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Cronaca

Roma, esplosione in una villa ad Anguillara Sabazia: 4 feriti, uno gravissimo

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Esplosione all'interno di una villetta ad Anguillara Sabazia, vicino Roma. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri della compagnia di Bracciano e 118. Secondo quanto si è appreso quattro anziani, di cui tre donne e un uomo, sono rimasti feriti. Una sarebbe in gravi condizioni. Dalle prime informazioni sembra che la deflagrazione abbia interessato un appartamento all'interno del villino di due piani che si trova in via Grotte di Castellana. Sono in corso verifiche per accertare le cause. 
 

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Cronaca

Roma, morto Pino Pelosi: fu condannato per l’omicidio di Pasolini

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

È morto ieri a Roma Pino Pelosi. Noto come anche come Pino "la rana", Pelosi aveva 59 anni ed era stato l'unico condannato per l'omicidio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto nella notte fra l'1 e il 2 novembre 1975. Pelosi combatteva da tempo contro un tumore ed era stato ricoverato al Gemelli.

Pelosi era stato un «ragazzo di vita», come quelli raccontati da Pasolini, dedito a furti e alla prostituzione. Fu fermato la notte stessa dell'omicidio dello scrittore a Ostia mentre era alla guida dell'auto di Pasolini. Accusato di furto, confessò di avere rubato la vettura e venne trasferito nel carcere di Casal del Marmo poiché ancora minorenne. Interrogato giorni dopo racconterà una prima versione, ovvero di essere stato abbordato da Pasolini all'Idroscalo, di una colluttazione a causa di una prestazione sessuale e dell'investimento involontario dello scrittore durante la fuga in auto. Pelosi fu poi condannato nel 1976 per omicidio volontario in concorso con ignoti; la Corte
ritenne non fosse solo. La Corte d'Appello confermò la condanna per omicidio ma non diede credito all'ipotesi dei complici. Nel 1979 la Cassazione confermò la sentenza. Ritratterà più volte la sua versione dei fatti, l'ultima nel 2005 sulla Rai, dove raccontò, in netta contraddizione con la sua confessione, di non aver partecipato in prima persona all'aggressione di Pasolini, ma che questa fu effettuata da alcuni picchiatori che volevano dargli una lezione. Nell'83 ottenne la libertà condizionata.

Su Pasolini scriverà anche un libro dal titolo Io, angelo nero. Pelosi aveva trascorsi anche per spaccio e detenzione di stupefacenti, per furti e rapine in banca ed era stato assolto a Trieste per il furto di alcuni Rolex. Dipendente della 29 Giugno, la cooperativa di Salvatore Buzzi, ne era uscito per fondarne una sua, la Pdm, che si occupava di verde pubblico.

Il suo avvocato Alessandro Olivieri ricorda che 'Pino la ranà ha combattuto contro la malattia che lo aveva colpito fino all'ultimo e che il suo sogno era quello, una volta guarito, di volare a Ibiza. 

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Politica

Campidoglio, tra i dirigenti indagati anche la responsabile dell’Anticorruzione

 

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo e Giovanna Vitale) – C'è chi è finito nel listone dei 70 dirigenti capitolini indagati per una buca lasciata scoperta, chi per la mancata manutenzione del verde. E poi chi, tra i manager del Campidoglio, è entrato nel mirino della procura per ipotesi di reato ben più gravi: abuso d'ufficio, falso, turbativa d'asta. L'ultimo monitoraggio dell'amministrazione Raggi sui suoi superburocrati (il 36,8% è sotto inchiesta) non ha risparmiato proprio nessuno. Neanche la titolare dell'Anticorruzione capitolina Cristiana Palazzesi.

La sindaca le ha chiesto di occuparsi del contrasto e della prevenzione al malaffare soltanto lo scorso 9 giugno. Ora, a neanche due mesi di distanza, si prepara a rimuoverla. Già, perché la dirigente chiamata a vigilare su mazzette e appalti sospetti è a sua volta indagata: da agosto 2013 a novembre 2014 ha fatto parte del cda di Atac e, assieme ad altri 16 funzionari, rischia il rinvio a giudizio per il pluriennale affidamento senza gara ai sindacati della mensa aziendale. Le accuse? Abuso d'ufficio, violazione del codice degli appalti e erogazione di contributi di finanza pubblica in favore di associazioni non riconosciute.

