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Roma, lascia figli in auto per portare moglie incinta in ospedale

(Fonte: www.repubblica.it)

Ha lasciato i figli di uno e due anni in auto per andare dalla moglie che sta partorendo il terzo figlio. Ma il pianto dei bimbi, lasciati chiusi nella vettura in un parcheggio del Policlinico Gemelli, ha attirato l'attenzione di un passante che ha chiesto aiuto. Così la vigilanza dell'ospedale e i medici sono accorsi per forzare l'auto e liberarli ma il padre è arrivato e ha aperto la macchina. I bambini, che stanno bene, sono stati portati per accertamenti sulle loro condizioni di salute al pronto soccorso pediatrico dove si trovano in osservazione.  Il padre, un russo, ha riferito che era andato al Pronto soccorso di Ostetricia e Ginecologia con la moglie che sta partorendo il terzo figlio. È intervenuto anche un agente di polizia presente all'interno dell'ospedale.
 

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Roma, paura sulla metro A, banda di rom donne picchia e rapina passeggero: la vittima le rincorre e le fa arrestare

Circondato, strattonato e malmenato da 4 giovani donne di etnia rom sul vagone di un treno della metro A tra le stazioni Termini e Repubblica.  La vittima, rapinata del portafogli, non si è però data per vinta: non le ha mai perse di vista, ha chiamato la polizia, e rimanendo in contatto telefonico con loro, è riuscito, una volta raggiunta la stazione Termini a farne arrestare una dagli agenti della polizia del commissariato Spinaceto, in servizio di vigilanza alla stazione.

La donna, H.D. 21 enne, in Italia senza fissa dimora è stata ammanettata per rapina aggravata in concorso con altre donne, allo stato attuale rimaste ignote ma per le quali sono in corso accertamenti per l’identificazione.

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Ricercato per truffa si nascondeva in un ostello a Termini

(Fonte: www.romatoday.it)
Ricercato per truffa si nascondeva in un albergo a Termini. Sono stati gli agenti della polizia di Stato del commissariato Castro Pretorio a scovare ed arrestare,  grazie al sistema informatizzato “alloggiati”, un 31enne di origini senegalesi. L’uomo, rintracciato in un ostello di via Marsala intorno alle 2:30 del 29 maggio, aveva a carico un mandato d’arresto europeo da parte della Germania per truffa. Rintracciato dagli agenti è stato associato presso il carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sempre la polizia, alle 19:00 circa di ieri, in viale Marconi, ha arrestato un 28enne romana, per furto aggravato. Nello specifico è stata bloccata dopo aver rubato dei profumi. L'arresto da parte degli agenti del commissariato San Paolo. 
 

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Campo rom via di Salone: sassi e bottiglie contro auto in transito

(Fonte: RomaToday, di Mauro Cifelli) – Un episodio che si ripete, che nel corso degli anni ha destato preoccupazione e costretto in alcuni casi gli automobilisti a farsi medicare in ospedale. Ancora lancio di sassi contro le auto in transito dalla baraccopoli istituzionale di via di Salone. A farne le spese una donna di 43 anni, colpita da un masso che le ha danneggiato il parabrezza, che solo per una fortunata casualità non si è infranto. I fatti intorno alle 15:00 di lunedì 28 maggio, sulla strada che dà il nome alla favela della periferia est della Capitale.

Diverse le segnalazioni fatte dagli automobilisti in transito alle forze dell'ordine. Una prima chiamata ha riferito di un lancio di bottiglie ad opera di due ragazzi che si trovavano nell'area della baraccopoli del VI Municipio delle Torri. Sfiorata una prima vettura, poco dopo (intorno alle 15:10) altre telefonate, ad indicare sempre due giovani, dediti in questo caso al lancio di sassi. 

A farne le spese, come detto, una donna di 43 anni che si è vista arrivare un sasso contro il parabrezza della sua Fiat Panda mentre tornava nella sua abitazione nella vicina Case Rosse. Con il vetro davanti seriamente danneggiato, la donna, spaventata ma illesa, si è presentata alla stazione dei carabinieri di Settacamini sporgendo denuncia contro ignoti. Sul caso indagano i militari dell'Arma della Compagnia di Tivoli

Un fenomeno non nuovo quello del lancio di sassi contro le auto in transito davanti la baraccoli di via di Salone. Nel marzo del 2016 furono tre i casi, che portarono al ferimento di due automobilisti, una 25enne ed un uomo di 63 anni. Stesso copione anche in un'altra baraccopoli, quella di via Luigi Candoni. In questo caso al centro dei lanciatori soprattutto i bus Atac del vicino deposito, un allarme che ha portato gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale ad effettuare un blitz con 400 'caschi bianchi' che passarono al setaccio il campo di Muratella. 

