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Cronaca

Atac, sì alla circolazione dei bus fino all’esito del concordato

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Sì alla circolazione dei bus fino all'esito del concordato. A quanto si apprende da fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul procedimento relativo alla verifica della idoneità finanziaria di Atac Spa, l'Avvocatura Generale dello Stato, interpellata dal ministero, ha espresso il proprio parere ritenendo che il Mit possa sospendere la procedura sull'accertamento del requisito finanziario, in attesa dell'esito del procedimento di concordato attualmente in corso. Di fatto ciò rappresenta un via libera alla circolazione dei mezzi. L' Atac avrebbe dovuto fornire al Mit entro 60 giorni garanzie finanziarie pena la revoca dell'autorizzazione all'esercizio. Il Ministero aveva infatti comunicato all'azienda che gestisce il trasporto pubblico di Roma un termine di sessanta giorni, ormai in scadenza, per fornire gli atti e i documenti necessari a mantenere l'iscrizione al Ren, il registro elettronico nazionale per gli operatori della mobilità. L'iscrizione al registro è infatti un adempimento «necessario per l'esercizio delle imprese di trasporto», pena la revoca dell'autorizzazione all'esercizio del servizio del trasporto pubblico locale. In ballo c'era una fideiussione che all' Atac mancava all'appello. Dopo la comunicazione del Ministero alla municipalizzata si sono svolti incontri, definiti positivi, con il Campidoglio per trovare una soluzione. 
 

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Roma, investì e uccise quattordicenne sulla Trionfale: 72enne rischia processo per omicidio stradale

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Rischia il processo il pensionato di 72 anni che la sera dello scorso 19 gennaio ha investito e ucciso un 14enne che stava attraversando sulle strisce pedonali in via Trionfale, zona Ottavia, a Roma. La Procura, che ha chiuso le indagini, lo accusa di omicidio stradale. La vittima era un ragazzino romano di origine polacca, Matteo Borucinski, e nell'impatto venne trascinato per 20 metri sull'asfalto. Sul posto intervennero per i rilievi gli agenti della polizia locale dei Gruppi Montemario e Cassia. Secondo quanto accertato dai vigili urbani, l'anziano stava «percorrendo via Trionfale al doppio della velocità consentita» e investì la vittima sulle strisce pedonali. Il 14enne venne trasferito in gravissime condizioni all'ospedale Gemelli dove morì poco dopo.

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Diciottenne sgozzata dalla madre, amica diffonde un suo file audio: «Vivo come nell’Inferno di Dante»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

