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Cronaca

Foto pedopornografiche, in manette un 80enne

Erano più di 3000 i film e migliaia le foto a sfondo pedopornografico che un 80enne naascondeva nella sua abitazione. Gli agenti del Commissariato San Basilio hanno trovato questo scenario nel corso della perquisizione della casa. In seguito ad un'indagine e ad una serie di appostamenti, i militari erano arrivati a quest'uomo, incensurato e di 80 anni, collezionista di immagini. Quest'ultime riguardavano bambini e bambine di età fra i 4 e i 14 anni. Il materiale è stato sequestrato e sarà oggetto di indagini, grazie anche alla collaborazione della Polizia Postale. L'uomo è stato fermato e portato al carcere di Regina Coeli. Dovrà rispondere all'accusa di detenzione aggravata di materiale pedopornografico. 

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Cronaca

Emergenza buche Roma, i tecnici del Comune: “Provvedimenti immediati o chiusura per Portuense, Magliana e Battistini”

(Fonte: www.larepubblica.it)

(di Flaminia Savelli) Non ci sono solo le denunce dei cittadini e quella del Codacons per le buche e le voragini che negli ultimi giorni hanno reso impraticabili le strade della capitale. Adesso anche una lettera dei tecnici del Simu, il Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana, chiede un provvedimento immediato per sei strade – quelle principali – dell’XI, XII e XIII municipio. Altrimenti si procederà con la chiusura di via di Ponte Galeria, via di Malagrotta, via di Boccea, via Mattina Battistini, via Portuense e via della Magliana. Con una lettera inviata ai caschi bianchi e all’assessore Margherita Gatta il dipartimento richiede di procedere con gli accertamenti “viste le condizioni di alcuni tratti stradali ormai non più sanabili con interventi di manutenzione ordinaria”. Spetterà ora ai comandi della Municipale decidere se chiudere le strade. Mentre per via di Acilia la chiusura è scattata ieri sera: la strada per circa 1 chilometro è off limits in direzione via Ostiense.  Non resta che aspettare l’avvio del piano di interventi deciso dalla sindaca Raggi: 17milioni di euro per tappare le 50mila buche. Secondo il piano inoltre verranno rifatti lunghi tratti della via Tuscolana, via Appia Nuova, corso Francia e via Flaminia Nuova. Ancora: due milioni di euro verranno destinatati per la via Ostiense e la via Nomentana. Una corsa contro il tempo comunque perché nelle ultime due settimane sono stati più di 2mila gli incidenti causati dai dissesti del manto stradale.

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Cronaca

Buche, il piano Marshall non convince: “150mila euro per ogni bilancio municipale. E’ ridicolo”