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Fondi, tenta di violentare una bambina nei vicoli vicini all’Anfiteatro: arrestato

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Clemente Pistilli)Accusato di aver bloccato una bambina di nove anni che, finito il doposcuola, stava tornando a casa, di averla presa per i polsi, sbattuta a terra su un selciato e aver cercato di violentarla, un 26enne è stato arrestato dal commissariato di Fondi. Il tentativo di violenza sessuale è avvenuto nel centro della città del sud pontino. Ad allertare la Polizia è stata una telefonata fatta ieri pomeriggio al 113, attorno alle 17.30, dalla mamma della piccola. La donna ha denunciato il tentativo di abuso compiuto da un giovane già noto alle forze dell'ordine. Gli investigatori si sono quindi messi sulle tracce del 26enne, individuandolo alla fine nei vicoli vicini all'anfiteatro di Fondi, seminascosto tra le auto in sosta. Agli agenti la minore ha raccontato che, dopo essere stata immobilizzata a terra, il giovane le aveva alzato il vestitino e aveva iniziato a mimare un atto sessuale. La piccola ha infine aggiunto di essersi difesa stringendo le gambe e urlando, fino a quando alcuni passati erano intervenuti e avevano messo in fuga il 26enne. Quest'ultimo è stato così arrestato e, avendo problemi di salute, messo ai domiciliari.

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Giro, tre arresti e due denunce per la manifestazione filopalestinese

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di M.Pas.)E' di tre arresti e due denunce il bilancio del blitz filopalestinese al Giro d'Italia, ieri pomeriggio. Una manifestazione, quella degli anti-israeliani, che era stata annunciata sui social e che è culminata con il tentativo di impedire il passaggio dei corridori. I reati contestati ai manifestanti vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale a manifestazione non preavvisata e radunata sediziosa nonché, per una di loro, di accensione di fumogeni nel corso della manifestazione sportiva. «Le azioni messe in atto dai manifestanti, da cui la comunità palestinese si è dissociata – sottolinea in una nota la Questura – sono poi continuate con accensione di fumogeni e lancio di bottiglie di plastiche indirizzate verso gli atleti. L’immediato intervento delle forze dell’ordine ha consentito di individuare alcuni dei responsabili degli episodi, bloccati nonostante il tentativo di un centinaio di attivisti di sottrarli agli agenti, ponendo in essere un’attiva resistenza». Al termine, 5 di loro sono stati condotti in Questura e, dopo le indagini, corroborate dalla visione delle riprese video effettuate dalla Polizia Scientifica, 3 sono stati arrestati, mentre per altri due sono scattate le denunce all’autorità giudiziaria. Il lavoro degli investigatori della Digos comunque proseguirà, per  cercare di identificare gli altri partecipanti alle azioni violente poste in essere. Gli antagonisti della Sapienza, intanto, hanno tenuto oggi una conferenza stampa nel corso della quale hanno denunciato le “cariche immotivate” dei poliziotti: uno di loro, che si è presentato con il braccio ingessato, ha sostenuto di essere stato picchiato dagli agenti e di aver avuto una prognosi di 40 giorni. Tra i manifestanti, al Circo Massimo, c'era una folta delegazione di esponenti dei centri sociali, riconducibili ai movimenti universitari.

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Roma Civitavecchia: autocisterna in fiamme, conteneva 36000 litri di carburante

(Fonte: www.romatoday.it)
Incendio nel pomeriggio di lunedì 28 maggio sulla A12 Roma Civitavecchia. A bruciare, per cause da appurare, una autocisterna di 36000 litri di carburante, all'altezza di Torrimpietra. Sul posto due squadre dei Vigili del Fuoco di Roma con due autobotti, il carro schiuma ed il supporto del nucleo NBCR. Nessuno è rimasto ferito. Le manovre di spegnimento, tuttavia, hanno portato ritardi alla circolazione stardale.