Palazzesi ha comunicato la propria posizione al dipartimento Risorse umane il 5 luglio. Poi, 24 ore dopo, ha firmato l'ultimo report sul whistleblowing, il sistema che permette ai dipendenti comunali di segnalare in totale anonimato presunti illeciti commessi da superiori e pari grado: 8 le denunce da inizio anno, mentre nell'ultimo semestre del 2016 erano state 17. Adesso la responsabile dell'Anticorruzione nominata dalla Raggi, all'oscuro dell'indagine al momento di firmare l'ordinanza, è in attesa. Da una parte rischia un procedimento disciplinare. Dall'altra, a livello politico, il M5S dovrà stabilire il da farsi: "Non c'è dubbio – dicono in Campidoglio – che ora in quella posizione stoni". Il trasferimento è perciò dietro l'angolo.

Nel frattempo, però, i superburocrati di palazzo Senatorio sono sul piede di guerra: dopo la diffusione delle notizie sul numero degli indagati, accusano la sindaca di aver diramato dati poco corretti, "che contribuiscono a screditare gratuitamente la classe dirigente di Roma Capitale, la quale potrà avere pure mille difetti, ma non quello di essere, nel suo insieme ed in modo generalizzato, una congrega di delinquenti", scrive la presidente della Dircom Silvana Sari nella lettera inviata a tutti gli associati. "Premesso che nei più importanti processi attualmente pendenti, di corruzione e concussione, nessun dirigente comunale di ruolo è coinvolto", precisa Sari, "si rammenta che coloro i quali sono sotto processo per vicende legate alla cosiddetta Mafia Capitale sono esclusivamente funzionari e dipendenti: personale, cioè, privo della qualifica dirigenziale, ovvero dirigenti esterni, cioè scelti fiduciariamente dalla politica".

Da qui la stoccata: "Certamente alcuni dirigenti sono stati raggiunti da avvisi di garanzia (come, del resto, la stessa sindaca Raggi), ma va sottolineato che talune indagini riguardano vicende private e non connesse alle funzioni pubbliche svolte, altre indagini riguardano situazioni lavorative non connesse alla corruzione (alberi caduti, buche, etc.), mentre altri fascicoli sono stati aperti su segnalazione di soggetti che evidentemente utilizzano il mezzo della denuncia penale allo scopo di intimidire dirigenti inflessibili e non disposti a fare concessioni illegittime di favori". Al vetriolo l'affondo finale: "Non bisogna dimenticare i casi in cui dirigenti comunali sono a processo per reati gravissimi (tipico è quello dell'ex direttore Risorse umane, Raffaele Marra, già stretto collaboratore sia del sindaco Alemanno sia della sindaca in carica) e per i quali si auspica – proprio a garanzia della parte sana della categoria, la più numerosa – che la giustizia faccia presto il suo corso".

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Sport

Challenge 753 accende la Capitale

Domani il via al weekend del 22/23 luglio 2017 con il Triathlon. Due giorni di sport, di competitività e di emozioni organizzati dal Forhans Team con il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio, di Eur Spa e della Federazione Italiana Triathlon. Un antipasto al sabato, con una prova Sprint e il piatto forte la domenica, con la tappa del circuito Challenge internazionale su distanza atipica, regolarmente approvata e messa in calendario dalla FITRI (Federazione Italiana Triathlon). Challenge Roma 753 è un evento unico nel suo genere. Il nome e le caratteristiche della gara riportano immediatamente alla data di fondazione della città di Roma nel 753 A.C. Saranno infatti 1.753 metri per la frazione di nuoto, 75.300 metri per la frazione di ciclismo e 17.530 metri per la frazione di corsa. Mai prima di oggi il circuito Challenge aveva proposto un format su queste distanze. Ma Roma è diversa, speciale. Ed è pronta a rendere indimenticabile questa esperienza.

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Politica

Assestamento di Bilancio alle battute finali in Aula Giulio Cesare

Prosegue in Aula Giulio Cesare la discussione sull'assestamento generale di bilancio, dopo il parere dell'Oref, l'Organismo di Revisione Economica Finanziaria di Roma Capitale. L'organo di controllo ha prodotto un documento di 18 pagine con cui, pur indicando una serie di riserve e soprattutto 20 prescrizioni, e ribadendo le perplessità e le criticità espresse, ha dato parere favorevole. Critiche hanno espresso ieri le opposizioni di centrodestra e centrosinistra a Radio Roma Capitale con i consiglieri Ghera (FDI) e Pelonzi (PD), soddisfazione da parte della maggioranza pentastellata, rappresentata dal presidente del Consiglio De Vito. In serata è attesa la replica dell'assessore Mazzillo.

