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Atac: autobus, tram e metro saltano una corsa su cinque

(Fonte: Corriere della Sera, di Erica Dellapasqua) – Solo ad aprile di quest’anno sono saltate quasi una corsa su cinque di autobus, tra, filobus e metropolitane di Roma rispetto a quelle programmate nel contratto di servizio tra Atac e Campidoglio. Il dato (meno 18,15% di viaggi) è già impressionante di per sé. Soprattutto se si pensa alle promesse aziendali su una prestazione più performante dei mezzi, dichiarate nel piano di rientro presentato ai giudici del tribunale fallimentare.

Lo è ancora di più, un dato impressionante, se si segue il ragionamento degli operai delle officine che con l’indice disegnano la curva della produzione: «Vede? È tutto molto strano: a differenza degli altri anni, i numeri calano già a gennaio, e non più a giugno per i problemi all’aria condizionata…». Gennaio, cioè il mese dopo l’intesa sul nuovo contratto di lavoro che prevede l’incremento da 37 a 39 ore settimanali per i dipendenti dell’Atac. Un periodo già al centro dell’attenzione della procura che indaga per sabotaggio. I numeri catastrofici li fornisce proprio Atac sul suo sito e il confronto con l’anno scorso è ampiamente negativo. Ad aprile, ultime tabelle disponibili, lo scostamento tra servizio offerto e servizio promesso è appunto del 18,15% (meno 14,89% sulla rete di superficie e meno 3,26 sulle metro). Mentre nel 2017, sempre ad aprile, il disservizio si fermava rispettivamente a meno 9,82 e meno 1,97%. Andando a ritroso, ecco marzo (meno 20,78 nel 2018 e 12,87 nel 2017), febbraio (15,78 e 19,11) e infine gennaio (meno 19,3 rispetto al meno 17,95 del 2017).

Tra gli approfondimenti della procura, i casi degli 11 bus in fiamme, più guasti, anomalie e i troppi incidenti, tutti negli ultimi mesi: il sospetto è che ci sia qualcosa, qualcuno, dietro il preoccupante ripetersi di questi eventi. Al magistrato che indaga l’azienda ha fornito documenti che proverebbero l’incremento degli «incidenti» nell’arco di un periodo ben preciso, ovvero in concomitanza con la ratifica del nuovo contratto di lavoro tra Atac e sindacati. Proprio il momento, ragionano sempre nelle officine, in cui la curva della produzione precipita verso il basso. I due dati, in effetti, non sarebbero in contrapposizione: più guasti, meno corse. È un’ipotesi. L’altra, più tecnica, è che invece il piano per aumentare la produttività dei dipendenti, tra i punti cardine del concordato all’esame dei giudici fallimentari, non abbia apportato alcun beneficio. «Come è possibile – si chiedono anche i lavoratori che hanno firmato il nuovo orario di lavoro – che l’aumento delle ore, e quindi in teoria della produttività, si traduca in un ulteriore taglio delle corse?». Una spiegazione potrebbe avere a che fare con le modalità di organizzazione dei nuovi turni, contestate a suo tempo dai sindacati che hanno diffidato l’azienda dal proseguire: è vero, per esempio, che adesso le officine sono aperte h24, e non più per solo 18 ore, ma se numericamente gli operai delle rimesse, e anche le aziende che le riforniscono di ricambi, materiali e così via, sono rimasti gli stessi, i benedici saranno minimi. Ipotesi a parte, mentre i chilometri garantiti da Atac continuano a diminuire, le associazioni dei consumatori attaccano: Altroconsumo promuove una class action perché «il servizio erogato non corrisponde a quello di cui i pendolari avrebbero diritto: chiederemo un risarcimento pari al 50% del costo dell’abbonamento».

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Termini: passeggia mentre è al telefono, turista scippata dal suo smartphone

(Fonte: RomaToday) – E' stata derubata del suo cellulare mentre camminava in strada. E' successo in via Marsala dove i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno arrestato un cittadino tunisino di 28 anni, con precedenti e senza fissa dimora, con l'accusa di furto con strappo.

