Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Sull'informativa del ministro Alfano davanti alle Commissioni Esteri riunite, Noury ha dichiarato: "il dibattito, salvo alcune eccezioni, è stato sconcertante. L'informativa di Alfano non ha sopreso, ha detto quello che ci si aspettava. Ha detto cose molto affettuose su Giulio, ma questo non è bastato a toglierci la sensazione che sia stata fatta una scelta tra diritti umani e ragioni economiche, commerciali e strategiche. Quando un Governo fa una scelta di questo tipo è un Governo debole".
"Ieri – ha aggiunto il portavoce di Amnesty International Italia – c'è stata una sostituzione: la memoria al posto della verità. Questo è ingeneroso e inaccettabile".
Noury ha inoltre affermato: "Dal dibattito di ieri è emersa l'impotenza di chiedere la verità a chi va chiesta e poiché va trovato un colpevole si cita Cambridge. Giulio Regeni è stato assassinato al Cairo, non a Cambridge".