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Cronaca

L’appuntamento sessuale finisce male: escort rapina cliente e spara

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Lorenzo Nicolini)Un appuntamento sessuale finito con una aggressione ed anche un colpo di pistola esploso. E' successo a via Acqui, nella zona tra San Giovanni e l'Appio Latino dove, al termine di una serata concitata, un 34enne stato arrestato con l'accusa di rapina aggravata. I fatti. L'uomo, originario della provincia di Pavia, è un escort di professione. A contattarlo un sudamericano di 51 anni che lo aveva chiamato pattuendo una prestazione sessuale. Consumato il rapporto, però, qualcosa è andato storto. Poche ore più tardi, infatti, il 34enne, qualificandosi al citofono come appartenente alla Polizia, è tornato a casa del cliente. Arrivato sull'uscio, con la forza, si è introdotto in casa e, minacciando il proprietario con una pistola, si è fatto consegnare 500 euro. Opposto alla richiesta di altro denaro, il 51enne è stato aggredito. A quel punto il sudamericano è stato soccorso da un amico. Ne è nata una colluttazione ed i due uomini sono riusciti a colpire con qualche pugno l'escort che, di tutta risposta, ha esploso un colpo di pistola e rapinato anche l'amico del 51enne del suo cellulare per poi fuggire. Una volta in strada l'aggressore, ferito dopo la colluttazione, ha continuato per citofono a spaventare le due vittime informandoli che si sarebbe fatto refertare in ospedale per denunciarli. A quel punto sono arrivati gli agenti del commissariato San Giovanni che hanno trovato il 34enne ferito in strada, quindi hanno ricostruito i fatti. I successivi accertamenti fatti dagli agenti della Polizia Scientifica hanno permesso di stabilire che la pistola utilizzata era una replica e che la pallottola esplosa, il cui bossolo è stato rinvenuto a terra, fosse a salve. Altri 38 proiettili, identici a quello repertato, sono stati trovati nel corso della perquisizione, effettuata in collaborazione con gli agenti del Reparto Volanti, nella casa dell'escort 34enne che, dopo essere stato refertato al pronto soccorso con una prognosi di 8 giorni, è stato arrestato per rapina aggravata. I due sudamericani, invece, rifiutando le cure mediche in ospedale, sono stati soccorsi sul posto dal personale del 118.

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Incendio a Campagnano, in manette italiano di 56 anni

I Carabinieri della Stazione di Campagnano hanno arrestato un  56enne italiano, già noto alle forze dell’ordine per reati dello stesso tipo, con l’accusa di incendio doloso. L’uomo era già noto ai Carabinieri per precedenti reati dello stesso tipo, infatti, appena un anno fa, nel mese di giugno, era stato il responsabile di un vasto incendio boschivo tra Campagnano e Monterosi, che aveva causato il blocco temporaneo del traffico sull’arteria stradale Cassia bis. Ieri pomeriggio, il “piromane incallito” ha dato alle fiamme alcune sterpaglie in prossimità della suddetta strada consolare. I Carabinieri, insospettiti dalla colonna di fumo che si stava sollevando dal sottobosco della località “Valle del Baccano”, sono intervenuti per una verifica ed hanno sorpreso l’uomo intento a veicolare le fiamme. Immediatamente ammanettato, l’arrestato è stato portato in carcere a Rebibbia. I Carabinieri hanno anche allertato i Vigili del Fuoco che hanno domato l’incendio senza rischi per i residenti e per gli utenti della strada.

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Tragedia a Colli Aniene: pensionato ucciso nello studio medico, guardia giurata arrestata per omicidio

(Fonte: RomaToday) – Un colpo di pistola "partito per errore". Gli inquirenti non hanno dubbi. Così Fabian Manzo, guardia giurata di 49 anni, ha ucciso Gaetano Randazzo, operaio in pensione di 68 anni. I due, in diverse stanze, erano nello studio medico del dottor Paolo Episcopo al primo piano di viale Palmiro Togliatti 1640. 

Gaetano Randazzo ucciso nello studio medico

Una tragedia che ha scosso tutta Colli Aniene nella tarda serata di martedì 5 giugno. Sono passate da poco le 16, nello studio medico ci sono poche persone. Un paziente, in bagno in quei momenti, la segretaria ed appunto Gaetano Randazzo, in sala d'attesa, con Fabian Manzo ricevuto dal dottor Episcopo per una visita in vista del rinnovo della licenza d'armi.

Secondo quanto emerso dai rilievi dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e dai carabinieri della compagnia di Montesacro che indagano sulla vicenda, Manzo ha estratto l'arma, forse per mostrarla al dottore, ed è partito il colpo che ha attraversato la parte i cartongesso centrando il pensionato e ferendolo così a morte.