 (di Rosalba Emiliozzi)«Mamma non mi dice la verità su molte cose, mi rende la vita impossibile, vivo come nell’Inferno di Dante». È il messaggio audio inviato da Yasmine, la 18enne uccisa dalla madre, a un’amica del liceo scientifico Vailati, scuola d’élite di Genzano dove la ragazza marocchina frequentava la 4F. Una studentessa esemplare, con tutti voti alti in pagella, molto stimata dai professori e dai compagni di classe.
Eppure Yasmine, come ha detto alle amiche, era in un inferno dantesco, schiacciata tra la voglia di essere occidentale e le radici marocchine, la cultura musulmana e il Corano che lei leggeva da sola in casa: curiosa e studiosa com’era anche la sua religione andava approfondita. Yasmine Seffahi, nata a Biella da genitori marocchini, non ha mai conosciuto il padre, che l’ha lasciata in fasce per andare prima in Spagna, poi in Marocco. Per lei l’Italia era il suo paese e con la mamma Saliha Marsli, 43 anni, aveva raggiunto il Lazio, per vivere prima a Genzano, fino al 2015, poi a Cecchina, popolosa frazione di Albano Laziale. La 18enne era integrata. «Bella, allegra, sorridente – dicono ora gli amici – ma da venti giorni era diventata cupa e pensierosa, ce l’aveva con la mamma che la limitava e voleva che stesse di più a casa». Mentre lei era come un fiore appena sbocciato, sabato era stata all’inaugurazione di un bar a Cecchina e si era fatta dipingere il viso, poi aveva scattato molti selfie con le amiche, a loro confidava i primi amori e le ansie che da venti giorni la torturavano. Da un lato la voglia di essere se stessa, dall’altra la paura di dover lasciare l’Italia e gli amici per andare in Francia, dalla sorella più grande, o addirittura in Marocco. Madre e figlia non navigavano nell’oro, la madre faceva la colf e la badante, lavorava molto per pagare le bollette e l’affitto del piccolo attico di 30 metri quadri in via Francia 33, mai un ritardo, la pigione saldata sempre in contanti (non aveva conto corrente), ma i soldi non bastavano mai e, forse, in condizioni di forte stress psicologico, la donna all’ennesimo litigio con la figlia, proprio per il suo modo di essere, domenica alle 20,30 è stata colta da raptus, ha impugnato un coltello da cucina e ha tagliato a gola alla figlia, poi ha dato fuoco alla casa e, con una scala e il coltello sanguinante in mano, è salita sul tetto e si è gettata dal lucernaio del quarto piano, precipitando nel giardino di un’abitazione al pian terreno. È morta sul colpo. La figlia è stata ritrovato, in una pozza di sangue, all’entrata dell’appartamento dopo che i vigili del fuoco avevano sfondato la porta chiusa dall’interno. Ieri i carabiniere di Castel Gandolfo e della stazione di Cecchina hanno informato la sorella più grande di Yasmine, che vive in Francia, dell’omicidio suicidio e che a breve raggiungerà Roma. 

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Foro Italico, controlli della Polizia nel campo nomadi

Continuano i controlli straordinari della Polizia di Stato del commissariato Villa Glori, diretto dal dr. Ermanno Baldelli, all’interno del campo nomadi di viale del Foro Italico. La verifica capillare, grazie anche all’ausilio degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e del Reparto Mobile, ha permesso agli agenti di controllare 100 persone, di cui 75 cittadini stranieri e 47 con precedenti di polizia. Tre cittadini stranieri sono stati accompagnati negli uffici di Polizia per accertamenti e 2 di questi sottoposti a rilievi segnaletici. Una persona è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione e violazione della legge sugli stupefacenti. Nel corso della perquisizione effettuata all’interno della sua roulotte, infatti, gli agenti hanno rinvenuto e successivamente sequestrato un “portatessere” e un “porta placca” in uso alle Forze dell’Ordine, con numero seriale su cui sono in corso accertamenti, che potrebbero essere stati utilizzati per commettere reati. In particolare sul porta tessere era applicata una piccola “Aquila Turrita”. Un’altra persona, trovata in possesso di droga, è stata segnalata alla Prefettura. Rinvenute diverse dosi di hashish e marijuana – mentre a carico d’ignoti, i poliziotti hanno sequestrato un martello, una mazza di ferro, una mazza da baseball ed un “piede di porco”, tutti arnesi idonei per commettere furti.

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Il flop del Giro d’Italia a Roma, la catena degli errori: “Noi tecnici ignorati”

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Una rincorsa disperata, un'impresa impossibile. Il Campidoglio a trazione grillina sapeva di dover affrontare il test della tappa conclusiva del Giro d'Italia da un anno, ma si è fatto comunque trovare impreparato. Così una giornata di festa si è tramutata in un gigantesco flop, peraltro in diretta mondiale. Gli spettatori di 194 paesi si sono prima immedesimati nei ciclisti,costretti a sgonfiare le ruote per sopravvivere a buche, avvallamenti e sampietrini e a chiedere di neutralizzare sette giri sui dieci della gara. Poi, durante la premiazione, sono rimasti imbambolati: "Ma che hanno combinato a Roma?" . Una comunicazione interna, di cui Repubblica è in possesso, aiuta a ricostruire la catena di responsabilità dietro alla voragine mediatica in cui domenica è sprofondato il Comune grillino.

