metri. Fortunatamente al momento del crollo, avvenuto proprio sulle strisce pedonali, non c’erano persone o auto in transito. Gli accertamenti poi eseguiti hanno stabilito che il terreno aveva ceduto per una perdita d’acqua da una delle condotte di via Ambrosini.

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Roma, schianto sulla Pontina: si ribalta auto con 4 giovani, alla guida 25enne ubriaca

(Fonte: Il Messaggero, di Luciano Sciurba) – Grave incidente sulla via Pontina questa mattina all'altezza di Campoverde, nel comune di Aprilia, a pochi km da Roma. Una Lancia Y con 4 ragazzi a bordo si è ribaltata in direzione Latina. La macchina guidata da una ragazza di 25 anni che è risultata ubriaca ha perso il controllo al km 56 in direzione Sud.

Sul posto la polizia Stradale di Aprilia che ha chiuso la strada per circa un'ora in direzione sud. Si sono verificate code tra le 6 e le 7, la strada è stata poi riaperta a una corsia. Sul posto anche diverse ambulanze del 118 che hanno trasportato i ragazzi in ospedale a Latina.

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Rissa di piazza Cavour a Roma, il testimone in aula: «C’era un ragazzo a terra in una pozza di sangue»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Ho visto un ragazzo a terra ferito gravemente, ho urlato di lasciarlo stare ma hanno colpito anche me con un casco». Lo ha detto uno dei ragazzi chiamati a testimoniare all'udienza che si è svolta oggi in Tribunale a Roma al processo per la maxi rissa avvenuta a Piazza Cavour, a Roma, il 14 ottobre 2016 durante la quale un 16enne venne aggredito e accoltellato.Sul banco degli imputati, accusati di tentato omicidio, ci sono Matteo Mecucci, Lorenzo Palleschi e Saro Buttafuoco, tutti e tre ai domiciliari, mentre un altro ventenne, Stefano Curcio, è stato già condannato a 4 anni e 8 mesi in rito abbreviato. «Valerio era a terra, in una pozza di sangue e con la testa gonfia – ha detto un altro ragazzo in aula – Insieme ad un'altra persona l'ho aiutato ad alzarsi e lo abbiamo soccorso». A scatenare l'aggressione, con coltelli e caschi, fu secondo l'accusa la volontà di dimostrare chi comandava nella zona dei giardinetti tra il palazzo della Cassazione e il cinema Adriano. La prossima udienza è stata fissata per il 30 ottobre.
 

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Ostia: incendia cassonetti Ama, arrestato giovane piromane

(Fonte: Romatoday, di Lorenzo Nicolini) – Ha un nome il piromane che, nella notte, ha incendiato 8 cassonetti Ama ad Ostia. A finire in manette, arrestato dai Carabinieri di Ostia, un giovane romano di 24 anni, già noto alle forze dell'ordine. Il ragazzo è stato bloccato in viale delle Repubbliche Marinare quando stava cercando di dar fuoco ad un'auto parcheggiata a pochi metri dalla caserma dei Carabinieri. 

8 cassonetti in fiamme ad Ostia

I militari intervenuti, tuttavia, hanno impedito il nascere del rogo e trovato un innesco rudimentale, fatto di fogli di carta, tra la parafango ed il pneumatico dell'auto. Da lì gli uomini dell'Arma hanno ricostruito la folle notte del 24enne. Il giovane, infatti, da piazza Lorenzo Gasparri, ad Ostia Nuova, feudo del clan Spada, ha bruciato ben 8 cassonetti Ama per finire la sua scia di fuoco proprio in viale delle Repubbliche Marinare.

Arrestato piromane dei cassonetti

Incendi tutti dolosi che sono costate le manette ai polsi del piromane arrestato e portato nel carcere di Regina Coeli. Sul suo conto, ora, sono in corso le indagini per determinare se anche in altre occasioni era stato lui a dar fuoco ai contenitori dei rifiuti Ama. Non è la prima volta, infatti, che Ostia viene colpita. 

I precedenti incendi di cassonetti ad Ostia

L'ultimo, in ordine di tempo, ad aprile poi in via Stiepovich a marzo poi in via delle Gondole a febbraio. Altri incendi in via delle Triremi, alle 4:15 del mattino di Natale, ad Acilia. Prima ancora il 23 dicembre in via delle Repubbliche Marinare.

A bruciare sette cassonetti. Poi, la stessa sera, in via delle Zattere, tre cassonetti, e via delle Gondole: in fiamme un'auto e un cassonetto. Il 22 lo scenario si era spostato a piazza Anco Marzio, nel "salotto di Ostia". Tra il 25 e il 26 ottobre, invece, la notte di fuoco con ben 30 cassonetti dati alle fiamme.

