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Politica

Arresti stadio della Roma, cronaca di un dietrofront dal no al sì con la regia di Lanzalone Mr Wolf

(Fonte: La Repubblica, di Mauro Favale) – "Io il parere lo chiedo ma poi a quel punto, qualsiasi sia la risposta, ci si adegua. Siete d'accordo?". "Sì", risposero quasi in coro i consiglieri M5S riuniti nella sala delle Bandiere alla domanda della sindaca. Peccato che quel parere richiesto da Virginia Raggi all'Avvocatura capitolina sia praticamente sparito, rimasto nei cassetti da 14 mesi, dal febbraio 2017 quando, tra il 22 e il 25, matura la clamorosa svolta in casa M5S: lo stadio che il Movimento non voleva fare (il 22 è Beppe Grillo a dire "no a Tor di Valle, magari altrove") diventa la bandiera da sventolare dopo lo stop alle Olimpiadi. Sono giornate convulse, estenuanti, con la sindaca che finisce addirittura in ospedale, al San Filippo Neri, a causa di forti dolori addominali.

"Non è una vita facile", dirà il marito Andrea Severini in quelle ore. Perché quel sì all'impianto, grazie all'accordo raggiunto con la Roma e la Eurnova di Luca Parnasi che prevede il taglio drastico delle cubature (via le tre torri di Liebeskind) e delle opere pubbliche, non è facile da far digerire a una maggioranza spaccata al suo interno e tenuta all'oscuro su diversi passaggi. A gestirli, da qualche settimana, dopo la bufera seguita all'arresto di Raffaele Marra, sono arrivati in Campidoglio Adriano Bonafede e Riccardo Fraccaro, allora deputati e oggi ministri, il primo della Giustizia, il secondo dei Rapporti col Parlamento col compito di "stabilizzatori" della situazione.

A inizio febbraio, invece, compare anche Luca Lanzalone, il "facilitatore", il "problem solver", il "mister Wolf" della questione stadio. "Dovete fidarvi – dice Grillo ai consiglieri durante una riunione in quei giorni, come riportò allora il Fatto quotidiano – una trattativa così delicata non possono gestirla in 29, sarebbe folle. Valuteranno altri, voi comunque voterete la decisione finale". Tra le cose da valutare, c'è anche quel parere che Virginia Raggi (su pressione di Cristina Grancio, la consigliera "dissidente" che un anno dopo, nel 2018, verrà espulsa dal M5S) chiede all'Avvocatura capitolina: è possibile dire no allo Stadio a Tor di Valle senza che sul Campidoglio e sui consiglieri piovano ricorsi milionari da parte della Roma e di Parnasi?

Ufficialmente la risposta non si saprà mai, perché, a sorpresa, la prima cittadina decide di secretare i risultati di quella richiesta che, dalla mattina alla sera, diventa imbarazzante. In quei giorni di 14 mesi fa, però, il contenuto di quel parere che, forse, avrebbe cambiato l'atteggiamento della maggioranza trapela: sì, la delibera di pubblica utilità approvata dalla giunta Marino nel 2014 può essere annullata.

Ma, appunto, quel documento resterà nel cassetto al contrario di un altro, preparato dal gruppo M5S alla Regione Lazio e controfirmato da un "vate" dei 5 Stelle, quel Ferdinando Imposimato, già presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, che l'M5S candidò alla presidenza della Repubblica nel 2015. Quel parere è ancora più pesante di quello dell'Avvocatura perché sulla delibera per lo Stadio a Tor di Valle avanza profili di incostituzionalità. Dell'atto se ne parla in una riunione di maggioranza in Campidoglio, presente proprio Lanzalone che, raccontano oggi i presenti, avverte: "Non possiamo prenderlo in considerazione, altrimenti lo stadio non si potrà fare". Un suggerimento perentorio arrivato da un uomo che godeva, evidentemente, della fiducia dei vertici del Comune e del M5S. Un contributo decisivo alla svolta che matura a fine febbraio quando arriva il sì definitivo al progetto: da "no allo stadio" si passa a "uno stadio fatto bene". Un boomerang, alla luce dell'inchiesta che fa tremare il Campidoglio.

