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Roma, cadavere nel Tevere: recuperato il corpo di un uomo

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Un cadavere è stato recuperato nel Tevere. E' il corpo di un uomo adulto avvistato alle 14 circa nel fiume, all'altezza dell'incrocio affluenza con il fiume Aniene, nella zona di via del Foro Italico. Sul posto una squadra dei vigili del fuoco del comando di Roma nucleo sommozzatori e fluviale sono intervenuti per il recupero del cadavere. Al momento è sconosciuta l'identità dell'uomo che probabilmente si trovava in acqua già da alcuni giorni. Il corpo e stato consegnato alle autorità competenti. È stata una donna che faceva canottaggio a segnalare al 112 il corpo di un uomo anziano nel Tevere. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Parioli. Da un primo esame, sul corpo non sono visibili segni di violenza.

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Smantellata banda di ladri a Roma Nord

ROMA – Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia Roma Cassia, a conclusione di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale Ordinario di Roma, nei confronti di 5 persone, quattro portate in carcere ed una sottoposta all’obbligo di presentazione in caserma, ritenute responsabili, in concorso, a vario titolo, di vari episodi di furto.

L’attività investigativa, durata 4 mesi e condotta dai Carabinieri della Stazione Roma La Storta, ha permesso di infliggere un durissimo colpo al fenomeno dei furti che avvenivano nella zona nord della Capitale e nelle aree limitrofe, soprattutto ai danni di cittadini e delle attività commerciali.

I criminali, di origine romena, conoscevano bene il territorio, risiedendo nei pressi delle zone colpite e frequentandole quotidianamente, avendo quindi il vantaggio di conoscere a fondo gli obiettivi più redditizi da colpire. L’indagine ha permesso di individuare un giovane romeno quale referente principale del gruppo che si avvaleva, oltre che dei complici individuati durante l’attività di indagine, di una fitta rete di contatti criminali che fornivano basi di appoggio per la refurtiva e per gli autori dei furti dopo i singoli reati.

Numerosi gli esercizi commerciali colpiti dai ladri che, sprezzanti di ogni pericolo, hanno compiuto 5 furti accertati tra il mese di novembre ed il mese di dicembre scorso, oltre a diversi altri monitorati durante l’attività di indagine ed ancora in corso di accertamento.

In un episodio, il gruppo ha compiuto un furto ai danni di un noto esercizio commerciale della zona e, non contenti del bottino, si sono ripresentati a distanza di 10 giorni, cadendo nella trappola dei Carabinieri,  dai quali hanno cercato di darsi alla fuga.

Durante le indagini, i Carabinieri della Compagnia Roma Cassia hanno arrestato in flagranza di reato altre due persone e sequestrato diversi attrezzi, di alto valore, utilizzati dai malfattori per il compimento dei furti, svolti con enorme perizia e capacità criminale.

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Roma, schianto mortale a Tivoli: muore ex bancario, ferita la moglie

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Incidente mortale questa mattina alle 9 alle porte di Tivoli. Un suv Bmw ha sbandato e ha travolto una Smart che sopraggiungeva: morto il conducente della citycar, ferita leggermente la moglie che viaggiava accanto a lui. Sul posto è giunta l’eliambulanza ma purtroppdo per l’uomo i soccorsi sono stati inutili, è morto durante il trasporto in ospedale. Illeso il guidatore che avrebbe causato l’incidente. Avrebbe riferito di aver avuto un colpo di sonno.
La vittima è un 69enne di Tivoli, che prima della pensione lavorara in una banca di Ronma. Il pensionato abitava poco distante dal luogo dello scontro. La Tiburtina Valeria è rimasta chiusa per un paio d’ore. Sul posto la polizia municipale per i rilievi, i vigili del fuoco e i sanitari del 118.

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Rocca di Papa, colpiti gli interessi della Ndrangheta

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione di polizia giudiziaria della Squadra Mobile di Roma coordinata dalla locale Procura Distrettuale Antimafia che svela la penetrazione della ‘ndrangheta in importanti strutture ricettive a Rocca di Papa.

Agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile stanno eseguendo un ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma a carico di tre soggetti legati alla pericolosa cosca MOLÈ di Gioia Tauro (RC) in quanto responsabili di intestazione fittizia di beni, trasferimento fraudolento di valori in concorso, finalizzato ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Contestualmente viene data esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni, società, ditte ed immobili, situati a Rocca di Papa e Gioia Tauro per un valore di circa 4 milioni di euro.

I particolari saranno illustrati dal Procuratore Aggiunto DDA Dott. Prestipino in un incontro con la stampa che avverrà alle ore 12.00, negli uffici della Procura della Repubblica. 

