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Guidonia, sequestrato importante stabilimento industriale

Sequestro eseguito ieri nei confronti di un importante stabilimento industriale di Guidonia, addetto allo stoccaggio e trattamento di rifiuti, per operazioni illegali in merito alla gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non. Questo l’esito di complesse e prolungate attività di investigazione portate avanti in modo congiunto dalla Polizia Locale di Roma Capitale e dal Distaccamento di Tivoli della Polizia Locale della Città Metropolitana di Roma Capitale, già Polizia Provinciale di Roma. Le indagini, delegate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno avuto origine due anni fa dall’attività di controllo finalizzata al contrasto del traffico dei rifiuti metallici gestito da alcune comunità Rom stanziate in diversi campi nomadi della capitale e della città di Guidonia. Nel marzo 2016 gli uomini della U.O. Sicurezza Pubblica ed Emergenziale della Polizia Locale di Roma Capitale hanno intercettato e poi sequestrato un autocarro, di provenienza illecita, utilizzato per il trasporto non autorizzato di rifiuti metallici. Da qui sono stati tratti elementi investigativi che hanno successivamente portato all’individuazione del vasto impianto di destinazione dei rifiuti, di circa 17.000 mq, sito in Guidonia. Gli accertamenti eseguiti dagli agenti, in una prima fase, hanno portato a rilevare numerose irregolarità nella gestione  e nel trattamento dei rifiuti ferrosi, oltreché la presenza di un’area destinata allo scarico abusivo di acque reflue industriali, con rischio di contaminazione del suolo e delle sottostanti falde sotterranee. L’osservazione costante delle attività poste in essere nello stabilimento ha permesso di raccogliere, a carico dei gestori, ulteriori prove per il più grave reato di traffico organizzato di rifiuti pericolosi e non. Durante le approfondite indagini, coordinate dalla Procura di Roma, è stato possibile documentare la sistematica ricezione e gestione illecita dei rifiuti da parte dei titolari dell’impianto, con reiterazione costante dei reati ambientali. Di fatto lo stabilimento operava come un vero e proprio “collettore” di stock di rifiuti di vario genere, trasportati e conferiti illegalmente, sia da cittadini italiani, sia da appartenenti alle comunità Rom. I gestori eludevano, quindi, le vigenti normative ambientali e traevano un illecito profitto dalla ricezione illegale di ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi pronti per essere rivenduti, senza alcun costo di gestione. Il provvedimento di sequestro emesso dal Gip del Tribunale di Roma ha permesso di porre fine a questo traffico di rifiuti, garantendo al contempo, attraverso la nomina di un Amministratore Giudiziario, la prosecuzione delle attività industriali all’interno dello stabilimento, oltreché la salvaguardia dei numerosi posti di lavoro dei dipendenti.

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Processo al clan Spada: in 27 a giudizio ma le vittime disertano aula. “Clima di paura”

(Fonte: Romatoday) – Inizia nell'insegna della "paura" il processo al clan Spada di Ostia. Imputati 27 persone tra cui il boss Carmine detto Romoletto Spada e suo fratello Roberto. Nei loro confronti la Procura di Roma contesta, a vario titolo, l'associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, usura e estorsione.

I pm Mario Palazzi Ilaria Calò hanno chiesto e ottenuto il rito immediato tra gli altri per i presunti capi dell'organizzazione Carmine, Ottavio, Roberto (già sotto processo per l'aggressione ad un giornalista della Rai) e Armando Spada. Con loro saranno processati anche Mauro Carfagna e Ruben Alvez del Puerto. L'indagine sul clan Spada era culminata il 26 gennaio scorso con l'arresto di 32 persone in un maxi blitz ad Ostia Nuova.

Al centro degli accertamenti, tra l'altro, l'agguato che segnò l'ascesa del clan Spada costato la vita a Giovanni Galleoni detto Baficchio e a Francesco Antonini detto Sorcanera uccisi a colpi d'arma da fuoco nel 22 novembre del 2011. Per gli investigatori non ci sono dubbi: "Quella degli Spada è mafia autoctona, cioè diversa da quella storica, ma pur sempre mafia".

Nel processo Comune di Roma e Regione Lazio sono state ammesse come parti civili. Oltre ai due enti locali, i giudici hanno ammesso anche le associazioni Antonino Caponnetto, Libera e Ambulatorio Antiusura onlus. Nonostante ciò, però, le vittime delle presunte vessazioni messe in atto da appartenenti al clan Spada non si sono presentate in aula e non si sono costituite parti offese nel processo iniziato oggi davanti alla III corte d'Assise. 