Arrestato Fabian Manzo per 'omicidio colposo'

Immediati i soccorsi ma per il signor Randazzo non c'è stato nulla da fare. L'uomo è stato colpito alla testa. La pistola, senza sicura e col colpo in canna, è stata sequestrata dai militari. "Un incauto maneggio dell'arma" sottolinea chi indaga che è costato alla guardia giurata l'arresto con l'accusa di 'omicidio colposo'. Esclusa la pista di una lite tra medico e paziente. Gli inquirenti dovranno capire solo se sia stato il dottore a chiedere di vedere l'arma o se sia stata una iniziativa di Manzo.

Il dolore dei parenti di Gaetano Randazzo

La segretaria dello studio medico, sotto choc, ha raccontato di aver udito prima un colpo poi aver visto il pazienta accasciarsi a terra in una pozza di sangue. Randazzo era conosciuto nel quartiere, viveva a pochi metri di distanza dallo studio medico. Chi lo conosceva lo descrive come un "uomo buono, che amava i suoi nipoti". I parenti non si fanno pace e chiedono che la guardia giurata, in servizio alla stazione di Rebibbia della metro B, "resti in carcere".

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Otto fontanelle vandalizzate in Villa Doria Pamphilj

Otto fontanelle, appena ripristinate, sono state vandalizzate in Villa Doria Pamphilj. Sono stati danneggiati i pulsanti dei rubinetti, staccato e distrutto invece un abbeveratoio in marmo. Le fontanelle erano state da poco ripristinate. I lavori, effettuati da una ditta che stava intervenendo all’interno del parco per conto di Acea Ato 2, erano terminati solo 15 giorni fa. A denunciare l’accaduto il tavolo di coordinamento del parco di Villa Doria Pamphilj presieduto da Marco Andrea Doria. Il tavolo, istituito lo scorso febbraio, ha il compito di riunire le diverse esperienze e professionalità, interne ed esterne all’Amministrazione Capitolina, competenti nel controllo, nella gestione e nella manutenzione dell’intera area. Sull’episodio è stata presentata una denuncia in Procura dal gruppo XII della Polizia locale di Roma Capitale.
 

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VELLETRI: CARABINIERI DISARTICOLANO ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE

Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Velletri

COMUNICATO STAMPA

 

Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Velletri stanno eseguendo 6 provvedimenti restrittivi della libertà personale – emessi del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri – nei confronti di altrettanti soggetti italiani (4 uomini e 2 donne residenti in Velletri) ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata all’usura e all’esercizio arbitrario dell’attività finanziaria.

I provvedimenti in questione (6 misure cautelari degli arresti domiciliari) scaturiscono da una complessa attività di indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Velletri, iniziata nel mese di giugno 2017, che ha permesso di disarticolare un sodalizio criminale operante nell’area dei Castelli Romani, ove piccoli imprenditori, commercianti e liberi professionisti per sopravvivere alle proprie difficoltà economiche, nell’impossibilità di accedere al sistema creditizio “regolare”, ricorrevano a prestiti usurari.

Le indagini, condotte con attività intercettiva, servizi di osservazione e pedinamento, accertamenti patrimoniali, perquisizioni e sequestri, hanno consentito di smantellare un sodalizio criminale definibile di tipo “familiare” (cinque degli indagati sono rispettivamente padre, figlia, figlio, nuora e cognato di un nucleo familiare domiciliato a Velletri).

Gli esiti investigativi hanno permesso di accertare:

l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata all’usura e all’esercizio arbitrario dell’attività finanziaria, in quanto ciascuno dei 6 associati con compiti diversi e ruoli ben definiti, provvedeva a determinare le condizioni dei prestiti, fissare i tassi d’interesse, concordare i piani di rientro, procacciare nuovi “clienti”, recuperare materialmente le somme dalle vittime, detenere la contabilità ed il denaro contante riscosso;

l’utilizzo di una terminologia telefonica cripitica ed in codice, evidenziando capacità delinquenziale;

l’erogazione di somme di denaro gravate da elevati tassi d’interesse, anche pari al 20% su base mensile;

richieste alle vittime di pagamenti degli interessi fino a 1.000,00 euro settimanali;

forme di pagamento in compensazione ai versamenti in denaro; quando alcune vittime non potendo versare le intere somme, provvedevano in qualità di artigiani a riparazioni di autovetture in maniera “gratuita” a favore degli indagati;

forme di condizionamento delle vittime affinchè non dichierassero agli investigatori i reali termini dei prestiti e dei piani di rientro;

un volume d’affari di circa mezzo milione di euro, somma complessivamente versata a titolo d’interesse su prestiti ricevuti dal 2012 al 2017 dalle 22 vittime accertate;

la disponibilità di capitale contante pari a 198.150,00 € sequestrato (già nel mese di ottobre 2017) presso le abitazioni degli indagati, nonché di 276.707,56 € (sequestrati preventivamente nel mese di novembre 2017 su disposizione della Procura di Velletri) depositati su 5 conti correnti, 4 polizze bancarie e 7 fondi di investimento intestati agli indagati ed oggetto di sequestro preventivo scaturito all’esito di complessi accertamenti patrimoniali (per complessivi 474.857,56 €); elementi questi incompatibili con le condizioni economiche degli stessi e con l’intento di un normale risparmiatore di tenere da parte somme di denaro;