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Cucchi: Cc, fotosegnalamento cancellato

(Fonte: www.ansa.it)
Mancano tracce scritte del passaggio di Stefano Cucchi dalla compagnia Casilina per gli accertamenti fotosegnaletici e dattiloscopici durante l'arresto: dal registro delle persone sottoposte a fotosegnalamento fu cancellato con il bianchetto il nome di Stefano Cucchi. "Una pratica non regolare", lo hanno ribadito alcuni militari dell'Arma in servizio il 15 ottobre 2009, data dell'arresto di Cucchi, ascoltati oggi alla Prima Corte d'Assise di Roma nell'udienza del processo che vede imputati cinque carabinieri per la vicenda del geometra romano. Sul registro dei fotosegnalamenti, un rigo è cancellato con il bianchetto: sotto alla casella con il nome di Misic Zoran si intravede, eliminato successivamente, quello di Stefano Cucchi. "Non è una pratica normale, può capitare che il fotosegnalamento non avvenga per problemi ai sistemi informatici, ma in genere si cancella il nome con una riga orizzontale, non con il bianchetto", ha spiegato uno dei carabinieri ascoltati.

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Io, molestata per la strada a Roma: chiedevo aiuto, nessuno mi ha risposto

(Fonte: Corriere della Sera) – Questa è la lettera di una ragazza che vuole condividere la sua terribile esperienza perché nessun’altra, mai più, possa subire la stessa violenza. Conosciamo il suo nome, sappiamo dove è stata presentata la denuncia ma preferiamo non rivelare alcun dettaglio che possa consentire di risalire alla sua identità, condividendo la sua scelta di rendere noto il suo caso solo perché emblematico. Prima di rivolgersi al «Corriere della Sera», Francesca (nome di fantasia) ha aspettato, sperando che qualcuno intervenisse. Ha deciso di farlo quando ha capito che altre donne rischiavano di essere aggredite. 

Vorrei raccontarvi un doloroso caso di molestia sessuale che ha visto coinvolte me e un’altra donna in un popoloso quartiere di Roma Est. Erano le 21, una sera d’estate, c’era ancora luce, scendo dall’auto e mi dirigo verso casa dei miei amici. Avevamo in programma una festa in terrazza il giorno successivo, mi aspettavano per ultimare i preparativi. La strada a senso unico che conduce al loro portone è poco trafficata, l’ho percorsa tante volte, sono tranquilla mentre penso a come disporre le fioriere di bambù per l’occasione e mi dirigo spedita.

Vedo con la coda dell’occhio una persona dietro di me, penso sia il mio amico Guido, sapevo che sarebbe andato anche lui a dare una mano e penso, mi vorrà fare uno scherzo. 

Stavolta non mi farà saltare facendomi il suo solito solletico all’improvviso, così mi preparo: irrigidisco i muscoli del corpo e sono pronta a voltarmi quando all’improvviso sento una stretta da dietro con le braccia, delle mani iniziano convulsamente a palpeggiarmi i seni scendendo giù sulle parti intime. Non era Guido. 

Mi giro di scatto, inizio a gridare e scalciare alla rinfusa, mi trovo davanti un individuo di mezza età, mingherlino che si ritrae, abbassa lo sguardo, alza le mani al cielo. Scioccata dall’accaduto, mi fermo un millesimo di secondo per cercare di realizzare cosa stava succedendo e lui rigetta le sue mani sul mio petto. 

Cerco di nuovo di allontanarlo scalciando, quello si volta e se ne va camminando velocemente in direzione di una piazza affollata. Grido di nuovo, chiedo a voce alta aiuto a una coppia che mi accorgo era lì davanti un altro portone. Mi colpiscono con uno sguardo di diffidenza e continuano a conversare tra loro. 

Nel frattempo il mio aggressore sta per entrare nella piazza affollata e ha preso a camminare normalmente.

Piena di rabbia e in preda alle lacrime, lo inseguo sperando di farlo bloccare dai passanti. Io non potevo, sentivo le mani bloccate, avevo disgusto a toccarlo. Grido di nuovo aiuto, urlo alla gente che passa a quelli seduti al bar, di fermarlo, dicendo che quell’individuo mi ha appena aggredita. 

Nessuno si muove. Ancora soltanto sguardi di diffidenza, quasi infastiditi dalle grida. Mi sembra di essere piombata in un incubo surreale: non è possibile mi dico, non ci credo, quello sta camminando tranquillo per la strada e a me dopo la schifosa aggressione, non solo nessuno presta soccorso, mi ritrovo addosso gli occhi infastiditi di gente che mi guarda come fossi una pazza.

Mi trovo davanti una folla di lobotomizzati; degli automi. È tutto così allucinante, mi gira la testa, tremo, una rabbia mai provata prima prende il sopravvento sullo spavento e il dolore per l’aggressione. 

Questa rabbia mi dà la forza di inseguirlo per 500 lunghissimi metri, i 500 metri più lunghi e strazianti della mia vita. 

Finalmente due ragazzini sul motorino accorrono in soccorso e lo bloccano: avranno 14 anni. 

Riesco a chiamare il 112 e gli amici che mi aspettavano a casa. Arrivano tutti, i miei amici, la polizia, e i passanti-automa che si fermano a sbirciare come gli anziani sui cantieri mentre racconto l’accaduto ai poliziotti, si avvicina una ragazza dicendo sconvolta che quell’individuo l’aveva molestata pesantemente strizzandole forte il seno mentre usciva dal bar di fronte, appena 10 minuti prima. 

