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Cronaca

Aprilia, 27enne investita e uccisa da un’auto

Una 27enne è stata investita ed ha perso la vita sulla Nettunense. L'episodio è avvenuto ieri sera, ad Aprilia. La vittima stava attraversando quando è stata colpita da un'autovettura a tutta velocità. La donna è morta poco dopo e il conducente è fuggito senza darle soccorso. Quest'ultimo è tornato successivamente nel luogo del sinistro ed è stato sottoposto agli accertamenti alcolemici, risultando positivo. L'uomo è stato quindi denunciato per omicidio colposo.  

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Cronaca

Campidoglio, inaugurato il nuovo Giardino dei Giusti

È stato ufficialmente inaugurato oggi il nuovo Giardino dei Giusti della Capitale, in una delle zone più suggestive di Villa Doria Pamphilj. In occasione della Giornata europea in memoria dei Giusti, istituita per il 6 marzo, sono stati messi a dimora i primi cinque alberi in onore delle personalità insignite del titolo di Giusto: Armin Wegner, Salvo D'Acquisto, Irena Sendler, Etty Hillesum e Mohamed Naceur (Hamadi) be Abdesslem.
Ad individuare i nominativi delle cinque personalità è stato il comitato scientifico per la realizzazione del Giardino dei Giusti, presieduto dalla sindaca Virginia Raggi e composto da Anna Foa, Riccardo Di Segni, Giovanni Maria Flick, Antonio Riccardi, Gianni Celestini e Massimiliano Atelli. Alla cerimonia hanno partecipato anche Mohamed Naceur (Hamadi) ben Abdesslem, la guida tunisina che ha messo in salvo i turisti italiani durante l'attacco dell'ISIS al Museo del Bardo il 18 marzo del 2015, l'Assessora alla sostenibilità ambientale, Pinuccia Montanari, l'Assessora alla persona, scuola e comunità solidale, Laura Baldassarre e diverse scolaresche. «Stiamo facendo di questo luogo un simbolo di memoria, di pace e di speranza per onorare chi ha lottato contro ogni forma di ingiustizie e sopraffazione a tutela dei diritti fondamentali. Lo faremo diventare anche un’aula didattica all’aperto per aiutare i giovani delle scuole romane a riflettere sui valori di libertà, democrazia e salvaguardia dei beni comuni. Pianificheremo ogni anno iniziative di sensibilizzazione e valorizzazione in occasione del 6 marzo perché non passi nel silenzio il ricordo di chi in tutti i genocidi e totalitarismi si è prodigato per difendere la libertà di altri, anche rischiando la propria vita», afferma la sindaca Virginia Raggi. Nel Giardino dei Giusti di Roma, idea nata e proposta dalle associazioni onlus Gariwo e AdeiWizo, ogni anno verranno piantati cinque nuovi alberi in memoria delle personalità che verranno individuate. «La nostra proposta di piantare alberi per ricordare personalità che si sono contraddistinte per azioni importanti, mette al centro i valori della solidarietà e della giustizia. Il disegno del giardino allude alla forma di un fiore, come quella dei fiori che saranno presenti all’interno del giardino tra melograni, cipressi e olivi. Il geoglifo ricorda anche una menorah, il candelabro ebraico a sette braccia. Tra le tante esperienze arboree e culturali presenti non mancherà uno spazio dedicato ad una didattica all’aperto, perché vogliamo che resti, anche tra le nuove generazioni, il ricordo di quelle donne e di quegli uomini che ebbero il coraggio di scegliere il bene», dichiara l’assessora alla sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari. «L’iniziativa odierna punta su un ampio coinvolgimento delle scuole, con l’obiettivo di educare bambini e ragazzi ai valori di libertà e democrazia e salvaguardando i beni comuni. Si tratta di un ulteriore tassello all’interno dell’ampio raggio di azioni che stiamo portando avanti per valorizzare l’idea di Memoria e la funzione della testimonianza. Il progetto è utile inoltre a rinsaldare il legame già forte tra le scuole e una cultura ecologica che consente di percepire realmente come risorsa gli spazi verdi della nostra città», spiega l’assessora alla persona, scuola e comunità solidale Laura Baldassarre.
 

