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Cronaca

Roma, pausa pranzo all’Atac, solo 10 minuti

(Fonte: la Repubblica, di Flaminia Savelli) – Pausa ridotta a 10 minuti e gli impiegati si organizzano con il pranzo al sacco negli uffici. Da domani diventerà effettiva la rivoluzione Atac con l’incremento dell’orario settimanale da 37 a 39 ore. E con il nuovo accordo siglato tra confederali e azienda, in una nota interna venerdì sono state annunciate le prime direttive. Tra cui quella per il pranzo: “In applicazione dell’incontro del 12 giugno ribadiamo la validità per tutto il personale con turno fisso — si legge nel documento — della riduzione che fino al ripristino del servizio mensa avrà un durata di 10 minuti anziché 30”.

Così per i 1200 impiegati amministrativi, gli operai e i meccanici non ci saranno alternative e fino a nuovo ordine si mangerà sulle scrivanie — o nelle officine — con cibi e bevande portate da casa. "Non solo non abbiamo un posto dove poter consumare il pranzo perché i refettori sono chiusi ormai da mesi" protesta un operaio della sede di via Prenestina "ma ora abbiamo anche i minuti contati per consumare il pasto. Adesso vogliamo capire quanto durerà la nuova direttiva perché su questo nessuno ci ha dato informazioni. E anzi sappiamo che tutta la procedura è in alto mare". Resta infatti sospeso — dallo scorso 24 luglio — il servizio pasti. La municipalizzata ai trasporti navigava già in pessime acque quando il Dopolavoro (in accordo con tutte le sigle sindacali — Cisl, Cgil, Uil, Faisa, Cisal e Sulct) aveva deciso per il pugno di ferro: l’azienda non aveva mai rimborsato l’appalto da 852mila euro.

Dopo decine di richiami scritti, proteste, polemiche e un’ingiunzione di pagamento la ditta aveva quindi deciso per la chiusura. Prima della via Prenestina e poi delle altre 18 sedi: senza rimborsi previsti dall’assegnazione non era più in grado di coprire il servizio anticipando soldi. Gli impiegati Atac sono perciò rimasti senza refettori e senza buoni pasto. E i 60 lavoratori della ditta? Licenziati senza stipendi. Ma rimborsati lo scorso novembre con le derrate alimentari: olio, pasta, pelati al posto degli ultimi tre stipendi che non erano stati corrisposti.

Un “pasticcio”, quello del servizio mensa, che a distanza di 11 mesi non è stato ancora risolto. Anche se: "La riduzione della pausa pranzo, come è stato chiarito, resterà in vigore solo fino a quando non verrà ripristinato il servizio — ribadisce la Rsu Cisl — e abbiamo già aperto un tavolo di lavoro con l’azienda. A settembre — annunciano — le mense delle 18 sedi verranno riaperte e la pausa pranzo tornerà a 30 minuti per tutti. L’accordo firmato ha tenuto conto di tutte le esigenze dei lavoratori e le richieste della municipalizzata". Dunque è solo questione di tempo.