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Cultura

L’almanacco romano: 10 giugno 1924, il delitto Matteotti

10 giugno 1924 Delitto Matteotti: «Uccidete pure me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai». Così il politico socialista Giacomo Matteotti si rivolse alla Camera dei Deputati, quasi presagendo il disegno criminoso del regime fascista di cui denunciò violenze e abusi fino all'ultimo giorno di vita. Disegno che fu messo in pratica un pomeriggio di giugno da cinque membri della “polizia politica”, che dopo averlo rapito nella zona del Lungotevere (testimoni due bambini), lo accoltellarono e abbandonarono il cadavere nelle campagne della Capitale.

L’episodio, di cui Mussolini stesso ammise la responsabilità, segnò uno spartiacque nella lotta al regime, coalizzando i partiti d’opposizione che abbandonarono per protesta il Parlamento (passata alla storia come Secessione dell'Aventino ed entrata nel linguaggio politico). Il governo ne approfittò per approvare leggi più restrittive nei confronti della stampa e della libertà di associazione.

Da allora Giacomo Matteotti fu assunto a figura simbolo dell’antifascismo, ricordata nella toponomastica italiana e nelle commemorazioni ufficiali delle vittime del fascismo.

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Cronaca

Roma, sequestrati beni per 2.5 milioni a imprenditore romano

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Una villa con piscina in via Cassia, località La Storta, un lussuoso yacht in Sardegna, tre imprese – di cui due operanti nel commercio di veicoli e una nel settore abbigliamento – auto di lusso e vari rapporti finanziari. Il tutto per un valore di oltre 2.5 milioni di euro. Sono i beni che i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno sequestrato ad un imprenditore romano, V.P., 47 anni, gravato da sentenze di condanna per i reati di ricettazione, detenzione illegale di armi e munizioni, truffa, falsità in scrittura privata, falsità materiale in autorizzazioni amministrative, nonché acquisto, detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti.

Il decreto di sequestro dei beni anticipato, finalizzato alla confisca, ex artt. 20 D.Lgs 159/2011, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, è arrivato a conclusione di indagini patrimoniali, svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, che hanno consentito di rilevare come l'uomo, destinatario del provvedimento di sequestro, disponesse di beni del valore del tutto sproporzionato rispetto al reddito percepito e dichiarato dal medesimo e dalle persone rientranti nel suo nucleo familiare, tanto da far ritenere che tali risorse economiche costituiscano provento o reimpiego di attività delittuose.

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Cronaca

Roma, torna l’incubo rifiuti: l’impianto dei privati ora smaltisce a metà

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Cecilia Gentile) – Cinquecento tonnellate al giorno di rifiuti. Da oggi saranno sparse di nuovo nelle strade di Roma con la colonnina di mercurio che si avvicina ai 30 gradi. Perché la capitale non ha fatto in tempo ad uscire da un'emergenza che, ecco, si appresta ad entrare in un altra. Per il suo fragilissimo sistema di gestione rifiuti è scoppiata la tempesta perfetta. Il gruppo Colari di Manlio Cerroni ha appena comunicato ad Ama che nei suoi due tmb di Malagrotta non lavorerà più 1.250 tonnellate al giorno di spazzatura per trasformarla in cdr da trasferire agli inceneritori, ma soltanto 700, a causa dei suoi debiti con i fornitori. Vuol dire che all'Ama rimarranno oltre 500 tonnellate di rifiuti che al momento non sa dove dirottare.

Gli impianti di Latina e Frosinone, dove già porta rispettivamente 180 e 160 tonnellate al giorno, non potranno accettare ulteriori carichi. Sono stati infatti precettati dalla Regione Lazio a lavorare i rifiuti dei comuni del viterbese e di quelli a nord di Roma come Civitavecchia, perché il loro tmb di riferimento a Viterbo "Ecologia Viterbo", sempre di Cerroni, è andato a fuoco domenica notte: tre focolai distinti all'una del mattino. La tempesta perfetta, appunto. Ed una nuova emergenza rifiuti per Roma.