La nota porta la data del 25 maggio, venerdì, e per oggetto ha le "attività manutentive del percorso" del Giro. A firmarla e a spedirla in Campidoglio, al I municipio e ai vigili urbani è Fabio Pacciani, il direttore del Simu. Mancano meno di 48 ore alla gara e il dipartimento dei Lavori pubblici è di fatto costretto a intervenire in piena autonomia. A chiederlo è l'assessora Margherita Gatta. I primi tre sopralluoghi sul tracciato, l'ultimo è datato 14 maggio, sono stati condotti soltanto da Rcs, azienda organizzatrice dell'evento, e dagli agenti della municipale sotto la supervisione dell'assessorato allo Sport. Quello ai Lavori pubblici non è stato coinvolto. Peraltro alla conferenza dei servizi siede l'ex direttore del Simu, Roberto Botta, e non il suo successore.

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Taxi in rivolta, pronti allo sciopero: «No al nuovo regolamento del Comune»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Tassisti sul piede di guerra a Roma. La Capitale rischia di vivere, a pochi mesi dalle proteste dilagate a livello nazionale, una nuova giornata di caos con il fermo delle vetture. A far arrabbiare i rappresentanti della categoria, come annuncia all'Adnkronos Alessandro Atzeni, delegato nazionale della Fit Cisl del settore taxi, è la bozza del 'Nuovo regolamento comunale per la disciplina degli autoservizi pubblici non di lineà. I sindacati Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Federtaxi, Cisal e Ati taxi, dopo aver preso lettura del documento, hanno scritto le scorse settimane una lettera alla sindaca di Roma Virginia Raggi per chiederle di «riportare il confronto su binari di reciproco rispetto e correttezza, senza svilire il ruolo di chi quotidianamente svolge un servizio pubblico nella città di Roma». Lettera alla quale però, secondo quanto riferisce Atzeni, «non abbiamo ricevuto ancora risposta. Se queste risposte non arriveranno saremo costretti a mettere in atto ogni azione per rivendicare i nostri diritti, senza escludere un fermo dei taxi a livello locale». Almeno quattro i punti del regolamento comunale, a firma di sette consiglieri capitolini del M5S tra cui il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefano, che vengono contestati dai tassisti: primo fra tutti «l'esclusione automatica dei taxi del Comune di Roma dalla Ztl, a partire da un'ora prima ed una dopo la fine del turno di servizio, mentre – sottolineano i sindacati – migliaia di autorizzazioni di noleggio rilasciate dai più disparati comuni italiani, rimangono libere di accedere all'intero territorio di Roma Capitale, 24 ore al giorno e per 365 giorni l'anno». «È paradossale che all'interno del comparto non di linea noi tassisti siamo costretti a subire un'infinità di regole mentre c'è un altro settore, quello degli Ncc, che fa ciò che vuole – aggiunge Atzeni – Inoltre nella bozza di regolamento comunale non sono previste misure a contrasto degli abusivi. Non stiamo attribuendo la responsabilità a questa amministrazione però non abbiamo nessun cenno di riscontro alle tante promesse avute in campagna elettorale». Il secondo punto contenuto nelle osservazioni che i sindacati hanno messo nero su bianco nella missiva c'è «l'obbligo di rimozione dei contrassegni distintivi e della scritta taxi, in caso di uso privato della vettura». Altro punto che non va giù alla categoria, «l'esclusione dalle liste di accesso alla Ztl (senza preventiva comunicazione come invece stabilito dalla legge), per i tassisti che, anche per una semplice dimenticanza, non adempiono alle pratiche di rinnovo della licenza, esponendoli così al rischio di ricevere centinaia di gravose multe, mentre decine e decine di abusivi con autorizzazioni di noleggio false o revocate, continuano indisturbati ad entrare nei varchi, in compagnia di tanti furbi con titoli rilasciati dai più disparati comuni