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Ostia, rogo doloso sulla spiaggia di Capocotta: danneggiato stabilimento

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Fiamme la scorsa notte in una spiaggia di via Litoranea a Capocotta. L'incendio è divampato poco prima delle 3 e ha danneggiato il cancello d'ingresso e la passerella di legno di uno stabilimento e un'area di macchia mediterranea. Sul posto la polizia ha trovato una bottiglia con residui di liquido infiammabile e fiammiferi. Si ipotizza il rogo doloso. Sulla vicenda indaga il commissariato di Ostia. I titolari del chiosco avrebbero riferito di non aver ricevuto minacce.

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Esplosione a Torrespaccata: bomba carta vicino la parrocchia, danneggiata un’auto

(Fonte: Romatoday, di Lorenzo Cifelli) – "Una forte esplosione davanti la parrocchia di Torrespaccata". A turbare la serata dei residenti del quartiere della periferia est della Capitale una bomba carta, scoppiata sotto una vettura parcheggiata davanti la chiesa di San Bonaventura. Le decine di segnalazioni al 112 a partire dalle 20:00 di mercoledì 6 giugno. Allertate le forze dell'ordine all'angolo fra via Marco Calidio e via Cornelio Sisenna sono intervenuti vigili del fuoco e polizia.

Bomba carta a Torrespaccata

Ad essere presa di mira dalla bomba carta una Nissan Micra rossa vecchio modello. Danneggiata la vettura, con la deflagrazione che ha fatto cadere il parautri posteriore e aperto gli sportelli. Vicino la vettura anche i pezzi di carta bruciati della bomba esplosa. A parte l'apprensione, nessuno è rimasto ferito né si sono registrati danni ad altre cose. Ascoltato il proprietario dell'auto questi non ha saputo fornire indicazioni agli agenti del commissariato Casilino Nuovo che indagano sull'accaduto. Al momento gli investigatori non escludono nessuna pista. 

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Piazza Ragusa, alveare su motociclo

Erano stati chiamati dai cittadini che avevano notato un alveare che avvolgeva lo specchietto di un motociclo, sotto i portici di Piazza Ragusa. In questo modo gli agenti della Polizia Locale, Gruppo Tuscolano, ex Appio, anche grazie al supporto dei volontari inviati dalla Protezione Civile,  sono riusciti a mettere in salvo le api e liberare il mezzo.  Attraverso l’utilizzo di un’arnia le api sono state prese in consegna dai volontari e saranno impiegate per la produzione di miele, protette in un habitat a loro più consono, lontano dai centri densamente popolati,  ove gli insetti avrebbero potuto arrecare danno all’incolumità pubblica.

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Castel Gandolfo: sassate e calci contro l’auto dei carabinieri, giostraio in manette

(Fonte: Romatoday) – Quando si è reso conto che gli avrebbero sequestrato l'auto in quanto sprovvista di assicurazione ha dato in escandescenza scagliando la sua rabbia contro l'auto dei carabinieri. Poi la sasssata contro la gazzella dei militari, aggrediti dall'automobilista aiutato dal genero e dalla figlia. E' accaduto ieri sera a Castel Gandolfo, dove i carabinieri della locale compagnia hanno poi arrestato l'aggressore, un giostraio 62enne di origini campane, già noto alle forze dell’ordine. Dovrà rispondere dei reati di resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni e danneggiamento di autovettura militare. 

Sassate contro l'auto dei carabinieri 

Fermato durante un controllo alla circolazione stradale, l’uomo ha da subito assunto un atteggiamento di insofferenza e intolleranza e, una volta resosi conto che i Carabinieri avrebbero sequestratoil veicolo sul quale viaggiava insieme alla figlia e al genero in quanto sprovvisto di assicurazione e senza patente, ha deciso di sfogare la propria rabbia dapprima verso l’auto di servizio, colpendola con un "sanpietrino" e poi contro i militari, con spintoni e calci. 

Carabinieri aggrediti a Castel Gandolfo 

A dare manforte all’uomo anche il fidanzato della figlia e la stessa ragazza minorenne,con sputi ed offese di ogni genere rivolte ai Carabinieri. Per il 62enne sono così scattate le manette ai polsi, mentre i due giovani sono stati denunciati a piede libero. Convalidato l’arresto, l’uomo è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Roma.

