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Cronaca

Viabilità, rivoluzione in via del Corso: sarà pedonale da largo Goldoni a piazza del Parlamento

(Fonte: www.romatoday.it)

Piazza Venezia, via del Corso, via del Tritone, piazza Barberini. Il Campidoglio studia modifiche importanti alla viabilità del cuore del Centro storico, preso d'assalto da traffico e sosta selvaggia. Il 18 aprile in Commissione mobilità la discussione di un progetto che potrebbe rivoluzionare molto presto il quadrante. Al centro la pedonalizzazione del tratto che va da largo Goldoni all'incrocio con piazza del Parlamento, da attuare a stretto giro. Nel medio periodo, invece, potrebbe arrivare il senso unico, con una corsia preferenziale per i soli autobus e taxi, da piazza Venezia fino a via del Tritone, con l'allargamento dei marciapiedi e una serie di cambiamenti anche su piazza Venezia e via del Tritone. Le novità sono state illustrate durante la riunione della commissione Mobilità del Comune di Roma del 18 aprile, alla presenza dei tecnici dell'agenzia Roma servizi per la Mobilità. La notizia più importante è proprio quella relativa al tratto di via del Corso tra largo Goldoni e l'incrocio con via delle Convertite e piazza del Parlamento. Su questo tratto di strada arriverà una pedonalizzazione integrale voluta dalla Prefettura e dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza come misura anti terrorismo. A pesare, probabilmente, la paura che la strada, fortemente interessata dal flusso pedonale, possa diventare una rampa di lancio per auto o mezzi "impazziti" e diretti fino a palazzo Chigi a grande velocità. In questo modo via del Corso diventerà pedonale da piazza del Popolo a piazza del Parlamento senza alcuna interruzione. Sul tavolo, poi, ci sono tutte le altre modiche ipotizzate dall'agenzia per il tratto che arriva a piazza Venezia. Se venisse trovato l'accordo tra Comune e parti interessate, a partire da I Municipio, Polizia locale e Sovrintendenza, l'idea è quella rendere il tratto di via del Corso da piazza Venezia a via del Tritone un senso unico per il solo trasporto pubblico (oltre che per le categorie con eccezioni) in direzione Tritone (entrando cioè da piazza Venezia), con il conseguente allargamento dei marciapiedi, per permettere una passeggiata più comoda, e una serie di varchi piazzati all'incrocio con le stradine laterali per impedire di bypassare il divieto di transito alle auto private. Ma non è tutto: la rivoluzione di viabilità sul Corso comporterà altre modifiche sulle strade adiacenti. Via del Tritone, ad esempio, diventerà un doppio senso su corsia preferenziale, preclusa quindi al traffico privato a salire, tra piazza Barberini e l'incrocio con il traforo. Le poche auto private in arrivo da piazza del Parlamento, dopo un breve tratto su via del Corso, saranno obbligate come oggi a girare a sinistra su via del Tritone per poi salire fino all'incrocio con il traforo.  Potranno girare a destra sotto il traforo stesso o a sinistra in via Crispi senza poter raggiungere piazza Barberini per la suddetta isituzione del corsia preferenziale a salire. Il traforo diventerà una strada a doppio senso per le auto private (oggi accessibile solo alle auto in arrivo da via Nazionale). E infine si ipotizzano novità anche per piazza Venezia. Il presidente dell'agenzia Stefano Brinchi, su questo non si è voluto sbilanciare. Ma tra le ipotesi allo studio, elencate anche dal presidente della commissione Enrico Stefano, c'è l'istituzione di un viale centrale al posto dell'aiuola con l'allargamento dei marciapiedi laterali sotto palazzo Venezia e il palazzo delle Assicurazioni Generali (il suo quasi "gemello" sull'altro alto dello slargo) fino quasi al centro della piazza. Il viale centrale fluidificherebbe il passaggio dei mezzi verso via del Corso e pulirebbe la prosecuzione della corsa di autobus, e in prospettiva del tram 8, verso via dei Fori imperiali. Sparirebbe, dunque, la funzione di rotatoria di piazza Venezia. "Quella di oggi è solo l'inizio della discussione- ha commentato Stefano- Si tratta di una sfida molto difficile ma questo progetto è la base su cui lavorare tutti insieme". 

