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Stazione Tiburtina, stranieri che alloggiano in tende o baracche: controlli straordinari della Polizia

E’ in atto da questa mattina una vasta operazione di controllo della Polizia di Stato nell’area della Stazione Tiburtina e nelle zone limitrofe, dove da tempo si registra una nutrita presenza di cittadini stranieri che alloggiano in tende o baracche, in precarie condizioni igienico sanitarie. Le operazioni, disposte dal Questore di Roma Guido Marino, si sono rese necessarie per monitorare lo stato dei luoghi e per prevenire possibili criticità. Frequenti, infatti, le risse che si verificano tra gli immigrati e gli attraversamenti dei binari, effettuati con notevole rischio per l’incolumità propria e per la circolazione ferroviaria.

Inoltre, la presenza di tende si era negli ultimi tempi estesa anche a ridosso dei binari, con allacci abusivi riscontrati ai sistemi elettrici di sicurezza e antincendio. Per impedire nuovi accessi abusivi dell’area R.F.I., Rete ferroviaria Italiana, provvederà alla realizzazione di una nuova recinzione dell’area. Nel corso delle operazioni, sono state rinvenute dagli agenti 8 biciclette destinate al bike sharing, che sono state al momento sequestrate e che saranno in seguito restituite alla società di appartenenza.

88 le persone rintracciate e controllate al momento dell’intervento, 34 delle quali, prive di documenti o con provvedimenti a carico, sono state accompagnate presso l’ufficio Immigrazione di via Patini per le ulteriori verifiche. Presente sul posto personale della Sala Operativa sociale del Comune e rappresentanti delle associazioni di volontariato. Personale dell’Ama sta provvedendo alle operazioni di ripulitura dell’intera area.

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Scacchi (Legambiente): “Situazione dei mari preoccupante”

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale per parlare dello stato di salute dei mari. "La situazione – dice Scacchi – non è confortante: è molto preoccupante quanto i dati siano allarmanti rispetto all’anno scorso. La maggior parte dei siti è fortemente inquinata, alcuni sono inquinati”.

Ci sono anche alcune aree in cui si sono verificati dei miglioramenti: “A Latina – spiega Scacchi – più del 50% delle acque sono entro i limiti: i risultati vengono quando si costruisce pensando al futuro. Inoltre, dove ci sono depuratori funzionano, i problemi riguardano gli scarichi che, a volte, sono anche abusivi.

Nella provincia della Capitale, invece, i dati non sono affatto positivi: “La situazione complessiva è preoccupante soprattutto ad Ardea, a Pomezia, Roma e Anzio.

Roberto Scacchi commenta positivamente l’iniziativa della Regione Lazio “”Plastic Free", presentata dall’assessore Valeriani al Ciclo dei Rifiuti e dal presidente Zingaretti: una serie di iniziative volte ad abbattere i consumi e migliorare il trattamento dei materiali in plastica. "Una è particolarmente interessante – spiega Scacchi – il recupero della plastica è affidato, in parte, ai pescatori: da oggi diventeranno infatti attori della pulizia del mare, cosa che migliorerà anche il loro core business. 

In chiusura, il presidente di Legambiente Lazio si esprime anche sulla raccolta differenziata: "Servono azioni concrete.  speriamo di avere un miglioramento del 50% in un paio di anni”.

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Sperlonga, ragazzina muore annegata. “Risucchiata dall’aspirazione della piscina dell’hotel”