La vittima, una turista pakistana di 29 anni, percorreva la zona vicino la stazione Termini mentre era al telefono con un suo familiare quando, è stata avvicinata dal 28enne e le ha strappato il telefono dalla mano, per poi darsi alla fuga.

Una pattuglia dei Carabinieri,  ha notato la scena ed è accorsa in aiuto della vittima, riuscendo a bloccare lo scippatore dopo alcuni metri. La refurtiva, uno smartphone di ultima generazione è stato recuperato e restituito alla turista, mentre il 28enne è stato portato in caserma dove sarà trattenuto in attesa del rito direttissimo.

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Scuola, è allarme bullismo: una vittima ogni tre giorni

(Fonte: Corriere della Sera, di Fulvio Fiano) – Al termine del terzo dei tre incontri con la sua classe, una bambina si avvicina alla poliziotta che le ha parlato di comportamenti sbagliati da non accettare e le confessa che a lei non piace quando il suo compagno di banco viene picchiato dagli altri maschietti a ricreazione. L’agente donna non allarma la bambina con reazioni evidenti, le fa capire che ha fatto la cosa giusta a informarla e, salutati gli scolari, avvia senza perdere tempo le verifiche e le procedure di intervento.

Centoquarantatre casi, anche a sfondo sessuale, sono venuti alla luce nel progetto «scuole sicure» durante l’ultimo anno scolastico, uno ogni tre giorni, grazie a un protocollo all’avanguardia della Questura di Roma contro bullismo e cyber bullismo. Due scuole «visitate» a settimana, 70 mila studenti raggiunti (270 mila da 2012 a oggi), 9 mila docenti formati, 4 mila genitori coinvolti, l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Capitale da sei anni porta avanti una rivoluzione lessicale e culturale che vuole restituire un senso ai comportamenti sbagliati.

«La prima cosa che diciamo agli studenti , ai docenti e ai dirigenti scolastici è che la parola “bullismo” non deve essere un paravento per nascondere e giustificare azioni da codice Penale», spiega Ciro Nutello, l’assistente capo della polizia che coordina il progetto. E così il concetto «bullismo» viene smontato e ricomposto in 13 piccoli esempi. Il compagno che prende oggetti dal tuo zaino commette un furto. Quello che ti minaccia per farsi dare i soldi della merenda realizza un’estorsione. Se però li prende con violenza è una rapina. Gli insulti sono un’ingiuria. E così via con violenza privata, molestie e atti persecutori.

«Si è parlato di bullismo anche nel video della scuola di Lucca, dove un docente viene minacciato, umiliato, colpito con un casco — ragiona Nutello —. I ragazzi devono sapere che sopra i 14 anni sono penalmente punibili, che i loro genitori saranno chiamati a risponderne e che le conseguenze possono ricadere sulle loro vite da adulti». Ma il lavoro, come detto, è anche sui docenti, ai quali viene sottolineato che «sono pubblici ufficiali e hanno il dovere di segnalare e intervenire». «Ci imbattiamo in professori che per paura o impreparazione minimizzano o provano a chiudere la vicenda in modo informale, compromettendo anche eventuali indagini. I docenti devono sapere che ci sono gli strumenti per non restare soli ad affrontare questi casi».

Ma il fine non è la repressione, se non in casi estremi, bensì la comprensione e la prevenzione attraverso la comunicazione circolare di informazioni. In questo schema operativo i 43 commissariati di zona, con il loro personale formato in modo specifico, sono il fulcro di una rete in cui Asl, enti, associazioni, municipi, scuole fanno ognuno la propria parte nel raccogliere segnalazioni, incrociare dati, affrontare situazioni spesso al limite del disagio sociale. Il metodo d’azione è brevettato: la polizia va a scuola in coppia – un agente uomo e una donna – per un primo contatto. Poi torna due volte incontrando gruppi mai più ampi di due classi. Dal primo segnale, partono gli accertamenti. «I bambini o i ragazzi ci vedono come confidenti e finiscono per fidarsi — dice Alessio Zucconi Mazzini del commissariato San Paolo, uno dei più attivi —. Da sei anni stiamo scoprendo un mondo sommerso anche di reati comuni. Abbiamo una scatola dove lasciare biglietti e dai disegni espliciti fatti da una bambina, ad esempio, siamo passati a un referto del 118 per cristallizzare la prova di una violenza subita». La formula prevede anche che nelle scuole vadano sempre agenti con ruoli operativi, perché l’esperienza affinata in questi anni ha dimostrato che certi discorsi hanno più ascolto e credibilità se vengono fatti da chi conosce certe dinamiche e sa come intervenire. Così si scopre che dietro un «bullo» quasi sempre ci sono maltrattamenti o di abusi subiti o un disagio comportamentale non segnalato o riconosciuto.