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Cronaca

Roma, «Correte, c’è un uomo che si vuole lanciare nel vuoto». Invece era un ladro

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Marco De Risi) Sembrava un ubriaco che stando sul tetto di un supermercato di Ciampino stava rischiando la vita. Per questo i residenti si sono presi a cuore la sorte di quell’uomo chiamando subito i pompieri e la polizia. Ma le cose stavano diversamente: quell’uomo sul tetto era un ladro ed armeggiando sopra il supermercato è riuscito ad introdursi all’interno per rubare generi alimentari ma anche qualche soldo nelle casse. L’allarme è scattato stanotte, dopo l’una. ”C’è un uomo che barcolla sul tetto del supermercato in via delle Mura Francesi. Presto venite che si vuol togliere la vita”, di questo tenore le telefonate dei residenti alle forze dell’ordine. I pompieri, dando per buona la segnalazione, sono arrivati anche col telone di salvataggio. Ma stranamente, non c’era nessuno sul tetto. I poliziotti, pistole in pugno, hanno fatto un sopralluogo all’interno del supermercato e nella penombra si sono imbattuti nell’uomo che stava sul tetto che non voleva togliersi ma che era intento a rubare. Così per l’individuo, un italiano sulla quarantina, sono scattate le manette per furto. 
 

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Cronaca

Campo de’ Fiori, sequestrato locale da parte della Polizia Locale

Nella mattinata di oggi, il nucleo anti evasione ed elusione fiscale della Polizia Locale di Roma Capitale ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro, disposto dall’Autorità Giudiziaria, di un locale di ben 800 mq sito a Piazza Campo de’ Fiori.  L’attività di somministrazione, di recente apertura, presentava infatti irregolarità edilizie. E’ emerso, a seguito di accertamento da parte di personale tecnico, che l’accorpamento dei locali, non autorizzato, poteva contribuire all’indebolimento della struttura. Per questioni di sicurezza,  si è reso necessario apporre i sigilli.

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Politica

Mafie: nel Lazio 93 clan, 50 a Roma

Il numero dei gruppi criminali storicamente presenti nella regione dagli anni Settanta a oggi è di 154. Di questi, 62 clan sono stati tracciati da indagini e processi ma non sono più citati in indagini giudiziarie o rapporti istituzionali da almeno 4 anni. Ciò non significa che non siano più operativi. I clan invece 'attivi' al dicembre 2017 sono 93, fra gruppi, clan, famiglie, tradizionali, autoctone e narcotrafficanti che usano il metodo mafioso. E' quanto emerge dal III Rapporto Mafie nel Lazio presentato stamani a Roma. Dei 93 clan, 50 clan operano solo a Roma dove sono presenti clan di mafia tradizionale. Il sistema criminale romano vede anche l'azione di autonomi che entrano in azione con gruppi già menzionati e con i narcotrafficanti che a Roma commerciano droga e controllano alcuni quartieri. Non ultimi sono presenti i boss delle mafie straniere". Secondo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti la "lotta alla mafia è repressione ma è anche lavoro, e "opporsi con coerenza senza delegare".
 

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25 aprile a Roma, Palestinesi: “In piazza con le kefieh e le nostre bandiere”. Comunità ebraica: “Corteo unitario a rischio”

(Fonte: www.repubblica.it)

Scintille sulla manifestazione del 25 aprile a Roma. "Senza una presa di posizione netta di Anpi e Campidoglio in merito alla presenza di gruppi organizzati con bandiere palestinesi e kefieh l'accordo per il corteo unitario del 25 aprile a Roma salta". E' la reazione della comunità ebraica di Roma dopo l'intenzione espressa dalla comunità palestinese di Roma di voler sfilare al corteo "con le kefieh e le bandiere palestinesi".
Sara' "la Festa di tutti i liberi, i democratici italiani e di tutti i popoli che si battono contro l'occupazione, l'aggressione per la liberta' e la giustizia nel mondo – aveva spiegato la comunità palestinese – Oggi, scendiamo in piazza tutti i democratici progressisti insieme, a festeggiare la Repubblica Italiana nata dall'eroica Resistenza del popolo italiano, con l'augurio che anche il popolo palestinese, che segue la vostra strada e i vostri insegnamenti possa un giorno festeggiare il suo 25 aprile. Il giorno della liberazione della Palestina dall'occupazione israeliana". I palestinesi di Roma avevano colto l'occasione per tornare ad attaccare duramente Israele: "Respingiamo, denunciamo e condanniamo la politica criminale dei governanti israeliani, dell'assassinio e del ricatto, che viola e nega ogni diritto al popolo palestinese e rifiuta ogni soluzione pacifica, basata sulle risoluzioni dell'ONU e della legalita' inter nazionale, del conflitto mediorientale. Aggiungendo però che "la lotta di liberazione palestinese, non é mai stata una lotta religiosa. Gli ebrei sono sempre stati i nostri fratelli, con loro abbiamo vissuto per secoli e vogliamo continuare a viverci, oggi e domani, con uguali diritti e uguali doveri, nella sognata Palestina libera, laica e democratica." "Il 25 aprile è la Festa dellaLiberazione dell'Italia dal nazifascismo: lo spirito unitario della resistenza italiana è alla  base della nostra Costituzione. A questo, e non ad altro, è dedicata la manifestazione di mercoledì che auspichiamo veda sfilare finalmente insieme Anpi e Comunità ebraica a Roma. Respingiamo ogni tentativo di strumentalizzazione della manifestazione per rivendicazioni diverse da quelle indicate dagli organizzatori stessi". Lo afferma il Campidoglio che qualche settimana fa aveva firmato un accordo tra Roma Capitale, l'Associazione  nazionale partigiani d'Italia e la Comunità ebraica di Roma proprio per evitare divisioni e polemiche in occasione del 73esimo anniversario della Liberazione d'Italia dal nazifascismo, che coincide quest'anno con il 70esimo anniversario dell'entrata in vigore della Carta Costituzionale e dell'80esima ricorrenza della promulgazione delle leggi razziali.

