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Cronaca

Villa Bonelli: droga e monete romane in casa, arrestato 51enne

I Carabinieri della Stazione di Roma Villa Bonelli hanno arrestato un 51enne romano, senza occupazione e con precedenti, con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di munizioni e ricettazione.
Ieri sera, i Carabinieri hanno notato l’uomo aggirarsi con fare sospetto in via dell’Impruneta e hanno deciso di fermarlo per un controllo.
All’interno del marsupio che portava al seguito, i militari hanno trovato dosi di eroina e hashish e lo hanno bloccato. I Carabinieri hanno poi deciso di perquisire la sua abitazione, poco distante, dove hanno rinvenuto in un mobile del salotto, altre dosi della droga,  sostanza per il taglio, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.
In un altro cassetto, i Carabinieri hanno anche trovato 2 proiettili calibro 38, detenuti illegalmente, oltre a 3 monete, una in oro e due in bronzo, e un anello risalenti ad epoca romana, di cui l’arrestato non ha saputo fornire esatta provenienza.
La droga e i reperti sono stati sequestrati mentre il 51enne è stato sottoposto  agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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Cronaca

Paola Guerci: “Preoccupante aumento dell’utilizzo di eroina”

Paola Guerci ha parlato dell'eroina, grande ritorno di questa droga. Fenomeno che sembrava in via d'estinzione e invece, a quanto pare dalcuni recenti report,  la Direzione Centrale Antidroga ha sottolineato la presenza di una guerra fra mafie. I numeri dicono che le vittime di questa droga siano intorno al 10%, una quota che indica un trend invertito rispetto a quello degli ultimi anni. Eroina che viene mescolata con altre droghe sintetiche. La Polizia è in continuo lavoro per sgominare queste bande, ma non è cosa semplice perchè è un traffico che riguarda anche le mafie straniere. Le organizzazioni mafiose si servono di manovalanza extracomunitaria, manovalanza "semplice" da impiegare. Per quanto riguarda la sanità, la Guerci ha parlato dell'attività di screeening promossa dal Bambin Gesù. In particolare, domani a San Paolo, ci sarà un open day sulle malformazioni cranio-facciali. Una giornata gratuita di consulenze mediche e di screening. Due guide, una dedicata alla labiopalatoschisi e l’altra alle craniostenosi, saranno presentate dai medici  insieme alle associazioni "Banda dei bimbi speciali". La Regione lazio ha attivato una collaborazione con l'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche  per un progetto che assume i bambini come parametro di valutazione e di cambiamento sulle città della Regione. Paola Guerci ha parlato anche di Emanuela Orlandi riportando quanto oggi è stato affermato dal fratello Pietro per chiedere al Vaticano di aprire un'inchiesta su questo rapimento. Un caso che ha sconvolto la nostra città negli anni '80 dal momento che venne tirata in ballo anche la città del Vaticano in questo mistero. Nell'appuntamento di Punto Donna pomeridiano si è tornati a parlare di cronaca e, in particolare, di un blitz effettuato dalla Polizia Postale in una rete di pedofili che pubblicava foto sui social. L'invito, lanciato dalla Guerci, è sempre quello di prestare attenzione prima di postare contenuti multimediali riguardanti bambini su Facebook. La rete di pedofili scoperta era costituita da studenti, un detenuto, un diacono e tante persone differenti l'una dall'altra. 
La Guerci, in conclusione, ha parlato anche del congedo di maternità che riguarda anche le mamme disoccupate. 
 