Gli interventi sono calibrati su fasce di età e già alle medie si tocca anche il tema del cyber bullismo. «I ragazzi sono tanto disinvolti nell’uso dei social quanto sprovveduti sulle sue conseguenze — spiega Nutello — e sempre più spesso registriamo una tendenza a confondere quello che è reale da quello che è virtuale». Ad esempio il «sexting», neologismo che descrive le chat più esplicite in cui ci si scambiano anche foto di parti intime. «Ormai si comincia a 10-11 anni, ma i ragazzi devono sapere che il telefono con chi chattano non è loro, perché la sim è intestata ai genitori e sono questi che finiscono nei guai». Anche nel virtuale vale il discorso fatto per i reati da codice Penale, vedi il furto o sostituzione di identità creando falsi profili sui social. «I genitori devono sapere che rischiano un’accusa di divulgazione di materiale pedopornografico se sui telefoni dei loro figli girano immagini esplicite», dice Nutello. L’altra convinzione errata è che un profilo anonimo o un commento cancellato mettano al riparo da eventuali conseguenze. «Scrivere put…., o dare della negra a una compagna è calunnia, diffamazione. La scuola non è più la famiglia, dove al massimo arriva una punizione, ma per fortuna non è ancora la strada, dove le conseguenze degli sbagli sono più gravi. Resta un luogo dove educare e spiegare che il rispetto delle regole vale sempre».

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Casi tumori Malagrotta: gip, indagini

(Fonte: www.ansa.it)
Il gip di Roma ha disposto nuove indagini in relazione ad una serie di casi soggetti affetti da tumore registrati a Roma, nella zona di Malagrotta e Ponte Galeria, in prossimità delle discariche, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2015. Il giudice Massimo Battistini ha detto "no" alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nei confronti di dodici persone, tra cui l'ex patron di Malagrotta, Manlio Cerroni, accusate, a vario titolo, di fattispecie che vanno dall'omicidio colposo alle lesioni colpose. Per il gip, che ha dato ai pm Alberto Galanti e Carlo Villani altri 8 mesi di tempo per effettuare nuovi accertamenti, "dagli atti acquisiti emerge che l'area di Malagrotta è sede di molteplici attività antropiche che diverse sono le fonti di inquinamento e che le morti o le lesioni derivate alle persone residenti o svolgenti attività lavorativa nell'area potrebbero scaturire non solo dalla contaminazione dei terreni e delle falde acquifere circostanti".

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Roma, Uccisa dall’auto pirata i genitori di Debora hanno donato gli organi

(Fonte: La Repubblica, di Flaminia Savelli) – "Tesoro mio, se avessi potuto decidere tu siamo sicuri che l’avresti fatto. Oggi grazie al tuo sacrificio 5 persone sono state salvate. Grazie amore mio per essere ciò che sei ora e sempre": è il commovente post pubblicato su Facebook da Carlo Funari, papà di Debora morta sul colpo dopo un incidente mortale causato da un pirata della strada. La ragazza, 28anni appena compiuti, era impiegata come barista nell’attività di famiglia e venerdì intorno alle 20 stava percorrendo via Mattia Battistini quando un uomo a bordo di una Lancia Lybra ha centrato in pieno la sua auto.

