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Monteverde nel mirino dei ladri: saccheggiata una gioielleria

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Lorenzo Nicolini)Monteverde è ancora nel mirino dei ladri. Dopo i furti nelle farmacie e nei supermercati, questa volta lo scenario dell'ennesimo colpo si è spostato in una gioielleria. Siamo in viale di Villa Pamphili 35 dove alle 4 del mattino di giovedì 31 maggio ignoti hanno saccheggiato l'esercizio. I malviventi hanno divelto la serranda principale ed arruffato gioielli ed oggetti, esposti in vetrina, per circa 4mila euro per poi rubare anche 200 euro dal fondo cassa del negozio. L'allarme, tuttavia, ha allertato le forze dell'ordine che si sono immediatamente precipitate sul posto. I ladri, dopo aver preso il bottino, sono fuggiti. Gli inquirenti, invece, dopo i primi rilievi sul posto hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza ed iniziato le indagini. 

 

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Viale Regina Margherita: il dramma di Elena, morta nella tromba dell’ascensore

(Fonte: RomaToday, di Lorenzo Nicolini) – "Una morte assurda". A parlare è la sorella di Elena Pacifici, la 77enne di Roma, morta in viale Regina Margherita 217 mercoledì pomeriggio. L'anziana, che abitava al primo piano del palazzo, era salita al sesto piano a trovare un'amica, che non era in casa, ha chiamato l'ascensore, quindi ha aperto la porta la cabina non c'era, perché salita fino al 7° piano superiore.

"Elena Pacifici amava camminare"

La caduta è stata fatale. L'anziana è morta sul colpo. "Era una gran camminatrice, anzi molto spesso per scendere faceva le scale a piedi", dice Maria, una vicina di casa. Non si dà pace la sorella di Elena Pacifici: "Stavamo sempre insieme, lei amava i parchi e il mare. Andava spesso a Villa Torlonia e pochi giorni fa era stata ad Ostia per una lunga passeggiata sul Pontile".

Elena Pacifici, vedova e con un figlio, viveva da sola. Nel quartiere in tanti la conoscevano dal bar, dove prendeva spesso il caffè, fino alla farmacia sotto casa. "Spesso chiacchieravamo, una persona socievole" dicono i residenti di viale Regina Margherita 217 con le lacrime agli occhi. Affranto anche il portiere della palazzina: "La conoscevo da anni Elena, una donna energica. Una 'scheggia', camminava spesso e volentieri". E' stato lui a dare l'allarme poco dopo le 15, dopo aver sentito un "tonfo".

Indagini sulla morte di Elena Pacifici

Sul posto Vigili del Fuoco, ambulanza e Carabinieri della compagnia Parioli. Inutili i soccorsi. Elena Pacifici era morta sul colpo. I militari dell'Arma hanno fin da subito iniziato le indagini. Secondo la ricostruzione la 77enne, dopo pranzo, è salita al sesto piano per trovare un'amica. Così aveva detto alla sorella che, da quel momento in poi, non l'ha più sentita. Quindi la tragedia. 

Ipotesi suicidio o mal funzionamento

Accanto al corpo della donna è stato ritrovato infatti un utensile da cucina. Un oggetto, secondo chi indaga, che potrebbe essere stato utilizzato dalla donna per forzare volontariamente la grata in ferro del vano ascensore per far scattare la leva di sicurezza che tiene chiusa la porta dell'ascensore fino all'arrivo al piano della cabina.

Ma si indaga anche sulla sicurezza dell'elevatore, sul suo funzionamento e sulla manutenzioni. Una delle certezze, infatti, è che quando, alle 15.30, la signora Elena ha aperto la porta sul pianerottolo la cabina non c'era. Le indagini del medico legale escludono il coinvolgimento di altre persone. Al momento, dunque, ogni ipotesi resta dunque valida, dal suicidio al mal funzionamento dell'ascensore.