"Si profila una doppia emergenza, ambientale e sanitaria – avverte Stefano Ciafàni, direttore generale di Legambiente – Immaginiamoci cosa può succedere con tante microdiscariche sotto casa con le temperature estive. Il discorso è sempre lo stesso: Roma deve attrezzarsi con suoi impianti pubblici per chiudere il ciclo dei rifiuti, invece di far continuare ad arricchire gli autotrasportatori che portano altrove la spazzatura romana ed essere alla mercè degli impianti altrui".

Dal 1 luglio la situazione rischia di peggiorare ancora. In quel periodo gli stabilimenti del nord vanno in manutenzione ed accettano quantitativi minori di rifiuti. Una situazione nella quale Ama si è già trovata lo scorso anno, nello stesso periodo, quando l'allora assessora all'Ambiente Paola Muraro puntava il dito contro i vertici Ama. Con uno scenario del genere sicuramente Ama non riuscirà a svuotare le fosse dei suoi due tmb al Salario e a Rocca Cencia, come si era impegnata a fare firmando il 23 maggio un accordo con i sindacati. Appena mercoledì l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari, il dg Ama Stefano Bina e i sindacalisti della Cgil Funzione pubblica Roma e Lazio avevano effettuato un secondo sopralluogo all'impianto del Salario, constatando che le dimensioni dei rifiuti in giacenza si erano ridotte. Ma i volumi sono destinati a crescere di nuovo. Ora nella fossa del Salario ci sono 3.000 tonnellate, rispetto alle 6.000 di maggio, il limite è di 4.000.

"Come avevamo previsto, siamo di nuovo in emergenza – dichiara Athos De Luca, presidente del Forum Ambiente del Pd – Roma non può continuare a gestire i rifiuti affidandosi a privati e ai ricatti di Cerroni. Ci vuole un piano industriale serio".
"In continuità con gli ultimi 20 anni, a parte la breve parentesi della giunta Marino che aveva prospettato quattro ecodistretti, anche questa amministrazione non vuole affrontare il tema della chiusura del ciclo dei rifiuti", riprende Ciafàni di Legambiente.

Che soluzioni nell'immediato? Ama potrebbe di nuovo attivare il suo tritovagliatore mobile, che può lavorare fino a 300 tonnellate al giorno. Nel suo blog Cerroni chiede di utilizzare il suo tritovagliatore, che può trattare 500 tonnellate al giorno, lo stesso che l'allora assessora Paola Muraro spingeva ad utilizzare un anno fa, in aperto dissenso con l'ex presidente di Ama Daniele Fortini, che infatti si dimise. Oppure, ancora, la sindaca Raggi potrebbe chiedere aiuto alla Regione per portare fuori dal Lazio i rifiuti in eccedenza. La nostra regione non può accettare altra spazzatura. Latina e Frosinone sono pieni. L'impianto di Albano laziale, proprietà di Manlio Cerroni, è andato a fuoco lo scorso 30 giugno e non è più ripartito. L'altro tmb, sempre di Cerroni, a Guidonia, è stato messo sotto sequestro dalla magistratura.

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Politica

Assessore Meleo a Radio Roma Capitale 93fm: “Contiamo che entro la fine di questo mandato i cittadini potranno utilizzare la funivia”

Linda Meleo, assessora alla Città in movimento del Comune di Roma, intervenendo oggi ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha parlato della progetto della funivia Battistini-Casalotti: "I vantaggi sono i tempi brevi in cui si può realizzare e l'economicità rispetto ad altre infrastrutture. Anche l'impatto sul territorio è molto limitato. Questa infrastruttura è perfettamente rispondente alla domanda di mobilità della zona. Inoltre, la prima parte dello studio di fattibilità ha messo in evidenza cheil 70% della popolazione è favorevole".

"Contiamo – ha aggiunto l'assessora – che entro la fine di questo mandato i cittadini potranno utilizzare la funivia".

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Cultura

L’almanacco romano: 9 giugno 1889, viene inaugurato il monumento a Giordano Bruno

9 giugno 1889.