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Stadio della Roma, ora il progetto rischia un ritardo record: un anno

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Progetto stadio sospeso per (almeno) un anno. Il caos scatenato dagli arresti ha come contrappeso la «stasi» tecnica del progetto. Il primo passo sarà la nomina del curatore giudiziario che, dopo l’arresto di Luca Parnasi, si dovrà occupare di gestire Eurnova, operazione che necessita di tempo. E in parallelo partirà il controllo del Campidoglio sulla correttezza di tutti gli atti amministrativi prodotti sul dossier, molti dei quali si sa già adesso che sono da riformulare. In particolar modo andranno rivisti tutti i pareri, soprattutto quello sul sistema della viabilità (c’è ancora da risolvere il rebus sul ponte di Traiano), firmati da soggetti finiti nell’inchiesta della procura: quelli (tanti) siglati da Daniele Leoni, funzionario del Comune spesso presente al tavolo della Conferenza dei servizi, e pure il vincolo rimosso (rientra in ballo?) da Francesco Prosperetti, soprintendente capitolino. Il tutto in un contesto completamente ribaltato rispetto a due giorni fa: adesso i consiglieri in Campidoglio hanno perso l’entusiasmo celebrato dall’hashtag #unostadiofattobene e sono divisi tra chi frena in attesa del totale riesame del dossier e chi non vuole proprio più saperne di votare un atto così rischioso.

Tutto questo allunga i tempi di almeno un anno, già al dipartimento Urbanistica gira la consapevolezza che l’eventuale nuova variante arriverà in Aula non prima del 2019, il che significa primo mattone dello stadio non prima della prossima estate. Ieri il presidente della Roma, James Pallotta, dopo il vertice a Trigoria con il dg del club, Mauro Baldissoni, ha confermato la “convinzione che non ci sia nessun motivo per bloccare l’iter dello stadio”. La realtà, però potrebbe essere ben diversa. Sempre che, visti i tempi allungati, Pallotta confermi il suo interesse a proseguire con l’opera. È la proiezione sul progetto della bufera politica. «Lanzalone è una persona che ci aveva aiutato a salvare l’azienda dei rifiuti di Livorno, poi era stato brillante nella gestione dello sblocco della questione Stadio. Il problema è che poi quando abbiamo deciso di premiare il merito per la sua preparazione gli abbiamo affidato la presidenza della più grande municipalizzata di Roma». Così Luigi Di Maio il giorno dopo lo scoppio del caso tangenti su Luca Lanzalone, il superconsulente arrivato a dicembre 2016 in Campidoglio su indicazione dei vertici M5S (Grillo, Casaleggio e i due tutor Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro) per risolvere la grana stadio e poi, una volta strappato l’accordo «politico» con i proponenti (la Roma e Eurnova di Luca Parnasi), ricompensato da Raggi con la presidenza di Acea, multiutility comunale quotata in borsa (con titolo in calo, -1,45%, dopo il caos).

Ieri Lanzalone ha rinunciato al «premio», così come l’ha definito da Di Maio, rassegnando le dimissioni da Acea in risposta alla richiesta dei leader M5S o, più pragmaticamente, per avere più chance di revoca della misura cautelare. Resta il giallo sui legami con l’amministrazione Raggi precedenti all’investitura a presidente: la consulenza risolutiva sullo Stadio della Roma non era stata formalizzata da atti pubblici, ma solo con una «scrittura privata», disse Raggi in Aula in risposta ad una interrogazione del Pd. Di quel documento, però, al momento non c’è traccia alcuna. E aumentano le polemiche per il «premio» a Lanzalone, con il Pd che evoca l’intervento della Consob.

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Cronaca

Roma dedica una via a Giorgio Almirante, poi la sindaca Raggi decide lo stop

(Fonte: La Stampa) – A Roma non ci sarà nessuna via per Almirante. La sindaca Virginia Raggi pone lo stop alla decisione dell’aula che con una inedita maggioranza M5S-Fdi aveva ieri votato una mozione per intitolare una via ad Almirante. 