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Roma, al processo Cucchi bis spuntano altri verbali falsificati

(Fonte: www.repubblica.it)

Ci sono altri verbali falsi nella storia di Stefano Cucchi. Non solo quello di arresto. Anche quello della perquisizione domiciliare a casa dei genitori di Stefano Cucchi, effettuata dai carabinieri che erano alla ricerca di droga, non sarebbe genuino. La conferma ai sospetti della procura di Roma sull'esistenza di più documenti falsificati viene dalla deposizione di Gabriele Aristodemo, carabiniere all'epoca in servizio presso la stazione Appia, sentito dal pm Giovanni Musarò in Corte d'Assise nel processo-bis che vede imputati cinque militari dell'Arma, accusati, a vario titolo, di omicidio preterintenzionale (in relazione al pestaggio), falso e calunnia (ai danni dei tre agenti della Polizia penitenziaria, processati e definitivamente assolti). Una deposizione caratterizzata da numerosi e ripetuti "non so" e "non ricordo", tanto da suscitare l'ironico commento su Facebook di Ilaria Cucchi: "Il maresciallo Mandolini (uno degli imputati, ndr), presente in aula per verificare di persona, gli ha dato una pacca sulla spalla. Giustamente. Aristodemo oggi ha fatto un buon lavoro. Per noi. Ma nè lui nè Mandolini lo hanno capito". Aristodemo era presente quando Stefano Cucchi venne arrestato per detenzione di droga il 16 ottobre del 2009 (per morire sei giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini): la firma del 31enne geometra, però, non figura nel verbale di arresto e neppure in quello di perquisizione. Il testimone ha spiegato così l'anomalia: "E' normale, perchè è un atto nostro". Peccato, però, che lo stesso carabiniere, ascoltato nell'udienza del luglio 2015, disse che Cucchi si era rifiutato di firmare quell'atto, come è scritto in un documento. "Mi sbagliai, mi ero confuso" è ora la sua nuova versione. All'udienza di tre anni fa Aristodemo precisò anche che "Cucchi non aveva segni in volto", mentre oggi ha chiarito meglio che "quando venne portato in caserma, il ragazzo era rosso sotto gli occhi". Non solo. I carabinieri si sono anche dati da fare per concordare una versione di comodo da fornire, all'unisono all'autorità giudiziaria:  Aristodemo ha spiegato che durante la perquisizione domiciliare "Cucchi era seduto sul divano ed era calmo". In una telefonata del 2015, intercettata dalla Procura, Raffaele D'Alessandro (altro carabiniere sotto processo, ndr) chiamò Aristodemo, presente nell'appartamento, per dirgli che si era ricordato che Cucchi cominciò a dare testate contro il muro e che per calmarlo dovettero ammanettarlo. "Quello che disse D'Alessandro non era vero, perchè c'ero anche io lì" ha corretto il tiro oggi il testimone. Ulteriori anomalie sembrano emergere anche dalla relazione di servizio redatta dai carabinieri cinque giorni dopo la morte del giovane: non si fanno i nomi di due dei militari sospettati dal pm di aver pestato Cucchi e che, stando a quanto raccontato da Aristodemo, erano presenti fin dell'arresto. Nello stesso documento, poi, si fa presente che al momento della consegna alla polizia penitenziaria, la mattina dopo l'arresto e il presunto pestaggio, in vista della direttissima in tribunale "Cucchi non paventava alcun malore nè atteggiamenti che potevano farlo intuire". Oggi è lo stesso Aristodemo ad affermare che, quella mattina, l'arrestato gli era sembrato "moscio" e che "camminava molto lentamente".

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Incidente a Tor Bella Monaca: perde controllo della Suzuki e cade, morto 34enne

(Fonte: RomaToday) – Ancora un centauro morto per le strade di Roma. Dopo poco più di 24 ore dal decesso di Dario Sava, 28enne catanese deceduto in sella alla sua moto in via Appia Pignatelli, aumenta il triste bollettino dei morti sulle strade della Capitale. E' di stanotte l'ennesimo incidente stradale con esito tragico. A perdere la vita un uomo di 34 anni, caduto dalla sella della sua moto a Tor Bella Monaca, periferia est della Capitale. 

Incidente mortale viale Tor Bella Monaca

L'incidente mortale è avvenuto intorno alle 3:00 della notte fra il 30 ed il 31 maggio, in viale di Tor Bella Monaca, all'altezza della rampa di ingresso del Grande Raccordo Anulare. In sella ad una Suzuki V-Strom, il centauro ha perso il controllo della moto ed è caduto violentemente in terra. Inutili i soccorsi per l'uomo, un 34enne italiano, non c'è stato nulla da fare. Secondo quanto si apprende non ci sarebbero altri mezzi coinvolti. Sul posto per svolgere i rilievi scientifici gli agenti del IV Gruppo Tiburtino della Polizia Locale di Roma Capitale. 