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Clemente Pistilli) Tragedia a Sperlonga. Nella affollata località balneare del sud pontino, una ragazzina di 13 anni è morta in piscina annegata, secondo le prime ipotesi, dopo essere stata risucchiata dal bocchettone d'aspirazione sul fondo della vasca. Una vacanza finita in tragedia per una famiglia della provincia di Frosinone. E ora mille dubbi da parte della Procura di Latina su come sia stato possibile che l'ambiente ovattato di un hotel a quattro stelle, con una piscina descritta come "perfetta per trascorrere giornate tranquille", ieri pomeriggio si sia potuto trasformare in un set horror. La vittima, Sara Francesca B. era in vacanza con i genitori. La famiglia aveva scelto il Grand Hotel Virgilio, in via Romita. Attorno alle 17.10 di ieri il dramma. Mentre la ragazzina nuotava in piscina, è stata risucchiata dal bocchettone della vasca e trattenuta sul fondo. Un turista americano ha subito soccorso la minore, riuscendo, con non poca fatica, a portarla fuori dall'acqua. Un medico, che si trovava anche lui nell'hotel, l'ha rianimata. Il cuore della ragazzina ha così ripreso a battere e la minore è tornata a respirare, ma senza riprendere conoscenza. Messa in moto intanto la macchina dei soccorsi, la studentessa è stata trasportata con l'eliambulanza al policlinico "Gemelli" di Roma. Il peggio sembrava passato. Invece non c'è stato nulla da fare e alle 4 di stanotte la ragazzina è spirata. Tutto a causa di un bocchettone di venti centimetri? I carabinieri di Sperlonga e Terracina stanno cercando di far luce sull'accaduto e hanno già messo sia la piscina dell'hotel che i locali tecnici dove si trovano le pompe sotto sequestro. Una vicenda su cui con ogni probabilità a fare piena luce dovranno essere dei tecnici. Fondamentali, però, saranno anche gli esiti dell'autopsia sul corpo della 13enne, necessari anche a stabilire se la vittima, oltre ad essere risucchiata dal bocchettone della piscina, sia stata colta da malore. Il Grand Hotel Virgilio aveva subito nel 2014 un sequestro da parte dei carabinieri per una serie di abusi edilizi e due anni dopo era stato sequestrato sempre dall'Arma e dalla Guardia di finanza. In quest'ultimo caso il sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe Miliano, aveva ipotizzato la lottizzazione abusiva e l'invasione di terreni. Poi i sigilli vennero fatti togliere dal Riesame e le indagini proseguirono.

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Via Giolitti, turista aggredito e derubato

Si è avvicinato ad un turista e dopo averlo minacciato lo ha aggredito con calci e pugni per impossessarsi dello smartphone, di ultima generazione.
La rapina è avvenuta la scorsa notte in via Giolitti, ad opera di un 21enne di nazionalità marocchina, senza fissa dimora, arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante con l’accusa di rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
I Carabinieri, mentre stavano transitando proprio in quel momento, hanno udito le urla di aiuto della vittima, e sono intervenuti riuscendo a bloccare il 21enne dopo averlo rincorso per alcuni metri. Una volta intrappolato, il rapinatore si è opposto con strenua resistenza ma è stato ammanettato. La successiva perquisizione personale ha permesso ai militari di rinvenire il telefono cellulare della vittima, occultato negli slip.
Dopo l’arrestato il giovane è stato portato in caserma e trattenuto, in attesa del rito direttissimo.

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Roma, schianto mortale a Tivoli: muore ex bancario, ferita la moglie

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Incidente mortale questa mattina alle 9 alle porte di Tivoli. Un suv Bmw ha sbandato e ha travolto una Smart che sopraggiungeva: morto il conducente della citycar, ferita leggermente la moglie che viaggiava accanto a lui. Sul posto è giunta l’eliambulanza ma purtroppdo per l’uomo i soccorsi sono stati inutili, è morto durante il trasporto in ospedale. Illeso il guidatore che avrebbe causato l’incidente. Avrebbe riferito di aver avuto un colpo di sonno.
La vittima è un 69enne di Tivoli, che prima della pensione lavorara in una banca di Ronma. Il pensionato abitava poco distante dal luogo dello scontro. La Tiburtina Valeria è rimasta chiusa per un paio d’ore. Sul posto la polizia municipale per i rilievi, i vigili del fuoco e i sanitari del 118.

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Rocca di Papa, colpiti gli interessi della Ndrangheta

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione di polizia giudiziaria della Squadra Mobile di Roma coordinata dalla locale Procura Distrettuale Antimafia che svela la penetrazione della ‘ndrangheta in importanti strutture ricettive a Rocca di Papa.

Agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile stanno eseguendo un ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma a carico di tre soggetti legati alla pericolosa cosca MOLÈ di Gioia Tauro (RC) in quanto responsabili di intestazione fittizia di beni, trasferimento fraudolento di valori in concorso, finalizzato ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Contestualmente viene data esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni, società, ditte ed immobili, situati a Rocca di Papa e Gioia Tauro per un valore di circa 4 milioni di euro.

I particolari saranno illustrati dal Procuratore Aggiunto DDA Dott. Prestipino in un incontro con la stampa che avverrà alle ore 12.00, negli uffici della Procura della Repubblica. 

