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Cronaca

Roma, truffa dei frigo nelle isole Ama: “Porte aperte ai ladri”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giuseppe Scarpa) – Entrano di notte nelle isole ecologiche dell'Ama. Rovistano tra gli scarti dei romani. Frigoriferi, lavatrici, forni a microonde: dal cuore di metallo dei rifiuti ingombranti, gli elettrodomestici in disuso, strappano il rame, l'acciaio e il ferro. Poi, una volta riempiti i loro sacchi, vanno via. Si dileguano. Salvo ricomparire a distanza di 24 ore per vendere a compratori di fiducia il loro bottino. Quasi sempre i protagonisti della tratta dei metalli sono rom.

La domanda a cui la procura vuole trovare una risposta è una: rubano indisturbati? Forse no. A piazzale Clodio sono sempre più convinti che qualche dipendente infedele della municipalizzata dell'ambiente sia loro complice.

Così i pm si sono messi in contatto con i vigili urbani, a cui toccheranno tutti gli approfondimenti del caso. L'ipotesi è che qualche impiegato dell'azienda di via Calderon de la Barca abbia preso l'abitudine di girarsi dall'altra parte, consentendo ai predatori di mettersi all'opera senza troppi affanni. È da chiarire se il teatrino venga allestito dietro una contropartita.
Questo, però, solo il primo capitolo di una maxi-inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Nunzia D'Elia.

La faccenda, infatti, pare essere molto più articolata. C'è il fondato sospetto – per ora solo un'ipotesi investigativa – che in alcune delle 13 isole ecologiche dell'Ama vengano scaricati rifiuti da parte di rivenditori disonesti. Dietro al conferimento di interi stock di frigoriferi ci potrebbe essere un business a diversi zeri.

Va precisato che da otto anni, da quando è in vigore il decreto 65 del ministero Ambiente, i commercianti di elettrodomestici e dei cosiddetti Aee ( Apparecchiature elettriche ed elettroniche) da una parte sono obbligati a ritirare i prodotti usati.

Dall'altra, trattengono sul prezzo di vendita una quota destinata al corretto smaltimento, già applicato dal produttore. Per i grandi elettrodomestici il " contributo" va da un minimo di cinque euro per i forni fino ai 15 euro per frigorifero e congelatore.

L'ipotesi è che da una parte il rivenditore disonesto – o chi per lui – trattenga la quota riservata sul prezzo di vendita e dall'altro ceda intere partite di elettrodomestici (senza pagare) nelle isole ecologiche con la complicità di qualche dipendente Ama disonesto.

Passo conclusivo con l'entrata in scena dei saccheggiatori a caccia di rame e acciaio. Forse rom: di fatto, sono loro a occuparsi di buona parte dello smaltimento. Così, con un discreto guadagno per ognuna delle parti in gioco, si chiuderebbe il cerchio. Peccato, però, che l'intera partita sia illegale.