In totale, infatti, una quindicina di persone che hanno deciso di disertare l'aula bunker ribadendo di non volere presentare istanza ai giudici. Per i Pm ciò conferma che nella zona di Ostia "c'è un clima di paura" e che "permangono gravi problemi di sicurezza legati a un contesto criminale mai placato".

E pure Papa Francesco, domenica scorsa in piazzale di Santa Monica, aveva esortato i fedeli, ma soprattutto i residenti, ad abbattere il muro del silenzio. "Ostia deve rispondere con coraggio all’appello del Santo Padre per fare breccia nel muro di omertà che comprime la libertà di questo territorio", ha aggiunto l'avvocato Giulio Vasaturo, legale dell'associazione Libera di don Luigi Ciotti.

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Ostia, rogo doloso sulla spiaggia di Capocotta: danneggiato stabilimento

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Fiamme la scorsa notte in una spiaggia di via Litoranea a Capocotta. L'incendio è divampato poco prima delle 3 e ha danneggiato il cancello d'ingresso e la passerella di legno di uno stabilimento e un'area di macchia mediterranea. Sul posto la polizia ha trovato una bottiglia con residui di liquido infiammabile e fiammiferi. Si ipotizza il rogo doloso. Sulla vicenda indaga il commissariato di Ostia. I titolari del chiosco avrebbero riferito di non aver ricevuto minacce.

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Esplosione a Torrespaccata: bomba carta vicino la parrocchia, danneggiata un’auto

(Fonte: Romatoday, di Lorenzo Cifelli) – "Una forte esplosione davanti la parrocchia di Torrespaccata". A turbare la serata dei residenti del quartiere della periferia est della Capitale una bomba carta, scoppiata sotto una vettura parcheggiata davanti la chiesa di San Bonaventura. Le decine di segnalazioni al 112 a partire dalle 20:00 di mercoledì 6 giugno. Allertate le forze dell'ordine all'angolo fra via Marco Calidio e via Cornelio Sisenna sono intervenuti vigili del fuoco e polizia.

Bomba carta a Torrespaccata

Ad essere presa di mira dalla bomba carta una Nissan Micra rossa vecchio modello. Danneggiata la vettura, con la deflagrazione che ha fatto cadere il parautri posteriore e aperto gli sportelli. Vicino la vettura anche i pezzi di carta bruciati della bomba esplosa. A parte l'apprensione, nessuno è rimasto ferito né si sono registrati danni ad altre cose. Ascoltato il proprietario dell'auto questi non ha saputo fornire indicazioni agli agenti del commissariato Casilino Nuovo che indagano sull'accaduto. Al momento gli investigatori non escludono nessuna pista. 

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Piazza Ragusa, alveare su motociclo

Erano stati chiamati dai cittadini che avevano notato un alveare che avvolgeva lo specchietto di un motociclo, sotto i portici di Piazza Ragusa. In questo modo gli agenti della Polizia Locale, Gruppo Tuscolano, ex Appio, anche grazie al supporto dei volontari inviati dalla Protezione Civile,  sono riusciti a mettere in salvo le api e liberare il mezzo.  Attraverso l’utilizzo di un’arnia le api sono state prese in consegna dai volontari e saranno impiegate per la produzione di miele, protette in un habitat a loro più consono, lontano dai centri densamente popolati,  ove gli insetti avrebbero potuto arrecare danno all’incolumità pubblica.

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Castel Gandolfo: sassate e calci contro l’auto dei carabinieri, giostraio in manette

(Fonte: Romatoday) – Quando si è reso conto che gli avrebbero sequestrato l'auto in quanto sprovvista di assicurazione ha dato in escandescenza scagliando la sua rabbia contro l'auto dei carabinieri. Poi la sasssata contro la gazzella dei militari, aggrediti dall'automobilista aiutato dal genero e dalla figlia. E' accaduto ieri sera a Castel Gandolfo, dove i carabinieri della locale compagnia hanno poi arrestato l'aggressore, un giostraio 62enne di origini campane, già noto alle forze dell’ordine. Dovrà rispondere dei reati di resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni e danneggiamento di autovettura militare. 