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Cucchi: Cc, fotosegnalamento cancellato

(Fonte: www.ansa.it)
Mancano tracce scritte del passaggio di Stefano Cucchi dalla compagnia Casilina per gli accertamenti fotosegnaletici e dattiloscopici durante l'arresto: dal registro delle persone sottoposte a fotosegnalamento fu cancellato con il bianchetto il nome di Stefano Cucchi. "Una pratica non regolare", lo hanno ribadito alcuni militari dell'Arma in servizio il 15 ottobre 2009, data dell'arresto di Cucchi, ascoltati oggi alla Prima Corte d'Assise di Roma nell'udienza del processo che vede imputati cinque carabinieri per la vicenda del geometra romano. Sul registro dei fotosegnalamenti, un rigo è cancellato con il bianchetto: sotto alla casella con il nome di Misic Zoran si intravede, eliminato successivamente, quello di Stefano Cucchi. "Non è una pratica normale, può capitare che il fotosegnalamento non avvenga per problemi ai sistemi informatici, ma in genere si cancella il nome con una riga orizzontale, non con il bianchetto", ha spiegato uno dei carabinieri ascoltati.

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Io, molestata per la strada a Roma: chiedevo aiuto, nessuno mi ha risposto

(Fonte: Corriere della Sera) – Questa è la lettera di una ragazza che vuole condividere la sua terribile esperienza perché nessun’altra, mai più, possa subire la stessa violenza. Conosciamo il suo nome, sappiamo dove è stata presentata la denuncia ma preferiamo non rivelare alcun dettaglio che possa consentire di risalire alla sua identità, condividendo la sua scelta di rendere noto il suo caso solo perché emblematico. Prima di rivolgersi al «Corriere della Sera», Francesca (nome di fantasia) ha aspettato, sperando che qualcuno intervenisse. Ha deciso di farlo quando ha capito che altre donne rischiavano di essere aggredite. 

Vorrei raccontarvi un doloroso caso di molestia sessuale che ha visto coinvolte me e un’altra donna in un popoloso quartiere di Roma Est. Erano le 21, una sera d’estate, c’era ancora luce, scendo dall’auto e mi dirigo verso casa dei miei amici. Avevamo in programma una festa in terrazza il giorno successivo, mi aspettavano per ultimare i preparativi. La strada a senso unico che conduce al loro portone è poco trafficata, l’ho percorsa tante volte, sono tranquilla mentre penso a come disporre le fioriere di bambù per l’occasione e mi dirigo spedita.

Vedo con la coda dell’occhio una persona dietro di me, penso sia il mio amico Guido, sapevo che sarebbe andato anche lui a dare una mano e penso, mi vorrà fare uno scherzo. 

Stavolta non mi farà saltare facendomi il suo solito solletico all’improvviso, così mi preparo: irrigidisco i muscoli del corpo e sono pronta a voltarmi quando all’improvviso sento una stretta da dietro con le braccia, delle mani iniziano convulsamente a palpeggiarmi i seni scendendo giù sulle parti intime. Non era Guido. 

Mi giro di scatto, inizio a gridare e scalciare alla rinfusa, mi trovo davanti un individuo di mezza età, mingherlino che si ritrae, abbassa lo sguardo, alza le mani al cielo. Scioccata dall’accaduto, mi fermo un millesimo di secondo per cercare di realizzare cosa stava succedendo e lui rigetta le sue mani sul mio petto. 

Cerco di nuovo di allontanarlo scalciando, quello si volta e se ne va camminando velocemente in direzione di una piazza affollata. Grido di nuovo, chiedo a voce alta aiuto a una coppia che mi accorgo era lì davanti un altro portone. Mi colpiscono con uno sguardo di diffidenza e continuano a conversare tra loro. 

Nel frattempo il mio aggressore sta per entrare nella piazza affollata e ha preso a camminare normalmente.

Piena di rabbia e in preda alle lacrime, lo inseguo sperando di farlo bloccare dai passanti. Io non potevo, sentivo le mani bloccate, avevo disgusto a toccarlo. Grido di nuovo aiuto, urlo alla gente che passa a quelli seduti al bar, di fermarlo, dicendo che quell’individuo mi ha appena aggredita. 

Nessuno si muove. Ancora soltanto sguardi di diffidenza, quasi infastiditi dalle grida. Mi sembra di essere piombata in un incubo surreale: non è possibile mi dico, non ci credo, quello sta camminando tranquillo per la strada e a me dopo la schifosa aggressione, non solo nessuno presta soccorso, mi ritrovo addosso gli occhi infastiditi di gente che mi guarda come fossi una pazza.