Per la giovane non c’è stato nulla da fare. Trasportata in condizioni disperate al policlinico Gemelli, i medici hanno fatto il possibile per salvarla. Ma all’alba di sabato è morta.I familiari hanno quindi deciso per l’espianto di organi. La procedura è stata accordata ed eseguita ieri. Intanto parenti e amici si sono stretti nel dolore della famiglia. Disperato il fidanzato con cui aveva appena trascorso una breve vacanza per festeggiare i due anni di fidanzamento. Un destino beffardo perché la coppia era rientrata nella capitale il giorno prima dell’incidente.

Mentre proseguono le indagini per rintracciare l’uomo che si è dato alla fuga dopo lo schianto. Gli investigatori della polizia Locale del gruppo Aurelio hanno già acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza della strada. E grazie all’intestatario della Lancia Lybra, risultata essere senza assicurazione, avrebbero già individuato il fuggiasco. Si tratterebbe di un 50enne, uno cittadino straniero di origine romena. Le ricerche si stanno dunque concentrando nei campi rom vicini alla zona dell’incidente. Il cerchio delle indagini potrebbe chiudersi presto.

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Abusivismo commerciale, intensificazione dei controlli nel weekend

Continuano le attività di contrasto ai fenomeni legati al degrado urbano e all’abusivismo commerciale dei caschi bianchi, con un'intensificazione degli interventi nei fine settimana. Già a partire dalla giornata di venerdì i controlli sono stati incrementati nelle aree con maggior afflusso turistico, il Tridente, Fontana di Trevi, Trastevere, Piazza di Spagna, Piazza Navona, Castel Sant’Angelo, Piazza Risorgimento, via Ottaviano. In totale, solo in questo ultimo settimana, sono stati oltre 4000 i prodotti sequestrati dagli agenti del PICS (pronto Intervento centro Storico), tra borse, occhiali, accessori di telefonia, articoli di bigiotteria e capi di abbigliamento. Diverse violazioni riscontrate sono state anche di carattere penale, per la vendita di borse con marchi contraffatti. Sabato 2 giugno, in particolare, il personale ha effettuato mirati controlli che hanno portato all’individuazione di vari depositi utilizzati dai venditori abusivi all’interno di tombini, cespugli e contatori Acea. Sono state così recuperate e poste sotto sequestro 650 bottigliette d’acqua pronte per essere vendute ai cittadini e turisti che affollavano l’area dei Fori Imperiali, ignari delle pessime condizioni igieniche di provenienza delle bevande.

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Roma, picchiano ragazzo per il cellulare: arrestato 16enne, caccia al branco

(Fonte: Il Messaggero) – Un minorenne romano guida un "branco" contro un bengalese per derubarlo. A 16 anni, spalleggiato da alcuni conoscenti, ha aggredito un ragazzo del Bangladesh di 21 anni che stava passeggiando in via dei Ginepri a Centocelle insieme ad un connazionale, colpendolo proditoriamente con dei pugni al volto per derubarlo del telefono cellulare.

Il ragazzino romano, però, è stato bloccato dalla vittima durante la zuffa che è scoppiata tra i due e consegnato ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma nel frattempo intervenuti sul posto, allertati da alcuni passanti che avevano assistito, attoniti, alla scena.

I complici del 16enne – 5 ragazzi secondo le testimonianze raccolte dai Carabinieri – sono riusciti a darsi alla fuga a piedi prima dell'arrivo delle «gazzelle», ma sono tuttora in corso le indagini finalizzate alla loro completa identificazione. Il 16enne è stato portato nel Centro di Detenzione per Minori di via Virginia Agnelli a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

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Roma, al via mercoledì il processo per mafia al clan Spada