Nel quasi 400 pagine del provvedimento cautelare, costituito da 21 capi di imputazione, vengono contestate le aggravanti di aver commesso i reati in danno di soggetti in forte stato di bisogno e/o esercenti attività imprenditoriale, professionale o artigianale, inducendo talune delle vittime a fallimenti d’impresa o a vendere all’asta appartamenti di proprietà a seguito di pignoramento.

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Allarme maltempo sul Lazio domani e per le successive 12- 18 ore

«Il Centro Funzionale Regionale rende noto che il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso oggi un avviso di condizioni meteorologiche avverse con indicazione che dalla serata di domani, giovedì 7 giugno 2018 e per le successive 12-18 ore si prevedono sul Lazio 'precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento'. Il Centro Funzionale Regionale ha emesso pertanto un bollettino di criticità idrogeologica e idraulica con criticità idrogeologica per temporali codice giallo su tutte le zone di allerta del Lazio: Bacini Costieri Nord, Bacino Medio Tevere, Appennino di Rieti, Aniene, Roma, Bacino del Liri e Bacini Costieri Sud. La Sala Operativa Permanente ha diffuso l'allertamento del Sistema di Protezione Civile Regionale e invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Permanente al numero 803.555». Lo comunica in una nota la Regione Lazio. 
 

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2 Class action contro Atac: Altroconsumo invia una lettera a 250.000 romani

(Fonte: La Repubblica, di Federico Formica) – Un trasporto pubblico che funziona a metà, tra ritardi, mezzi guasti (o in fiamme) e corse saltate. L’associazione di consumatori Altroconsumo sta inviando proprio in questi giorni una lettera a 250.000 cittadini romani per promuovere una class action nei confronti di Atac, la società che gestisce il trasporto pubblico nella capitale.

Chi è stato abbonato Atac tra il 2015 e il 2017 potrà provare a chiedere la restituzione di metà del costo dell’abbonamento per un totale di 375 euro. La logica di Altroconsumo è: hai pagato un servizio di cui hai potuto usufruire solo a metà? Allora è giusto pagare la metà. Il servizio fornito, infatti, “alla luce della violazione sistematica degli standard di qualità e quantità è risultato essere insicuro, insufficiente e inadeguato” scrive l’associazione.

Altroconsumo sta raccogliendo le pre-adesioni che al momento sono quasi 1200. Il prossimo 27 luglio, intanto, il giudice dovrà esprimersi sulla fattibilità dell’azione di classe, verificando che sia fondata, che i singoli aderenti abbiano subito violazioni dei diritti omogenee e che il proponente sia in grado di tutelarli in modo adeguato. Da Altroconsumo, comunque, trapela un certo ottimismo sul fatto che il giudice darà l’ok e si parta con il procedimento vero e proprio.

In quel caso gli abbonati Atac potranno aderire in modo formale, senza sostenere alcuna spesa. La legge italiana, infatti, consente di adire la class action anche ai consumatori di un prodotto o di un servizio, a prescindere dal fatto che abbiano con il produttore un rapporto contrattuale.

L’associazione di consumatori ha già vinto una class action simile nei confronti della compagnia ferroviaria Trenord: i tremila aderenti hanno ottenuto un risarcimento da 100 euro a testa per i gravi disagi subiti nel dicembre del 2012. Un'altra azione in corso è quella nei confronti di Volkswagen, per la quale il 6 giugno si terrà una nuova udienza. In questo procedimento l’associazione rappresenta migliaia di clienti che hanno acquistato vetture del gruppo tedesco coinvolte nello scandalo Dieselgate. L’obiettivo è di ottenere il 15% del prezzo d’acquisto.