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Cronaca

Civitavecchia, maltrattamenti alla moglie per 20 anni. Arrestato

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

E’ finita, dopo 20 anni, la storia dei maltrattamenti subiti da una donna di 43 anni. Le violenze, secondo quanto denunciato dalla vittima, erano iniziate addirittura nel 1995, quando il marito l’aveva picchiata procurandole una ferita alla gamba che aveva richiesto  sei punti di sutura.

Pentito, le aveva chiesto scusa promettendole che non sarebbe più accaduto. Così era stato in effetti per qualche anno ma poi l’uomo, di natura violenta ed aggressiva, aveva ricominciato ad insultarla e picchiarla anche davanti al figlio allora minorenne.

Stanca e provata, la donna si è di recente rivolta alla Polizia di Stato per denunciare L.M., presentando i referti medici rilasciati nel tempo dai vari Pronto Soccorso. Gli agenti del commissariato di Civitavecchia, diretto da Nicola Regna, hanno seguito da vicino il caso, inviando tutto in Procura.

Ieri finalmente l’esecuzione, da parte dei poliziotti, dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’aguzzino: arresti domiciliari in un’abitazione diversa da quella coniugale.

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Politica

Mafia Capitale, Orfini e Zingaretti: “A Roma c’è ed è radicata”

(Fonte: www.repubblica.it)

"Possiamo reagire in tanti modi alla sentenza di ieri, tutti ovviamente comprensibili e legittimi. Ma il più sbagliato è quello forse più diffuso in queste ore: sostenere che si dovrebbe chiedere scusa a Roma perché Roma non è una città mafiosa. Lo dico da romano innamorato della mia città: a Roma la mafia c'è. Ed è forte e radicata". A scriverlo in un articolo pubblicato sul sito della rivista Left Wing all'indomani della sentenza di primo grado del processo Mafia Capitale è Matteo Orfini, presidente del Pd.

"Basta fare una passeggiata in centro e contare i ristoranti sequestrati perché controllati dalla mafia. Basta – aggiunge – passeggiare nei tanti quartieri in cui le piazze di spaccio sono gestite professionalmente, con tanto di vedette sui tetti e controllo militare del territorio. Basta spingersi a Ostia e seguire le attività degli Spada, o andare dall'altra parte della città dove regnano i Casamonica. Basta leggere le cronache per trovare la mafia ovunque", aggiunge.

"Ma quella di Carminati non è mafia, dice il processo. Vedremo cosa stabiliranno i prossimi gradi di giudizio, ma come scrissi mesi fa, cambia davvero poco. A Roma la mafia c'è e ha dilagato usando la corruzione come grimaldello. Oggi Roma è gestita da più clan che hanno evidentemente trovato un equilibrio tra di loro e si sono spartiti la città. A chi ha iniziato a sgominare questo sistema bisogna solo dire grazie, soprattutto se si pensa che in passato la procura di roma era nota come il "porto delle nebbie". Farebbe piacere anche a me – continua Orfini – poter dire che la mafia a Roma non c'è. Ma sarebbe una bugia. Io sono orgoglioso di essere romano".

"Ed è proprio l'orgoglio che mi fa dire che, di fronte a quello che oggi è diventata roma, bisogna reagire e combattere, non affidarsi a tesi di comodo. Roma non è stata umiliata da chi indaga. Roma è stata umiliata da chi l'ha soggiogata. E da chi non ha saputo impedirlo. Invertire l'ordine delle responsabilità significa continuare a tenere gli occhi chiusi", conclude.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha commentato la sentenza di primo grado su "Mafia Capitale", conversando con i giornalisti a margine della presentazione di due bandi: "Bisogna evitare il rischio di creare una grande confusione: ieri c'è stata una sentenza su una associazione, su un caso, che ha avuto l'esito che tutti conosciamo, ma questa sentenza non può essere utilizzata oggi per affermare che a Roma non ci sono infiltrazioni mafiose, perchè queste ci sono, sono denunciate e conosciute. Basta fare un giro per le strade per riconoscere i locali che sono stati sequestrati. Oggi pomeriggio sarò al porto di Ostia ad inaugurare delle iniziative sportive delle federazioni del Coni finanziate dalla Regione Lazio in un bene sequestrato alla mafia", ha aggiunto il governatore, sottolineando poi: "Le sentenze si applicano e, secondo me, non si commentano, ma se ne prende atto. Però nessuno si permetta di fare confusione trasformando una sentenza su una singola associazione, su un singolo caso, in un colpo di spugna in merito al rischio e alla presenza di infiltrazioni mafiose nella nostra città, che ci sono e vanno sempre combattute", ha concluso Zingaretti.