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Ginevra Nozzoli) Basteranno 17 milioni di euro per mettere in sicurezza le vie di Roma? "Tapperemo 50mila buche in un mese, al ritmo di 1500 al giorno" ha annunciato ieri la sindaca Raggi, alle prese con strade groviera distrutte da giorni di maltempo ininterrotto. Strade chiuse o con limiti di velocità a 20 chilometri orari, incidenti, meccanici che su gomme e cerchioni hanno fatto una fortuna, vigili messi a piantonare tratti di asfalto impercorribili. Un caos sul quale indaga la Procura. Con il Campidoglio sceso subito in campo promettendo fondi aggiuntivi e un cronoprogramma di interventi serrati. Gli amministratori l'hanno ribattezzato il "piano Marshall", con ambiziosi riferimenti storici agli interventi americani in Europa per la ricostruzione post seconda guerra mondiale. "Andremo in soccorso ai municipi sul piano economico e organizzativo" annunciavano nelle scorse ore da palazzo Senatorio. E ieri, dopo un incontro tra Comune e municipi, ecco arrivare la comunicazione del Campidoglio: "Al via da subito l’esecuzione di lavori per circa 17 milioni di euro". Un tesoretto che però, a onor del vero, era in parte già previsto. Ecco la suddivisione: nove milioni dell'operazione #StradeNuove (per le arterie di grande viabilità, di competenza capitolina) annunciata lo scorso maggio dalla sindaca, che interesseranno -quando i cantieri saranno assegnati- interventi di rifacimento in via Tuscolana, via Appia Nuova, via Casal del Marmo, corso Francia e via Flaminia Nuova, via del Castro Pretorio, via Galbani, via Colli Portuensi, viale Ionio e via Ugo Ojetti, via Cassia Nuova e via di Valle Aurelia. A questi si aggiungono due milioni di euro per la manutenzione straordinaria di via Ostiense e via Nomentana, e un altro milione di euro per altri cantiere già attivi. Anche qui, parliamo di grande viabilità (800 chilometri). Ma invece l'aiuto promesso ai parlamentini che gestiscono 8mila chilometri di viabilità secondaria? Ai suddetti dodici milioni per le grandi strade del Simu, se ne aggiungono quattro e mezzo, somma (questa sì ex novo) recuperata dal Fondo di garanzia di Roma Capitale. Di questi, tre milioni verranno gestiti ancora dal dipartimento Simu, in parte per inviare squadre aggiuntive di "tappa buche" su ulteriori strade della grande viabilità, in parte alle criticità segnalate dai municipi. L'assegnazione avverrà tramite gara pubblica con sei lotti da 500mila euro. Il problema però, hanno lamentato i minisindaci convocati ieri dall'assessore Margherita Gatta, sono i tempi: "Con la negoziazione MePa serve almeno un mese, per avere la certificazione antimafia – spiega la presidente del I municipio Sabrina Alfonsi – ci hanno detto che fanno tutto in 15 giorni (tempistica confermata da Roma Capitale che precisa "15 giorni lavorativi", ndr) ma non è possibile. Nel frattempo, avendo dato in carico al Campidoglio una serie di strade di nostra competenza dovremmo rimanere fermi, senza possibilità di intervenire noi, con i nostri fondi a disposizione e le squadre già pronte". A disposizione diretta dei municipi (con possibilità di intervento immediato tramite lotti inferiori a 40mila euro che consentono l'utilizzo di affidamenti diretti alle ditte a rotazione del sistema Siproneg), rimane circa un milione e mezzo di euro da dividere per quindici circoscrizioni: 150mila euro a territorio. Una cifra che ha sollevato più di una polemica. "Parliamo di spiccioli, numeri ridicoli" tuona la minisindaca del II municipio Francesca Del Bello, alle prese con i crateri di viale delle Province, largo Passamonti, via Mazzoni. "Stiamo parlando di 100mila euro a municipio, non risolvono niente. Anche perché il problema non sono i rattoppi temporanei sulle buche, dove comunque devi ripassare con una nuova riquadratura del punto ammalorato. Le strade vanno rifatte, altrimenti alla prossima pioggia siamo punto e a capo". E solo nel II parlamentino, tra Parioli e San Lorenzo, servirebbero 40milioni di euro. A Ostia, il neomunicipio pentastellato, "per rifare le strade ci vorrebbero almeno 20 milioni di euro" ha detto la minisindaca M5s Giuliana De Pillo. Cifre astronomiche, magari da spalmare su più anni. "Anche nel nostro municipio servirebbero circa 40 milioni – commenta Alfonsi – ci siamo limitati a chiederne 12 per la manutenzione straordinaria del 2018, ce ne hanno dati due, di cui uno è bloccato". Già, anche nel I municipio si grida allo scandalo per quei 150mila euro annunciati ieri "che non servono a niente". "Vuoi fare un piano Marshall? – aggiunge ancora Alfonsi – metti 5 milioni sulla manutenzione straordinaria di ogni municipio, così rifai le strade davvero. Stiamo parlando di spiccioli per chiudere le buche, cosa che tra l'altro stiamo facendo già con i pochi fondi a disposizione delle nostre casse. Serve la manutenzione straordinaria. Lo diceva anche la Gatta appena insediata: le strade vanno rifatte totalmente, senza toppe. Deve esserselo scordato". 
 