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Cultura

Radio Roma Capitale sulla CNN

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Politica

Elezioni politiche, exit poll Rai: trionfo M5s (31,5%) e Lega (16%). Crollo Pd 21%. Maggioranza lontana per tutti

(Fonte: www.repubblica.it)

ROMA – Movimento 5 Stelle primo partito con il 30%, coalizione del centrodestra avanti in una forchetta tra il 33 e il 36%, con il sorpasso della Lega su Forza Italia, e dietro il centrosinistra in un range che oscilla tra il 24 e il 28%. È questa la fotografia del voto che emerge dagli exit poll realizzati da Opinio per la Rai relativi alla Camera. Nel dettaglio: Lega con il 13-16% è in vantaggio rispetto a Forza Italia al 12,5-15,5%, Fdi 3,5-5,5, Noi per l'Italia 1-3%. Pd 20-23%, Più Europa 2-4%, Insieme 0-2%, Lorenzin 0-2%, Svp 0-1%, M5s 29,5 -32,5%, LeU 3-5%. Al Senato Fi 13-16% Lega 13-16% Fdi 4-6% Noiperl'Italia 1-3: centrodestra 33,5-36,5%. Pd 20,5 -23,5%, Bonino 2,5-4,5% Insieme 1-3%, Lorenzin 1-3%, Svp 1-2%: centrosinistra 25-28%. M5s 29-32%, LeU 3-5%.

Il Movimento 5 Stelle fa meglio delle precedenti elezioni politiche, allungando fino a cinque punti percentuali alla Camera. Allungo in avanti anche per la Lega che potrebbe superare, anche se di misura, Forza Italia nella coalizione di centrodestra. Nella coalizione di centrosinistra è il Pd ad avere il grosso dei voti

 

• MAGGIORANZA LONTANA PER TUTTI
Stando agli exit poll, alla Camera la coalizione di centrodestra avrebbe tra 225 e 265 seggi, l'M5s tra 195 e 235 mentre la coalizione di centro sinistra tra 115 e 155. A Leu andrebbero 12-20 seggi e agli altri 6-8.

• REGIONALI
Per le Regionali in Lombardia, sempre secondo gli exit poll Rai, Attilio Fontana (centrodestra) al 38-42%; Giorgio Gori (Centrosinistra) è al 31-35%%. Dario Violi (M5s) è al 17-21% e Onorio Rosati (Leu) al 2-4 %. Nel Lazio Nicola Zingaretti (Centrosinistra) è in testa con il 30-34%, mentre Stefano Parisi (Centrodestra) è al 26-30%%. Roberta Lombardi (M5s) è al 25-29% e  Sergio Pirozzi (Lista civica) è al 2-4%.

Secondo i dati parziali dell'affluenza alle elezioni per il rinnovo della Camera ha votato, a circa metà dei dati disponibili, il 74% degli aventi diritto. Alle ore 19 l'affluenza era stata del 58,42%. Nella precedente tornata elettorale del 2013, che però si svolse in due giorni, al termine dello scrutinio si era recato alle urne il 76,4% degli elettori per la Camera. Per il Senato ha votato il 72,01% degli aventi diritto, praticamente in linea con le Politiche del 2013.

Ritardi e code ha provocato in numerosi seggi il nuovo sistema di voto con l'uso per la prima volta del talloncino anti frode. Code più lunghe del solito ai seggi fin dal primo mattino sono segnalate in tutta Italia a causa della nuova procedura introdotta per le elezioni politiche

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Politica

Elezioni 2018, centrodestra avanti, exploit M5S. Crollo Pd, la Lega supera FI. Ma non c’è la maggioranza

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Il Movimento 5 stelle primo partito oltre il 30%, ma centrodestra prima coalizione. Crollo del Pd, la Lega supera Forza Italia. Ma non c'è una maggioranza per formare un governo. È la fotografia che consegnano i dati che arrivano dalle sezioni di tutta Italia, quando ormai lo spoglio ha superato il 60% al Senato e oltre il 40% alla Camera. Il Movimento di Luigi Di Maio trionfa al Sud, mentre il centrodestra primeggia in tutto il centronord. Il Partito Democratico tiene, si fa per dire, solo nella Toscana di Matteo Renzi e nel Trentino della ministra uscente Maria Elena Boschi. L'affluenza ha sfiorato il 74%.

