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Cronaca

Cucchi: Cc, fotosegnalamento cancellato

(Fonte: www.ansa.it)
Mancano tracce scritte del passaggio di Stefano Cucchi dalla compagnia Casilina per gli accertamenti fotosegnaletici e dattiloscopici durante l'arresto: dal registro delle persone sottoposte a fotosegnalamento fu cancellato con il bianchetto il nome di Stefano Cucchi. "Una pratica non regolare", lo hanno ribadito alcuni militari dell'Arma in servizio il 15 ottobre 2009, data dell'arresto di Cucchi, ascoltati oggi alla Prima Corte d'Assise di Roma nell'udienza del processo che vede imputati cinque carabinieri per la vicenda del geometra romano. Sul registro dei fotosegnalamenti, un rigo è cancellato con il bianchetto: sotto alla casella con il nome di Misic Zoran si intravede, eliminato successivamente, quello di Stefano Cucchi. "Non è una pratica normale, può capitare che il fotosegnalamento non avvenga per problemi ai sistemi informatici, ma in genere si cancella il nome con una riga orizzontale, non con il bianchetto", ha spiegato uno dei carabinieri ascoltati.

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Cronaca

Io, molestata per la strada a Roma: chiedevo aiuto, nessuno mi ha risposto

(Fonte: Corriere della Sera) – Questa è la lettera di una ragazza che vuole condividere la sua terribile esperienza perché nessun’altra, mai più, possa subire la stessa violenza. Conosciamo il suo nome, sappiamo dove è stata presentata la denuncia ma preferiamo non rivelare alcun dettaglio che possa consentire di risalire alla sua identità, condividendo la sua scelta di rendere noto il suo caso solo perché emblematico. Prima di rivolgersi al «Corriere della Sera», Francesca (nome di fantasia) ha aspettato, sperando che qualcuno intervenisse. Ha deciso di farlo quando ha capito che altre donne rischiavano di essere aggredite. 

Vorrei raccontarvi un doloroso caso di molestia sessuale che ha visto coinvolte me e un’altra donna in un popoloso quartiere di Roma Est. Erano le 21, una sera d’estate, c’era ancora luce, scendo dall’auto e mi dirigo verso casa dei miei amici. Avevamo in programma una festa in terrazza il giorno successivo, mi aspettavano per ultimare i preparativi. La strada a senso unico che conduce al loro portone è poco trafficata, l’ho percorsa tante volte, sono tranquilla mentre penso a come disporre le fioriere di bambù per l’occasione e mi dirigo spedita.

Vedo con la coda dell’occhio una persona dietro di me, penso sia il mio amico Guido, sapevo che sarebbe andato anche lui a dare una mano e penso, mi vorrà fare uno scherzo. 

Stavolta non mi farà saltare facendomi il suo solito solletico all’improvviso, così mi preparo: irrigidisco i muscoli del corpo e sono pronta a voltarmi quando all’improvviso sento una stretta da dietro con le braccia, delle mani iniziano convulsamente a palpeggiarmi i seni scendendo giù sulle parti intime. Non era Guido. 

Mi giro di scatto, inizio a gridare e scalciare alla rinfusa, mi trovo davanti un individuo di mezza età, mingherlino che si ritrae, abbassa lo sguardo, alza le mani al cielo. Scioccata dall’accaduto, mi fermo un millesimo di secondo per cercare di realizzare cosa stava succedendo e lui rigetta le sue mani sul mio petto. 

Cerco di nuovo di allontanarlo scalciando, quello si volta e se ne va camminando velocemente in direzione di una piazza affollata. Grido di nuovo, chiedo a voce alta aiuto a una coppia che mi accorgo era lì davanti un altro portone. Mi colpiscono con uno sguardo di diffidenza e continuano a conversare tra loro. 

Nel frattempo il mio aggressore sta per entrare nella piazza affollata e ha preso a camminare normalmente.

Piena di rabbia e in preda alle lacrime, lo inseguo sperando di farlo bloccare dai passanti. Io non potevo, sentivo le mani bloccate, avevo disgusto a toccarlo. Grido di nuovo aiuto, urlo alla gente che passa a quelli seduti al bar, di fermarlo, dicendo che quell’individuo mi ha appena aggredita. 

Nessuno si muove. Ancora soltanto sguardi di diffidenza, quasi infastiditi dalle grida. Mi sembra di essere piombata in un incubo surreale: non è possibile mi dico, non ci credo, quello sta camminando tranquillo per la strada e a me dopo la schifosa aggressione, non solo nessuno presta soccorso, mi ritrovo addosso gli occhi infastiditi di gente che mi guarda come fossi una pazza.