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Cronaca

Colleferro, manifestazione sabato in piazza al grido di ‘Rifiutiamoli’ contro discarica e inceneritori

(Fonte: www.repubblica.it)
Colleferro e la Valle del Sacco tornano in strada sabato 7 luglio per chiedere la chiusura definitiva dei due inceneritori di Colle Sughero e della discarica di Colle Fagiolara. Il corteo partirà alle ore 16 da piazza Italia. A renderlo noto sono state le associazioni ambientaliste e i comitati cittadini riuniti nel movimento "Rifiutiamoli", che dalla manifestazione dell'8 luglio del 2017 contro il revamping dei due impianti di incenerimento deciso da Regione Lazio e Comune di Roma (proprietario della quota di minoranza di uno dei due inceneritori), ha proseguito la mobilitazione con un presidio permanente che da novembre 2017 ha bloccato quattro camion che trasportavano materiale destinato alla loro ristrutturazione.
Nei prossimi giorni intanto è prevista la scadenza della gara che ha per oggetto la dismissione della totalità della quota posseduta dalla Regione Lazio nella società Lazio Ambiente e della quota posseduta da Ama in Ep Sistemi (partecipata al 60% da lazio ambiente e al 40% da Ama, ndr), i cui termini – entro il 6 giugno la presentazione delle offerte con apertura delle buste il 28 giugno – sono stati prorogati. "Questa mobilitazione porta con sè un chiaro messaggio, rivolto agli eventuali acquirenti degli inceneritori e a chi vorrà accaparrarsi l'uso della discarica di Colle Fagiolara" – dichiarano le associazioni ambientaliste  e i comitati cittadini riuniti nel movimento "Rifiutiamoli". "Il 7 luglio il movimento tornerà in strada con parole d'ordine semplici e inequivocabili: gli inceneritori e la discarica di Colleferro devono chiudere".
La società Lazio Ambiente è stata messa in vendita."Chi intende acquistarla – si legge in una nota del comunicato – si dovrà confrontare con la doppia incognita derivante dalla mancanza di un nuovo piano regionale per i rifiuti e dall'opposizione tenace alla riapertura degli impianti".
"Il presidente Zingaretti continua con stucchevoli attacchi alla giunta Raggi anzichè adoperarsi per il bene di Roma e di tutti i cittadini del Lazio", dichiarano intanto i consiglieri regionali M5S del Lazio. "Ad oggi le uniche ipotesi sono individuare nuove discariche a Civitavecchia e Colleferro. Questo è il triste bilancio della 'non gestione' del ciclo dei rifiuti da parte della giunta Zingaretti. Una soluzione grossolana e impraticabile, che dimostra il disinteresse a risolvere il problema da parte di chi vuole candidarsi alla segreteria del distrutto Partito Democratico, sfruttando le criticità della città di Roma per farsi propaganda e di fatto sacrificando la salute dei cittadini del Lazio. Serve dunque un Piano Rifiuti regionale, che oggi deve essere in linea con i passi avanti fatti verso la raccolta differenziata e quelle '5R' (riduzione, riuso, riciclo, recupero, recupero a fini energetici), che dovrebbero essere la gerarchia del trattamento dei rifiuti e dunque il faro guida di un'Amministrazione intelligente. Basta quindi discariche: lavoriamo insieme per impianti altamente tecnologici che siano realmente in grado di smaltire l'indifferenziato che Roma produce. Zingaretti si prenda le sue responsabilità e la smetta di lanciare quotidiane accuse strumentali e ricordi che con la pelle dei cittadini del Lazio non bisogna giocare, mai".

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Roma, Scorticabove: i rifugiati sudanesi dormono in strada dopo lo sgombero

(Fonte: www.repubblica.it)
Dopo lo sfratto di ieri dall'ex centro di accoglienza di via Scorticabove, i rifugiati sudanesi hanno passato la notte in strada, con cartoni e materassi, a dormire davanti a quell'edificio che è stato a lungo casa loro. La scelta è arrivata dopo che in serata l'assessora alle Politiche sociali Laura Baldassarre si era recata in via Scorticabove per offrire ai rifugiati un letto all'interno dell'accoglienza per le fragilità del Comune. La proposta è stata rifiutata dalla quasi totalità dei migranti sudanesi, che hanno preferito passare la notte davanti all'ex centro di accoglienza. A portare aiuti e pasti caldi nell'arco della serata erano presenti le associazioni Baobab Experience ed Alterego, oltre alla Croce Rossa. Questa mattina i rifugiati hanno manifestato sotto la sede dell'Unhcr in via Caroncini con uno striscione con su scritto "Dov'è la nostra protezione internazionale?". Firmato "i rifugiati di via Scorticabove". La risposta dell'organizzazione Unhcr Italia è arrivata tramite Twitter: "Saremo felici di accogliere la delegazione di rifugiati sgomberati ieri da via Scorticabove, a momenti chiuderemo la conferenza stampa sulla Libia alla Stampa Estera per recarci da loro".