Secondo le proiezione del consorzio Opinio-Italia per la Rai al Senato il centrodestra è la prima coalizione con il 35,6%, M5S primo partito con il 32,5%, centrosinistra al 23%. Il Pd sarebbe al 19,2%, la Lega al 16,2%, Forza Italia 14%, Fratelli d'Italia 4,1%, Liberi e Uguali 3,5%, +Europa 2,3%, Noi con l'Italia 1,2%, Civica Popolare Lorenzin 0,6%, Insieme 0,7%, Svp 0,4%, altri 5,4%.

Alla Camera le proiezioni del consorzio Opinio-Italia per la Rai vede il centrodestra al 36,4%, M5S 32,4%, il centrosinistra al 22,9%. La Lega, con il 17,7%, supera Forza Italia di oltre 4 punti (13,3%). Fdi è al 4% e Noi con l'Italia al 1,2%. Il Pd è al 19%, +Europa Bonino al 2,6%, mentre Civica Popolare Lorenzin è allo 0,5%, Insieme allo 0,5%, Svp 0,4%. LeU è al 3,6%, altri 4,7%. 

Esce dunque un Paese spaccato in tre, come d'altronde era ampiamente previsto, ma con una affermazione di M5s importante. Il Movimento 5 Stelle fa meglio delle precedenti elezioni politiche, allungando fino a cinque punti percentuali alla Camera. Balzo in avanti anche per la Lega che supera Forza Italia. 

In base alI'exit poll Consorzio Opinio Italia per Rai alla Camera la coalizione di centrodestra avrebbe 247-257 seggi
mentre al M5s ne andrebbero tra 230-240, al centro sinistra 110-120, Leu 11-19, ad altri 0-2. In particolare, alla Lega andrebbero 115-123 seggi, a FI 99-105, al Pd 104-110, a Fdi 24-32, a Leu 11-19, a Svp 3-5, a Noi con l'Italia 2-4, a Civica Lorenzin 1-3, a +Europa Bonino e Italia Europa insieme entrambi al 0-2. Altri 0-2.

Al Senato la coalizione di centrodestra guadagnerebbe tra i 128 e i 140 seggi mentre al M5s ne andrebbero tra 109 e 119 e alla coalizione di centrosinistra tra 47 e 55. A LeU tra 7 e 11 agli altri tra 0 e 2. 

«Trionfo del M5S, una vera e propria apoteosi, che dimostra la bontà del nostro lavoro e dimostra che tutti quanti dovranno venire a parlare con noi, e questa sarà la prima volta. È questa è la migliore garanzia di trasparenza del popolo italiano. Dovranno venire a parlare con noi usando i nostri metodi di correttezza, di trasparenza». Lo afferma Alessandro Di Battista dal comitato elettorale M5S.

«Il centrodestra ha la maggioranza politica, quindi è il vero vincitore di una tornata elettorale in cui è in gioco il governo del paese e non le affermazioni individuali. Solo con dati più precisi si capiranno i risultati dei singoli partiti e dei rapporti di forza parlamentari, e se la vittoria politica si tradurrà in una maggioranza numerica a Camera e Senato. Dopo 5 anni di governo della sinistra il centro destra e non il Movimento 5 Stelle è l'alternativa vincente. Gli italiani, come aveva chiesto il presidente Berlusconi, non hanno fatto prevalere la deriva grillina». Lo si legge in una nota del Coordinamento Nazionale di Forza Italia.