Mi trovo davanti una folla di lobotomizzati; degli automi. È tutto così allucinante, mi gira la testa, tremo, una rabbia mai provata prima prende il sopravvento sullo spavento e il dolore per l’aggressione. 

Questa rabbia mi dà la forza di inseguirlo per 500 lunghissimi metri, i 500 metri più lunghi e strazianti della mia vita. 

Finalmente due ragazzini sul motorino accorrono in soccorso e lo bloccano: avranno 14 anni. 

Riesco a chiamare il 112 e gli amici che mi aspettavano a casa. Arrivano tutti, i miei amici, la polizia, e i passanti-automa che si fermano a sbirciare come gli anziani sui cantieri mentre racconto l’accaduto ai poliziotti, si avvicina una ragazza dicendo sconvolta che quell’individuo l’aveva molestata pesantemente strizzandole forte il seno mentre usciva dal bar di fronte, appena 10 minuti prima. 

Andiamo entrambe in centrale, sporgiamo regolare denuncia. Siamo entrambe sconvolte: mi racconta di aver chiesto anche lei soccorso e che nell’indifferenza generale, nessuno l’ha aiutata, stava rientrando a casa quando ha visto la volante e quell’individuo. Una volta in centrale chiamo la mia famiglia, faccio un giro di telefonate e veniamo a sapere che un’altra donna ha presentato denuncia ai carabinieri per molestie sessuali contro lo stesso individuo solo un giorno prima. Contestualmente veniamo a sapere che il pubblico ministero è una donna. Questo mi rincuora, penso ingenuamente che una donna possa essere più sensibile verso questo tipo di reati. 

Purtroppo scoprirò più tardi che la pm non vorrà convalidare il fermo perché — mi spiegano — «non c’è flagranza di reato». Mi sforzo di capire cosa si intenda allora per «flagranza» ma faccio davvero tanta tanta difficoltà.

E ancora mi chiedo perché una pubblico ministero non possa evitare che un individuo con evidenti problemi psichici, soggetto a conclamati raptus criminali, dopo tre denuncie di molestie a distanza di 24 ore, se ne vada in giro libero di aggredire altre donne e ragazzine del quartiere. E soprattutto spiegatemi perché la società in cui viviamo si è rivelata come un grande silenzioso deserto dall’indifferenza imperante. Nei secoli le piante hanno modificato la propria morfologia per sopravvivere a climi a loro ostili. I cactus hanno trasformato le proprie foglie in spine, ecco io ora vorrei continuare a credere in quei principi di solidarietà e giustizia a cui la mia famiglia mi ha educato, quello che dovrebbe essere la linfa vitale della nostra società. Solo ora spiegatemi voi come continuare, perché io mi rifiuto di subire e trasformare le foglie in spine.

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Roma, incidente a Castel Romano: gravi padre e figlia. Strada chiusa

(Fonte: la Repubblica) – Si è verificato questa mattina intono alle 9, un incidente tra un'auto e una moto, in via di Pratica, all'altezza di Castel Romano, nel quadrante sud di Roma. Coinvolti un padre e la figlia che viaggiano a bordo della moto. Gravi le loro condizioni. L'uomo è stato trasportato in ospedale in codice rosso con l'elisoccorso mentre la figlia, sempre in codice rosso, in ambulanza.

Sul posto per i rilievi la polizia locale del Gruppo IX Eur. La strada è stata chiusa,  da via Arno a via Pontina, in entrambi i sensi di marcia. "Al momento il traffico è bloccato da Villaggio Azzurro a Castel Romano in direzione di Roma", ha dichiarato Astral Infomobilità. "Ripercussioni anche nel senso di marcia opposto da Castel romano a Casale Capocotta".

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Paola Guerci: “Non si può mai stare tranquilli”

Paola Guerci si esprime sulla questione riguardante la donna violentata mentre faceva jogging a Caracalla. La donna, di 38 anni, si è salvata solo grazie all'intervendo di un ragazzo che ha messo in fuga il malfattore, un di 33 anni. L'uomo è stato rintracciato attraverso la descrizione fornita dalla vittima e arrestato. Il PM Silvia Santucci, ha disposto per ora lo stato di fermo con l'accusa di violenza sessuale.

Paola Guerci, commentando la vicend, ha dichiarato: "Una episodio di violenza verificatosi alle 14:00 in centro (via delle Camene), in pieno giorno e in un luogo frequentato rende l'idea di quanto l'insicurezza per le donne sia una realtà quotidiana".