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Politica

Zingaretti condanna l’aggressione a coppia gay

«L'aggressione a una coppia gay a Trastevere è un vergognoso atto di omofobia che condanno fermamente. In una società nella quale le diversità devono rappresentare un valore aggiunto e uno stimolo alla conoscenza, siamo ancora spettatori di episodi simili». Lo scrive su twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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Conferenza Ato2, i Sindaci hanno votato all’unanimità il ricorso al Tar contro le delibere regionali

Questa mattina presso l’aula Consiliare di Palazzo Valentini si è riunita l’assemblea dei Sindaci di ATO 2 convocata dalla Sindaca metropolitana Virginia Raggi che tra i punti all’ordine del giorno aveva la modifica dell’ATO2 e la formazione del nuovo ATO 6. A presiedere l’assemblea la Vice Presidente Vicaria del Consiglio metropolitano Gemma Guerrini che verificato il numero legale ha proceduto alla discussione dell’ordine del giorno.
I Sindaci, dopo una dettagliata discussione, alla presenza dell’Assessore Regionale Mauro Alessandri, hanno chiesto e votato all’unanimità il ricorso al Tar contro le tre delibere regionali (56/129 e 152 – 2018 entro il prossimo 7 maggio) chiedendo inoltre l’immediata revoca delle stesse, ritenendole illegittime costituzionalmente come da sentenza della stessa Corte per un caso analogo nella regione Liguria. In tutti gli interventi della Conferenza dei Sindaci sono state sottolineate le ricadute negative che queste delibere regionali produrranno sui territori comunali, dalla diminuzione dei fondi, alla mancanza di una pianificazione utile alla programmazione degli investimenti sul territorio. Lo stesso Assessore Regionale Mauro Alessandri ha rassicurato i presenti valutando l’opportunità di riconsiderare da parte della Regione la revoca delle delibere contestate, così come richiesto da tutti i Sindaci presenti.

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Regione Lazio, 2° interpello per il concorso pubblico per 153 sedi farmaceutiche

«La Regione Lazio pubblicherà domani 24 aprile l’elenco delle sedi disponibili per il secondo interpello relativo al concorso pubblico straordinario per titoli per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche disponibili per il privato esercizio nel territorio regionale. Le sedi farmaceutiche disponibili sono in totale 153 così suddivise: 118 a Roma e provincia, 13 nella provincia di Latina, 11 nella provincia di Frosinone, 8 nella provincia di Viterbo e 3 nella provincia di Rieti. Il provvedimento sarà pubblicato domani sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, nella piattaforma tecnologica ed applicativa unica appositamente realizzata dal Ministero della Salute, alla quale si accede tramite il portale: www.concorsofarmacie.sanita.it e nel sito della Regione Lazio al link “Sanita” – Nuove sedi farmacie-Concorso». Lo comunica in una nota l’Assessorato alla Sanità e l’Integrazione Socio sanitaria della Regione Lazio.

 

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Roma, ucciso e messo in un sacco dell’immondizia: il pm chiede l’ergastolo per un egiziano