«Il centrodestra ha vinto, è stato sconfitto il Pd di Renzi. Ci sarà la fila per entrare nel centrodestra», ha detto il capogruppo di Fi alla Camera,Renato Brunetta. «Assolutamente sì. Noi non cambiamo parere. Chi avrà più seggi all'interno del centrodestra avrà legittimamente la possibilità di andare a palazzo Chigi. Se sarà Salvini, viva Salvini», ha aggiunto Brunetta in collegamento con La7 a chi gli chiede se Salvini sarà il candidato premier se il centrodestra dovesse avere la maggioranza e la Lega essere il primo partito.

«Gli exit poll si sono dimostrati nella storia molto elastici ma se questo è il risultato finale la cosa chiara per il Pd è un dato negativo, noi passeremmo all' opposizione». Così il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato a Porta a Porta.

«Gli exit non hanno mai fatto i governi. Certo se i dati fossero confermati noi andremmo senza discussione all'opposizione. Poi mi pare di capire che non ci sarà un partito o una coalizione con la maggioranza relativa e sarà opportuno valutare dopo che il presidente Mattarella avrà dato l'incarico se per il bene del paese ha senso dare l'appoggio esterno restando comunque fuori da tutto. Ovviamente stasera è prematuro fare scenari, aspettiamo i dati finali. Non è così eretico iniziare a dire che il M5S sarà il primo partito e il primo gruppo parlamentare». Lo dice Francesco Boccia, esponente della minoranza Pd, che segue lo spoglio al Nazareno.

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Politica

Elezioni2018, il seggio delle schede sbagliate: «Sono da annullare. Anzi no»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Maria Lombardi) – Schede sbagliate, dunque voti nulli. Anzi no, validissimi. Il pasticcio del seggio 2167, ai Parioli. «Ma che nomi sono questi?». La signora esce dalla cabina sventolando il foglio color rosa, quello per la Camera, e la mostro al presidente. «Lo vede? Il candidato che volevo votare non c'è». Ha ragione. Il ministro Marianna Madia del pd non compare e nemmeno tutti gli altri in corsa al collegio Roma 2: Claudia Giacchetti del M5S, Giovanna Maria Seddaiu di Leu, Maria Teresa Bellucci del centrodestra. Non può essere. La presidente del seggio in via Micheli 29 impallidisce, gli scrutatori anche. Comincia così la lunga giornata degli equivoci in uno dei seggi del liceo Mameli. Trentasei schede già nell'urna (ma c'è chi dice siano 34 e chi 39) peccato che siano del collegio VI ma votate dagli elettori del II. Un bel guaio. Si risolverà più tardi con una decisione che potrebbe scatenare contestazioni e ricorsi: le schede, se l'indicazione di voto è chiara, vanno considerate valide. In pratica, il voto è ok anche se la scheda mente.

VOTO SOSPESO
Le votazioni sono cominciate da un paio d'ore e già si fermano. La presidente, dopo aver verificato l'errore sulle schede della Camera (Senato e Regione sono ok) chiude la porta del seggio e sospende le operazioni di voto. Vengono avvisati, carabinieri, messi del Comune e Prefettura. Scambio frenetico di telefonate. Che si fa? Ma soprattutto: come è stato possibile che nella sezione del secondo collegio finisse il plico con i candidati del sesto? Uno sbaglio dell'ufficio elettorale centrale. Intanto c'è da capire come uscirne. La presidente apre l'urna, tira fuori le 36 schede votate per metterle in una busta, in attesa di ordini. Nessun rappresentante di lista è presente in quel momento. Qualche elettore in fila protesta: «Queste operazioni sono avvenute solo alla presenza degli scrutatori, senza altri testimoni», la signora Roberta Lisi è lì, perplessa come tutti. «Quando la presidente ha riaperto la porta della sezione 2167 dando il via di nuovo alle operazioni di voto – spiega – abbiamo chiesto che le schede tolte dall'urna e da annullare fossero ricontate». Alle 10.13 arrivano le schede con i nomi dei candidati corretti. La presidente tranquillizza tutti. «Ci ha detto che quelli che hanno votato con le schede sbagliate sarebbero stati ricontattati per poter tornare alle urne».