 

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Politica

Sergio Pirozzi a Nicola Zingaretti: “Se ci sarà convergenza lo sarà punto su punto”

Chiuso il capitolo elezioni regionali, il sindaco di Amatrice ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito. Il candidato alla Presidenza Regionale ha così commentato la conferma del Presidente Nicola Zingaretti e l'eventuale dialogo da instaurare con quest'ultimo: «Penso che quelli relativi ai numeri della maggioranza in consiglio regionale siano problemi dell'attuale presidente (Nicola Zingaretti, ndr).Chiaramente tra noi non potrà mai esserci una convergenza a 360 gradi, ma valuteremo punto su punto, andremo a vedere quale sarà il suo programma». Il sindaco del comune reatino ha aperto solo parzialmente ad accordi con il leader del centrosinistra. Ha poi aggiunto sulla sua esperienza politica: «Ma davvero pensate che abbia fatto tutto questo, subendo quello che sto subendo, per fare l'assessore regionale? – ha proseguito Pirozzi – io credo che la gente mi conosca, e questo si è visto anche dai risultati straordinari che abbiamo ottenuto senza un partito e senza nessuno dietro. Sono sempre rimasto coerente. Se avessi avuto questo tipo di obiettivi personali oggi sarei sicuramente altrove, in Parlamento magari, e in più non mi sarei fatto nemici, vivendo molto più tranquillamente, ma non avrei avuto rispetto per la mia gente e la mia storia. Con Zingaretti andremo a vedere se, ad esempio, ci sarà attenzione per le problematiche legate al terremoto per la defiscalizzazione di 15 aree nel Lazio, per il sostegno agli over 50, per una sanità diversa con i direttori generali, non più nominati dal presidente ma da organismi esterni. Insomma, per tutti quei temi che erano nel nostro programma elettorale che è stato votato da più di 152 mila persone nella nostra Regione. Se ci sarà convergenza lo sarà punto su punto, sui temi».
 

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Cronaca

Roma, rifiuti: chieste condanne per patron di Malagrotta ed ex presidente Regione Lazio

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

La Procura di Roma ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione per il patron della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, per l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti. Il pm, Alberto Galanti, ha inoltre sollecitato una condanna a 5 anni per l'ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi e per Francesco Rando, amministratore unico di molte imprese riconducibili a Cerroni e a 2 anni per Luca Fegatelli, già dirigente dell'Area Rifiuti della Regione Lazio. La Procura, inoltre, ha sollecitato una condanna a 4 anni per Giuseppe Sicignano, già supervisore delle attività operative condotte presso gli impianti di Cecchina e a 2 anni per Raniero De Filippis, all'epoca dei fatti  responsabile del Dipartimento del territorio della Regione Lazio. Chiesta, infine, ha l'assoluzione per Piero Giovi, socio di imprese e storico collaboratore di Cerroni con la formula «per non aver commesso il fatto». «Siamo in presenza di un sistema che sta con un piede e mezzo nel 416 bis, l'associazione di stampo mafioso nel quale omertà, controllo del territorio e istituzioni erano funzionali a mantenere il potere del gruppo». Lo ha detto il pm Alberto Galanti al termine della requisitoria con la quale ha chiesto, tra gli altri, una condanna a 6 anni per Manlio Cerroni, patron della discarica di Malagrotta. Il magistrato ha affermato che a Roma e nel Lazio c'è stata una «gestione da anni '60» nel settore dello smaltimento dei rifiuti. «Per anni si è buttato tutto in discarica senza effettuare alcun tipo di differenziata». Per il rappresentante della Procura «fino a due anni fa alla Regione Lazio non c'è mai stata una gara pubblica per affidare la gestione dei rifiuti. La parola 'garà non è mai comparsa in questo processo. La parola che invece abbiamo sempre sentito è emergenza: tutta la gestione dei rifiuti avviene in emergenza, allo scopo di creare e autorizzare una situazione di monopolio assoluto nella gestione dei rifiuti in tutta la regione Lazio».

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Cronaca

Roma, riaprono altri 5 parchi

Dopo la cessata allerta per neve e ghiaccio e a seguito del monitoraggio sulle alberature per la riduzione del rischio, è stata firmata una nuova ordinanza sindacale per la riapertura, con decorrenza immediata, di Villa Aldobrandini, Villa Scipioni, Parco di via Trezza, Villa Fiorelli e Parco Falcone e Borsellino. Nei giorni scorsi erano già state riaperte Villa Borghese (Giardino del Lago), Villa Paganini, Villa Lazzaroni, Villa Torlonia, Piazza Vittorio, Villa Doria Pamphilj, Parco di Villa Lais, Parco di Via Rosa Raimondi Garibaldi, Parco di Via Giovannipoli, Parco di Commodilla, Villa Mercede, Villa De Sanctis, Villa Gordiani, Parco di Centocelle, Parco Nicolò Blois, Parco di via Pellegrino Matteucci, Villa Carpegna, Parco Giovanni Paolo I, Parco di via Cingolani, Parco Aldo Tozzetti, Parco Filippo Meda, area verde di via Achille Tedeschi, area verde e pista ciclabile di via Palmiro Togliatti, area verde di via Bardenzellu, area verde di via Santi, Parco Babusci, Parco di via Virginio Melandri, Parco di Colle Oppio e Giardini di Carlo Felice.