Per rimediare ad una decisione inattesa che ha sorpreso la stessa sindaca e che ha visto una sola consigliera pentastellata votare contro, Catini, la sindaca ha chiesto ai consiglieri del M5S di preparare una mozione per vietare l’intitolazione di strade ad esponenti del fascismo o persone che si siano esposte con idee antisemite o razziali. Tra questi Almirante storico segretario del Movimento sociale. 

Del Resto alla notizia della mozione che impegnava il comune ad intitolare una via ad Almirante la comunità ebraica di Roma aveva subito manifestato profonda contrarietà con parole durissime: «Una vergogna per la storia di questa città: chi ha ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza, senza mai pentirsene, non merita una via come riconoscimento». 

La sindaca si era dichiarata «sorpresa», colta all’improvviso da una decisione della quale non era stata informata e in una giornata nella quale aveva dovuto fronteggiare la bufera politica scatenata dall’inchiesta sullo stadio della Roma. Che il voto della mozione promossa da Fdi fosse maturato in un’aula distratta era sembrato da subito più che un’ipotesi : M5S alleato della destra tranne l’astensione di due consiglieri ed il voto contrario di Catini, unica a mantenere una linea poi imposta dalla sindaca. E poi l’assenza del Pd fuori dall’aula per protestare contro il forfait in aula della Raggi che reclamavano per spiegare il caso stadio. 

È così tra distrazioni e leggerezze Fdi era riuscito a ottenere ciò che neanche sotto Alemanno si era riusciti ad avere: una via per Almirante. Giorgia Meloni aveva subito parlato di un «risultato storico, Roma renderà finalmente omaggio ad uno degli uomini più importanti nella storia della destra e della politica italiana». Ed esultavano anche i capigruppo di Fdi alla Camera e al Senato Fabio Rampelli e Stefano Bertacco: «Intitolare una strada a Giorgio Almirante ci riempie di gioia». 

Per loro Almirante è stato «un patriota, un grande italiano e uno dei protagonisti della storia politica nazionale. Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo obiettivo» è «giusto e doveroso» che la Capitale d’Italia «renda onore alla memoria di una delle figure più rappresentative della storia del Parlamento italiano». Il Pd invece bollava la mozione , contro la quale non Aveva votato, «l’ultima vergogna della Raggi». 

A ricordare «il razzismo» di Almirante il vice-segretario del Pd del Lazio Enzo Foschi: «Il razzismo ha da essere cibo di tutti’, scriveva il fascista Giorgio Almirante nel 1942. È gravissimo che – dice – il Movimento 5 Stelle si sia unito alle destre per permettere che Roma abbia una strada dedicata ad un razzista, come fu Giorgio Almirante: Roma sente ancora su di sé il dolore lancinante del 16 ottobre 1943, quando vi fu il rastrellamento del ghetto. Questo è stato il razzismo a Roma. Dedicare una via ad Almirante è l’ultima vergogna della sindaca Raggi». 

La polemica monta. La sindaca allora decide di questa volta di non subire un errore non suo. Chiama i consiglieri e impone la linea: Roma non avrà una via ad Almirante. 

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Cronaca

Lavori in corso nella Capitale: l’amministrazione pentastellata dà il via a un’opera di lavori pubblici

Redazione – Nel corso della settimana, è stata svolta una serie di  lavori pubblici in diverse zone della Capitale allo scopo di risolvere alcune delle criticità che complicano maggiormente la vita quotidiana dei cittadini. Da Tor Bella Monaca a Via Leone IV, passando per via Appia Nuova, l’inviato di Radio Roma Capitale Jacopo Nassi ha seguito da vicino e in diretta i lavori in questione.

Nell’area di Tor Bella Monaca, per esempio, è stato svolto un importantissimo rinnovamento di via dell’Archeologia. Nella strada, devastata dall’incuria, è stata presa una vasta gamma di accorgimenti: sono stati potati i rami pericolanti, è stato posto in essere un grande lavoro di rifacimento del manto stradale e i rifiuti, che abbondavano ai margini della via, sono stati portati via. All’opera, fortemente voluta dall’amministrazione pentastellata, ha partecipato la Sindaca Raggi, la quale si è anche fermata a confrontarsi con i residenti(VIDEO).