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Roma, via al maxi processo al clan Spada: 24 imputati. Le vittime non sono in aula

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Mafia, al via maxi processo Spada. Comune di Roma e Regione Lazio sono state ammesse come parti civili nel maxiprocesso a carico di 24 persone appartenenti al clan Spada, attivo nella zona di Ostia a Roma. Nell'aula bunker di Rebibbia si è aperto oggi il processo davanti alla III Corte d'Assise. Oltre ai due enti locali, i giudici hanno ammesso anche le associazioni Antonino Caponnetto, Libera e Ambulatorio Antiusura onlus. Gli imputati, quasi tutti collegati in videoconferenza, sono accusati, a seconda delle posizioni, di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, usura ed estorsione. Sul banco degli imputati compaiono in 24 (dopo altre tre richieste di rito abbreviato) fra componenti e affiliati al clan, tra cui il presunto boss Carmine, e poi Ottavio, Armando, Vittorio, Roberto Spada e Ruben Alvez del Puerto, gli ultimi due già sotto processo per l'aggressione alla troupe della Rai Nemo. Sono tutti accusati a vario titolo, dai pm Mario Palazzi e Ilaria Calò, di associazione mafiosa, omicidio, usura, ed estorsione. «Ci sono evidenti ragioni di sicurezza, legati a un contesto criminale mai placato, per cui gli imputati assistano da lontano e in videoconferenza al dibattimento» e dimostrazione di ciò è il fatto che «nessuna delle 15 parti offese si sia presentata oggi in aula». Lo ha sottolineato la pm Ilaria Calò, durante la prima udienza del processo contro il clan Spada di Ostia che si è aperto oggi nell'aula bunker di Rebibbia. L'accusa punta il dito contro il clima che si respira ancora oggi a Ostia, replicando ai difensori dei 24 imputati che hanno chiesto garanzie sul metodo con cui si affronta il dibattimento e lamentano difficoltà nel riuscire a parlare con i loro assistiti, detenuti in varie carceri in diverse regioni italiane. La prossima udienza è fissata per il 15 giugno. Le vittime delle presunte vessazioni messe in atto da appartenenti al clan Spada non si sono presentate in aula oggi a Roma e non si sono costituite parti offese nel processo iniziato oggi davanti alla III corte d'Assise. In totale una quindicina di persone che hanno deciso di disertare l'aula bunker di Rebibbia ribadendo di non volere presentare istanza ai giudici. Per i pm ciò conferma che nella zona di Ostia «permangono gravi problemi di sicurezza legati a un contesto criminale mai placato»

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Metro A: furti sulle banchine e nei treni, arrestati 10 borseggiatori

(Fonte: RomaToday) – E la linea A della metropolitana la tratta più battuta dai ladri che colpisco turisti, anziani, donne e giovani. In poche ore, la stretta dei Carabinieri ha permesso di arrestare 10 persone con l'accusa di furto. Tra le fermate Spagna e Termini, i militari in servizio in abiti civili, hanno arrestato un 37enne argentino e un 39enne cubano, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, sorpresi a derubare dello smartphone, sfilandolo dalla borsa, ad una 16enne romana.

Nella stazione della metro Re di Roma, i Carabinieri hanno bloccato tre romeni, di 19, 26 e 39 anni, senza fissa dimora e già noti alle forze dell'ordine, che, dopo aver accerchiato una turista giapponese, l'hanno derubata del portamonete che conteneva oltre 300 euro in contanti.

Sempre a bordo della metro A, all'altezza della fermata Barberini, altri 2 cittadini romeni, di 26 e 60 anni, senza fissa dimora e senza occupazione, sono stati bloccati dai Carabinieri con le mani nel sacco, sorpresi a sfilare il portafogli dalla borsa di una turista.

Infine, alla fermata Barberini, 3 nomadi, di 19, 27 e 39 anni, senza fissa dimora e con precedenti, sono state bloccate appena dopo aver derubato una turista 49enne del portafogli. Tutti gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo. 

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Roma, ciclista investito a Porta Pia: è grave

(Fonte: www.repubblica.it)

Un ciclista è stato trasportato in codice rosso al Policlinico Umberto I questo pomeriggio verso le quattro meno un quarto dopo essere rimasto coinvolto in un incidente con una Fiat Punto a piazza di Porta Pia all'incrocio con via del Policlinico. Sul posto, insieme all'ambulanza, è intervenuta la polizia Locale di Roma Capitale che sta effettuando i rilievi. "Abbiamo appena ricevuto le foto da un nostro iscritto su un altro gravissimo incidente stradale in cui è rimasto coinvolto un ciclista. L'incidente è accaduto a Porta Pia lato Nomentana oggi pomeriggio. Anche se con la dinamica da accertare si continua a rischiare di perdere la vita per spostarsi in bicicletta in una città senza infrastrutture dedicate ai ciclisti. Il Piano quadro della ciclabilità fermo nei cassetti del Comune da anni che prevede oltre 1.000 chilometri di percorsi ciclabili che non si realizzano  fa ricadere sulle amministrazioni comunali e sulle loro coscienze questi incidenti". Così l'associazione Bici Roma in un comunicato.