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Bimbo otto anni precipita dal balcone: è gravissimo

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Tragedia al Collatino, un bambino di 8 anni italiano è precipitato da un balcone al terzo piano di un palazzo che affaccia su via Collatina all'altezza dei civico 49, alla periferia di Roma. Il bambino è stato trasportato dal 118 in codice rosso in ospedale. Sul posto i carabinieri della stazione Tor Sapienza che sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell'accaduto. Da una primissima ricostruzione dei carabinieri sembra che il bimbo, non vedente, era in casa con i tre fratellini e la mamma quando è caduto giù. La madre non si sarebbe accorta di nulla. A dare l'allarme alcuni passanti che lo hanno visto cadere.

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Il campione di pallavolo Ivan Zaytsev vaccina la figlia e i social lo insultano

(Fonte: Huffington Post) – Centinaia di commenti, e tra questi molti di natura offensiva e insulti veri e propri, per un post su Instagram in cui annuncia aver vaccinato la figlia piccola. Vittima degli 'haters' è Ivan Zaytsev, stella del Modena Volley e della Nazionale, che ieri, intorno alle 12, ha scritto sul social: "E anche il meningococco è fatto! Bravissima la mia ragazza sempre sorridente", accompagnando il testo, tuttora presente nella sua pagina personale, con una foto della bambina.

Sarebbe stato lo stesso pallavolista a rimuovere i commenti più aggressivi e contenenti insulti, tutti con affermazioni contro i vaccini.

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Incubo a Roma, padre orco assoldava ragazzi di colore per violentare la figlia disabile: chiesti 16 anni

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Adelaide Pierucci)Il papà mostro di Monteverde, che assoldava ragazzi di colore per far stuprare la figlia quindicenne e disabile, è risultato sano di mente, quindi, per la procura va processato e condannato con una pena di 16 anni di carcere, così come richiesto ieri. I pianti a dirotto in aula non hanno per ora sollevato la grave posizione giudiziaria di quest'uomo sulla quarantina, sposato e padre di tre figli, che un giorno dell'estate 2017 si è trasformato in un mostro e ha cominciato a pagare sconosciuti per far seviziare, sotto la sua regia e con la telecamera dello smartphone in mano, la sua bambina. Una quindicenne, con un forte ritardo mentale, incapace anche di parlare, di chiedere aiuto, persino di urlare. Quando gli agenti del commissariato di Monteverde hanno saputo la vicenda stentavano a crederci. A settembre, da loro si era presentato un ragazzo nigeriano. «Sono stato avvicinato da un uomo – aveva raccontato – Mi ha proposto un rapporto con la figlioletta. La paga venti euro. Fermatelo». E così è andata. Anzi lui stesso ha fatto da esca facendo arrestare il mostro di Monteverde, incassando in cambio un premio inaspettato: il permesso di soggiorno per motivi umanitari. «Ho sbagliato – aveva detto l'imputato sotto interrogatorio – pensavo a certe intimità come cura». Ora anche due ragazzi africani rischiano la condanna per violenza sessuale: per loro è stata chiesta una pena di 2 anni e 8 mesi. In un sms uno degli stupratori aveva scritto al padre: «Non fa nulla per i soldi. Lo faccio per aiutare tua figlia». Il pm Elena Neri non ha mai avuto dubbi: tutto voluto, tutto crudele. A giorni la sentenza. Il Campidoglio, in veste di tutore legale, ha chiesto un milione di euro di risarcimento per la vittima.