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Politica

Berdini: “Raggi? La speranza di cambiamento è durata due mesi”

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Ylenia Sina) Alle spalle una lunga vita di studi e analisi urbanistiche sulla città pubblica. Nel passato più recente un posto nella giunta Raggi come assessore all'Urbanistica, durato meno di otto mesi, fino al via libera a Cinque Stelle allo stadio della Roma. Romatoday ha intervistato Paolo Berdini che ha raccontato la sua esperienza in un recente libro, Roma, polvere di stelle. La speranza fallita e le idee per uscire dal declino (Edizioni Alegre). 

Alle regionali Roma non ha premiato Roberta Lombardi. Questo risultato la stupisce? 

No. In giunta lo dicevo sempre: o lanci qualche segnale di cambiamento nel primo anno e mezzo oppure è finita. Poi iniziano le polemiche, è normale, è questa la dialettica. La città si è accorta che c'è un'incompetenza, una inesperienza, un'arroganza, un insieme di fattori che stanno portando la città alla paralisi. Questa mancanza di coraggio è stata avvertita anche dai romani. 

Sono parole forti…

Il 31 agosto del 2016, quando in giunta si decise il taglio della testa di Raineri e Minenna (Carla Raineri, ex capo di Gabinetto del Comune, e Marcello Minenna, il primo assessore al Bilancio della giunta Raggi, ndr), dissi che avrebbero pagato questa scelta. Non si compie un gesto così a due mesi dalle elezioni. È come un terremoto, prima dell'assestamento passa un sacco di tempo, il tempo più prezioso. Ho fatto da Cassandra.  

Nel libro il 31 agosto viene descritto come una data cruciale, il momento in cui è finita l'esperienza che avrebbe potuto portare al cambiamento. Perché?

Erano stati coraggiosi nella scelta degli assessori. Se posso avanzare un parallelo, come Luigi Di Maio quando ha presentato 15 ministri non di stretta osservanza grillina. È un segnale per il paese perché tu ti fidi di gente, più o meno brava, sulla base della sua esperienza. Roma aveva gradito questa scelta. Eravamo stati individuati tutti per competenza. A distanza di due mesi questo esperimento è stato chiuso per sempre. Sarei voluto andare via in quel momento, poi grazie ad un ragionamento più complessivo ho pensato che se avessi dovuto rompere sarebbe dovuto essere nel merito. E così è stato. 

Cosa ha dato fastidio dell'operato di Minenna?

La nomina a capo dell'Ama di Alessandro Solidoro. Marcello Minenna era un indipendente e spesso non concordava con nessuno. Non per nulla poi hanno messo tutti i loro uomini nei centri del potere. Evidentemente era nel loro dna l'occupazione del potere. Non volevano liberare Roma. E questo la città lo coglie. 

Sembra un film già visto…

Pensiamo a Rettighieri (Marco Rettighieri, ex direttore generale di Atac, ndr), una persona stimata a livello internazionale. Uno così non si cambia. E invece lo cacciano additandolo come 'il vecchio'. E poi mettono una figura che è presidente, amministratore delegato e commissario insieme. Pensano di prendere delle scorciatoie? Questa è una città che non beve più niente perché le ha viste tutte. 

Nel libro lei scrive di aver visto almeno 6 sindaci 'vicari' oltre a Virginia Raggi. Cita Raffaele Marra, Luigi Di Maio, la Casaleggio Associati, Pieremilio Sammarco, Beppe Grillo, Luca Lanzalone. Al di là dei singoli nomi, che tipo di potere è entrato nell'amministrazione romana con i Cinque Stelle?

