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Roma, auto si ribalta per evitare una frana: ragazzo sotto choc

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Fulvio Ventura)Incidente sulla Polense, una vettura si ribalta per evitare una frana. Ieri mattina, al confine tra Tivoli, Roma e San Gregorio da Sassola, una Ford Ka, guidata da un ragazzo di Casape, si è ribaltata nel primo tratto di consolare, dopo il bivio per San Vittorino Romano. Il conducente si è trovata la strada sbarrato da una frana caduta dalla parete di tufo che costeggia la strada. Nel tentativo evitarla si è ribaltato, per fortuna senza gravi conseguenze. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia della Città Metropolitana, del distaccamento di Villa Adriana, ed i vigili del fuoco. 

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Stadio Roma: interrogatorio Parnasi

(Fonte: www.ansa.it)
E' in corso l'interrogatorio in carcere del costruttore Luca Parnasi, ex presidente del gruppo Euronova, e arrestato nell'ambito dell'inchiesta della Procura capitolina sul nuovo stadio della Roma. In base a quanto si apprende, Parnasi, assistito dagli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrino, avrebbe chiesto di essere ascoltato dai pm titolare dell'inchiesta. Nei suoi confronti il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin contestano all'imprenditore, tra gli altri, il reato di associazione a delinquere finalizzato alla corruzione. 

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Roma, Chiusa in camera dai ladri anziana lancia dal balcone biglietto con sos

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Federica Angeli)Hanno bussato alla porta di casa intorno alle 13, vestiti da operai con tanto di cartellini appesi alla tuta. "Signora, siamo tecnici dell'Italgas, ci hanno segnalato una perdita del gas dal suo appartamento". La donna, 88 anni, non ha esitato a farli entrare in casa. E quei due, dall'aria apperentemente gentile, hanno portato a dama il loro piano.
"Vada in camera ad aprire la finestra, c'è il rischio che mentre ripariamo il danno ci possa essere una fuga di gas. Deve circolare l'aria". L'ultraottantenne, obbedendo alla richiesta, è andata nella stanza di fronte alla cucina per spalancare la finestra. Ma dietro di lei si è immediatamente richiusa la porta, con un giro di chiave. Inutile le urla della donna, nessuno la sentiva. I due ladri nel frattempo hanno rovistato in armadi e cassetti per portarle via tutto, senza peraltro trovare nulla di prezioso.
Per ore la donna è rimasta chiusa nella stanza. Ma non si è persa d'animo. Ha preso carta e penna e ha buttato dalla finestra un bigliettino. "Aiuto, i ladri mi hanno chiuso in camera, chiamate la polizia". Il titolare del concessionario di via Anastasio II, all'Aurelio, intorno alle 18 ha trovato quel bigliettino davanti alla sua attività e ha immediatamente dato l'allarme al 112.
Quando la polizia è arrivata sul posto ha liberato immediatamente la donna che ha raccontato quanto le era accaduto, dando una descrizione dei due truffatori ladri. Ora si sta cercando di risalire alla loro identità.

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Paola Guerci: Al via oggi le sfilate di alta moda della capitale, vieni a scoprire dove!

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Roma, blitz contro tavolino selvaggio “Di Maggio va processato”

(Fonte: la Repubblica, di Francesco Salvatore) – Nessuna archiviazione, per Antonio Di Maggio si profila il processo per abuso d’ufficio. Il gip ha disposto il rinvio degli atti in procura per la formulazione dell’imputazione nei confronti del numero uno della polizia municipale. La vicenda è quella del blitz antiabusivismo dei vigili urbani compiuto quattro anni fa in via di Tor Millina, traversa di piazza Navona.

Uno sgombero di dehors abusivi condotto da lui e da altri quattro agenti della municipale con modalità tutt’altro che pacifiche. Con tavolini trascinati e sedie spinte via apparentemente senza alcun motivo; infrangendo bicchieri e provocando, a causa della pressione subita, lo svenimento di una cameriera che lavorava nel locale sottoposto al provvedimento. A disporre l’imputazione nei confronti dei vigili è stato il presidente aggiunto della sezione gip, Maurizio Silvestri, in risposta all’opposizione fatta dai ristoratori nei confronti della richiesta di archiviazione del pm Maria Letizia Golfieri. Abuso d’ufficio il reato contestato, per il quale il giudice "impone una verifica dibattimentale", si legge nella disposizione del gip.

Di fatto, quindi, una richiesta di processo nei confronti del comandante attuale della polizia locale e dei suoi uomini dell’allora gruppo Emergenziale. Un approfondimento in contraddittorio, con tutte le garanzie che solo il dibattimento può avere, finalizzato a verificare "se e quali condotte violente e vessatorie furono commesse dagli indagati, se e quale incidenza la violenza rimozione dei tavoli del ‘Bibemus’ ebbe sullo svilupparsi degli episodi successivi, e se e quale delle condotte sia suscettibile di acquistare autonoma rilevanza penale".

