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Cronaca

Latina, estorsioni e droga e reati elettorali: 20 arresti tra i clan rom. “Mafia autoctona”

(Fonte: La Repubblica) – Associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, violenza privata, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reati elettorali, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Sono i reati contestati a vario titolo ad oltre 20 persone, appartenenti ad un pericoloso clan criminale Rom operante nel quartiere Campo Boario di Latina, a carico delle quali la Polizia di Stato sta eseguendo una misura cautelare, su input della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

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Torre Spaccata: evita l’alt e fugge per le vie del quartiere inseguito da 5 auto dei carabinieri

(Fonte: RomaToday) – Inseguimento nella serata di lunedì 11 giugno a Torre Spaccata. E' successo dopo le 19:30 quando un giovane romano di 29 anni, alla guida di una Nissan Micra, ha ignorato l'alt dei Carabinieri in via Cornelio Sisenna. Da lì ne nato un inseguimento per le vie del quartiere con i militari del Nucleo Radiomobile che hanno chiesto ed ottenuto rinforzi.

La fuga del giovane, con cinque 'gazzelle' alla costole, è terminata in via Emilio Macro, una strada senza uscita. Il 29enne, messo alle strette, è quindi uscito dall'auto e fuggito a piedi.

Una seconda fuga interrotta, nuovamente, dai Carabinieri che, dopo una colluttazione, lo hanno bloccato definitivamente. Il giovane, conosciuto alle forze dell'ordine, scappava perché viaggiava su un'auto senza assicurazione. E' stato arrestato per resistenza a Pubblico Ufficiale.

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Cronaca

Writers pizzicati dai Carabinieri

La scorsa notte, i Carabinieri della Stazione Roma Parioli hanno denunciato a piede libero 3 ragazzi romani, un 16enne e due 17enni con l’accusa di deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Nel corso di un servizio di pattuglia, i militari sono stati allertati da un cittadino che nel rincasare ha notato diverse scritte con vernice nera, inneggianti una squadra di calcio della Capitale, sui muri perimetrali di vari condomini. Dopo una breve attività di ricerca, i Carabinieri hanno individuato tre ragazzi che si spostavano a bordo di due scooter trovati in possesso di tre bombolette spray di colore nero, occultate sotto la sella e nel porta oggetti dei mezzi. I writers erano entrati in azione in via Chelini, in via Plana e in via Antonelli. I Carabinieri hanno interessato il servizio decoro urbano del Comune di Roma.

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Roma, raid al Roxy bar il Riesame: “Fu azione brutale e vigliacca”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Federica Angeli)Un'azione "particolarmente brutale" messa in atto in modo "vigliacco e vile". Così il tribunale del Riesame di Roma descrive il raid al Roxy bar di via Barzilai alla Romanina messo in atto da Antonio Casamonica e Vincenzo, Alfredo ed Enrico Di Silvio il primo aprile scorso. Nel giorno di Pasqua il gestore e una donna, invalida civile, furono presi a botte solo perchè il primo si rifiutò di servire prima loro di un cliente, la seconda perchè rispose di lasciare il bar qualora non volessero rispettare quelle regole. Un mese dopo i responsabili furono arrestati. Secondo i giudici, che hanno ribadito il carcere per i tre e i domiciliari per Enrico Di Silvio (nonno dei tre), dalla visione delle immagini a circuito chiuso è emerso che nell'azione violenta non c'è stato "nessun minimo controllo". In particolare Alfredo Di Silvio "pur avendo sentito dire dalla cliente di essere in condizioni fisiche debilitate, ha insistito nel picchiare una donna indifesa e inferma, dimostrando di essere un individuo pericolosissimo e predisposto alla violenza". Gli indagati, accusati di lesioni, violenza privata e minaccia con l'aggravante del metodo mafioso, hanno agito, secondo i magistrati,  "allo scopo di esercitare una particolare coartazione psicologica con i caratteri propri dell'intimidazione derivante dall'organizzazione criminale". Ancora: "i Casamonica-Di Silvio hanno operato una forma di intimidazione in progressione ed hanno aspettato il momento in cui dare sfogo alla propria carica aggressiva, in funzione dell'obiettivo iniziale di allontanare i cittadini romeni, colpevoli di essersi presi la libertà di gestire una attività imprenditoriale nella 'loro zona'

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“Se non paghi ti brucio l’auto”: la minaccia di un parcheggiatore abusivo davanti ai Cancelli

(Fonte: www.romatoday.it)
Attimi di tensione sulla la via Litoranea di Ostia quando, in occasione delle prime giornate di mare, un parcheggiatore abusivo ha minacciato un automobilista. Sul posto i Carabinieri di Ostia.
L'abusivo 37enne, già noto alle forze di polizia, al termine di un diverbio ha minacciato di incendiare l'autovettura del malcapitato. I Carabinieri hanno così denunciato in stato di libertà un 37enne. L'anno scorso il Movimento 5 Stelle aveva lanciato una proposta ancora, però, mai attuata: "Questa amministrazione vede oltre e decide di progettare una nuova organizzazione dei parcheggi che impedirà di operare agli abusivi. Una tutela maggiore delle dune e una nuova pista ciclabile che collegherà Ostia agli arenili più belli di Roma. Le dune verranno recintate e i parcheggi interni adeguati. Ci saranno navette e parcheggi di scambio in modo da ridurre il traffico e l'impatto sull'ambiente", così in una nota del giugno 2017. 
 

