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Cronaca

Donna carbonizzata nel parco, si è uccisa con solventi ed accendino

 (Fonte: www.romatoday.it)
(Di Marco Cifelli) La chiave di volta è arrivata da uno scontrino trovato nella borsa che si trovava vicino al suo corpo carbonizzato. Maria Cristina Olivi, la 49enne romana trovata priva di vita nel parco delle Tre Fontane all'Eur, si sarebbe infatti suicidata, vittima della sua schizofrenia. Il tragico rinvenimento venne fatto da un passante la mattina del 20 aprile, con l'uomo intento a fare jogging che scoprì il cadavdere della donna, mentre bruciava ancora, con la donna poi morta arsa viva. Svolti gli esami autoptici non emersero segni di violenza, lasciando aperte per i giorni a seguire diverse piste investitative, compreso l'omicidio.
Morte Maria Cristina Olivi 
Aperto un fascicolo d'indagine, i colloqui con i familiari di Maria Cristina Olivi hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di ricostruire il contesto dove è maturata la tragedia. Investigazioni che hanno operato a 360 gradi, allargandosi anche alla presenza di alcuni senza fissa dimora che frequentano il parco dell'Eur dove avvenne il tragico rinvenimento. 
La testimonianza di un senza fissa dimora 
A far propendere gli investigatori per un possibile omicidio furono alcuni testimoni che vivono abusivamente nel parco in una delle tante mini favelas sparse nelle aree verdi della città. In particolare uno di loro, un cittadino senegalese, riferì alla polizia di aver visto "tre persone fuggire nella notte". Poche parole dette dall'uomo che vive nei pressi di viale Aldo Ballarin, a pochi passi dal parco. Da qui ulteriori accertamenti nell'area dei clochard che vivono e frequentano il parco dell'Eur. Alcuni residenti, invece, riferirono che una nube di fumo l'avevano vista intorno alle 4 del mattino ma pensavano si trattasse dell'ennesimo rogo tossico nell'area verde.
Scontrino del tabaccaio nella borsa 
Maria Cristina Olivi abitava poco distante dal luogo della sua morte e lavorava in una lavanderia della zona. La svolta investigativa grazie ad uno scontrino fiscale rinvenuto nella borsa della 49enne che si trovava vicino il corpo privo di vita della donna. Uno scontrino di un Sali e Tabacchi. Recatisi nel tabaccaio gli investigatori di polizia hanno poi osservato le immagini delle telecamere di sicurezza che hanno svelato come la donna si fosse recata poco prima nell'esercizio commerciale per acquistare un accendino. Un accendino che Maria Cristina Olivi non sapeva nemmeno usare, tanto che nelle immagini, poi confermate dal commerciante, si vede la donna che chiede informazioni al tabaccaio su come utilizzare l'accendino appena acquistato. 
Suicidio Maria Cristina Olivi al parco delle Tre Fontane 
Secondo le indagini Maria Cristina Olivi si sarebbe poi recata da sola al parco delle Tre Fontane, si sarebbe cosparsa il torace con un accelerante, un solvente infiammabile che la stessa 49enne usava nella lavanderia dove lavorava, e poi si sarebbe uccisa dandosi fuoco con lo stesso accendino comprato qualche ora prima. A determinare il suicidio la crisi depressiva di cui la donna soffriva, accentuata dalla sua schizofrenia. Un suicidio, dunque, le cui motivazioni rimangono comunque ignote. Il fascicolo d'indagine, seppur orientato sul gesto volontario, rimane comunque aperto. 