italiani». Al quarto punto, tra le osservazioni contenute nella missiva inviata al Campidoglio, «la continuazione dell'irresponsabile gestione delle auto sostitutive (muletti), con l'imposizione dell'obbligo di registrazione del 'contratto di noleggiò a costi esorbitanti, nonché l'impossibilità di accedere alla vettura sostitutiva nella disponibilità di altra Cooperativa o Consorzio, nel caso in cui il proprio ne sia sprovvisto». Secondo i tassisti inoltre «non vi è alcuna traccia di come disciplinare il servizio di trasporto svolto tramite risciò, i quali continuano a fare impunemente il bello e il cattivo tempo nel centro storico della città, ma in particolare all'interno dell'area dei Fori Imperiali, sotto gli occhi degli organi preposti al controllo, che ai sensi delle normative vigenti, dovrebbero sanzionarli e sequestrarne i mezzi». I tassisti rivolgono dure critiche all'assessore alla Mobilità Linda Meleo. «Al già grave quadro sin qui illustrato – proseguono i conducenti delle auto bianche – vanno aggiunte anche le improvvide decisioni assunte dall'assessore alla Città in Movimento Linda Meleo, circa l'accordo per il bacino di traffico comprensoriale tra i Comuni di Roma, Fiumicino, Civitavecchia e Ciampino, in via di ratificazione». Accordo che, scrivono nella missiva, «a tutto danno dei tassisti romani prevede: all'inizio di ogni turno, la possibilità per i taxi di Fiumicino, Ciampino e Civitavecchia, presso porti ed aeroporti, di affittare prima delle vetture della Capitale; solo per i taxi dei comuni suddetti, di effettuare tutte le corse che traendo origine da porti ed aeroporti, sono dirette verso i loro bacini territoriali comunali (le cosiddette corse intercampo), con eliminazione dei 20 minuti previsti per rientrare negli stalli, come oggi avviene all'aeroporto Leonardo da Vinci; la concessione della reciprocità sul territorio Comune di Roma, attraverso il meccanismo del cosiddetto 'mutuo soccorsò». I sindacati incolpano inoltre l'amministrazione di un mancato confronto con la categoria e chiedono un intervento diretto della sindaca Virginia Raggi. «L'aspetto più sconcertante di tutta questa situazione – scrivono – è la totale mancanza di confronto con la categoria che più di ogni altra rappresenta il Servizio Pubblico non di linea. Si calano dall'alto delle decisioni e una proposta di Regolamento Comunale che invece dovrebbe essere frutto del confronto e dell'esperienza di tutti, costruita nell'interesse della Città di Roma, degli utenti del servizio pubblico e dei lavoratori che lo svolgono». «Alla luce delle criticità qui esposte è auspicabile un intervento diretto della sindaca di Roma Virginia Raggi, affinché sappia riportare il confronto su binari di reciproco rispetto e correttezza, senza svilire il ruolo di chi quotidianamente svolge un servizio pubblico nella città di Roma», conclude la missiva.  

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Atac ordina 320 autobus (in tre tranche) a prova di buche e incendi

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Motore diesel, anche se Virginia Raggi ha già bandito il gasolio dal centro città. E poi a due porte e, soprattutto, a prova di buche e di incendi: le coordinate del bando pubblicato da Atac per la «fornitura di 320 autobus classe I urbani da 12 metri con motori diesel euro 6» sono precise. L’accordo è triennale, unico lotto articolato in tre tranche (125, 125 più 70) per un totale di 97,6 milioni di euro (Iva inclusa). E, a parte l’enigma del motore («Stop ai veicoli diesel in centro storico dal 2024», aveva annunciato la sindaca su Facebook), la gara prevede paletti fissati sia dal piano industriale Atac (domani sul tavolo dei giudici un altro dossier da mille pagine sul concordato: probabile lo slittamento di 30 giorni del verdetto), sia dall’agenda delle emergenze cittadine, buche e incendi soprattutto.