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Roma, liceo Socrate: foto di classe con saluto romano. La preside: goliardata

(Fonte: Corriere della Sera, di Fabrizio Peronaci) – «Quel saluto romano è stato un gesto giocoso dei ragazzi, da inquadrare nella libertà d’espressione». «No, signora preside, altro che goliardata. Non dimentichi che il fascismo le libertà le negò!» Scontro senza precedenti in un liceo storico della capitale, il Socrate della Garbatella, dove dieci studenti hanno pensato di dare l’addio all’anno scolastico a loro modo: la mattina del 1° giugno si sono fatti una foto di classe (la Quinta dello Scientifico), con il braccio teso nell’atto del saluto romano.

 

Tempo qualche minuto e lo scatto, via WhatsApp, ha fatto il giro degli amici e conoscenti, fino ad arrivare anche sul cellulare di Francesco Ricciardi, il vicepreside, il quale ha ritenuto necessario informare la dirigente, Milena Nari. E a quel punto il caso è esploso. La preside, già nota alle cronache per le minacce di morte ricevute lo scorso autunno, ai tempi dell’occupazione dell’istituto, all’inizio non ha escluso «di convocare un consiglio straordinario», ma poi, rimbrottati i liceali per «l’inopportunità del gesto», si è tranquillizzata. E’ lei stessa a chiarirlo nella lettera protocollata il 4 giugno, spedita ai rappresentanti di genitori e studenti. «Ho parlato con la classe e i presenti hanno sottolineato il carattere goliardico della vicenda. Il saluto era stato fatto per puro intento giocoso. Mi sono rivolta poi direttamente all’ufficio ispettivo e vi trasmetto quanto ho imparato…»

Al di là della formula anomala («ho imparato…») e del piccolo giallo su quale possa essere l’ufficio ministeriale competente a «insegnare» ai presidi come comportarsi, la professoressa Nari non sembra avere dubbi: «Il saluto fascista non è reato se è commemorativo e non violento. In tal senso va inquadrato tra le libertà di espressione e di manifestazione del pensiero costituzionalmente garantite», il tutto in base, precisa, alla sentenza della Cassazione n.8108/2018, che ha assolto «definitivamente» due manifestanti i quali «durante una commemorazione organizzata a Milano nel 2014 da esponenti del partito Fratelli d’Italia avevano alzato il braccio destro rispondendo alla `chiamata del presente’ ed effettuando il saluto romano».

Come inevitabile, pure la mail del capo d’istituto è diventata virale in pochi minuti. E la reazione di un gruppo di «studenti e studentesse antifasciste», firmatari di un lungo documento inviato ai giornali, non si è fatta attendere. «Siamo preoccupati e attoniti – è la premessa –. Più che la rabbia e l’indignazione, già protagoniste delle nostre proteste passate contro l’operato della dirigente, le sole cose che ci prendono il cuore in queste ore sono sgomento e paura: un pubblico ufficiale, rappresentante delle istituzioni, coordinatore delle attività educative di una scuola pubblica, ha permesso che si facesse il saluto fascista in una foto di classe». E’ successo davvero, aggiungono i collettivi, e ciò «ci mette paura. Il Socrate è a pochi passi da Porta San Paolo e dalle Fosse Ardeatine: il primo fu il teatro della battaglia per la difesa di Roma del 1943, il secondo fu il luogo dell’eccidio di 335 persone nel 1944 per ordine dei nazisti che occupavano la città». Poi, arriva la bocciatura senza appello: «Gli anticorpi antifascisti della scuola e del territorio di cui siamo figli sono forti, radicati e inamovibili: una Preside che legittima un saluto romano dentro una Scuola orgogliosamente antifascista ci offende come giovani cittadini della Repubblica e ci fa inorridire come studenti democratici».