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Politica

Nettuno, i grillini si dimettono davanti al notaio e fanno cadere il loro sindaco Casto

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Simone Canettieri) Non solo il Pd. Anche il M5S va dal notaio per fare cadere i propri sindaci. Succede a Nettuno, comune del litorale di 50mila abitanti, a sud di Roma. Quattro consiglieri grillini si sono uniti ai nove dell'opposizione e hanno sfiduciato Angelo Casto, primo cittadino pentastellato da due anni. Il documento sta per essere depositato in segretariato e poi il prefetto di Roma avrà tempo 48 ore per nominare un commissario. Un film già visto, con ben altro eco, a Roma con la giunta di Ignazio Marino, caduta sotto i colpi del Pd nel 2015. Il coordinatore FI Provincia di Roma, Adriano Palozzi: «Dopo due anni di inefficienze amministrative, immobilismo istituzionale e litigi interni al Movimento 5 Stelle, l’amministrazione Casto è stata sfiduciata e la città litoranea è tornata finalmente libera. Una città, Nettuno, da tempo ferma al palo, degradata e totalmente abbandonata dalla giunta grillina. L’auspicio, adesso, è che le forze civiche e politiche di centrodestra comincino a lavorare insieme al fine di restituire ai cittadini di Nettuno un governo forte, unito e stabile». Anche il segretario provinciale del Pd Roma, Rocco Maugliani va all'attacco: «Breve ma intensa. Così potremmo definire l'esperienza del Movimento 5 Stelle a Nettuno, dove a neanche due anni da una vittoria elettorale plebiscitaria, il sindaco Casto è stato mandato a casa dall'opposizione e da un pezzo della sua maggioranza pentastellata, che e' esplosa dopo mesi di faide e regolamenti di conti interni di cui hanno fatto le spese i cittadini e tutta la comunita' nettunese, nella paralisi di un'azione amministrativa resa sempre piu' drammaticamente evidente». 

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Politica

Progetto donne e sicurezza Ko in Campidoglio

Bocciata in Aula Giulio Cesare, con l'astensione della maggioranza 5 Stelle, la delibera n. 49/2018 a firma della consigliera di Roma torna Roma Svetlana Celli "Linee guida per facilitare il diritto allo sport da parte delle donne: Progetto donne e sicurezza – Realizzazione Circuiti Running". «Ringrazio tutte le associazioni che ci hanno dato una mano – ha affermato la consigliera Celli dopo il voto – sottoponendo alla mia attenzione questa idea. Era una delibera con pochi costi e un percorso di tutela per il parco degli Acquedotti di via Lemonia per poterne fruire in maniera libera. La motivazione della bocciatura è sconcertante. Il fatto che si dica che è solo una linea guida e che non è stata presentata dalla maggioranza, che ci starebbe lavorando, vuol dire che è una chiusura totale all'opposizione. Per la città è una grande perdita. Sicuramente per noi è una grande delusione, ma non ci arrendiamo e andiamo avanti».

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Cronaca

Pamela, la Procura: «È stata violentata da Oseghale»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Pamela Mastropietro venne violentata da Innocent Oseghale mentre era in condizioni fisiche menomate per l'assunzione di eroina. Lo sostiene il Procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio anche sulla base dei risultati degli esami del Ris che hanno evidenziato un rapporto sessuale completo tra i due. Il gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni ha invece ritenuto non vi fossero gravi indizi di colpevolezza per tale accusa, ipotizzando invece che tra i due si fosse creato un clima amicale.

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Politica

Pirozzi non sarà più sindaco Amatrice

(Fonte: www.ansa.it)

Il sindaco di Amatrice (Rieti), Sergio Pirozzi, lascerà domani il Comune reatino colpito dal sisma dell'agosto 2016 nelle mani del vicesindaco, Filippo Palombini, per svolgere l'attività di consigliere regionale incompatibile con la carica di sindaco. "Rivendico tutto il lavoro fatto in questi mesi – ha detto Pirozzi parlando ai microfoni dell'emittente radiofonica reatina Radiomondo -, a cominciare dalla scelta di aver puntato tutto su scuola e socialità. Domani inaugureremo il campo di calcio frutto della solidarietà degli italiani. A settembre sarà pronta la scuola definitiva, realizzata con i fondi della Ferrari. Nel luglio scorso il segno della ripartenza fu l'apertura del Polo del Gusto. Senza questo – ha concluso Pirozzi – Amatrice sarebbe stata solo casette provvisorie".