Lo studio di avvocati Sammarco è uno dei più importanti di Roma. Conosce molto bene la struttura del potere della città. Le chat acquisite dalla magistratura dicono che fu lui ad imporre di mandare via la Raineri. Chi l'ha autorizzato? Evidentemente alcuni poteri capiscono che una giunta debole può essere guidata e ci riescono. Sono quei poteri che stanno intorno a chi guadagna in città. 

Chi guadagna in città?

Utilizzo un esempio. Gli affitti per l'emergenza abitativa hanno fatto diventare straricchi alcuni gruppi. Ci sarà qualche circolo del tennis che li fa conoscere? Queste persone hanno preso in mano l'amministrazione Raggi. Poi arriva l'avvocato Luca Lanzalone. 

Cosa rappresenta Luca Lanzalone? 

È un avvocato dalla carriera importante. Quando arriva a Roma per la prima volta non conosce nessuno, alla prima riunione se ne va dalla città la sera stessa. 15 giorni dopo diventa presidente di Acea. Persona degnissima. Ma dopo aver risolto la questione dello Stadio della Roma e aver provocato le mie dimissioni viene premiato. Questo la dice lunga sulla struttura del potere nell'era Cinque Stelle. Mentre nel caso precedente parlavamo di interessi romani, lui rappresenta un più vasto sistema bancario che ha ritenuto che fosse il momento di portare a casa una carica come la presidenza di Acea. 

La sua vita da assessore è stata influenzata da questi poteri?

Assolutamente. Sono stato scavalcato. In numerose interviste e in due giunte di fuoco avevo denunciato il ruolo di Marra (Raffaele Marra, ex capo del Personale e braccio destro di Virginia Raggi, ndr). Il giorno del suo arresto penso che sia finito per sempre un brutto momento. E invece sono io a pagare. Arriva Lanzalone e in 15 giorni chiude i giochi sullo stadio. Roma ha sperato che con Raggi ci fosse discontinuità e invece questa è l'eterna continuità del potere romano. 

La gestione degli uffici nei dipartimenti è sempre un nodo centrale per un assessorato. Anche nella quotidianità si percepiva questo depotenziamento?

No, fino all'arrivo di Lanzalone ho lavorato con tranquillità e in assoluta stima reciproca con gli uffici dove lavora gente meravigliosa.

Nemmeno Marra?

Marra non ha nominato alcun consulente per il mio assessorato. Ma questo non ha cambiato niente. Il vero ostacolo l'ho incontrato dopo il suo arresto. Sapevano che non avrei mai raggiunto una mediazione sullo stadio. Mi hanno sorpassato consapevolmente per mettermi nelle condizioni di togliere il disturbo. 

Oltre l'episodio delle sue dimissioni, cosa rappresenta per Roma aver dato il via libera ad un'opera come quella? 

Ero contrario allo stadio ancora prima di diventare assessore. Ma quando ho letto le carte il mio sguardo è diventato ancora più critico. Un esempio: 7 milioni di euro di spesa per le pompe idrovore a carico della cittadinanza. E in cambio io ti concedo cubature. Tutto questo votato in consiglio comunale. Avevo chiesto agli operatori di prendere in considerazione un altro luogo ma la proposta non è stata accettata perché è lì che avrebbero guadagnato con la plusvalenza. 

Quindi non era contro la costruzione dello stadio. Ma contro la sua realizzazione a Tor di Valle?

Quello è un posto sbagliato. Un imprenditore serio avrebbe trovato il modo di guadagnare anche altrove, non sono un talebano. Ma non hanno accettato e questo la dice lunga sulla classe dirigente romana. 

Lo stadio si le Olimpiadi no. Si è dato una spiegazione?

Non riesco a trovare una ragione. La sindaca aveva in mano una carta importante. Era una sfida che si può vincere o perdere ma poteva essere utile alla città per effettuare lavori di manutenzione e per realizzare 5 linee di tram. E il progetto poteva ancora essere discusso. Poi arriva il post sul blog di Beppe Grillo che dice di no alle Olimpiadi del mattone e Berdini viene accusato di essere il cavallo di Troia di questa operazione. In questo modo offendono anche la dignità delle persone, ho una vita coerente a riguardo e non cambio perché sono assessore. 

In quel caso, secondo lei, hanno agito per slogan?