Le due porte, per esempio, corrispondono al modello Londra, ovvero la misura indicata da Atac per risolvere il problema dell’evasione. Mentre, si legge nel capitolato speciale, le vetture dovranno avere un ciclo di vita di «12 anni» e resistere alle sollecitazioni del «fondo irregolare con pavimentazioni deteriorate» della città, concetto ribadito nel paragrafo sulle sospensioni: da calibrare su «condizioni di utilizzo estremamente impegnativo», tutto sottolineato in grassetto, per lo «stato del manto stradale di Roma». Gli ultimi tre ordinativi di bus partiti dal Campidoglio, del resto, tengono conto del problema delle buche, come se non ci fossero spiragli per avere strade levigate nel prossimo decennio.

Ma stavolta, dopo il caso del «flambus» Mercedes in via del Tritone, l’attenzione particolare è sui roghi, ormai una triste ricorrenza nella Capitale: nel capitolato c’è un intero paragrafo dedicato alla «protezione attiva contro gli incendi» che il concorrente dovrà soddisfare prevedendo sui bus «un impianto di segnalazione e spegnimento dei principi di incendio nel comparto motore». Quel dispositivo, insomma, che al momento non è in dotazione sui 397 bus Mercedes della flotta.

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Roma, lascia figli in auto per portare moglie incinta in ospedale

(Fonte: www.repubblica.it)

Ha lasciato i figli di uno e due anni in auto per andare dalla moglie che sta partorendo il terzo figlio. Ma il pianto dei bimbi, lasciati chiusi nella vettura in un parcheggio del Policlinico Gemelli, ha attirato l'attenzione di un passante che ha chiesto aiuto. Così la vigilanza dell'ospedale e i medici sono accorsi per forzare l'auto e liberarli ma il padre è arrivato e ha aperto la macchina. I bambini, che stanno bene, sono stati portati per accertamenti sulle loro condizioni di salute al pronto soccorso pediatrico dove si trovano in osservazione.  Il padre, un russo, ha riferito che era andato al Pronto soccorso di Ostetricia e Ginecologia con la moglie che sta partorendo il terzo figlio. È intervenuto anche un agente di polizia presente all'interno dell'ospedale.
 

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Roma, paura sulla metro A, banda di rom donne picchia e rapina passeggero: la vittima le rincorre e le fa arrestare

Circondato, strattonato e malmenato da 4 giovani donne di etnia rom sul vagone di un treno della metro A tra le stazioni Termini e Repubblica.  La vittima, rapinata del portafogli, non si è però data per vinta: non le ha mai perse di vista, ha chiamato la polizia, e rimanendo in contatto telefonico con loro, è riuscito, una volta raggiunta la stazione Termini a farne arrestare una dagli agenti della polizia del commissariato Spinaceto, in servizio di vigilanza alla stazione.

La donna, H.D. 21 enne, in Italia senza fissa dimora è stata ammanettata per rapina aggravata in concorso con altre donne, allo stato attuale rimaste ignote ma per le quali sono in corso accertamenti per l’identificazione.

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Ricercato per truffa si nascondeva in un ostello a Termini

(Fonte: www.romatoday.it)
Ricercato per truffa si nascondeva in un albergo a Termini. Sono stati gli agenti della polizia di Stato del commissariato Castro Pretorio a scovare ed arrestare,  grazie al sistema informatizzato “alloggiati”, un 31enne di origini senegalesi. L’uomo, rintracciato in un ostello di via Marsala intorno alle 2:30 del 29 maggio, aveva a carico un mandato d’arresto europeo da parte della Germania per truffa. Rintracciato dagli agenti è stato associato presso il carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sempre la polizia, alle 19:00 circa di ieri, in viale Marconi, ha arrestato un 28enne romana, per furto aggravato. Nello specifico è stata bloccata dopo aver rubato dei profumi. L'arresto da parte degli agenti del commissariato San Paolo.