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Cronaca

39° Anniversario della strage di Piazza Nicosia

Oggi il Questore di Roma Guido Marino, in occasione del 39° anniversario della morte del Maresciallo di P.S. Antonio Mea e dell’Appuntato di P.S. Pierino Ollanu, ha deposto due corone di alloro a nome del Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli. I due poliziotti, allora Guardie di Pubblica Sicurezza, furono barbaramente trucidati da un commando terroristico, composto  da 13 appartenenti alle Brigate Rosse, che il 3 maggio del 1979 attaccarono la sede del Comitato Regionale per il Lazio della DC in piazza Nicosia. I brigatisti agirono divisi in tre gruppi. Due gruppi fecero irruzione all’interno dell’edificio e, dopo aver immobilizzato i presenti, collocarono nell’edificio 4 ordigni esplosivi per poi scappare con documenti riservati. Un altro rimase all’esterno, davanti all’ingresso, per contrastare eventuali interventi delle Forze dell’Ordine. La Volante della Polizia con a bordo il Maresciallo Antonio Mea e l’Appuntato Pierino Ollanu, fu la prima a giungere sul posto e venne colpita da sventagliate di mitra non appena sotto tiro. Antonio Mea morì sul colpo, mentre Pierino Ollanu trasportato in ospedale, morì alcuni giorni dopo a seguito delle ferite riportate. Un terzo agente, componente della pattuglia, rimase gravemente ferito. Le indagini svolte dalla Digos consentirono di individuare tutti i componenti dell’attentato che vennero arrestati e condannati all’ergastolo. La prima corona è stata deposta sulla lapide commemorativa presente in Piazza Nicosia e la seconda, su quella posta al Commissariato Trevi Campo Marzio, dove i due poliziotti prestavano servizio.

 
 

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Cronaca

Roma, padre orco offriva figlia disabile ai pedofili: rinviato a giudizio

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

È accusato di aver offerto la figlia, minorenne e portatrice di handicap, per rapporti sessuali ad un gruppo di immigrati. Abusi che venivano anche ripresi con una telecamera. Per questo la Procura di Roma ha chiesto il processo nei confronti di un cittadino italiano e di due senza tetto africani che, secondo quanto ricostruito dagli
inquirenti, avrebbero partecipato agli incontri dietro pagamento da parte del padre. Nei confronti dei tre la Procura contesta, a seconda delle posizioni, i reati di violenza sessuale di gruppo, detenzione di materiale pedopornografico e maltrattamenti. Ad allertare le forze dell'ordine sulla vicenda fu un rifugiato di origini nigeriane al quale fu poi concesso il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Nel settembre scorso l'uomo raccontò agli agenti del commissariato Monteverde di essere stato avvicinato da un italiano che gli aveva offerto un rapporto sessuale con una giovane donna in cambio di soldi. Grazie al migrante nigeriano la polizia fece scattare una
trappola per il padre orco che fu poi arrestato.
 

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Cronaca

Cadavere nell’Aniene, non fu un incidente: si indaga per omicidio. La vittima aveva una corda al collo