"Quello che la sentenza ha accertato è un pesantissimo e intricatissimo sistema criminale che per decenni ha tenuto sotto scacco la politica di Roma. Quindi si sveglia come si è svegliata il giorno prima: sapendo che l'unica strada è quella della legalità. I tempi sono più lunghi, ma quando si chiede il risultato immediato non lo si può avere se si seguono procedure regolari, però alla fine la procedura è pulita e questo consente di non commettere gli errori del passato", ha commentato invece la sindaca Virginia Raggi a margine di una conferenza stampa questa mattina rispondendo a un cronista che le chiedeva come si svegliasse la città dopo la sentenza di ieri di Mafia Capitale, che ha fatto cadere per tutti gli imputati il 416bis, ovvero l'associazione di stampo mafioso.

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Cronaca

Trasporti, metro chiuse per lo sciopero fino alle 12,30. Bus a singhiozzo

 

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

È in corso a Roma lo sciopero del trasporto pubblico che si concluderà alle 12,30. Ecco la situazione sulla rete: Metro A: chiusa; Metro B/B1: chiusa; Metro C: attiva con riduzioni di corse; ferrovia Roma-Lido: chiusa; ferrovia Termini-Centocelle: attiva con forti riduzioni di corse; ferrovia Roma-Viterbo: servizio regolare; bus e tram: possibili riduzioni di corse. Lo riferisce l'ufficio stampa di Roma Servizi per la Mobilità. 
 

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Cronaca

Mafia capitale, oggi la sentenza: giudici in Camera di Consiglio

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Federica Angeli) – Il grande giorno della sentenza Mafia Capitale per l'inchiesta che nel 2014 è piombata come uno tsunami su Roma, dal mondo criminale a quello politico, è arrivato.
La sentenza é attesa per le 13, i giudici della X sezione penale sono già in camera di consiglio per confrontarsi mentre l'aula bunker di Rebibbia è affollatissima e carica di tensione. Era dai tempi della Banda della Magliana che così tanti imputati romani non finivano in un dibattimento con l'accusa di mafia.

Oltre ai legali e ai familiari dei 46 imputati, cento giornalisti sono stati accreditati per seguire la fine di un processo che si è sviluppato in 230 udienze. Cominciato il 5 novembre del 2015 é terminato il 13 luglio 2017. Oltre 500 gli anni di condanna richiesti dalla pubblica accusa nei confronti dei 46 imputati 22 dei quali accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

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Cronaca

Mafia Capitale: 250 anni di condanne, ma senza Mafia

Il tribunale di Roma, al termine del processo a Mafia Capitale, ha condannato Salvatore Buzzi a 19 anni di reclusione, Massimo Carminati a 20 e a 11 Luca Gramazio, ex capogruppo del Pdl in Comune. Cade l'accusa di associazione mafiosa per 19 imputati del processo a mafia capitale, tra cui i presunti capi Carminati e Buzzi. Per l'ex capo dell'assemblea Capitolina Mirko Coratti (Pd) la corte ha deciso una pena di 6 anni di reclusione, mentre Luca Odevaine, ex responsabile del tavolo per i migranti, è stato condannato a 6 anni e 6 mesi. Il presunto braccio destro di Carminati, Ricardo Brugia è stato condannato a 11 anni, 10 invece  per l'ex Ad di Ama Franco Panzironi. L'ex minisindaco del municipio di Ostia, commissariato per infiltrazione mafiose, Andrea Tassone è stato condannato a 5 anni. «Mafia Capitale: imprenditori, politici, dipendenti pubblici corrotti e personaggi della criminalità di un passato non lontano. Hanno ucciso Roma, hanno mortificato la dignità dei cittadini e generato un immenso danno d'immagine all&rsquoItalia intera. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il contributo determinante di una classe politica compiacente, a volte addirittura asservita a questi delinquenti. E oggi è la vittoria dei cittadini, della società civile e della legalità sulla criminalità, sul malaffare e sulla vecchia politica». Questo il commento alla sentenza che la sindaca di Roma Virginia Raggi ha postato su Facebook.