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Roma, emergenza voragini: mappati 32 km di gallerie sotterranee

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Roma ha trentadue chilometri di cavità sotterranee: un sottosuolo groviera che sta all'origine dei continui casi di voragini che si aprono all'improvviso per le strade della Capitale. L'SOS arriva dall'Autorità di distretto idrografico dell'Italia centrale, che ha accorpato l'Autorità del Tevere. Per il segretario Erasmo D'Angelis «i recenti continui fenomeni di sprofondamento e voragini con collassi stradali e l'instabilità di edifici in diversi quartieri della Capitale mostrano un livello di fragilità del suolo e del sottosuolo elevato e da non sottovalutare». Per D'Angelis sono necessari «interventi urgenti sia di controllo con le tecniche più avanzate, sia di consolidamento e messa in sicurezza». In seguito ad un'ispezione nei sotterranei del Tempio di Claudio al Celio, si spiega che a Roma «sono ad oggi censiti e mappati ben 32 chilometri quadrati di gallerie sotto il tessuto urbano e sotto centinaia di chilometri di strade la cui tenuta ha problemi seri». «Siamo di fronte a condizioni di rischio da tempo ampiamente sottovalutate o rimosse. C'è solo da rimboccarsi le maniche e la politica, tutta, chi amministra e chi è all'opposizione, può lavorare per questa causa comune, per prevenire tragedie», conclude D'Angelis. Secondo la nota divulgata, è «impressionante l'incremento del numero di cedimenti con aperture di oltre un metro di diametro e di profondità. Se sono stati oltre 3.000 i casi registrati negli ultimi 100 anni, negli ultimi dieci anni ne sono stati censiti in media ben 90, con il picco di 130 nel 2012, 104 nel 2013 e fino al 2017 la media di 100. In questi primi mesi del 2018 ne erano state registrate già 83».

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Roma, multe pazze nella Ztl: “Adesso paghino i vertici comunali”

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Fino all’ultimo euro. Il pasticcio è di dimensioni macroscopiche e la Corte dei Conti interviene a gamba tesa sulle Ztl. La procura contabile ha infatti messo ufficialmente in mora i dirigenti e i funzionari di Roma Servizi per la Mobilità che tra il 2012 e il 2016 hanno gestito il pacchetto delle zone a traffico limitato. In quegli anni, nel caos generale, sono partite 41 mila multe per accessi abusivi al centro storico. Un mare di contravvenzioni comminate a chi in realtà era in possesso di un regolare pass.

Come raccontato da Repubblicaa livello penale c’è già un fascicolo e si indaga per inadempimento di contratti in pubbliche forniture. Ora, però, anche i pm di viale Mazzini hanno acceso il loro faro su quelle sanzioni prima spedite ai malcapitati e poi revocate in autotutela, con tante scuse per il disturbo agli sfortunati conducenti.
Ma cos’è accaduto? Come stabilito dai primi rilievi della guardia di finanza, a scatenare il panico è stato il mancato aggiornamento del software di Roma Servizi per la Mobilità, agenzia di proprietà del Campidoglio. Nessuno ha pensato di mettere mano alla white list, l’elenco delle targhe autorizzate a varcare i confini delle zone a traffico limitato. Così il programma, abbandonato a se stesso, ha proceduto in automatico sanzionando migliaia di innocenti automobilisti. Cortocircuito: le telecamere inquadravano le auto con regolare permesso, ma i computer non trovavano alcuna corrispodenza nei loro database. Sotto, allora, con le contravvenzioni. Una, decine, centinaia, fino a contarne 41 mila.

Quando in Comune si sono accorti del problema — un grattacapo non di poco conto — sono partite in fretta e furia le revoche. Con un danno evidente per il bilancio capitolino: il rendiconto, a partire dagli investimenti che l’amministrazione capitolina mette in cantiere ogni anno, si costruiscono anche sulle entrate che le multe comminate dovrebbero garantire.

Ora la procura della Corte dei Conti deve determinare il danno complessivamente subito dalle casse di palazzo Senatorio. Nel conto rientreranno le spese sostenute per spedire le sanzioni a domicilio e pure il costo del disservizio offerto al Campidoglio dalla sua agenzia. A rimborsarli potrebbero essere i manager di Roma Servizi per la Mobilità. La procura contabile ha già bussato alla loro porta, bloccando la prescrizione per gli importi più datati.