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Paola Guerci: “Femminicidio? strage che non accenna a placarsi”

L'associazione Sos Stalking ha pubblicato i dati relativi ai casi di femminicidio verificatisi in Italia dall'inizio dell'anno a giugno. Secondo l'associazione si registra un aumento del 30% rispetto al 2017, essendo ben 44 le donne uccise in questi primi mesi del 2018. I motivi che portano alla fatale conclusione dei rapporti sono quasi sempre inquadrabili nell'ottica della gelosia o della non accettazione della fine di una relazione; a perpetrare tali reati quasi sempre mariti, compagni o ex. L'associazione Stop Stalking si occupa da anni della raccolta numeri del femminicidio: 113 donne sono state uccise nel 2017; 115 nel 2016;  120 nel 2015; 117 nel 2014 e 138 nel 2013.

Proprio in questi giorni, tra l'altro, arrivano pessime notizie in questo senso. La giovane donna picchiata e seviziata ad Albano è in prognosi riservata. Gli investigatori della squadra mobile, che stanno cercando di identificare il colpevole,  parlano di un reato perpetrato da una persona disturbata, con modalità inquietanti. La donna, infatti, era stata picchiata a sangue e ustionata in vari punti del corpo. 

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Roma, ragazzine molestate fotografano pedofilo: arrestato

Si stavano recando a scuola a bordo di un autobus, come ogni mattina, quando sono state avvicinate da un uomo, che ha iniziato a parlare dei pericoli che si corrono sui mezzi pubblici per la presenza dei borseggiatori, per poi passare alle vie di fatto e, avvicinatosi, le ha pesantemente molestate sessualmente. Le ragazzine, dopo un primo disorientamento, hanno reagito urlando, provocando quindi la discesa precipitosa del pedofilo dal mezzo pubblico, per poi scattargli alcune foto con il cellulare.

Sono poi giunte a scuola, dove le insegnanti si sono subito rese conto dello stato delle giovani ed hanno avvisato le famiglie e la Polizia di Stato. Subito sul posto sono giunti gli agenti del commissariato Castro Pretorio, diretto da Antonino Mendolia, che hanno poi raccolto le testimonianze delle ragazze, con l’ausilio di una psicologa minorile.

Dalle descrizioni acquisite, gli investigatori sono risaliti ad una vecchia conoscenza, un uomo di 54 anni con precedenti di polizia per violenza sessuale ed atti osceni, che è risultato essere proprio l’uomo fotografato dalle vittime. Le risultanze investigative prodotte dai poliziotti hanno permesso all’autorità giudiziaria di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di violenza sessuale, eseguito questa mattina dagli stessi uomini del commissariato Castro Pretorio.

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Micaela Quintavalle: “Io sono stata trattata a pesci in faccia”

Micaela Quintavalle, attualmente al 50esimo giorno di sospensione cautelativa per aver rilasciato un'intervista a "Le Iene" sulla cattiva manutenzione dei mezzi di trsporto pubblico, è intervenuta a Radio Roma Capitale: "Non è chiaro se ci sia un termine alla sospensione. Ad ora, non ho ricevuto notizie dall'azienda: non so se mi lincezieranno nè se mi possono tenere sospesa per anni. In ogni caso – continua la sindacalista – a breve depositeremo il ricorso e vedremo che succede. L'azienda potrebbe avere la legge dalla sua parte, ma vengo a trattata a pesci in faccia". 

Non si ferma, in ogni modo, l'attività sindacale di Micaela Quintavalle: "Atac sciopererà infatti domani per 4 ore per protestare contro la mncanza di sicurezza e per ultimo, la mia situazione. Il nostro direttore generale è andato in assessorato per vedere se si poteva trovare un accordo, ma l'incontro non ha prodotto risultati. Il nostro obiettivo – continua la sindacalista – è cercare di capire più chiaramente la situazione di ATAC, che è drammatica per tutti".

Quintavalle si esprime anche sul concordato preventivo: "Noi lo abbiamo appoggiato da sempre. Ci sembrava l'unica via percorribile, tuttavia la banalità del piano e la carenza di competenza nel trattatare i problemi della partecipata mi hanno portato a cambiare completamente punto di vista.

In basso l'intervista…