Sassate contro l'auto dei carabinieri 

Fermato durante un controllo alla circolazione stradale, l’uomo ha da subito assunto un atteggiamento di insofferenza e intolleranza e, una volta resosi conto che i Carabinieri avrebbero sequestratoil veicolo sul quale viaggiava insieme alla figlia e al genero in quanto sprovvisto di assicurazione e senza patente, ha deciso di sfogare la propria rabbia dapprima verso l’auto di servizio, colpendola con un "sanpietrino" e poi contro i militari, con spintoni e calci. 

Carabinieri aggrediti a Castel Gandolfo 

A dare manforte all’uomo anche il fidanzato della figlia e la stessa ragazza minorenne,con sputi ed offese di ogni genere rivolte ai Carabinieri. Per il 62enne sono così scattate le manette ai polsi, mentre i due giovani sono stati denunciati a piede libero. Convalidato l’arresto, l’uomo è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Roma.

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Roma, liceo Socrate: foto di classe con saluto romano. La preside: goliardata

(Fonte: Corriere della Sera, di Fabrizio Peronaci) – «Quel saluto romano è stato un gesto giocoso dei ragazzi, da inquadrare nella libertà d’espressione». «No, signora preside, altro che goliardata. Non dimentichi che il fascismo le libertà le negò!» Scontro senza precedenti in un liceo storico della capitale, il Socrate della Garbatella, dove dieci studenti hanno pensato di dare l’addio all’anno scolastico a loro modo: la mattina del 1° giugno si sono fatti una foto di classe (la Quinta dello Scientifico), con il braccio teso nell’atto del saluto romano.

 

Tempo qualche minuto e lo scatto, via WhatsApp, ha fatto il giro degli amici e conoscenti, fino ad arrivare anche sul cellulare di Francesco Ricciardi, il vicepreside, il quale ha ritenuto necessario informare la dirigente, Milena Nari. E a quel punto il caso è esploso. La preside, già nota alle cronache per le minacce di morte ricevute lo scorso autunno, ai tempi dell’occupazione dell’istituto, all’inizio non ha escluso «di convocare un consiglio straordinario», ma poi, rimbrottati i liceali per «l’inopportunità del gesto», si è tranquillizzata. E’ lei stessa a chiarirlo nella lettera protocollata il 4 giugno, spedita ai rappresentanti di genitori e studenti. «Ho parlato con la classe e i presenti hanno sottolineato il carattere goliardico della vicenda. Il saluto era stato fatto per puro intento giocoso. Mi sono rivolta poi direttamente all’ufficio ispettivo e vi trasmetto quanto ho imparato…»

Al di là della formula anomala («ho imparato…») e del piccolo giallo su quale possa essere l’ufficio ministeriale competente a «insegnare» ai presidi come comportarsi, la professoressa Nari non sembra avere dubbi: «Il saluto fascista non è reato se è commemorativo e non violento. In tal senso va inquadrato tra le libertà di espressione e di manifestazione del pensiero costituzionalmente garantite», il tutto in base, precisa, alla sentenza della Cassazione n.8108/2018, che ha assolto «definitivamente» due manifestanti i quali «durante una commemorazione organizzata a Milano nel 2014 da esponenti del partito Fratelli d’Italia avevano alzato il braccio destro rispondendo alla `chiamata del presente’ ed effettuando il saluto romano».

Come inevitabile, pure la mail del capo d’istituto è diventata virale in pochi minuti. E la reazione di un gruppo di «studenti e studentesse antifasciste», firmatari di un lungo documento inviato ai giornali, non si è fatta attendere. «Siamo preoccupati e attoniti – è la premessa –. Più che la rabbia e l’indignazione, già protagoniste delle nostre proteste passate contro l’operato della dirigente, le sole cose che ci prendono il cuore in queste ore sono sgomento e paura: un pubblico ufficiale, rappresentante delle istituzioni, coordinatore delle attività educative di una scuola pubblica, ha permesso che si facesse il saluto fascista in una foto di classe». E’ successo davvero, aggiungono i collettivi, e ciò «ci mette paura. Il Socrate è a pochi passi da Porta San Paolo e dalle Fosse Ardeatine: il primo fu il teatro della battaglia per la difesa di Roma del 1943, il secondo fu il luogo dell’eccidio di 335 persone nel 1944 per ordine dei nazisti che occupavano la città». Poi, arriva la bocciatura senza appello: «Gli anticorpi antifascisti della scuola e del territorio di cui siamo figli sono forti, radicati e inamovibili: una Preside che legittima un saluto romano dentro una Scuola orgogliosamente antifascista ci offende come giovani cittadini della Repubblica e ci fa inorridire come studenti democratici».

