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Cronaca

Roma, liceo Socrate: foto di classe con saluto romano. La preside: goliardata

(Fonte: Corriere della Sera, di Fabrizio Peronaci) – «Quel saluto romano è stato un gesto giocoso dei ragazzi, da inquadrare nella libertà d’espressione». «No, signora preside, altro che goliardata. Non dimentichi che il fascismo le libertà le negò!» Scontro senza precedenti in un liceo storico della capitale, il Socrate della Garbatella, dove dieci studenti hanno pensato di dare l’addio all’anno scolastico a loro modo: la mattina del 1° giugno si sono fatti una foto di classe (la Quinta dello Scientifico), con il braccio teso nell’atto del saluto romano.

 

Tempo qualche minuto e lo scatto, via WhatsApp, ha fatto il giro degli amici e conoscenti, fino ad arrivare anche sul cellulare di Francesco Ricciardi, il vicepreside, il quale ha ritenuto necessario informare la dirigente, Milena Nari. E a quel punto il caso è esploso. La preside, già nota alle cronache per le minacce di morte ricevute lo scorso autunno, ai tempi dell’occupazione dell’istituto, all’inizio non ha escluso «di convocare un consiglio straordinario», ma poi, rimbrottati i liceali per «l’inopportunità del gesto», si è tranquillizzata. E’ lei stessa a chiarirlo nella lettera protocollata il 4 giugno, spedita ai rappresentanti di genitori e studenti. «Ho parlato con la classe e i presenti hanno sottolineato il carattere goliardico della vicenda. Il saluto era stato fatto per puro intento giocoso. Mi sono rivolta poi direttamente all’ufficio ispettivo e vi trasmetto quanto ho imparato…»

Al di là della formula anomala («ho imparato…») e del piccolo giallo su quale possa essere l’ufficio ministeriale competente a «insegnare» ai presidi come comportarsi, la professoressa Nari non sembra avere dubbi: «Il saluto fascista non è reato se è commemorativo e non violento. In tal senso va inquadrato tra le libertà di espressione e di manifestazione del pensiero costituzionalmente garantite», il tutto in base, precisa, alla sentenza della Cassazione n.8108/2018, che ha assolto «definitivamente» due manifestanti i quali «durante una commemorazione organizzata a Milano nel 2014 da esponenti del partito Fratelli d’Italia avevano alzato il braccio destro rispondendo alla `chiamata del presente’ ed effettuando il saluto romano».

Come inevitabile, pure la mail del capo d’istituto è diventata virale in pochi minuti. E la reazione di un gruppo di «studenti e studentesse antifasciste», firmatari di un lungo documento inviato ai giornali, non si è fatta attendere. «Siamo preoccupati e attoniti – è la premessa –. Più che la rabbia e l’indignazione, già protagoniste delle nostre proteste passate contro l’operato della dirigente, le sole cose che ci prendono il cuore in queste ore sono sgomento e paura: un pubblico ufficiale, rappresentante delle istituzioni, coordinatore delle attività educative di una scuola pubblica, ha permesso che si facesse il saluto fascista in una foto di classe». E’ successo davvero, aggiungono i collettivi, e ciò «ci mette paura. Il Socrate è a pochi passi da Porta San Paolo e dalle Fosse Ardeatine: il primo fu il teatro della battaglia per la difesa di Roma del 1943, il secondo fu il luogo dell’eccidio di 335 persone nel 1944 per ordine dei nazisti che occupavano la città». Poi, arriva la bocciatura senza appello: «Gli anticorpi antifascisti della scuola e del territorio di cui siamo figli sono forti, radicati e inamovibili: una Preside che legittima un saluto romano dentro una Scuola orgogliosamente antifascista ci offende come giovani cittadini della Repubblica e ci fa inorridire come studenti democratici».

Per ora la professoressa Nari non replica direttamente: fa fede quel che ha messo nero su bianco. I presupposti «per convocare un consiglio straordinario» a suo parere non esistono, considerato, oltre al recente verdetto della Suprema Corte, il fatto che «i ragazzi erano sorridenti e in posa (non avevano dunque volontà di violenza) né hanno testimoniato la volontà di ricostituzione di organizzazioni fasciste». Semmai, concede, dell’accaduto «si potrà parlare in sede di scrutinio». Controreplica degli studenti: «È troppo, nell’Italia che festeggia i settant’anni dalla Costituzione antifascista, chiedere che un preside condanni il saluto fascista in una scuola pubblica? È troppo chiedere che non si tiri in ballo la libertà d’espressione verso un’idea che attenta a quella stessa libertà?» Il tutto, però, senza esagerare con le punizioni, si badi bene: «Non chiediamo di sanzionare – mettono le mani avanti i firmatari del documento – studenti come noi, giovani che conosciamo e con cui ci siamo confrontati sul gesto ignobile e pericoloso da loro commesso». (fperonaci@rcs.it)