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Allarme bomba a Termini, trolley sospetto: aria delimitata ed artificieri sul posto

(Fonte: RomaToday) – Un trolley sospetto abbandonato alle 9:00 di questa mattina alla stazione Termini. Segnalato intorno alle 9:40 al civico 34 di via Giovanni Giolitti sono scattate da subito le procedure previste in caso di allarme bomba. Delimitata l'area dove è stata individuata la valigia sospetta, sul posto per accertare l'allerta sono intervenuti gli agenti della PolFer e gli artificieri della polizia di Stato. 

Secondo quanto visionato dalle immagini di videosorveglianza della zona il trolley sospetto è stato abbandonato da una persona alle 9:00 di oggi 31 maggio nell'area dei negozi dello scalo ferroviario dell'Esquilino. Poi la segnalazione e la messa in sicurezza dell'area a scopo precauzionale. Nessun problema alla circolazione ferroviaria. Alle 10:20 l'intervento era ancora in corso. 

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Pronto soccorso, addio al “codice rosso”: ecco le novità nel Lazio

(Fonte: RomaToday) – Il "codice rosso" non sarà più sinonimo di pericolo immediato nei pronto soccorso del Lazio. Cambierà, infatti, nella Regione, dal prossimo anno il sistema di 'filtro' per i pazienti che arrivano nei dipartimenti di emergenza. E' stato presentato ieri mattina l’aggiornamento delle linee guida sul triage intraospedaliero (che verrà sancito dalla Conferenza Stato-Regioni) e che sarà operativo a partire dal 2019. Un gruppo di lavoro regionale composto da operatori e professionisti ha infatti studiato e sperimentato negli ultimi due anni un nuovo triage ospedaliero a 5 codici. Una classificazione che permette più 'sfumature'.

Il Lazio è la prima regione a recepire le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni con un progetto fortemente voluto e sollecitato da operatori e professionisti. Il cuore del programma prevede di passare dai consueti 4 codici a colore (rosso-giallo-verde e bianco) al nuovo sistema a 5 codici numerici (dall’1 al 5) nel quale 1 è l’emergenza, 2 l’urgenza, 3 l’urgenza differibile, 4 l’urgenza minore e 5 la non urgenza.

I codici 1-2-3 sono a medio-alta intensità di cure, mentre 4-5 a moderata-bassa intensità. Il gruppo di lavoro ha attivato una sperimentazione delle schede a 5 codici in 8 pronto soccorso generalisti e 3 pronto soccorso pediatrici con il coinvolgimento di circa 80 tra medici e infermieri e oltre 7.000 pazienti.

"Un lavoro molto importante, che ci è stato sollecitato dai diretti interessati e che ci permetterà di fornire cure maggiormente appropriate e di migliorare il servizio sanitario – ha commentato D’Amato – Il gruppo di lavoro ha sperimentato le nuove linee guida in piena sintonia e collaborazione con i professionisti e le diverse realtà del territorio. Oggi per la Regione Lazio si apre una nuova stagione concorsuale che ci permetterà di avere nei reparti e nei pronto soccorso un ricambio generazionale. Questo lavoro sul triage si inserisce in un percorso di riorganizzazione che prevede nuovi investimenti sul personale e un programma di riqualificazione dell’edilizia sanitaria e sulle tecnologie".

Negli ultimi 8 anni (2010-2017) l’andamento complessivo degli accessi ai servizi di emergenza ha fatto registrare una flessione del 7,3%. Il codice verde rimane quello più numeroso (circa il 65-70%), con un rischio maggiore di errore nella determinazione del livello di priorità alla visita medica, spiega la Regione. Proprio questo elemento, insieme alle modifiche normative, hanno rappresentato il motivo principale che ha indotto alla revisione del sistema nazionale e regionale di triage.

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Castel Gandolfo, trovato cadavere con una busta in testa: indagini in corso

(Fonte: Il Messaggero) – Il corpo di un uomo è stato ritrovato questa mattina, poco dopo le 7.30, nel bosco (sul costone del lago di Castel Gandolfo) nel comune di Albano. A dare l’allarme alla polizia una persona che, mentre stava facendo una passeggiata nel tratto della “discesa del diavolo”, ha notato il cadavere con una busta di plastica bianca in testa.