In basso il podcast della rubrica… Non perderlo!

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Balduina, incubo voragine senza fine Altri mesi di lavori, caos traffico

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Il cartello all’ingresso da via De Carolis, lato Balduina, fa ancora impressione nonostante da due mesi sia lì e, probabilmente, lì resterà per altri quattro, fino all’autunno: «Attenzione, via Damiano Chiesa chiusa per voragine», ovvero quella che lo scorso 14 maggio sbranò l’asfalto lasciando semi praticabile la via «strategica» che – sfumando lungo la boscaglia di Monte Mario prima in viale di Valle Aurelia e poi in via Vittorio Montiglio – collega la Balduina a Pineta Sacchetti: sbuca a cento metri dall’entrata principale del Policlinico Gemelli.

Il Campidoglio chiuse la strada per rimettere a posto la situazione, stessa disposizione d’emergenza ieri a via della Camilluccia – altezza Colli della Farnesina – dove l’asfalto si è aperto di nuovo. Adesso in via Damiano Chiesa la voragine non c’è più e l’asfalto è un velluto, ma la strada si può percorrere in un solo senso – da Pineta Sacchetti alla Balduina – con gravi disagi per tutti i cittadini della zona. Soprattutto quelli che si muovo in direzione Primavalle, eroi metropolitani costretti a spararsi almeno un’ora di traffico tra via Trionfale e la Camilluccia per arrivare alla meta. Lo stesso percorso sistematicamente ingolfato di macchine che, in teoria, dovrebbe compiere un’ambulanza che ha recuperato un paziente in via De Carolis se vuole portarlo al Gemelli. E che, in pratica, non fa più per ovvi motivi dirottando la corsa al Santo Spirito o al San Filippo Neri.

 

 

Così i cittadini (imbufaliti) hanno mobilitato la politica. «Ci chiediamo cosa stia succedendo – la nota di FdI -: cosa impedisce la riapertura totale?». Insieme al Simu, Acea si occupa dei lavori in un’area, quella di Monte Mario, che ha un sottosuolo assai complicato da gestire. L’azienda capitolina spiega che, per via Damiano Chiesa, i lavori vanno avanti a 9 metri di profondità e hanno portato alla riparazione di 20 metri di tubi – cioè un tratto di 300 metri in superficie -; e che il manto stradale intanto è stato rifatto «con richiesta del Campidoglio» per consentire la riapertura della strada, ma «più avanti toccherà rompere tutto per ultimare gli interventi». Si va per le lunghe, insomma.

Questo perché nel Tavolo che si tiene settimanalmente tra Acea, il Simu e il Municipio XIV ha deciso «all’unanimità, un intervento radicale e definitivo», dice la multiutility prima di spiegare come si è arrivati alla decisione. «C’è stato uno smottamento e si è rotta una fognatura non segnalata, un danno grave che ci ha fatto scoprire un forte ammaloramento dell’intero sistema». Al momento, Acea ha un piano di 45 giorni lavorativi (più di due mesi), anche se «non c’è certezza su cosa incontreremo nel sottosuolo». Ma per il ritorno alla normalità toccherà prima assegnare appalti per un valore di circa 800 mila euro. Dopodiché si partirà. «120 giorni? Sì, plausibile», chiude Acea.

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Roma, ladro entra in casa per rubare: la polizia lo trova nascosto in un baule

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Ruba monete e altri oggetti in un appartamento e, all'arrivo della polizia, si nasconde in un baule. E lì lo hanno trovato gli agenti, con tutta la refurtiva addosso. K.K., cittadino georgiano di 30 anni, è stato arrestato. Le pattuglie dei commissariati Fidene e Vescovio sono arrivate nell'appartamento in via Monte Cervialto attorno alle tre, dove erano state inviate per una segnalazione di furto. Sul posto hanno trovato la casa a soqquadro, ma del ladro ad una prima occhiata non c'era traccia. Poi è bastato aprire la cassapanca.
 

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Stadio Roma, il pg della Cassazione: inammissibile il ricorso di Parnasi sulla custodia in carcere

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Dichiarare l'inammissibilità del ricorso del costruttore Luca Parnasi per l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare del gip nell'ambito dell'inchiesta sullo Stadio della Roma. È quanto ha chiesto il sostituto pg della Cassazione Perla Lori nell'udienza a porte chiuse davanti alla sesta sezione penale. Nel ricorso gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini lamentano la carenza di motivazioni sulle esigenze cautelari. Il collegio difensivo ha depositato l'istanza nei giorni successivi all'arresto scegliendo di non fare ricorso al tribunale del Riesame ma chiedendo direttamente ai giudici di piazza Cavour di verificare se sono fondate e adeguatamente motivate le esigenze alla base della misura cautelare.
 