Tutto risolto? Macché. Gli uffici del Comune si mettono in movimento per ricontattare gli elettori beffati. Dovranno votare una seconda volta. Qualcuno viene trovato, in cinque si ripresentato al seggio. Ma nel frattempo è arrivata l'indicazione della Prefettura. Nessuno voterà di nuovo, quelle schede possono essere considerate valide se l'intenzione dell'elettore è chiara. D'altra parte non ci sono (nelle schede della Camera) nomi da indicare, la volontà di chi ha messo la croce dovrebbe essere inequivocabile. Dunque, marcia indietro.

LO SPOGLIO
Le schede che si intendeva inizialmente annullare tornano nell'urna, valide. Certo, bisognerà vedere se ci saranno contestazioni da parte dei rappresentanti di lista. In serata ne discutono insieme, se tutti sono d'accordo sulla validità delle schede sbagliate, lo spoglio potrebbe andare avanti senza intoppi. «Un errore dovuto alla consegna da parte dell'ufficio centrale, c'è da capire se è un caso isolato. Non mi sento danneggiata io, quanto piuttosto gli elettori» commenta Giovanna Maria Seddau, candidata di Liberi e uguali. Si va avanti fino alle 23, nella scuola dei Parioli, tra code così lunghe che si sovrappongono, anziani che nell'attesa si accasciano sulle sedie, uomini che scavalcano le donne, «e certo, guardate quante siamo…». Tante di più, nel liceo delle schede sbagliate.

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Regionali Lazio, exit poll Rai: Zingaretti in testa con il 30%-34% davanti a Parisi e Lombardi

 

Il governatore uscente Nicola Zingaretti sarebbe avanti nella corsa alla poltrona di presidente della Regione Lazio. Secondo il primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai, alle elezioni Regionali Zingaretti, candidato per la coalizione di centrosinistra, è in testa con il 30-34%, mentre il candidato del centrodestra Stefano Parisi è al 26-30%. Terza la candidata del Movimento cinquestelle, Roberta Lombardi, al 25-29%, mentre il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, sostenuto da una lista civica di area centrodestra, è al 2-4%.

L'AFFLUENZA
Alla chiusura dei seggi l'affluenza per le elezioni regionali – quando sono pervenuti 375 Comuni su 378 – è stata del 66,48%. E' quanto emerge dai dati del Viminale. Nel 2013 era stata del 71.91%.

I CANDIDATI
Lo spoglio per le Regionali, per le quali erano chiamati al voto 4,8 milioni di cittadini, inizierà lunedì alle 14 dopo il conteggio delle schede per le Politiche. I candidati presidenti sono in tutto nove: l'uscente Nicola Zingaretti per il centrosinistra, Stefano Parisi per il centrodestra, Roberta Lombardi per il M5s, Sergio Pirozzi per le liste "Sergio Pirozzi presidente" e "Lista Nathan". Gli altri sono Stefano Rosati con "Riconquistare l'Italia", Jean Leonard Touadi con Civica Popolare, Mauro Antonini con Casapound, Elisabetta Canitano con Potere al Popolo, Giovanni Paolo Azzaro con Democrazia Cristiana.

PARISI: RISULTATO GIA' STRAORDINARIO
 "Dai primi exit poll è un testa a testa tra me e Zingaretti e questo è già di per sé un risultato straordinario". È questo il primo commento agli exit poll del centrodestra alla Regione Lazio, Stefano Parisi. Parlando dal suo comitato elettorale nel centro di Roma, Parisi ha aggiunto: "La campagna elettorale è iniziata solo trenta giorni fa e soli venti giorni fa analisti importanti ci davano fuori partita. Adesso – ha chiarito – aspettiamo i risultati definitivi e le prime previsioni per capire meglio. Ma ora siamo vicini rispetto a quando sono partito con 25 punti di distanza. È un dato positivo".

CHI VINCE
L'elezione è diretta quindi con un solo turno: vincerà chi prenderà anche solo una preferenza in più. I consiglieri regionali saranno 50,  di cui 40 eletti col proporzionale e 10 con premio di maggioranza. Alla coalizione vincente andrà il 60% dei seggi.