Identico l’atteggiamento del Comune nei confronti di via Leone IV, dove solo qualche giorno prima dell’intervento dell’amministrazione, era caduto un ramo su di una donna incinta, creando scalpore. Nell’area, quindi, sono partiti subito i profondi lavori di potatura, che hanno reso la zona libera dal pericolo di crollo dei rami.

Per concludere, un immediato intervento è servito a mettere in sicurezza via Appia Nuova (VIDEO), dove, tra via Casal Monferrato e via Bobbio, un crollo nell’impianto fognario aveva reso prevedile l’apertura di una nuova voragine. Di conseguenza, l’area è stata chiusa al traffico e i l'opera di prevenzione è stata effettuata.

Lavori, invece, non sono stati portati avanti in zona Prati. Dopo varie segnalazioni alle istituzioni, ai residenti era stato promesso un vasto intervento di rifacimento del manto stradale. Effettivamente, un intervento c'è stato, ma solo di copertura delle buche. I cittadini hanno anche lamentato la presenza di parcheggiatori abusivi e di autovetture ferme in doppia fila, cose che complicano fastidiosamente la vita dei cittadini. "E' particolarmente sorprendente che tutto – commenta Jacopo Nassi – ciò avvenga davanti al Palazzo di Giustizia". O meglio, al Palazzaccio.

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Cronaca

Atti di bullismo al figlio disabile, padre gli chiede di smettere e viene pestato: “Sono stati i Casamonica”

(Fonte: RomaToday) – E' andato dal gruppo di ragazzi che bullizzavano il figlio disabile di 17 anni in una piazzetta davanti la scuola. Una chiacchierata che sperava pacifica, da parte di un padre preoccupato dagli atti di bullismo subìti dal suo ragazzo. La richiesta di lasciarlo in pace non ha però ottenuto i risultati sperati con l'uomo, un 51enne, picchiato violentemente e costretto alle cure dell'ospedale. Poi la denuncia alla polizia: "Sono stati un gruppetto di Casamonica". 

Atti di bullismo al ragazzo disabile 

Le violenze si sono consumante intorno alle 19:00 dello scorso martedì 12 giugno, quando l'uomo ha avvicinato la comitiva in via Libero Leonardi, nella zona di Cinecittà. Alla richiesta di lasciare in pace il figlio disabile il gruppo di ragazzi lo ha però aggredito, colpendolo al volto con dei violenti pugni. Lasciato in terra in una maschera di sangue il 51enne è stato quindi trasportato dall'ambulanza del 118 al Policlinico Tor Vergata con una prognosi di 30 giorni, quindi il trasferimento al Policlinico Umberto I. 

Picchiato in via Libero Leonardi 

Ascoltato l'uomo trasportato al nosocomio universitario di Tor Vergata, in via Leonardi sono arrivati gli agenti del commissariato Romanina e quelli della Squadra Mobile che indagano sull'accaduto. Accertamenti in corso da parte degli investigatori di polizia che, da quanto si apprende, stanno chiudendo il cerchio attorno all'aggressore, o agli aggressori del 51enne. 

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Cronaca

Incidente ai Colli Portuensi: scooterista ferito dopo scontro con auto

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Mauro Cifelli)Incidente con feriti questa mattina ai Colli Portuensi dove si sono scontrati una Smart ed uno scooter Piaggio Liberty. Ad avere la peggio il conducente del mezzo a due ruote, trasportato dall'ambulanza del 118 al vicino ospedale San Camillo. In particolare il sinistro è avvenuto intorno alle 13:15 si via di Val Tellina 33, altezza incrocio via Luigi Ronzoni. Allertati i soccorritori sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. Tutta da accertare la dinamica dell'incidente stradale, sulla quale hanno svolto i rilievi scientifici i vigili urbani. Per consentire le operazioni di soccorso via di Val Tellina è stata chiusa momentaneamente al traffico in entrambi i sensi di marci 

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Cronaca

Incendio in A24: auto in fiamme, tratto chiuso temporaneamente e traffico in uscita da Roma