Ma non solo. Il giudice, nel restituire gli atti al pm, si spinge oltre. Partendo dal presupposto che, in questo stadio, il focus non sia accertare la responsabilità penale dei vigili ma valutare se gli elementi finora raccolti permettano all’accusa di essere sostenuta in giudizio, fa un’altra raccomandazione al titolare dell’inchiesta. Ovvero valutare "l’eventuale esercizio dell’azione penale anche relativamente agli ulteriori delitti oggetto delle querele" fatte dai ristoratori. Questi ultimi — tre di loro sono indagati in un procedimento connesso per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale — al termine del blitz hanno denunciato condotte violente e minacciose da parte della municipale. Dichiarando chi di aver subito una spinta e chi di aver preso un pugno, oltre che sottolineando l’incomprensibilità dell’irruenza adottata dai caschi bianchi.

Il blitz fu immortalato da alcuni video, la cui visione, ora, "potrà altresì risultare utile a stabilire la compatibilità tra la ricostruzione dei fatti e le circostanze riferite dagli operanti nelle relazioni di servizio". È proprio su tali relazioni, infatti, che i difensori dei ristoratori hanno posto l’accento: sottolineando la contraddittorietà delle versioni dei vigili urbani. Un elemento che potrebbe far ravvisare ulteriori contestazioni.

Il procedimento a carico di Di Maggio apre anche un’altra questione, che tira in ballo la sindaca Raggi. Ovvero quella relativa alla sua nomina.
Come fu per Renato Marra, fratello dell’ex capo del Personale del Campidoglio, Raffaele, arrestato per corruzione, messo a capo del dipartimento Commercio. O come quella di Luca Lanzalone, incaricato per la presidenza della multiutility Acea e poi finito in manette nell’inchiesta per corruzione che ruota intorno alla costruzione del nuovo stadio della Roma. Anche il comandante della municipale, voluto dalla sindaca, viste le sue pendenze giudiziarie, potrebbe causarle dei problemi. Della sua iscrizione per abuso d’ufficio l’inquilina numero uno del Campidoglio non era ignara, visto che già risultava nel giorno della sua investitura, lo scorso 16 marzo.

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Traffico di Cocaina dal Sud America: Carabinieri arrestano 9 persone

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro, coadiuvati dai militari del Comando Provinciale di Roma, stanno dando esecuzione a una ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di 9 persone (4 in carcere e 5 ai domiciliari), alle quali è stato contestato il delitto di traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo cocaina.

Le attività investigative, svolte da marzo a novembre 2016 dai Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Farnese e del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia romana, con il fondamentale ausilio e supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.), hanno permesso di individuare un considerevole traffico internazionale di droga, importata dal Perù e successivamente distribuita nelle principali piazze di spaccio romane, ma anche in altre province italiane.

Il sodalizio, costituito da cittadini peruviani e capeggiato da un latitante internazionale, che si nascondeva nella provincia di Barcellona ed è stato catturato nel corso delle indagini in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo, riusciva a importare ingenti quantitativi di cocaina purissima dal Sud-America, tramite l’utilizzo di corrieri (prevalentemente donne incensurate), che occultavano la sostanza stupefacente, dopo un particolare processo chimico effettuato in Sud America che rendeva la cocaina una crema densa, inodore, collocata all’interno di confezioni di shampoo, prodotti cosmetici e alimentari, impossibile da individuare ai controlli, anche perché il confezionamento avveniva in contenitori non modificati, con la complicità di industrie di marchi famosi a livello internazionale.

La cocaina grezza, con gradi di purezza anche del 99%, una volta giunta a Roma, veniva sottoposta a specifici trattamenti chimici da alcuni membri dell’associazione, specializzati nella “cottura”, per essere trasformata nella classica forma pulverulenta.

Le cessioni agli acquirenti finali, effettuate dai pusher della organizzazione, erano dedicate soprattutto ai consumatori delle zone di movida del centro (Pigneto; San Lorenzo; Trastevere; Campo de’ Fiori; Lungotevere) o rimaneva all’interno della comunità peruviana romana.

In numerose perquisizioni effettuate dai Carabinieri, in occasione delle quali i militari hanno rinvenuto i barattoli contenenti cocaina, sono stati trovati oggetti per il culto della così detta Santeria cubana, conosciuta anche come Yoruba: gli arrestati infatti erano dediti rievocare genitori e antenati defunti, considerati protettori dei loro discendenti, pregando e offrendo sacrifici su altarini a loro dedicati, anche al fine, così come ascoltato durante le intercettazioni telefoniche, di garantire la buona riuscita degli illeciti traffici internazionali di cocaina.

Ai militari che arrestavano gli indagati, i sodali indirizzavano macumbe, auspici malefici volti a interrompere l’azione repressiva a loro danno.

L’indagine ha portato alla denuncia, complessivamente, di 22 indagati, a 23 arresti in flagranza dei reati di spaccio, al sequestro di complessivi 17 kg di cocaina purissima circa e al sequestro di oltre 60.000 euro, in contante e altri valori, provento dei traffici internazionali.