IL VOTO DEI CANDIDATI
Il primo a recarsi alle urne domenica mattina è stato Nicola Zingaretti, attuale presidente della Regione. "Oggi è silenzio elettorale oggi parla il popolo" si è limitato a commentare il governatore, mentre lasciava il seggio di piazza Mazzini. "Il dato più notevole della giornatami sembra la fila di elettori, mai vista così lunga. Questo mi fa ben sperare", ha detto invece la candidata alla presidenza della Regione Lazio per il M5s, Roberta Lombardi, in fila ad un seggio elettorale di Talenti insieme alla famiglia. Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice (Rieti) ha votato poco dopo le 15 al seggio 1 della sua città.

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Pd sconfitto, l’Ansa: “Renzi si dimette”. Ma il suo portavoce: “Non ci risulta”

(Fonte: www.repubblica.it)

ROMA – Dopo la sconfitta alle elezioni politiche il segretario del Pd Matteo Renzi ha deciso di dimettersi dalla guida del partito. Lo scrive l'agenzia Ansa ma dopo pochi istanti arriva una precisazione dal suo portavoce, Marco Agnoletti: "A noi non risulta". E su twitter il suo stretto collaboratore scrive: "Il segretario parlerà oggi pomeriggio alle 17".

E' possibile quindi che l'annuncio ufficiale sarà dato fra qualche ora, durante il primo discorso del segretario dem a commento del risultato delle elezioni e del crollo dei consensi al suo partito.

Non appena si è diffusa la notizia (poi stoppata) del passo indietro di Renzi, secondo l'Adnkronos Beppe Grillo avrebbe commentato a caldo: "Lo abbiamo biodegradato".

E in casa dem il primo che accenna un commento è Pier Ferdinando Casini, neo eletto al Senato di Bologna per il centrosinistra:  "Mi auguro che non sia il momento della resa dei conti nel Pd ma di ragionamenti sereni e profondi" così ha risposto a chi chiedeva se fossero o meno opportune le dimissioni del segretario: "Non vorrei che qualcuno dimenticasse – ha aggiunto Casini conversando con i giornalisti in Piazza Maggiore a Bologna – che il partito socialista in Francia non esiste più ed in Germania è stato superato nei sondaggi dall'estrema destra. Per cui lo scenario su cui ragionare va un pò oltre l'Italia".

"E' una sconfitta evidente ma questa è la democrazia", così Emanuele Fianoa Radio Cusano campus. Sulle probabili dimissioni di Renzi da segretario del Pd, osserva: "Non so cosa farà Renzi. Lo sapremo nel pomeriggio… ma noi lasciamo un Paese migliore di quello che abbiamo preso in mano"

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M5s, Di Maio esulta: “Noi vincitori assoluti, pronti al confronto con tutte le forze politiche”

(Fonte: www.repubblica.it)

"E' una bella giornata, nonostante la pioggia": queste le parole di Luigi Di Maio mentre poco dopo le 10 usciva dalla sua abitazione a Roma dopo il trionfo del M5s. "E' un dato storico ed è stata un'emozione indescrivibile", ha aggiunto salendo sull'auto bianca venuta a prenderlo. "Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto e ci sono stati vicini", ha poi aggiunto su Facebook dove ha postato anche il link all'articolo pubblicato stanotte sul sito del movimento.

"Ci vediamo più tardi in diretta per gli aggiornamenti!", ha poi aggiunto sul social network dove ha postato una foto mentre abbraccia Beppe Grillo. Al loro fianco, Alessandro Di Battista e Davide Casaleggio.

 

Lo stato maggiore del Movimento 5 Stelle si è riunito al Parco dei Principi, quartier generale pentastellato. Il leader e candidato premier Luigi Di Maio ha avuto un colloquio con l'ormai ex collega parlamentare Alessandro Di Battista, protagonista di questa campagna elettorale, insieme al garante M5s Beppe Grillo, arrivato in mattinata e al fondatore di Rousseau Davide Casaleggio.