Per ora la professoressa Nari non replica direttamente: fa fede quel che ha messo nero su bianco. I presupposti «per convocare un consiglio straordinario» a suo parere non esistono, considerato, oltre al recente verdetto della Suprema Corte, il fatto che «i ragazzi erano sorridenti e in posa (non avevano dunque volontà di violenza) né hanno testimoniato la volontà di ricostituzione di organizzazioni fasciste». Semmai, concede, dell’accaduto «si potrà parlare in sede di scrutinio». Controreplica degli studenti: «È troppo, nell’Italia che festeggia i settant’anni dalla Costituzione antifascista, chiedere che un preside condanni il saluto fascista in una scuola pubblica? È troppo chiedere che non si tiri in ballo la libertà d’espressione verso un’idea che attenta a quella stessa libertà?» Il tutto, però, senza esagerare con le punizioni, si badi bene: «Non chiediamo di sanzionare – mettono le mani avanti i firmatari del documento – studenti come noi, giovani che conosciamo e con cui ci siamo confrontati sul gesto ignobile e pericoloso da loro commesso». (fperonaci@rcs.it)

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Fiumicino, i sommozzatori “pescano” un carrello della spesa

(Fonte: Il Messaggero) – La barra di livellamento del fondale del porto-canale di Fiumicino "pesca" un carrello del supermercato (nella foto). E’ successo durante operazioni di spianamento della sabbia deposita in fondo all’alveo del fiume che attraversa la cittadina tirrenica e gli operai della ditta di sommozzatori M.T.M. Service, alla quale l’Autorità di sistema portuale ha affidato l’incarico, hanno dovuto interrompere i lavori per tirare sulla banchina la barra lunga oltre 2 metri dotata di ganci. Tra lo stupore generale è stato possibile verificare, dopo che i sommozzatori lo avevano annunciato, che uno dei rampini della trave d’acciaio aveva agganciato un carrello della spesa finito sul fondo della Fossa Traianea. «Non accade tutti i giorni di rinvenire carrelli all’interno di un corso d’acqua – precisa Luigi Caponetto, responsabile della M.T.M. service – comunque sono cose che fanno parte del nostro lavoro che prevede di livellare il fondale nel tratto di fiume che va dalla darsena alla foce. Il nostro intervento è finalizzato anche a abbassare la quota sottomarina della barra allo sbocco che costituisce un problema per la navigazione della flotta peschereccia e per i rimorchiatori».

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Carabinieri in chiesa per una busta sospetta: invece dell’ordigno trovano 36.000 euro

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Intervenuti per un plico sospetto trovato nel confessionale di una chiesa a due passi da San Pietro, i carabinieri hanno trovato all'interno 36mila euro. È accaduto nella chiesa Santa Maria delle Fornaci. A dare l'allarme il parroco che ha notato in un confessionale il plico. Sul posto i carabinieri della stazione San Pietro. In seguito all'ispezione, i carabinieri hanno trovato nel plico due buste di plastica con dentro 36mila euro in contanti. Sono in corso indagini per fare luce sul singolare ritrovamento.

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Stazione Tiburtina, intensificazione dei controlli da parte dei Carabinieri

I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno intensificato i controlli nei pressi dei nodi di scambio della Capitale con pattuglie a piedi e in abiti civili per contrastare ogni forma di degrado, incentrando l’attenzione sui tanti passeggeri e utenti, anche nelle aree circostanti le stazioni ferroviarie e i capolinea del bus. Nel corso di uno di tali servizi, in piazza della Stazione Tiburtina, nella rete dei Carabinieri della Compagnia Parioli sono incappati, in episodi distinti, 3 cittadini nigeriani che sono stati arrestati perché trovati in possesso, complessivamente, di quasi 5 kg di marijuana. Si tratta di un 30enne, un 26enne e un18enne, tutti senza fissa dimora, che nei loro bagagli avevano marijuana, sigillata in cellophane, per un totale di 4,9 kg. I tre hanno avuto una reazione nel vedere i Carabinieri in transito e sono stati fermati per un controllo approfondito che ha fatto emergere il possesso della droga. Tutta la sostanza è stata sequestrata mentre i 3 arrestati sono stati trattenuti in caserma, in attesa del rito direttissimo. Nell’ambito di analoghi controlli nell’area della Stazione Termini, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno sanzionato 30 persone per il divieto di stanziamento – decreto Minniti cosiddetto DASPO Urbano – perché trovati, senza motivo, nei pressi delle aree di accesso e transito della stazione, in alcuni casi a disturbare utenti e passeggeri; salgono così a 330 gli ordini di allontanamento proposti ed ottenuti dai Carabinieri, dall’entrata in vigore del decreto, per evitare le situazioni di degrado nell’area. Durante l’attività, in piazza dei Cinquecento e vie limitrofe, sono state identificate e controllate circa 300 persone ed eseguite attente verifiche su circa 115 veicoli.
 