Mi trovo davanti una folla di lobotomizzati; degli automi. È tutto così allucinante, mi gira la testa, tremo, una rabbia mai provata prima prende il sopravvento sullo spavento e il dolore per l’aggressione. 

Questa rabbia mi dà la forza di inseguirlo per 500 lunghissimi metri, i 500 metri più lunghi e strazianti della mia vita. 

Finalmente due ragazzini sul motorino accorrono in soccorso e lo bloccano: avranno 14 anni. 

Riesco a chiamare il 112 e gli amici che mi aspettavano a casa. Arrivano tutti, i miei amici, la polizia, e i passanti-automa che si fermano a sbirciare come gli anziani sui cantieri mentre racconto l’accaduto ai poliziotti, si avvicina una ragazza dicendo sconvolta che quell’individuo l’aveva molestata pesantemente strizzandole forte il seno mentre usciva dal bar di fronte, appena 10 minuti prima. 

Andiamo entrambe in centrale, sporgiamo regolare denuncia. Siamo entrambe sconvolte: mi racconta di aver chiesto anche lei soccorso e che nell’indifferenza generale, nessuno l’ha aiutata, stava rientrando a casa quando ha visto la volante e quell’individuo. Una volta in centrale chiamo la mia famiglia, faccio un giro di telefonate e veniamo a sapere che un’altra donna ha presentato denuncia ai carabinieri per molestie sessuali contro lo stesso individuo solo un giorno prima. Contestualmente veniamo a sapere che il pubblico ministero è una donna. Questo mi rincuora, penso ingenuamente che una donna possa essere più sensibile verso questo tipo di reati. 

Purtroppo scoprirò più tardi che la pm non vorrà convalidare il fermo perché — mi spiegano — «non c’è flagranza di reato». Mi sforzo di capire cosa si intenda allora per «flagranza» ma faccio davvero tanta tanta difficoltà.

E ancora mi chiedo perché una pubblico ministero non possa evitare che un individuo con evidenti problemi psichici, soggetto a conclamati raptus criminali, dopo tre denuncie di molestie a distanza di 24 ore, se ne vada in giro libero di aggredire altre donne e ragazzine del quartiere. E soprattutto spiegatemi perché la società in cui viviamo si è rivelata come un grande silenzioso deserto dall’indifferenza imperante. Nei secoli le piante hanno modificato la propria morfologia per sopravvivere a climi a loro ostili. I cactus hanno trasformato le proprie foglie in spine, ecco io ora vorrei continuare a credere in quei principi di solidarietà e giustizia a cui la mia famiglia mi ha educato, quello che dovrebbe essere la linfa vitale della nostra società. Solo ora spiegatemi voi come continuare, perché io mi rifiuto di subire e trasformare le foglie in spine.

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Roma, incidente a Castel Romano: gravi padre e figlia. Strada chiusa

(Fonte: la Repubblica) – Si è verificato questa mattina intono alle 9, un incidente tra un'auto e una moto, in via di Pratica, all'altezza di Castel Romano, nel quadrante sud di Roma. Coinvolti un padre e la figlia che viaggiano a bordo della moto. Gravi le loro condizioni. L'uomo è stato trasportato in ospedale in codice rosso con l'elisoccorso mentre la figlia, sempre in codice rosso, in ambulanza.

Sul posto per i rilievi la polizia locale del Gruppo IX Eur. La strada è stata chiusa,  da via Arno a via Pontina, in entrambi i sensi di marcia. "Al momento il traffico è bloccato da Villaggio Azzurro a Castel Romano in direzione di Roma", ha dichiarato Astral Infomobilità. "Ripercussioni anche nel senso di marcia opposto da Castel romano a Casale Capocotta".

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Paola Guerci: “Non si può mai stare tranquilli”

Paola Guerci si esprime sulla questione riguardante la donna violentata mentre faceva jogging a Caracalla. La donna, di 38 anni, si è salvata solo grazie all'intervendo di un ragazzo che ha messo in fuga il malfattore, un di 33 anni. L'uomo è stato rintracciato attraverso la descrizione fornita dalla vittima e arrestato. Il PM Silvia Santucci, ha disposto per ora lo stato di fermo con l'accusa di violenza sessuale.

Paola Guerci, commentando la vicend, ha dichiarato: "Una episodio di violenza verificatosi alle 14:00 in centro (via delle Camene), in pieno giorno e in un luogo frequentato rende l'idea di quanto l'insicurezza per le donne sia una realtà quotidiana".

In basso il podcast della rubrica… Non perderlo!