Alle ore 11,20 viene inaugurato il monumento a Giordano Bruno, esempio massimo di libero pensiero,
la sua inaugurazione si trasforma in una grande manifestazione delle forze democratiche, radicali e socialiste. 

Due comitati universitari internazionali, sorti rispettivamente nel 1876 e nel 1884 con l’adesione di uomini di cultura di tutta Europa, raccolsero la somma necessaria per la realizzazione del monumento.

Nel 1877 il Comune di Roma non fece obiezioni sulla scelta di Campo de’ Fiori, concedendo anche un modesto contributo; nel 1887, tuttavia, quando in Campidoglio la maggioranza era clericale, la collocazione del monumento assunse il significato di una battaglia politica per i rappresentanti degli ideali liberali e anticlericali ed il partito liberale se ne servì anche per mobilitare l’elettorato in vista delle elezioni comunali del 1888.

L’ideazione del monumento venne affidata allo scultore Ettore Ferrari  che presentò nel 1879 una prima versione della statua, raffigurante Giordano Bruno in atteggiamento di sfida davanti al tribunale dell’Inquisizione. Il bozzetto non venne accettato e pertanto nel 1887 fu presentata la proposta poi realizzata con Giordano Bruno raffigurato in atteggiamento di filosofo, raccolto in se stesso, con le mani incrociate sul suo libro chiuso e con lo sguardo dritto davanti a sé. Sul basamento in granito sono otto medaglioni in bronzo con i ritratti di liberi pensatori e tre riquadri con gli episodi più importanti della vita di Bruno. La statua, realizzata in bronzo, fu fusa presso la fonderia Crescenzi di Roma.

(* immagine di  Antonio Fassina)

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Politica

Domenica al voto 55 Comuni del Lazio

Domenica prossima il voto amministrativo che nel Lazio coinvolge 55 comuni, di cui 9 in provincia di Frosinone, 8 in provincia di Latina e anche in quella di Rieti, 23 in provincia di Roma e 7 in provincia di Viterbo. Sono 13 i comuni con più di 15.000 abitanti in cui è possibile il secondo turno di ballottaggio dopo due settimane, nel caso in cui un candidato sindaco non riesca a raggiungere il 50% più 1 delle preferenze. Frosinone è la città più grande con 46.649 abitanti, Nespolo in provincia di Rieti la più piccola con 274. In tutto gli elettori interessati nella nostra Regione alla tornata elettorale saranno 530.260. Nei 13 comuni con oltre 15.000 abitanti 6 amministrazioni erano guidate dal Centrodestra e 7 dal Centrosinistra. Il M5S è presente in tutti i comuni superiori ai 15.000 abitanti e in altri centri importanti come Sabaudia e Formello.

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Politica

Testo base per la nuova legge elettorale del Lazio

La commissione Affari istituzionali del Consiglio Regionale del Lazio ha scelto all’unanimità di adottare come testo base per la riforma della legge elettorale del Lazio la proposta di legge n. 372. Il testo scelto è quello scaturito dal lavoro istruttorio svolto dalla commissione speciale sulle riforme istituzionali. I punti condivisi che sono confluiti nel testo base sono: l'abolizione del listino, la garanzia di rappresentanza per ciascuna provincia, la pari opportunità tra donne e uomini, attraverso la doppia preferenza di genere e il limite del 60 per cento alla presenza di candidati dello stesso sesso nelle liste circoscrizionali, il divieto del terzo mandato consecutivo alla presidenza della Regione ed elezioni entro tre mesi in caso di scioglimento anticipato del Consiglio Regionale.

