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Roma, gare per potature ferme Marino: «Servono esperti in appalti»

(Fonte: Corriere della Sera, di Manuela Pelati) – Gli interventi per gli alberi a rischio crollo sembrano strozzati nella burocrazia e anche se, come dice l’assessora Montanari, servirebbero 110 di milioni per gli interventi sulle alberature di Roma, i nove milioni messi a bilancio di quest’anno non si riescono a usare. E se il bando del 2015 da 3,5 milioni per gli alberi a rischio censiti nel 2014 è partito nel 2017, quello deciso dal Campidoglio nel 2017 da 5 milioni per le potature ordinarie non riuscirà a partire neanche per la fine del 2018.

Estella Marino assessora all’Ambiente dal 2013 al 2015 con il sindaco Ignazio Marino (Pd) e promotrice dell’appaltone in corso per il controllo di 82 mila alberature, perché per queste gare ci vogliono tanti anni? 
«Il nostro bando ci mise molto per andare in gara nel 2015 perché nel 2014 avevamo in corso i lavori precedenti e poi a dicembre è scoppiata l’inchiesta su “Mafia Capitale” che ha paralizzato tutto. Poi è rimasto fermo per ricorsi al Tar durante l’amministrazione del commissario Tronca, finché nel 2017 si è sbloccato e a luglio l’amministrazione attuale si è trovata con i lavori pronti a partire. La nuova amministrazione non ha questi ostacoli».

Lei che idea si è fatta?
«Il bando attuale per le potature fu pubblicato nel 2016, ma è stato ritirato dopo i rilievi dell’Anac forse perché non era aggiornato sul correttivo del Codice degli appalti. I tempi si sono allungati, ma ancora non c’è l’aggiudicazione, è strano».

È passato un altro anno…
«Sì, ma bisognerebbe anche rafforzare il personale esperto in materia di gare e direzione lavori di appalti nel Dipartimento Ambiente. È fondamentale avere uffici in grado di scrivere un capitolato ed evitare ricorsi al Tar».