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36mila posti di lavoro a rischio, Terrinoni (CISL Lazio): “Comune immobile”

Paolo Terrinoni, segretario di Cisl Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale per chiarire i risultati del report sul lavoro, secondo cui nella Capitale sarebbero a rischio ben 36mila posti. L'analisi è stata effettuata su mille aziende e ha determinato anche quali siano i settori più a rischio (ristorazione e servizi). La farmaceutica e l'aerospazio sono i settori trainanti della regione. "Roma non è appetibile – dice Terrinoni – molte aziende si sono trasferite a Milano proprio per questo. Sull'informatica, per esempio, si soffre per ritardi nel campo della digitalizzazione. Nell'industria 4.0 – continua il sindacalista – sono in ritardo anche piccole e medie imprese, che cubano il 97% delle attività produttive e la maggior parte degli occupati.

Paolo Terrinoni si esprime anche sul lavoro delle istituzioni: "Abbiamo più volte chiesto al Campidoglio di parlare della digitalizzazione e proposto diverse iniziative. Per esempio, abbiamo chiesto l'allocazione di alcune start up nelle periferie. In cambio avremmo chiesto l'assunzione di giovani residenti. Questo avrebbe creato una struttura di opportunità nelle periferie estreme della Capitale. Non sarebbe costato nulla, ma la proposta è stata completamente dimenticata. La situazione in cui verte Roma non è, ovviamente, tutta colpa dell'amministrazione comunale: il Comune era già in ritardo. Quello che noi critichiamo è l'immobilismo". Il segretario di Cisl Lazio ha parlato anche della Regione: " Lì le cose vanno un po' meglio: la pianificazione dell'amministrazione è più lunga, essendo già in carica 5 anni." 

"Su Roma avevamo lanciato un anno fa CIGL, CISL e UIL unconvegno. Il punto centrale era che Roma da sola non ce la può fare, tutti dobbiamo collaborare insieme per la città. C'è stato solo il tavolo di Calenda – commenta il Terrinoni –  ma non ha prodotto alcun risultato. Il ministro Di Maio e la sindaca Raggi vorrebbero iniziare a pianificare il lavoro, ma non è ancora certa la presenza della Regione o dei sindacati: noi non ancora ufficialmente invitati".