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Sport

Giochi del Mare a Nettuno

Sport, turismo, cultura, enogastronomia, politiche sociali: ecco le eccellenze ‘firmate’ Giochi del Mare che questa estate approderanno a Nettuno. Dalla formula sempre originale la manifestazione proposta dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera riunisce in un unico evento le discipline sportive legate al mare con quelle che si praticano in spiaggia. Tra il 15 e il 18 giugno, la spiaggia libera di Nettuno e i fondali incontaminati di Torre Astura faranno scenario naturale della kermesse promossa in collaborazione con il Comune di Nettuno, la Guardia Costiera e il supporto di diverse Federazioni Sportive Nazionali oltre a quello di Act!onaid e Coni Lazio. Dopo l’exploit dell’estate scorsa in apnea lineare, Simone Arrigoni (nella foto) ritornerà, assistito da medici e Capitaneria di Porto, con il Dolphin's Breath provando a superarsi il 15 giugno, giorno in cui aprirà i battenti dell’Arena sulla sabbia ‘firmata’ da Sapore di Mare e 9.baby: in campo i giocatori di beach volley che, sabato 17, lasceranno le luci della ribalta a quelli del beach rugby. Le attività che verranno proposte dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera saranno gratuite e aperte a tutti: dal salto in alto a quello in lungo per arrivare ai 60 metri piani con lo speed truck: velocità pura con una struttura identica a quella utilizzata durante la Run Fest. Domenica 18 giugno ritorneranno i campioni della pallavolo sulla sabbia e, nello specchio di acqua antistante Torre Astura la Nazionale Italiana di Foto Sub sotto lo sguardo vigile del ct azzurro Mario Genovesi farà le prove per i Campionati Mondiali di specialità previsti in Messico. Confermato il corso di apnea per disabili: ogni pomeriggio, tra il 15 e il 17 giugno, Simone Arrigoni insegnerà a 5 disabili il corretto approccio al mare, le tecniche di respirazione e l’utilizzo delle corrette apparecchiature. Tutto questo dopo aver proposto nelle scuole del Comune di Nettuno a fine maggio un corso di sicurezza in mare in stretta collaborazione con la Guardia Costiera. In calendario anche un corso di Canoa proprio dall’arenile di Viale Padre Mauro Liberati. In Piazza Le Sirene verrà sistemato il ‘Villaggio dei Giochi del Mare’: un punto di ritrovo per appassionati e curiosi dove sarà attivo anche uno spazio dove poter degustare i prodotti ittici di Sapore di Mare e le prelibatezze di Renzini con la sua ‘Norcinape’. A tutto ciò si aggiungerà l’area ‘Run Card’ della Federazione Italiana di Atletica leggera gestita in collaborazione con il Comitato Regionale e la società di Olimpia Atletica di Nettuno.

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Cronaca

Fondi, duro colpo al mercato fondano degli stupefacenti

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Alle prime luci dell’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Terracina – con il supporto di unità antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Roma Santa Maria di Galeria – hanno dato esecuzione a 15 ordinanze di misure cautelari personali. I provvedimenti restrittivi, suddivisi in 9 custodie cautelari in carcere, 2 custodie cautelari agli arresti domiciliari e 4 persone sottoposte ad obbligo di presentazione alla PG, sono stati emessi dal G.I.P. del Tribunale di Latina, Dott. Pierpaolo Bortone, su richiesta del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, Dott.ssa Luigia Spinelli, nei confronti di altrettanti soggetti accusati, del reato di traffico di sostanze stupefacenti (art.73 D.P.R. 309/90).

Dal mese di marzo 2016, la Tenenza Carabinieri di Fondi, muovendo da alcuni spunti investigativi rivenienti da altra attività di indagine – incrociati anche con le specifiche doglianze di avventori, commercianti e residenti del centro storico, in particolare nella zona del Corso Appio Claudio – ha raccolto interessanti elementi informativi in capo a due gruppi di criminali operanti nel territorio del Comune di Fondi (LT), impegnati nella gestione della piazza di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare “eroina”.

Un attento monitoraggio dei soggetti finiti sotto la lente degli investigatori e il successivo sviluppo dei riscontri venuti in rilievo consentivano, grazie anche al portato probatorio delle indagini tecniche frattanto effettuate, la piena enucleazione di identità, ruoli e schemi dei soggetti attinti dalle misure cautelari personali, molti dei quali risultavano gravati da precedenti o pendenze penali, anche per reati specifici, nonché la fedele ricostruzione delle dinamiche di spaccio, delle rotte e dei canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti.