Andiamo entrambe in centrale, sporgiamo regolare denuncia. Siamo entrambe sconvolte: mi racconta di aver chiesto anche lei soccorso e che nell’indifferenza generale, nessuno l’ha aiutata, stava rientrando a casa quando ha visto la volante e quell’individuo. Una volta in centrale chiamo la mia famiglia, faccio un giro di telefonate e veniamo a sapere che un’altra donna ha presentato denuncia ai carabinieri per molestie sessuali contro lo stesso individuo solo un giorno prima. Contestualmente veniamo a sapere che il pubblico ministero è una donna. Questo mi rincuora, penso ingenuamente che una donna possa essere più sensibile verso questo tipo di reati. 

Purtroppo scoprirò più tardi che la pm non vorrà convalidare il fermo perché — mi spiegano — «non c’è flagranza di reato». Mi sforzo di capire cosa si intenda allora per «flagranza» ma faccio davvero tanta tanta difficoltà.

E ancora mi chiedo perché una pubblico ministero non possa evitare che un individuo con evidenti problemi psichici, soggetto a conclamati raptus criminali, dopo tre denuncie di molestie a distanza di 24 ore, se ne vada in giro libero di aggredire altre donne e ragazzine del quartiere. E soprattutto spiegatemi perché la società in cui viviamo si è rivelata come un grande silenzioso deserto dall’indifferenza imperante. Nei secoli le piante hanno modificato la propria morfologia per sopravvivere a climi a loro ostili. I cactus hanno trasformato le proprie foglie in spine, ecco io ora vorrei continuare a credere in quei principi di solidarietà e giustizia a cui la mia famiglia mi ha educato, quello che dovrebbe essere la linfa vitale della nostra società. Solo ora spiegatemi voi come continuare, perché io mi rifiuto di subire e trasformare le foglie in spine.

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Roma, incidente a Castel Romano: gravi padre e figlia. Strada chiusa

(Fonte: la Repubblica) – Si è verificato questa mattina intono alle 9, un incidente tra un'auto e una moto, in via di Pratica, all'altezza di Castel Romano, nel quadrante sud di Roma. Coinvolti un padre e la figlia che viaggiano a bordo della moto. Gravi le loro condizioni. L'uomo è stato trasportato in ospedale in codice rosso con l'elisoccorso mentre la figlia, sempre in codice rosso, in ambulanza.

Sul posto per i rilievi la polizia locale del Gruppo IX Eur. La strada è stata chiusa,  da via Arno a via Pontina, in entrambi i sensi di marcia. "Al momento il traffico è bloccato da Villaggio Azzurro a Castel Romano in direzione di Roma", ha dichiarato Astral Infomobilità. "Ripercussioni anche nel senso di marcia opposto da Castel romano a Casale Capocotta".

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Paola Guerci: “Non si può mai stare tranquilli”

Paola Guerci si esprime sulla questione riguardante la donna violentata mentre faceva jogging a Caracalla. La donna, di 38 anni, si è salvata solo grazie all'intervendo di un ragazzo che ha messo in fuga il malfattore, un di 33 anni. L'uomo è stato rintracciato attraverso la descrizione fornita dalla vittima e arrestato. Il PM Silvia Santucci, ha disposto per ora lo stato di fermo con l'accusa di violenza sessuale.

Paola Guerci, commentando la vicend, ha dichiarato: "Una episodio di violenza verificatosi alle 14:00 in centro (via delle Camene), in pieno giorno e in un luogo frequentato rende l'idea di quanto l'insicurezza per le donne sia una realtà quotidiana".

In basso il podcast della rubrica… Non perderlo!

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Roma, paura ai Parioli: albero cade e centra un’auto

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Un altro albero caduto a Roma: è successo in viale Regina Margherita, dove un albero è franato sui binari del tram. Nella caduta l'albero ha schiacciato un'auto. Dalle prime informazioni non ci sarebbero feriti.

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Roma, rubavano all’outlet di Valmontone: prese sorelle ladre

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Rubavano nei negozi dell'outlet di Valmontone, arrestate due sorelle di Artena, con precedenti. Le taccheggiatrici, 30 e 17 anni, approfittando del notevole afflusso di persone alla ricerca dell'acquisto del capo «griffato» in occasione dei saldi estivi, sono entrate in azione ripulendo cinque negozi di abbigliamento e cosmetici. I carabinieri della stazione di Valmontone, grazie ai servizi di controllo predisposti, hanno intercettato le sorelle mentre occultavano all'interno delle proprie borse parte della refurtiva, da cui avevano manomesso i dispositivi anti-taccheggio. La merce recuperata, per un valore complessivo di 700 euro, è stata interamente restituita ai responsabili dei negozi. Le arrestate dovranno rispondere di furto aggravato in concorso. Per la 30enne sono scattati gli arresti domiciliari mentre per la minorenne la permanenza presso il Centro di Prima Accoglienza per minori.