Credo di si. In giunta si era aperto un dialogo in merito, poi è arrivato il post di Grillo. Erano dubbiosi perché in campagna elettorale si erano spesi contro le Olimpiadi, ma avevano fatto la stessa cosa anche sullo stadio. Inoltre nel programma si parlava di referendum. Ma non è mai stato indetto. Hanno avuto paura della democrazia. 

Il suo libro è il primo che inserisce l'amministrazione Raggi nella storia di Roma. Per risalire alla 'costruzione dell'illegalità' ha deciso di ripartire dalla Società generale immobiliare. Che momento rappresenta l'amministrazione Raggi per la capitale?

Questo è un elemento che porteremo con noi per molto tempo. Individuo due cesure. La prima: sono 30 anni che non si costruiscono alloggi popolari. Il bisogno di case non viene soddisfatto ed è da qui che nascono le occupazioni. Una sofferenza che affatica questa città e che va superata. L'altro fatto culturalmente gravissimo riguarda l'idea che tutto il patrimonio pubblico debba essere messo a reddito. A quel punto tu chiudi la società romana. Cosa vuol dire 'legalità' in una città che non ha più un luogo sociale? In una città che non riconosce il diritto ad una casa? Nel libro ho individuato 19 grandi progetti fermi. Questa non è illegalità e uno spazio sociale che vende birra si? Questa è mancanza di cultura urbana. Purtroppo la porta a tutto questo è stata aperta dall'amministrazione di centrosinistra. 
 
Provo a riassumere. I cittadini entrano a palazzo Senatorio e si chiude definitivamente la cultura della città pubblica?

Assolutamente. Vogliamo parlare degli sgomberi al Baobab? Quello è l'unico posto dove possono dormire, nelle tende, ma che fastidio danno? A Berlino hanno accolto un milione di siriani e a Roma non si trova una soluzione per qualche centinaio di persone. Perché non si usano le caserme? Capisco che è difficile ma l'importante è iniziare. 

Ha un rimpianto da assessore?

Forse quello di non essere riuscito ad entrare in sintonia con il pezzo di città con cui avevo costruito il pensiero urbanistico su Roma. Non ho avuto interlocuzioni, né da parte del movimento per la casa, che anzi mi ha punito con quattro occupazioni anche se la delega non era nelle mie mani, né con quella parte di società romana. Forse non ho mandato messaggi ma quella era un'occasione per ragionare su quale potesse essere il punto di equilibrio. Sono stati mesi di solitudine, in giunta ma anche dalla società romana non ho ricevuto molto aiuto. 

Secondo lei qual è stata l'occasione mancata per l'amministrazione Raggi e per l'intera città?

Il Movimento cinque stelle ha nel suo dna la democrazia civica e la partecipazione. Accidenti. Quando andavo in Campidoglio per partecipare alla giunta era un bunker impenetrabile. Per esempio di fronte al possibile sgombero degli alloggi in un piano di zona a Castelverde avevo proposto un consiglio comunale aperto da tenersi proprio in quel quartiere. Un modo per dare un segnale importante. Non è mai stato fatto, forse per insicurezza. Credo che sia questo il fallimento più grande: non aver tenuto fede al fatto principale della democrazia. 
 

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Cronaca

Raccordo Anulare: chiuse per lavori le rampe di accesso in Complanare Est

 (Fonte: www.romatoday.it)

Chiusure stradali sulle rampe di accesso della Complanare est dell'A24. Lo rende noto Strada dei Parchi. La concessionaria comunica che, per urgenti lavori di manutenzione, dalle ore 21:30 dei giorni 12, 13, 14, 15, 19, 20, 21, 22, 26, 27, 28 e 29 marzo alle ore 06:00 dei giorni successivi, sarà disposta la chiusura della rampa del Grande Raccordo Anulare in ingresso sulla Complanare est dell’A24, tanto in direzione AQ/A25/TE quanto in direzione Tangenziale Est con provenienza dalla Prenestina/Casilina.
Chiuse rampe di accesso alla Complanare 
Pertanto, nei suddetti giorni ed orari, a tutti i veicoli provenienti dalla Prenestina/Casilina e diretti in A24, tanto verso AQ/A25/TE quanto verso la Tangenziale Est, si consiglia di utilizzare itinerari alternativi usufruendo degli altri svincoli del GRA, successivi all’interconnessione con le complanari all’autostrada A24, effettuando l’inversione di marcia sulla viabilità ordinaria, ove possibile, per rientrare successivamente in A24 dal GRA con provenienza Tiburtina, ovvero, per coloro che sono diretti verso AQ/A25/TE, utilizzando anche l’interconnessione con la diramazione di Roma Sud dell’autostrada A1, e comunque informandosi prima di mettersi in viaggio.