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Aveva nascosto il cadavere in un sacco dell'immondizia e lo aveva gettato in mezzo alla strada. Oggi, per Tartour Hamed Mohamed Hamed El Sajed, egiziano di 34 anni, il pm Fabio Santoni ha chiesto ai giudici di emettere una sentenza di condanna all'ergastolo per omicidio volontario pluriaggravato e rapina. La vittima si chiamava Hashem El Sajed Gafar Abou El Amd. Il suo corpo fu trovato nel quartiere Monteverde, a Roma, nel luglio di tre anni fa. La sentenza è prevista per la prossima settimana. I giudici si riuniranno in camera di consiglio dopo l'intervento del difensore dell'imputato, l'avvocato Domenico Naccari. Era il 4 luglio 2015 quando, in via Pietro Cartoni, intorno alle 7 del mattino, fu trovato il corpo senza vita di Hashem, un cuoco egiziano. A dare l'allarme, un negoziante della zona, insospettito dalla presenza di un sacco gettato tra due auto parcheggiate. A riconoscere la vittima fu il fratello. Dalle indagini emerse poi che Hashem era morto dopo essere stato legato con le mani dietro alla schiena. L'imputato lo aveva bloccato cingendogli il collo con un legaccio serrato fino a soffocarlo. Dagli accertamenti emerse che Tartour aveva rapinato il connazionale di 5.000 euro che gli sarebbero serviti per pagare alcune mensilità di affitti arretrati per la frutteria che si apprestava ad aprire a Monteverde. A incastrare il giovane furono i tabulati delle telefonate tra i due e alcune incongruenze tra la testimonianza dell'omicida e quelle dei testimoni. Tartour venne quindi arrestato.
 

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Roma, campi rom, il Campidoglio: “E adesso una delibera per i rimpatri assistiti”

(Fonte: www.repubblica.it)

Rimpatri assistiti. È la nuova misura stabilita dal Campidoglio per affrontare il superamento dei campi rom nella Capitale. Si tratta di uno strumento inizialmente non previsto nel piano lanciato dalla giunta Raggi per affrontare l'annoso problema degli insediamenti ma che sarebbe in procinto di concretizzarsi.

All'indomani del blitz dei vigili nel Camping River, uno dei campi della Capitale che avrebbe dovuto essere chiuso il 30 settembre dello scorso anno ma dove di fatto vivono ancora oggi circa 380 persone, l'amministrazione, in ritardo sulla tabella di marcia per le difficoltà incontrate nell'applicazione delle misure di accompagnamento sperimentate proprio nel campo di via Tiberina, cerca di correre ai ripari.

"È in via di definizione una delibera che amplia le possibilità di estendere i progetti inclusivi del piano per il superamento dei campi rom anche ad altre forme di aiuto, tra le quali il rimpatrio assistito, che inizialmente non era previsto", spiega all'Adnkronos Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza del Campidoglio. Una misura, quella dei rimpatri assistiti, "che riguarderà tutti i campi a partire da quanto abbiamo sperimentato nel Camping River".

"Il Camping River – spiega Cardilli – spesso è stato citato come esempio di superamento dei campi rom, ma non è proprio l'esempio più adatto: noi in quel caso abbiamo dovuto accelerare i tempi perché ci sono stati provvedimenti di natura giudiziaria che ci hanno imposto un'accelerazione delle procedure di liberazione del campo che prima ci hanno portato al mancato rinnovo dell'affidamento e poi a estendere al Camping anche procedure di superamento del campo".

"Il Camping River oggi formalmente è chiuso, come è noto non c'è più il contratto con la cooperativa – aggiunge – ma non si è riusciti a liberare l'area perché le proposte inclusive che riguardano la gran parte dei nuclei che vi risiedono non hanno portato ai risultati sperati: il contributo per l'affitto piuttosto che gli aiuti per l'inserimento lavorativo, essendo basati sul coinvolgimento volontario delle famiglie e degli abitanti, non hanno sortito l'effetto sperato. Loro hanno accettato l'aiuto ma hanno trovato difficoltà oggettive nella possibilità di stipulare affitti, difficoltà in parte legate anche ad un approccio culturale che deve man mano prendere piede e che necessita quindi di tempi di razionalizzazione da parte delle popolazioni".

"Al momento nel Camping River sono presenti 75 nuclei familiari che hanno diritto all'assistenza inclusiva (poco più di 330 persone) e 17 nuclei che non ne hanno diritto", prosegue. Tra le misure di sostegno a cui hanno diritto, spiega Cardilli, c'è anche il sostegno all'inclusione: "Non è una misura assistenziale ma una misura inclusiva e limitata come importo, un sostegno iniziale di accompagnamento all'autonomia individuale legato all'abbandono del campo", precisa Cardilli, ricordando che "l'importo non supera i 2mila euro, esaurito il quale la famiglia dovrà sostenersi da sola".

"Poiché sono processi che implicano il coinvolgimento e convincimento dei residenti – conclude – a tutt'oggi sono in corso ancora numerose interlocuzioni sia con i nuclei familiari che con i singoli abitanti del campo, proprio per superare la difficoltà culturale del passaggio dalla vita di campo alle unità abitative, e poi per individuare percorsi personalizzati".