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ROMA – RUBA UNO “SCOOTERONE” MA VIENE ARRESTATO DAI CARABINIERI DOPO UN LUNGO INSEGUIMENTO E “AUTOSCONTRO”.

(Fonte: Legione Carabienieri Lazio – Comando Provinciale di Roma) – ROMA – Ha rubato uno “scooterone” parcheggiato in viale Palmiro Togliatti, poi, alla vista dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, è scappato a folle velocità in direzione di via Grotte di Gregna dove, dopo aver impattato con un’auto in transito, ha scagliato la moto contro l’auto dei militari per tentare di proseguire la fuga a piedi.

A finire in manette con le accuse di furto aggravato, danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale è stato un ragazzo ucraino di 20 anni, nella Capitale senza fissa dimora e incensurato.

I Carabinieri lo hanno visto fuggire a tutto gas subito dopo aver rubato lo scooter, ingaggiando con lui un inseguimento che si è protratto fino a via Grotte di Gregna: qui, il fuggitivo, durante una lunga serie di manovre pericolose, ha urtato un’auto in transito.

Il rallentamento dovuto all’impatto col veicolo ha consentito ai Carabinieri di piombargli addosso: a quel punto il giovane ladro ha scagliato il motociclo contro la “gazzella” dell’Arma tentando di fuggire a piedi ma è stato immediatamente bloccato e ammanettato.

Il veicolo rubato è stato restituito al legittimo proprietario mentre il 20enne è stato trattenuto in caserma, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo.

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Manomettono sportello bancomat per clonare carte di credito: denunciati

(Fonte: www.romatoday.it)
A via Cavour come a Fiumicino. Clonatori di bancomat in azione e fermati dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro che hanno denunciato a piede libero due bulgari, di 35 e 22 anni, in Italia senza fissa dimora, perché trovati in possesso di dispositivi elettronici in grado di clonare carte di credito e bancomat nonchè due carte di credito risultate rubate. I militari, in abiti civili, hanno notato i due aggirarsi nei pressi di alcuni sportelli bancomat in via Cavour ed hanno deciso di controllarli. Nel loro zaino i Carabinieri hanno trovato e sequestrato: 2 skimmer usati per catturare e archiviare i codici contenuti nelle bande magnetiche delle carte di pagamento, pronti per essere installati, una carta di credito tradizionale e 2 carte di credito prepagate, risultate intestate ad altre persone, oggetto di furto e un rotolo di nastro biadesivo, utilizzato per applicare gli skimmer. 

 

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Metro C, Raggi: «Nella stazione-museo di San Giovanni quasi 20mila ingressi quotidiani. Traffico in calo»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Meno traffico nella parte est di Roma e la comodità per migliaia di persone di raggiungere più rapidamente il centro partendo dalla periferia orientale della città. «L’apertura della stazione San Giovanni della linea C della metropolitana fa già sentire i suoi effetti positivi a poco più di due settimane dall’inaugurazione. Sono quasi 20mila gli ingressi quotidiani per la neonata stazione-museo: la nuova fermata, attesa da decenni, conferma di essere molto importante per gli spostamenti di lavoratori e studenti all’interno di Roma – scrive su Facebook il sindaco, Virginia Raggi – Dal 12 al 29 maggio sono state registrate oltre 340mila validazioni ai tornelli, per una media di circa 19mila ingressi al giorno con picchi di circa 70mila utenti per l’intera linea C». 
«L’incremento dei passeggeri – aggiunge – è ancora più evidente se confrontiamo i numeri con quelli dello scorso anno. Rispetto allo stesso periodo del 2017, quest’anno sono state registrate oltre 190mila validazioni in più nella stazione San Giovanni metro A, pari a un incremento di oltre l’80%. La nuova stazione è un nodo di scambio che i cittadini aspettavano da anni, un collegamento fondamentale per chi si muove dalla periferia est di Roma per raggiungere le zone più centrali. Questi i numeri che raccontano il successo della nuova stazione dove i passeggeri, romani e turisti, possono fare un viaggio tra la tecnologia e la storia millenaria di Roma».