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Paola Guerci: flagranza differita e proposta dell’On. Carfagna

Oggi pomeriggio, nel corso della rubrica Punto Donna, Paola Guerci ha parlato di cronaca con uno sguardo al femminile. Si è parlato del Centro antiviolenza a Tor Bella Monaca che sembra esser stato sfrattato dalla sindaca Raggi. Sgombero in vista, quindi, anche nella periferia est della città, in un luogo dedicato alle donne vittime di violenza. Ci sarà probabilmente questa chiusura poichè i locali non sono stati rinnovati in termini di affitto e quindi la sede di via Aspertini, che era stato affidata dalla precedente giunta a questo centro, ora dovrà essere rivista. Nel frattempo la presidente Catallo ha avviato una battaglia per fermare lo sfratto. 
Fra le notizie trattate anche quella della tentata violenza di una donna mentre stava facendo jogging a Roma. Un uomo, senza permesso di soggiorno, ha tentato di violentare questa ragazza nei pressi delle Terme di Caracalla. Grazie alle telecamere di sicurezza l'uomo è stato bloccato e arrestato in flagranza differita (fermato cioè dopo il tentativo di violenza). A tal proposito la Guerci ha sottolineato che non c'è al momento una legge che punisce se non si viene trovati mentre si commette il fatto. La vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia Mara Carfagna ha proposto proprio oggi di inserire nell'ordinamento giudiziario la possibilità di fermare il colpevole in flagranza differita, citando anche alcuni numeri e statistiche in merito. La Guerci ha parlato poi di un certo timore diffuso nella popolazione nell'intervenire quando una donna è in difficoltà e sta, per esempio, subendo violenza. 
In conclusione si è parlato anche di altri casi di femminicidio e di condanne che ci sono state sul territorio nazionale e anche oltre oceano, parlando di nuovo del caso Weinstein. 

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Roma, il mondo del cinema ai funerali del regista Carlo Vanzina

(Fonte: Corriere della Sera, di Paolo Conti) – È tutto pronto, all’ingresso della Basilica di santa Maria degli Angeli in piazza della Repubblica, per i funerali di Carlo Vanzina, fissati per le ore 11. Un discreto servizio d’ordine ha organizzato le transenne per le tv e le troupe per impedire che la cerimonia possa essere disturbata da telecamere e giornalisti, magari sparsi in giro per il magnifico ambiente disegnato da Michelangelo Buonarroti sulle rovine delle maestose Terme di Diocleziano.

La fine del marchio

Con Carlo Vanzina, scomparso dopo una lunga malattia, finisce per metà la grande esperienza del marchio Fratelli Vanzina, Carlo ed Enrico, figli di Stefano Vanzina, in arte Steno. I fratelli Vanzina, dal debutto nel 1976 con ‘Luna di miele in tre’, ha realizzato circa 60 film di grande successo commerciale e di pubblico. A loro si deve anche l’invenzione del Cinepanettone, il film di Natale molto comico venato talvolta di qualche grossolanità. I Vanzina hanno comunque analizzato nel profondo il carattere e il costume diffuso italiano.

Successo tv

La riprova del loro successo sta persino nella serata omaggio di domenica scorsa su Raiuno, con la trasmissione del film Miami Beach, che ha vinto la serata totalizzando il 13.3 di stare. Vanzina lascia il fratello Enrico, la moglie Lisa Melidoni Vanzina e due figlie . Nella stessa basilica , che è chiesa di Stato per le cerimonie ufficiali, vennero celebrati nel 1993 anche gli indimenticabili funerali di Federico Fellini.

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Roma, turista ubriaca cade nel Tevere: salvata

(Fonte: la Repubblica) – Tragedia sfiorata nella notte a Roma dove una turista ucraina di 25 anni è caduta nel Tevere. A quanto ricostruito la giovane, ubriaca, si è sporta troppo dal ponte della Musica Armando Trovajoli finendo nel fiume. E' accaduto intorno alle 2.30. Sul posto i vigili del fuoco, con sommozzatori e fluviale, e carabinieri del nucleo radiomobile di Roma. La ragazza è stata recuperata e portata sulla banchina dove è stata affidata alle cure del 118. Non è in gravi condizioni. La giovane avrebbe raccontato di aver trascorso la serata con altre persone e di essere caduta in acqua dopo essersi sporta troppo dal ponte