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Mauro Cifelli) Sarebbe morto strangolato, presumibilmente con un filo elettrico stretto al collo dal suo o dai suoi assassini. E' stato infatti aperto un fascicolo d'indagine per "omicidio", sulla morte di Istvan Otvos, conosciuto come "Stefan", il 22enne romeno senza fissa dimora il cui corpo privo di vita venne recuperato lo scorso 26 aprile nel tratto di fiume Aniene che scorre sotto il Ponte delle Valli, strada che collega la zona di Conca d'Oro al Quartiere Africano. La macabra scoperta venne fatta da un passante su via delle Valli. A far propendere inizialmente gli investigatori per la tragica fatalità, e quindi l'incidente, il fatto che il giovane fosse stato trovato con i pantaloni abbassati. Ponte delle Valli, cadavere nel fiume Aniene: si indaga per omicidio. Recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco il corpo privo vita del giovane trovato morto nell'Aniene, a far propendere inizialmente gli inquirenti per l'incidente furono proprio i pantaloni abbassati con i quali venne trovato. Proprio questo particolare portò gli investigatori ad ipotizzare che il 22enne si fosse sporto troppo sull'argine del fiume per espletare i bisogni fisiologici, poi la caduta nell'acqua e la morte per affogamento. Un dettaglio ha però lasciata aperta la pista dell'omicidio, un filo elettrico trovato attorno al collo del ragazzo. Riconosciuto poi dai suoi familiari, gli stessi riferirono agli investigatori della scomparsa del giovane avvenuta due settimane prima (il 16 di aprile), quando di Stefan si persero le tracce. Svolto l'esame autoptico gli accertamenti hanno invece aperto un secondo scenario, quello dell'omicidio. Oltre alla corda al collo, sul cranio del 22enne sono stati scoperti i segni di due colpi, inferti con un oggetto compatibile con una roncola. Elementi che hanno poi portato il Pubblico Ministero Sergio Colaiocco ad aprire un fascicolo d'indagine per "omicidio", al momento contro ignoti. Aperta la pista dell'omicidio restano da comprendere, oltre all'identità del possibile o dei possibili assassini, anche le cause dell'omicidio. Fra le ipotesi quella del furto o della rapina, con il giovane che sarebbe dovuto tornare in Romania con oltre 1500 euro, di cui una parte poi risultata sparita dal suo borsello. Altra pista riguarda quella della convivenza fra i senza fissa dimora che vivono nelle tante mini favelas che nascono e vengono sgomberate nell'area del Parco e del Ponte delle Valli. Il 22enne viveva infatti in uno degli insediamenti sgomberati nel corso del mese di aprile dalla Polizia Locale di Roma Capitale. Nei giorni successivi al rinvenimento del cadavere gli investigatori hanno dragato il tratto di Aniene dove è stato trovato il corpo del giovane romeno a caccia di elementi utili alle indagini. Non un incidente dunque, ma un omicidio, in relazione al quale gli investigatori della Squadra Mobile di Roma non escludono nessuna ipotesi.

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Cronaca

Mura Aureliane, operazioni di contrasto al degrado urbano da parte della Polizia Locale

Non si fermano le operazioni finalizzate al contrasto delle forme di degrado urbano da parte della Polizia Locale di Roma Capitale. Nella giornata odierna agenti della Sezione PICS, con il supporto tecnico di operatori e mezzi Ama e alla presenza del personale della Sovrintendenza Capitolina, sono stati impegnati nell’opera di bonifica delle aree a ridosso delle Mura Aureliane, più precisamente nel tratto di via Casilina, da Piazzale Labicano allo svincolo per la Tangenziale Est. L’intervento del personale ha consentito la rimozione di alcune baracche, costruite con materiale vario (plastica, teli, cartoni). Rimossi numerosi giacigli ed un ingente quantitativo di rifiuti accumulati vicino all'insediamento. All'arrivo degli agenti tre persone si sono date alla fuga. Le operazioni, iniziate fin dalla prima mattinata, si sono protratte fino a tardo pomeriggio per consentire la completa bonifica dell’area. Sono stati rimossi e conferiti in discarica circa 15 metri cubi di materiale.

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Cronaca

Roma, albero crolla sulla Salaria: traffico bloccato

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Anas comunica che sulla  “Salaria” il traffico è provvisoriamente bloccato, in località Fonte di Papa, in provincia di Roma, a causa di un albero caduto sulla carreggiata al km 21,900. L’albero, caduto da una proprietà privata, non ha causato danni a persone o cose.