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Cucchi, ex moglie carabinierie: «Mi disse: quante gliene abbiamo date»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«Mi disse che la notte dell'arresto Cucchi era stato pestato, aggiungendo: "C'ero pure io: quante gliene abbiamo date"». Così Anna Carino, ex moglie di Raffaele D'Alessandro, uno dei carabinieri sotto processo per la vicenda della morte di Stefano Cucchi, oggi in aula sentita come teste nel processo che vede imputati cinque carabinieri, tre dei quali accusati di omicidio preterintenzionale, falso e calunnia. Cucchi, geometra 31enne, è morto all'ospedale Pertini il 22 ottobre del 2009, sei giorni dopo essere stato arrestato per detenzione di stupefacenti. 
Dalle testimonianze di due militari dell'Arma che alla caserma di Tor Sapienza ebbero cura di Cucchi la notte del suo arresto nell'ottobre del 2009 e la mattina successiva, fino al suo trasporto in tribunale per l'udienza di convalida era già emerso che le note sullo stato di salute nelle ore successive alla sua detenzione sarebbero state «modificate»​ e almeno una su esplicita direttiva di alcuni superiori dei carabinieri. «Mi chiesero di cambiarla, non ricordo per certo chi è stato ma posso dire che si è trattato di un ordine gerarchico»: così ha detto nei giorni scorsi ai giudici Francesco Di Sano che assieme al collega Gianluca Colicchio ebbe in cura Cucchi la notte dell'arresto. Colicchio ha ricordato in aula perfettamente il report nel quale scriveva che Cucchi «dichiarava di avere forti dolori al capo, giramenti di testa, tremore e di soffrire di epilessia» ma non ha riconosciuto come sua l'annotazione (riportante uguale data e numero di protocollo) nella quale si legge che l'arrestato «dichiara di soffrire di epilessia, manifestando uno stato di malessere generale». Un volto e un corpo tumefatto, lesioni ovunque. «Stefano sembrava una zampogna tanto era gonfio, mi disse con un filo di voce: sono stati i carabinieri, si sono 'divertitì con me», aveva testimoniato sempre al processo un detenuto, Luigi Lainà, che la notte tra il 16 e il 17 ottobre di nove anni fa incontrò il geometra nel centro clinico di Regina Coeli. Una testimonianza choc la sua, resa al processo che vede imputati i militari dell'Arma.

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Roma, motociclista muore in uno scontro all’Eur

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Incidente mortale stamattina, poco prima delle 8, in viale dell'Umanesimo all'Eur nei pressi del Fungo. Coinvolte nello scontro un'auto e una moto. La vittima è un uomo di 46 anni che viaggiava a bordo della moto. Sul posto per i rilievi personale la polizia locale del IX Gruppo Eur.

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Civitavecchia, cliente d’albergo salvata dalla Polizia

E’ stato il portiere di un albergo di Civitavecchia ad accorgersi che qualcosa non andava. Una cliente, infatti, verso le 4, era uscita, scalza ed in evidente stato confusionale; un paio di ore dopo, non vedendola ritornare, ha dato l’allarme chiamando il 113. Subito una pattuglia della Polizia di Stato del Commissariato Civitavecchia si è recata sul posto, iniziando le ricerche nelle adiacenze dell’hotel, estendendole anche alla zona della spiaggia circostante. Percorrendo la zona pedonale della “Marina”, i poliziotti hanno notato una donna immersa in acqua fino al collo, con lo sguardo fisso nel vuoto. Gli agenti sono subito entrati in acqua, verificando che la donna aveva un piede bloccato negli scogli, che le impediva qualsiasi movimento. Dopo essere riusciti a liberarla, l’hanno trasportata sulla riva prestandole le prime cure. La donna presentava un evidente stato di ipotermia, essendo presumibilmente rimasta in acqua per più di due d’ore. Soccorsa dal 118, è stata accompagnata in ospedale, dove le sono state prestate le cure opportune.

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Potatura in Via Leone IV: il Campidoglio dà inizio ai lavori

Redazione – Dopo l'incidente avvenuto 3 giorni fa, in cui un ramo è caduto su una donna incinta di 8 mesi, l'inviato di Radio Roma Capitale Jacopo Nassi si è diretto in Via Leone IV,  per documentare la pericolosità dei rami nell'area.

Essendosi quasi consumata una disgrazia, il Campidoglio ha deciso di dare avvio ai lavori di potatura degli alberi. Il tratto di strada tra via Andrea Doria e via Candia è stato chiuso ed i lavori sono iniziati.

Interventi come questo servirebbero in gran parte della Città.

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Colonna di fumo nero alla Baraccopoli La Barbuta: incendiati rifiuti ingombranti

(Fonte: www.romatoday.it)
Una colonna di fumo nera e densa che ha reso complicate le operazioni di spegnimento dell'incendio da parte degli stessi vigili del fuoco del Comando Provinciale di Roma. Siamo a ridosso della baraccopoli de La Barbuta, dove lo scorso 9 giugno i pompieri sono stati impegnati diverse ore per domare anche in quel caso un vasto incendio che ha riguardato un cumulo di rifiuti ingombranti che si trovavano a ridosso della favela posta tra i Comuni di Roma e Ciampino. Come tre giorni fa (qui il video dell'intervento dei pompieri), anche oggi, martedì 12 giugno i pompieri sono intervenuti in via Giovanni Campini alle 13:15 circa. Sul posto una Squadra dei vigili del fuoco, due Autobotti e il Carro Autoprotettori. I pompieri, prontamente intervenuti, hanno quindi provveduto a spegnere i vari cumuli ingombranti. A causa del denso fumo nero sviluppato dall'incendio per gli operatori è stato necessario l'uso dell'autoprotettore. Nessuno è rimasto ferito né intossicato. L'intervento è terminato alle 15:30 circa.