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Incendio in via Tiburtina: cassonetti in fiamme, distrutti 4 contenitori Ama

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Lorenzo Nicolini)Cassonetti in fiamme oggi 24 maggio in via Tiburtina. E' successo all'altezza del civico 655 intorno alle 15 circa in zona Pietralata. A bruciare quattro raccoglitori dei rifiuti Ama, completamente distrutti mentre uno è rimasto danneggiato. A dare l'allarme alcuni residenti che, passando all'incrocio con via Tiburno, hanno allertato il Numero Unico per le Emergenze.Sul posto i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri che hanno iniziato le indagini senza escludere nessuna pista. Solamente la notte scorsa, ad Ostia, sono stati 8 i cassonetti Ama incendiati a distrutti da un piromane poi arrestato dai militari dell'Arma che lo hanno bloccato in viale delle Repubbliche Marinare.

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Roma, la movida di Trastevere diventa un caso europeo: in 200 alla Corte per il sonno rubato

(Fonte: La Repubblica, di Luca Monaco) – Il tintinnio del vetro calciato sui sampietrini al chiaro di luna è diventato ormai l'ultimo fastidio in un rione piegato alla "dittatura del rumore " . Ferito dalle risse che si scatenano all'esterno dei locali, aperti sotto forma di finte associazioni culturali: pompano musica fino alle 10 del mattino senza impianto di insonorizzazione.

Trattengono oltre l'alba la componente peggiore del popolo della movida che ogni notte invade i vicoli tanto cari al Trilussa. Un'onda incontenibile, capace di aggirare ogni più elementare norma di convivenza civile. " Trastevere sta morendo " , trasfigurata in una fabbrica del divertimento. Adesso 200 residenti, dopo anni di battaglie per il decoro, hanno deciso di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Vogliono essere risarciti "per il sonno negato".

" Abbiamo già dato mandato a un nostro avvocato di presentare la denuncia – afferma Dina Nascetti, la presidente del comitato Vivere Trastevere – l'articolo 8 della Convenzione dei diritti umani sancisce il diritto dei cittadini al rispetto della loro vita privata e familiare " . La decisione prende le mosse da un precedente storico.

Nel gennaio scorso i giudici di Strasburgo hanno accolto il ricorso presentato dai difensori di Miguel Cuenca, un 87enne spagnolo di Valencia, che dopo 20 anni di battaglie legali è riuscito finalmente a vincere la sua personale crociata contro la movida selvaggia: lo Stato spagnolo dovrà adesso risarcirlo per ogni notte trascorsa con gli occhi sbarrati in attesa che la folla di ubriachi si ritirasse dal suo quartiere, San Josè.

L'uomo riceverà una cifra simbolica di 6mila euro. "Al di là della somma, che servirà per rientrare delle spese legali, ci interessa il risultato finale – spiega Nascetti – dopo 20 anni di attivismo e decine di esposti in Procura, se il tribunale ci darà ragione, il Comune e le altre istituzioni saranno costretti ad applicare tutte le contromisure utili a garantirci la vivibilità del rione".

Un boccone di città storica afflitto da mille problemi: dal traffico, all'invasione dei B& b, alla cattiva raccolta dei rifiuti. " Sia chiaro – continua Nascetti – vogliamo una Trastevere viva, allegra, ma nel rispetto della vita dei residenti " . La lista dei diritti negati è lunga. Le proteste rimbombavano due giorni fa nella sala in via della Paglia dove 200 abitanti si sono riuniti per trovare le contromisure più utili a difendere la loro qualità di vita. "Non ne possiamo più – sbotta Marta, libera professionista 35enne – non si dorme nemmeno l'inverno. In vicolo Moroni siamo accerchiati da due pub e un locale aperto come associazione culturale che sparano musica a tutto volume con le porte aperte".

L'unico rimedio per riuscire a prendere sonno poco prima dell'alba "sono le pillole di melatonina – dice ancora Marta – . Le forze dell'ordine non li controllano mai " . Un'esclamazione carica di disappunto. Lo stesso di chi abita in via Mameli, via di Santa Cecilia, via della Luce, le nuove zone battute dalle squadriglie di ragazzi alticci che fino a qualche anno fa si limitavano a circolare nel

 "triangolo delle bevute" compreso tra piazza Trilussa, piazza Santa Maria in Trastevere e piazza della Malva.

"Chiediamo l'entrata in vigore della Ztl alle 20 e le strisce blu riservate solo ai residenti " , invoca Giorgio. I punti mobili di raccolta dei rifiuti per utenze commerciali sarebbero necessari. Ma quando l'ultimo locale spegne la musica, i residenti escono di casa con gli occhi gonfi dal sonno e percorrono vicoli invasi dall'immondizia.

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Genzano, mamma di 35 anni muore in piscina mentre si allena

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Simone Pierini)Un dramma senza risposte quello di Federica Menotti, morta a 35 anni in piscina mentre si allenava. È accaduto a Genzano di Roma, a pochi chilometri dalla Capitale. Ha accusato un malore ed inutili sono stati i tentativi di salvarla del 118 giunto sul posto. La Procura di Velletri ha aperto un'inchiesta. Il nuoto è sempre stato la sua passione, lo aveva aveva praticato sotto le insegne della Rari Nantes Aprilia e fin da piccola aveva coltivato l'amore per questo sport. Cresciuta ad Aprilia, si era trasferita a Lanuvio dove si era sposata e viveva con il marito e i suoi due figli. Aveva gareggiato per tanti anni e non aveva mai abbandonato il mondo delle piscine. Il cordoglio per scomparsa di Federica si rincorre sui social con tanti messaggi in suo ricordo, in primis da parte della sua società. «La Rari Nantes aprilia si unisce al dolore della famiglia Menotti per la perdita della cara Federica, atleta e persona esemplare». 