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San Basilio come Harlem: poliziotti al servizio del narcotrafficante

(Fonte: Corriere della Sera, Giuseppe di Piazza) – Don Winslow, il più grande scrittore statunitense di noir, non sa dove sia San Basilio. Ma è come se lo sapesse. Quando ha scritto The Force (in Italia, Corruzione), che gli è valso per la prima volta l’ingresso tra i best seller del New York Times, Winslow ha immaginato un gruppo di poliziotti bianchi di Harlem talmente avidi da mettersi al totale servizio di un potente trafficante di droga. Nel romanzo, la gang protegge il boss, lucra sulla sua droga, e gli fornisce in anticipo tutte le informazioni utili a eludere le indagini dei colleghi non corrotti. Esattamente come a San Basilio, solo che il boss romanesco, il cinquantenne Carlo D’Aguano, non ha niente di esotico, non ha killer caraibici ai suoi ordini, non si veste come un rapper, non ha diamanti incastonati nei denti, ma, esattamente come ad Harlem, lucra su tutto ciò su cui si può lucrare: dalla droga al pizzo, dall’usura alle illegalità minime. Le attività della gang di poliziotti corrotti, secondo la procura, andava avanti da tempo. Il romanzo di Winslow è uscito l’anno scorso. E potete scommetterci, i sei agenti corrotti non l’hanno letto: altrimenti avrebbero scoperto che, tradendo i buoni, si fa sempre una brutta fine. Ad Harlem, New York, così come a San Basilio, Roma.

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Via Nomentana: perde il controllo dell’auto e finisce contro un palo, morto un uomo

(Fonte: RomaToday, di Lorenzo Nicolini) – E' morto a seguito delle gravi ferite riportate un uomo di 68 anni coinvolto in un incidente stradale autonomo avvenuto in via Nomentana 120, all'incrocio con via Carlo Fea, in direzione con piazza Sempione. E' successo alle 22:40 circa di lunedì 25 giugno quando l'uomo, alla guida della sua Fiat 500 nera, ha perso il controllo dell'auto finendo contro un palo della luce. 

Immediati i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e la Polizia Locale. L'automobilista, L.G. le sue iniziali, è stato portato al Policlinico Umberto I in condizioni disperate. A seguito del violento impatto e delle gravi ferite riportate, il 68enne è morto poco dopo in ospedale. Ancora da chiarire l'esatta dinamica dell'incidente, non è escluso che il conducente abbia avuto un malore alla guida. Ad indagare la pattuglia infortunistica mortali del II Sapienza, con l'ausilio della pattuglie di Trevi, Sapienza e Nomentano.

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Roma, abbandona frigo in strada: la sindaca posta la foto su Facebook. «L’autore individuato e denunciato»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Abbandona il frigo in strada e viene immortalato in una foto, che la sindaca Virginia Raggi posta su Facebook. «Chi sporca la città, paga. Guardate queste immagini. Si tratta di via Alimena, una strada nella periferia sud-est di Roma, che un incivile stava trasformando in una vera e propria discarica a cielo aperto nel bel mezzo della città» scrive la sindaca di Roma, postando appunto una foto in cui si vede una distesa di frigoriferi davanti ad alcuni cassonetti. «Da mesi questa persona scaricava abusivamente frigoriferi davanti ai cassonetti e all'ingresso di un palazzo. Dopo numerose segnalazioni, grazie all'intervento della polizia locale, l'autore è stato fermato e denunciato presso la Procura della Repubblica. È il terzo episodio di denuncia in pochi giorni. Troppo spesso vediamo materassi o mobili abbandonati in strada o nei pressi dei cassonetti da parte di persone che, invece di chiamare il servizio del Comune per il recupero dei propri rifiuti ingombranti, li abbandonano per strada». «Forse alcuni di questi sono quelli che abbiamo definito “scrocconi”, quelli che non hanno mai pagato la bolletta della spazzatura e che non chiamano il servizio di raccolta a casa perché dovrebbero esibire una fattura pagata che non hanno. Oppure si tratta semplicemente di persone che non fanno la raccolta differenziata e portano la spazzatura nel quartiere vicino perché lì ci sono ancora i secchioni. Rinnovo l'invito: mandateci i video di chi sporca. Non gliela faremo passare liscia. Insieme ce la faremo e Roma sarà più bella». 

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Via del Corso: bambino di 6 anni investito da una Vespa, trasportato in ospedale

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Lorenzo Nicolini)Un bambino di 6 anni è stato investito oggi 26 giugno in via del Corso. E' successo all'altezza del civico 261, alle 13:50 circa. Il piccolo, un cittadino francese, è stato centrato in pieno da una Vespa condotta da un signore di 76 anni. Entrambi sono stati trasportati dai sanitari del 118 al pronto soccorso, non sembrano in gravi condizioni. Sul posto, per determinare le esatte cause del sinistro, la Polizia Locale di Roma Capitale sul posto per i rilievi scientifici. Per permettere i soccorsi le linee bus 51-62-63-83-85-160-492-628 sono state deviate per circa un'ora, il tempo delle chiusura temporanea della strada. Su quella via ci sono le strisce ma ancora non è chiaro se il bambino sia stato investito sulle strisce o meno.