"Siamo i vincitori assoluti di queste elezioni – ha detto poi Di Maio in una breve dichiarazione davanti alle telecamere – Un grande grazie ai circa 11milioni di italiani che ci hanno darto la loro fiducia. Un altro grazie a Grillo e Casaleggio, agli attivisti e ai volontari. E' stata una campagna autofinanziata. Un grazie e un imbocca a lupo ai nuovi eletti. M5s triplica i parlamentari in entrambe le camere. Ci sono intere regioni dove più di un cittadino su e due ci ha votato, in alcune aree abbiamo raggiunto il 75%. Siamo una forza politica che rappresenta l'intera nazione, questo ci proietta automaticamente verso il governo dell'Italia. Oggi le coalizioni non hanno i numeri per governare e per questo ci prendiamo questa responsabilità davanti ai cittadini italiani ed europei. Questo è un risultato post-ideologico che va al di là degli schemi destra-sinistra e riguarda i temi irrisolti della nazione. I cittadini hanno votato il programma che vogliamo realizzare. Ci sono questioni che riguardano la povertà, il taglio delle tasse, l'immigrazione. Abbiamo la possibilità di realizzare quelle cose che gli italiani aspettano da 30 anni". 

"Sentiamo la responsabilità di dare un governo al Paese. Lo diciamo soprattutto agli investitori: noi questa responsabilità la sentiamo", ha detto il candidato premier M5s ricordando che "oggi le coalizioni non hanno i numeri per governare".

"Siamo aperti al confronto con tutte le forze politiche a partire dalle figure di garanzia a capo delle Camere ma soprattutto per i temi che dovranno riguardare il programma di lavori. Siamo fiduciosi che il presidente della Repubblica saprà guidare questa fase con autorevolezza e sensibilità come ha sempre fatto. Oggi per noi inizia la terza repubblica che sarà quella dei cittadini italiani", ha concluso Di Maio. 

"Congratulazioni a Luigi Di Maio e a tutte le persone che ci hanno sostenuto in questa difficile campagna elettorale", ha aggiunto sempre su Facebook Chiara Appendinosindaca 5 Stelle di Torino. "Guardando la distribuzione del voto, emerge un Paese spaccato in due, un segnale di cui il prossimo governo dovrà tener conto", aggiunge. 

Spostandosi a livello locale, l'analisi dei dati di Torino per la Camera "riconfermano – sottolinea la sindaca – il numero di voti delle scorse Comunali mentre c'è un leggero calo rispetto alle politiche del 2013". La sindaca rivendica il lavoro svolto. "In questo anno e mezzo – dice – abbiamo fatto alcune scelte dettate dal gravoso impegno di rimettere in ordine i conti della città per evitarne il dissesto. Non ci siamo sottratti in alcun modo a questa responsabilità e non lo faremo fino a quando questo obiettivo non sarà stato raggiunto".

Il Movimento 5 Stelle incassa anche i complimenti del segretario della Lega, Matteo Salvini: "La Lega è cresciuta più di tutti, più dei 5 Stelle, che sono primi, e quindi complimenti, il voto va accettato per quello che è, ma la Lega è cresciuta di più", ha detto dalla sede del partito in via Bellerio.

Complimenti anche da Oltremanica: "Congratulazioni ai nostri colleghi nel gruppo Efdd, il Movimento 5 Stelle, in testa ai risultati elettorali", in Italia, dice Nigel Farage l'ex leader del partito euroscettico britannico Ukip. "E' una potente impennata per i partiti euroscettici e anti-establishment in Italia. La politica migratoria sbagliata dell'Ue sta suscitando un enorme risentimento e segnerà la sua fine".

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Elezioni, presunti brogli in voto estero. Procura Roma apre fascicolo inchiesta

(Fonte: www.ominroma.it)

La procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in merito ai presunti brogli elettorali che si sarebbero verificati in Canada in occasione del voto per le elezioni politiche italiane. Al fascicolo, senza indagati e senza ipotesi di reato, potrebbero aggiungersi anche una serie di segnalazioni trasmesse da diverse sedi diplomatiche. Presunti brogli nel voto degli italiani all’estero erano stati denunciati, nei giorni scorsi, dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, in questo caso in merito alla attività di voto a Colonia.