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Roma, controlli al Camping River, impedito per ore l’accesso agli agenti

 

(Fonte. La Repubblica, di Rory Cappelli) – Questa mattina alle 7 uomini e donne della polizia di Roma Capitale, guidati dal comandante Antonio Di Maggio, con pattuglie del comando, Spe, Gpit, Gssu e gruppo Cassia si sono recati per controlli al Camping River, in via della Tenuta Piccirilli, dove già il 18 aprile scorso si era tenuta un'operazione con 60 agenti

 e 25 mezzi nel corso della quale erano state fermate 10 persone, sequestrati 25 veicoli sprovvisti di assicurazione e un'area usata come discarica.

Dopo una trattativa affinché venissero rimossi i lucchetti, le serrature e tutto ciò che impediva l'accesso, gli agenti sono stati fatti entrare. In questo momento stanno controllando i moduli abitativi, identificando gli occupanti anche per verificare che non vi siano abusivi all'interno.

 

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Frosinone, dà in escandescenza in ufficio postale e scaraventa carabiniere a terra. Migrante processato e rimesso in libertà

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Clemente Pistilli)Arrestato, processato e subito rimesso in libertà un migrante che, ieri mattina a Frosinone, dopo aver seminato il panico all’ufficio postale ha colpito uno dei carabinieri intervenuti, scaraventandolo a terra e facendogli perdere conoscenza. Tutto nell’arco di ventiquattro ore. Godsent Harmony, nigeriano di 20 anni, richiedente asilo, inizialmente ospite in un centro di Piedimonte San Germano e poi stabilitosi a Frosinone, ieri si è recato all’ufficio postale di via Fosse Ardeatine, per prelevare denaro con la sua Postepay. Il conto, però, era vuoto e a quel punto il giovane, che sembra abbia il vizio del gioco d’azzardo, si è scagliato contro il direttore delle Poste, prendendo a calci la vetrata dell’ufficio, e ha terrorizzato gli utenti in quel momento in fila. Chiesto l’intervento dei carabinieri, sul posto si è recata una pattuglia, ma per tutta risposta il ventenne ha scaraventato a terra uno dei militari, Michele De Filippo, al quale i medici assegneranno poi una prognosi di 25 giorni, e ha infine cercato di fuggire a piedi. In piazza Gramsci, dopo che ha cercato di dileguarsi facendosi largo con una sbarra di ferro, è stato infine fermato da altri carabinieri intervenuti e arrestato con le accuse di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Questa mattina è stato processato con rito direttissimo, condannato dal Tribunale di Frosinone a due anni e mezzo di reclusione e, come prevede la norma, rimesso in libertà. Trattandosi di un richiedente asilo, Harmony non potrà inoltre essere espulso. La foto del carabiniere a terra intanto sta diventando virale e la Lega, tramite i social network, promette fuoco e fiamme. Un episodio dunque che riaccende polemiche mai sopite sulla gestione del fenomeno migratorio. A Frosinone, del resto, rispetto alle altre province del Lazio, i problemi con i migranti sono numerosi e da tempo sono in corso indagini su diverse coop che si occupano dell’accoglienza.
 

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Trovato morto Pietro Aloise, 69 anni: l’uomo era scomparso da 4 giorni a Roma

(Fonte: Romatoday, Lorenzo Nicolini ) – E' morto Pietro Aloise, l'uomo di 69 anni scomparso 4 giorni fa a Roma. L'anziano, malato di diabete ed alzheimer, è stato trovato morto in via Bitti 118, nella zona tra Ponte Nona e Villaggio Prenestino, nel comprensorio di Colle del Sole. E' successo alle 2:30 di oggi 24 maggio.

Il ritrovamento di Pietro Aloise

Ad accorgersi dell'uomo, una donna di 50 anni alla guida di una Hyundai Athos che ha "colpito" Pietro Aloise. Una dinamica al vaglio degli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale del Gruppo Torri. Da determinare, infatti, se il 69enne sia morto a causa dell'incidente stradale, e quindi investito, oppure se era già deceduto e la Hyundai lo ha quindi "colpito".

C'è al vaglio anche terza ipotesi. Ossia una seconda auto che, dopo aver investito Aloise, sia fuggita. Una vettura pirata quindi. Le indagini chiariranno l'esatta successione dei fatti con le 50enne che sarà ascoltata dalla Polizia Locale. 

Chi era Pietro Aloise

Originario di Morano Calabro, in provincia di Cosenza, Pietro Aloise si trovava nella Capitale perché si sarebbe dovuto sottoporsi ad alcune visite mediche tra gli ospedali Idi e San Carlo. Ma dalle 19:30 di domenica scorsa dell'uomo si erano perse le tracce. La moglie aveva allertato immediatamente i Carabinieri, ma l'uomo non è stato mai ritrovato, fino alle 2:30 di questa notte.