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I Castelli piangono Yasmine, la 18enne con la passione del giornalismo uccisa dalla madre

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Francesca Ragno e Lorenzo Nicolini)I Castelli Romani piangono Yasmine Seffahi la ragazza di 18 anni uccisa dalla mamma, Saliha Marsli. La tragedia si è consumata nella serata di domenica 27 maggio. La donna, 43enne marocchina, ha sgozzato la figlia, poi ha dato fuoco al loro appartamento e si è suicidata, gettandosi dal 4° piano di un palazzo in via Francia. A dare l'allarme i residenti che stavano attraversando il centro abitato del comune di Albano Laziale durante la processione in onore di San Filippo Neri.  Yasmine Seffahi frequentava il liceo scientifico Vailati nella vicina Genzano e nelle ultime settimane aveva anche iniziato a muovere i primi passi nell'impegno civico e politico attivandosi per la campagna elettorale del Consiglio dei giovani di Albano, le cui elezioni si sono tenute proprio nella giornata di ieri. Secondo le indagini dei Carabinieri è emerso che, tra mamma e figlia da tempo c'erano forti attriti, ma sembravano integrate, la madre lavorava come collaboratrice domestica e badante. Il padre di Yasmine, invece, è tornato in Marocco. Ieri l'ennesima, tragica, lite. Yasmine non voleva lasciare i Castelli Romani e l'Italia, e per questo discutevano. Andrea Titti, giornalista di Cecchina, aveva conosciuto Yasmine come insegnante e l'aveva vista di recente proprio in occasione delle imminenti elezioni del Consiglio dei Giovani, e ha un ricordo di lei come di una ragazza con tanta voglia di partecipare e molto propositiva: "L'ho conosciuta nell'ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro 'Giornalisti non per caso' che porto avanti in diverse scuole dei Castelli Romani. Yasmine aveva partecipato lo scorso anno al nostro progetto ed era sicuramente una delle nostre migliori studentesse, un po' timida, ma socievole, integrata, vestiva all'occidentale come la madre ed era molto propositiva. – racconta a RomaToday – Era rimasta in contatto con la redazione del nostro giornale e collaborava con noi compatibilmente con gli impegni scolastici. Nell'ultimo periodo era estremamente entusiasta nel partecipare alle nostre iniziative, forse a ripensarci anche in modo eccessivo perché sembrava che avesse molta voglia di stare fuori casa". "Si era attivata tantissimo per le elezioni del consiglio dei giovani di Albano e lo scorso 18 maggio era intervenuta con passione alla presentazione del libro di Simone Perotti, un libro particolare che parla di come cambiare vita lasciando il lavoro. Diceva che anche lei aveva compiuto un cambiamento radicale: da taciturna aveva deciso di diventare loquace. Forse il suo era un grido d'aiuto". La mamma di Yasmine era molto presente nella vita della figlia, era sempre con lei: "Pensavo fosse più apprensiva del solito, ci può stare con una figlia che partecipa a molte attività. Negli ultimi dieci giorni Yasmine non aveva partecipato alle nostre attività e si era scusata dicendo che era stata in ospedale. Ho scoperto, poi, che era stata ricoverata per precedenti litigi con la madre e si dice che avesse avvertito gli operatori del 118 che la volta prossima l'avrebbero trovata morta". "Ieri è stato veramente scioccante scoprire cosa fosse accaduto. Avevo provato a contattare Yasmine la mattina per sapere se sarebbe andata alle elezioni del Consiglio dei giovani, ma non ero riuscito a parlarci e proprio i suoi amici, mi avevano chiesto se l'avevo sentita e se aveva votato. Tornato a casa poi ho scoperto cosa fosse successo". Sulla vicenda è intervenuto anche l'avvocato Gabriele Sepio, Consigliere Comunale di Albano, delegato allo studio delle Politiche Sociali e membro del Consiglio Nazionale del Terzo Settore: "La famiglia non aveva denunciato situazioni di disagio e non aveva mai sentito il bisogno di rivolgersi ai Servizi Sociali. Queste vicende ci raccontano molto di più di una tragedia. Ci ricordano che non bisogna mai abbassare la guardia e che occorre continuare il grande lavoro di prevenzione e contrasto verso tutte le forme di disagio ed emarginazione che riguardano i membri più fragili della nostra comunità. Il Comune di Albano Laziale ha attivato da qualche anno molti luoghi di incontro come lo sportello ascolto famiglia, quello per la tutela dei minori e lo sportello ascolto donna per il contrasto alla violenza all'interno della rete Protection Network. Di fronte a vicende come quuest si comprende ancora di più l'importanza di vivere in una comunità coesa". I Carabinieri del Nucleo Operativo di Castel Gandolfo ed i militari di Cecchina che indagano non hanno dubbi: quello di Cecchina è stato un omicidio suicidio. Gli uomini dell'arma coordinati dal comandante Emanuele Tamorri escludono il coinvolgimento di terze persone. Da chiarire solo l'esatta cronologia dei fatti. Nel frattempo le salme sono state portare all'istituto medico legale di Tor Vergata. Sui corpi sarà eseguita l'autopsia, come da disposizione della Procura di Velletri.