Fondamentale è risultata la rapida comprensione del linguaggio criptico e dei particolari codici di comunicazione tra gli indagati.

Ad esempio, per meglio definire la quantità di stupefacente necessaria al fabbisogno della piazza fondana, venivano utilizzate frasi convenzionali quali “stasera siamo a cena in 10, 15 o 20?”.

Mentre i luoghi in cui i soggetti si incontravano per scambiarsi lo stupefacente erano quattro, tutti ricompresi nel territorio comunale, ed erano convenzionalmente noti come “kiwi” (via Fosso di Lenola), “ulivi” (via Fianca), “fontana” (località campo Boario) e “fiume” (località via Goffa).

Sorprendente, per altri versi, si è invece dimostrata la capacità di “mutua assistenza” messa a sistema dagli indagati che, al bisogno, nella prospettiva di ovviare alla temporanea indisponibilità di stupefacente, si rifornivano reciprocamente della sostanza occorrente, dimostrando capacità gestionali e dinamiche imprenditoriali degne di migliori propositi.

Molti i riscontri obiettivi raccolti durante il periodo oggetto d’indagine. Tra questi, oltre alla denuncia in stato di libertà di alcuni soggetti del luogo, anche l’arresto di tre dei destinatari delle odierne ordinanze di misure cautelari, tra cui una donna di anni 45 e due uomini di anni 42 e 30 anni, colti nella flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché attività di sequestro di sostanza stupefacente del tipo eroina e di metadone.

Nel corso delle operazioni di perquisizione effettuate nell’ambito del medesimo quadro operativo, i militari operanti, inoltre, hanno arrestato uno dei destinatari della misura cautelare in carcere anche nella flagranza del reato di detenzione sostanza stupefacente, poiché sorpreso in possesso di circa 28 grammi di marijuana e di oltre 6 grammi di cocaina.

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Cronaca

Roma, uccise parrucchiere dei vip: pena dimezzata a Liviu Axente

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Uccise il parrucchiere dei vip. Condanna sostanzialmente dimezzata in appello per Vlad Florin Liviu Axente, il romeno di 23 anni sotto processo perché accusato di aver concorso nell'omicidio di Mario Pegoretti, parrucchiere e truccatore cinematografico 61enne originario di Merano, trovato senza vita nell'aprile 2015 nella Pineta Sacchetti, a Roma.
 
Diciotto anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla minorata difesa sono stati inflitti al giovane dalla prima Corte d'assise d'appello di Roma: in primo grado, Axente era stato condannato a 30 anni dal gup Giulia Proto a conclusione del processo col rito abbreviato. La riduzione oggi della condanna è motivata con il riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate. Il Pg Francesco Mollace aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado.

Era il 26 aprile 2015 quando, tra la vegetazione, fu trovato il cadavere di Pegoretti. Era stato colpito ripetutamente al volto con sassi; non aveva né soldi né documenti, era nudo dalla vita in giù e coperto solo con una giacca. La zona era quella frequentata di notte da transessuali e omosessuali. Il cadavere fu trovato da un passante che faceva jogging nel parco.
Emerse che Pegoretti si era appartato per un rapporto: l'intenzione dei due giovani era solo quella di rapinarlo (il bottino fu un orologio del valore di poco più di cento euro). Ci fu però una reazione cui seguì la violenta aggressione che portò l'uomo alla morte. All'esito delle indagini, gli aggressori furono individuati in due giovani romeni.

Secondo quanto si è appreso, Axente (reo confesso) collaborò dopo aver appreso dalla televisione della morte di quell'uomo. Fu arrestato, insieme con un coetaneo connazionale. Nel luglio del 2015 il secondo dei due romeni arrestato fu trovato impiccato nella cella del carcere di Regina Coeli dove si trovava agli arresti. Axente fu invece portato a giudizio e condannato in abbreviato a 30 anni di reclusione. Oggi, il dimezzamento della condanna.