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Il Gemelli con Special Olympics

Ricerca, assistenza e sport: sono le tre parole d’ordine che riassumono l’intesa tra Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Special Olympics Italia (SOI). L’accordo di collaborazione, presentato in occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, in corso a Montecatini Terme e Valdinievole fino al 9 giugno, ha  l’obiettivo principe di indagare e comprendere in che misura la pratica sportiva può migliorare la qualità di vita e le relazioni delle persone con disabilità intellettive. Il protocollo di intesa presentato dal Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, prof. Marco Elefantie dal PresidenteSOI, dott. Maurizio Romiti,sancisce l’inizio di una collaborazione volta al perseguimento di diversi obiettivi: promuovere lo studio e l’approfondimento di temi riguardanti la disabilità intellettiva; favorire lo sviluppo della ricerca clinica e scientifica in materia; promuovere lo sport come strumento di formazione, educazione e integrazione sociale; elaborare protocolli e linee guida specifici per persone con disabilità intellettive che svolgono attività sportiva. Per la Fondazione Gemelli ciò significherà poter svolgere attività di ricerca su un campione esteso di “atleti speciali” nell’ambito di iniziative ad alto valore socialee a estesa partecipazione (specie i Giochi mondiali) e formare personale medico sulle specifiche tematiche di Medicina dello Sport e Neuropsichiatria Infantile.Il protocollo consentirà inoltre a Special Olympics divedersi associati a una importante istituzione sanitaria  al fine di fornire sempre migliore e qualificata assistenza ai loro atleti. Nell’ambito del protocollo (che ha una durata iniziale di due anni), la Fondazione fornirà prestazioni sanitarie, visite e accertamenti diagnostici in favore di pazienti con disabilità intellettive facenti parte dei Team Special Olympics, visite specialistiche e ulteriori prestazioni sanitarie in favore degli Atleti italiani partecipanti ai Giochi Mondiali Estivi Special Olympics, che si terranno ad Abu Dhabi nel 2019.

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Roma: ragazzi modello, bravi a scuola Presi i bulli di Villa Borghese

(Fonte: Corriere della Sera, di Rinaldo Frignani) – Rapinatori per noia. Ma anche per strappare smartphone di ultima generazione dalle mani di qualche coetaneo fra Villa Borghese, piazzale Flaminio e piazza del Popolo. Per questo quattro giovani fra i 14 e i 16 anni – due ragazzi e due ragazze – sono stati denunciati dai carabinieri della stazione Piazza Farnese e della compagnia Roma Centro intervenuti lunedì pomeriggio nel parco pubblico dove un quattordicenne era stato picchiato e rapinato, non solo del telefonino ma anche della catenina d’oro. A mettere in fuga i bulli sono stati gli amici della sua comitiva intervenuti per difenderlo.

Poco prima, nella vicina via Giovambattista Vico, gli stessi quattro ragazzi avevano aggredito un altro ragazzino, portandogli via anche in questo caso un telefonino. Grazie a un testimone, gli investigatori dell’Arma sono riusciti a individuare la baby gang nel giro di pochi minuti: i quattro sono stati fermati e portati in caserma. Avevano i due telefonini e la catenina. Sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per concorso in rapina aggravata: i due quattordicenni sono stati presi a pugni sul volto. Non si esclude adesso che la banda sia responsabile di altri episodi dello stesso tipo, sempre in centro. Si tratta di ragazzi senza precedenti di polizia, studenti in licei a Prati e Boccea. Una delle giovani abita a Tivoli, l’altra nei pressi di via Cola di Rienzo. I due complici all’Aurelio. Appartengono a famiglie delle medio borghesia, sono figli di liberi professionisti. Uno di un ingegnere.

I genitori sono stati convocati in caserma per essere informati su quello che i ragazzi avevano fatto. Uno choc per loro, come anche per quelli delle giovanissime vittime. «La conclusione di questa vicenda – spiega chi indaga – dimostra ancora una volta che quando veniamo informati subito di reati di questo genere ai danni di ragazzi minorenni, le indagini scattano immediatamente e si ottengono ottimi risultati in breve tempo. Quindi – è l’appello che i carabinieri lanciano ai più giovani – bisogna denunciare