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Cronaca

Intense operazioni di contrasto all’illegalità da parte dei Carabinieri

Proseguono i controlli straordinari dei Carabinieri della Compagnia Roma Cassia sul territorio di competenza, attraverso servizi finalizzati a prevenire, e laddove necessario  reprimere, eventuali fenomeni di llegalità diffusa.
Le zone in cui è scattata l’attività, cui hanno preso parte numerose pattuglie affiancate da specifici servizi antidroga e antirapina, sono quelle di Casalotti, La Storta, Cesano di Roma, Formello e Prima Porta. Il bilancio dell’operazione è di 4 persone arrestate e altrettante denunciate a piede libero. In particolare, due italiani sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente dopo essere stati scoperti in possesso di 250 gr. di hashish e 6 gr. di cocaina nelle loro abitazioni; un cittadino indiano è stato arrestato poiché, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, è stato trovato fuori dalla propria abitazione senza autorizzazione; un italiano è stato arrestato poiché colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma. Nella medesima attività di controllo, inoltre, sono stati denunciati a piede libero:
-un italiano sorpreso mentre si stava impossessando di un televisore in un albergo dove aveva pernottato;
-un italiano sorpreso a guidare senza patente, avendo in precedenza subito la revoca del documento;
-due italiani ritenuti responsabili di lesioni dolose che avevano ingaggiato tra loro una violenta colluttazione.
Altre due persone sono state segnalate in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti dopo essere state “pizzicate” in possesso di 3 grammi di hashish.

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Cronaca

Latina, ultimo saluto ad Alessia e Martina. “Preghiamo per il padre”, il prete contestato

(Fonte: www.ansa.it)

Ultimo saluto ad Alessia e Martina, le due bimbe di 8 e 14 anni uccise dal padre, il carabiniere Luigi Capasso, poi suicidatosi nei giorni scorsi a Cisterna di Latina. Ieri la mamma, Antonietta Gargiulo, ha saputo della morte delle figlie. A darle la tragica notizia alcuni familiari insieme ad un team di psicologi dell'ospedale San Camillo, dov'è ricoverata. L'uomo, prima di uccidere le figlie, aveva sparato alla moglie. La donna sarà seguita costantemente dagli psicologi: non è più sedata e si trova ancora nella terapia intensiva. Date le sue condizioni non è presente al funerale delle figlie. Tanti i compagni di scuola di Alessia e Martina che indossano una maglietta con un cuore per ricordare le due sorelle. Palloncini bianchi e rosa fuori la chiesa a Cisterna di Latina dove sono iniziati i funerali di Alessia e Martina, le due sorelle di 8 e 14 anni uccise dal padre, il carabiniere Luigi Capasso, che poi si è suicidato. L'uomo prima di uccidere le figlie aveva sparato alla moglie, Antonietta Gargiulo, che si trova ancora ricoverata al San Camillo di Roma e che solo ieri ha saputo della morte delle figlie. Tanti i compagni di scuola di Alessia e Martina che indossano una maglietta con un cuore per ricordare le due sorelle. "Preghiamo per il padre", prete contestato – "Preghiamo anche per il padre". Dopo avere ricordato a lungo Alessia e Martina, uccise dal padre, Luigi Capasso, il parroco della chiesa di Collina dei Pini, a Cisterna di Latina, ha voluto nella sua preghiera ricordare anche il padre delle due sorelle. Qualcuno dai banchi della chiesa ha contestato le parole del parroco e lui ha aggiunto, dopo un attimo di silenzio e commozione, "scusate ma la famiglia ha perdonato". La chiesa e il piazzale sono gremiti. Alle esequie presenti circa 15 mila persone, molti bambini, e fuori oltre ai palloncini uno striscione con la foto delle sorelle e la frase di una canzone di Eros Ramazzotti: "Solo che non doveva andare così, solo che ora siamo tutti un po' più soli qui".