Per ora la professoressa Nari non replica direttamente: fa fede quel che ha messo nero su bianco. I presupposti «per convocare un consiglio straordinario» a suo parere non esistono, considerato, oltre al recente verdetto della Suprema Corte, il fatto che «i ragazzi erano sorridenti e in posa (non avevano dunque volontà di violenza) né hanno testimoniato la volontà di ricostituzione di organizzazioni fasciste». Semmai, concede, dell’accaduto «si potrà parlare in sede di scrutinio». Controreplica degli studenti: «È troppo, nell’Italia che festeggia i settant’anni dalla Costituzione antifascista, chiedere che un preside condanni il saluto fascista in una scuola pubblica? È troppo chiedere che non si tiri in ballo la libertà d’espressione verso un’idea che attenta a quella stessa libertà?» Il tutto, però, senza esagerare con le punizioni, si badi bene: «Non chiediamo di sanzionare – mettono le mani avanti i firmatari del documento – studenti come noi, giovani che conosciamo e con cui ci siamo confrontati sul gesto ignobile e pericoloso da loro commesso». (fperonaci@rcs.it)

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Fiumicino, i sommozzatori “pescano” un carrello della spesa

(Fonte: Il Messaggero) – La barra di livellamento del fondale del porto-canale di Fiumicino "pesca" un carrello del supermercato (nella foto). E’ successo durante operazioni di spianamento della sabbia deposita in fondo all’alveo del fiume che attraversa la cittadina tirrenica e gli operai della ditta di sommozzatori M.T.M. Service, alla quale l’Autorità di sistema portuale ha affidato l’incarico, hanno dovuto interrompere i lavori per tirare sulla banchina la barra lunga oltre 2 metri dotata di ganci. Tra lo stupore generale è stato possibile verificare, dopo che i sommozzatori lo avevano annunciato, che uno dei rampini della trave d’acciaio aveva agganciato un carrello della spesa finito sul fondo della Fossa Traianea. «Non accade tutti i giorni di rinvenire carrelli all’interno di un corso d’acqua – precisa Luigi Caponetto, responsabile della M.T.M. service – comunque sono cose che fanno parte del nostro lavoro che prevede di livellare il fondale nel tratto di fiume che va dalla darsena alla foce. Il nostro intervento è finalizzato anche a abbassare la quota sottomarina della barra allo sbocco che costituisce un problema per la navigazione della flotta peschereccia e per i rimorchiatori».

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Carabinieri in chiesa per una busta sospetta: invece dell’ordigno trovano 36.000 euro

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Intervenuti per un plico sospetto trovato nel confessionale di una chiesa a due passi da San Pietro, i carabinieri hanno trovato all'interno 36mila euro. È accaduto nella chiesa Santa Maria delle Fornaci. A dare l'allarme il parroco che ha notato in un confessionale il plico. Sul posto i carabinieri della stazione San Pietro. In seguito all'ispezione, i carabinieri hanno trovato nel plico due buste di plastica con dentro 36mila euro in contanti. Sono in corso indagini per fare luce sul singolare ritrovamento.

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Roma, ciclista investito a Porta Pia: è grave

(Fonte: www.repubblica.it)

Un ciclista è stato trasportato in codice rosso al Policlinico Umberto I questo pomeriggio verso le quattro meno un quarto dopo essere rimasto coinvolto in un incidente con una Fiat Punto a piazza di Porta Pia all'incrocio con via del Policlinico. Sul posto, insieme all'ambulanza, è intervenuta la polizia Locale di Roma Capitale che sta effettuando i rilievi. "Abbiamo appena ricevuto le foto da un nostro iscritto su un altro gravissimo incidente stradale in cui è rimasto coinvolto un ciclista. L'incidente è accaduto a Porta Pia lato Nomentana oggi pomeriggio. Anche se con la dinamica da accertare si continua a rischiare di perdere la vita per spostarsi in bicicletta in una città senza infrastrutture dedicate ai ciclisti. Il Piano quadro della ciclabilità fermo nei cassetti del Comune da anni che prevede oltre 1.000 chilometri di percorsi ciclabili che non si realizzano  fa ricadere sulle amministrazioni comunali e sulle loro coscienze questi incidenti". Così l'associazione Bici Roma in un comunicato.