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Federica Angeli)Associazione a delinquere di stampo mafioso. Con questo capo d'imputazione si apre mercoledì mattina nell'aula bunker di Rebibbia il processo alla famiglia Spada di Ostia. Ventisette gli imputati che sono a giudizio immediato, gli altri cinque (personaggi minori dell'organizzazione) subiranno un procedimento ordinario. Furono in tutto 32 gli arrestati lo scorso 25 gennaio all'alba. Tra gli imputati il boss Carmine, detto Romoletto, il cugino Armando, il fratello Roberto, quello della testata al cronista di Nemo Daniele Piervincenzi. Nel processo, figlio dell’operazione “Eclissi” fatta da polizia e carabinieri contro la mafia di Ostia, sarà la terza Corte d’assise a valutare il materiale probatorio messo a disposizione dai pm Mario Palazzi e Ilaria Calò: centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali e dichiarazioni di almeno cinque collaboratori di giustizia i cui racconti hanno consentito di "delineare in modo puntuale e convergente la storia degli ultimi 10 anni dell’organizzazione criminale che fa capo alla famiglia Spada a Ostia come associazione di tipo mafioso". Così il gip Simonetta D’Alessandro che il 25 gennaio scorso ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 32 esponenti del clan "il cui progetto criminale era finalizzato a rimarcare con metodi tipicamente mafiosi un vero e proprio controllo del territorio". Sul banco degli imputati, oltre a Carmine Spada ritenuto da chi indaga "capo, promotore e vertice dell’organizzazione, responsabile di impartire ordini e direttive in ordine al controllo del territorio, ai fatti di sangue, alla gestione delle attività delittuose di estorsione, usura, traffico di stupefacenti e detenzione e porto di armi da sparo", anche gran parte della sua famiglia (cugini, fratelli). Enorme la lista dei reati contestati dai magistrati: si va dall’associazione per delinquere di stampo mafioso a episodi di omicidio, estorsione, usura, detenzione, porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, traffico di stupefacenti e attribuzione fittizia di beni. Al centro degli accertamenti, tra le altre cose, c’è l’agguato che secondo gli inquirenti segnò l’ascesa del clan Spada e che costò la vita a Giovanni Galleoni, detto Baficchio e a Francesco Antonini soprannominato Sorcanera. I due vennero uccisi a colpi d’arma da fuoco da killer a volto scoperto, in un bar del litorale il 22 novembre di sette anni fa.

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“Dammi tutto o ti ammazzo”: aggredisce agente e tenta di rapinarlo

(Fonte: RomaToday, di Lorenzo Nicolini) – "Dammi tutto o ti ammazzo". Prima la minaccia, poi il tentativo di rapina. E' successo il giorno della Festa della Repubblica quando, in via di Tor Pignattara, quando un agente della Polizia Locale è stato vittima di una aggressione. L'uomo, libero dal servizio, si trovava vicino ad un noto fast food della zona ed è stato avvicinato da uno straniero che lo ha minacciato

L'obiettivo era quello di strappare di mano all'agente un borsello contenente portafogli documenti, nonché anche una busta con un regalo all'interno. La resistenza dal vigile, tuttavia, ha colto di sorpreso il ladro. Il tentativo di rapina è fallito e così, dopo che l'uomo si è qualificato come agente della Polizia Locale, ha chiamato il 112. 

Lo straniero, messo alle strette, ha tentato di sferrare pugni e spintoni, causando lievi ferite all'agente per poi fuggire. Da qui ne è nato un inseguimento tra le vie del quartiere con molti curiosi che hanno assistito alla scena. "Sono una agente della Polizia Locale, fermati", ha urlato il vigile che ha quindi raggiunto il fuggiasco fermandolo in via Francesco Baracca. I Carabinieri della locale stazione, intervenuti dopo la chiamata, lo hanno quindi arrestato.  

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Latina, sgombero di una casa occupata dai Di Silvio-Casamonica, tensione in via Londra

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Marco Cusumano)Il blitz della polizia è scattato stamattina presto. Dopo alcuni inutili tentativi una casa popolare, occupata abusivamente da una famiglia Di Silvio-Casamonica, è stata sgomberata. Tensione durante l'intervento della polizia e dei tecnici dell'Ater. Alcune donne sono scese in strada insultando e minacciando gli operatori. La palazzina dell'Ater si trova al numero 65 di via Londra e negli ultimi anni ha subito due occupazioni abusive. L'intervento è stato supportato dai carabinieri, guardia di finanza e polizia locale.