(Fonte: www.romatoday.it)
Auto in fiamme e autostrada chiusa temporaneamente. L'incendio è divampato nel pomeriggio di venerdì 15 giugno sull'A24 Strada dei Parchi. A prendere a fuoco per causa ancora in via di accertamento una vettura, subito dopo la Barriera di Roma Est, in direzione Teramo. Per consentire l'intervento dei soccorritori il tratto di autostrada dove è avvenuto l'incendio è stato chiuso temporaneamente al traffico per circa venti minuti. Sul posto per domare le fiamme è intervenuto dapprima il personale di Strada dei Parchi, l'incendio è stato poi domato dai vigili del fuoco. Sul posto per regolare la viabilità gli agenti della Polizia Stradale. Traffico in uscita da Roma, sino al termine delle operazioni di spegnimento della vettura. 
 

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Cronaca

Rifiuti, il 2 luglio scioperano i dipendenti Ama: “Il Comune non rispetta gli accordi”

(Fonte: www.romatoday.it)

"Accordi non rispettati", scatta la portesta. Per l'intera giornata del 2 luglio prossimo le segreterie di Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Fiadel hanno indetto uno sciopero di tutti i lavoratori di Ama Spa. “Nonostante un accordo firmato e un impegno preso pubblicamente, la Giunta Raggi non ha ancora modificato le delibere 52 e 58 del 2015, per scongiurare la privatizzazione di altri pezzi di servizio pubblico e permettere di sostituire con nuove assunzioni almeno il personale collocato a riposo" fanno sapere in una nota. "Personale" aggiungono "che servirebbe già nell’ordinaria gestione aziendale ma che, visto il piano industriale e le iniziative sulla differenziata, diventa indispensabile”. Il riferimento è al nuovo sistema di raccolta differenziata recentemente avviato in alcuni quartieri del X e del VI municipio. Per i sindacati "l'impressione è che l’interesse sia più concentrato sull’effetto mediatico suscitato da piccole quanto sensazionalistiche iniziative, come quella del ghetto o quella appena sperimentata all’Axa" scrivono "che sulla reale progettualità di lungo periodo. Anche perché con il personale a disposizione difficilmente quei modelli sono estendibili a tutta la città". Le conseguenze non sono solo sul servizio. Ma anche sulle condizioni di lavoro dei dipendenti Ama. "Allo stesso modo non è possibile superare l’aggravio che pesa solo su una parte degli operai che coprono tutti i turni domenicali o riposano solo una domenica ogni cinque. Inoltre sembra che, in un contesto in cui la prospettiva industriale appare debolissima e la dipendenza esterna ordinaria, Roma Capitale dia per assodato che a reggere un sistema così malconcio saranno comunque i lavoratori obbligati a operare in condizioni sempre più difficili in strada, negli impianti e nelle officine”. Rifiuti, il 2 luglio scioperano i dipendenti Ama: "Il Comune non rispetta gli accordi". “Resta la sgradevole sensazione del più assoluto disinteresse, visto che non si è nemmeno tentato il passaggio di conciliazione previsto dalle norme, preferendo le dirette su Facebook al rispetto dei lavoratori di una così importante partecipata. Useremo questo sciopero" concludono Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel "per spiegare ai cittadini le ragioni vere dei disservizi”.
 
 
 

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Cronaca

Roma, tentano di aprire un conto corrente alla Posta con documenti falsi: arrestati due uomini

(Fonte: www.ilmessaggero.it
Tentano una truffa all'Ufficio Postale di Casal Palocco: aprire un conto corrente con documenti falsi. Ma ad attenderli, un carabiniere camuffato da dipendente delle Poste. E' finita male per C.C. 53enne, incensurato, e L.A. 52enne, già conosciuto dalle Forze dell'Ordine, bloccati dai Carabinieri del Gruppo di Ostia che hanno fatto scattare le manette ai polsi per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e denunciandoli anche per contraffazione del sigillo di Stato e uso del sigillo contraffatto, uso di atto falso, sostituzione di persona e ricettazione. La dinamica. Un'operatrice dell'Ufficio postale di via di Casal Palocco qualche giorno prima ha ricevuto una telefonata da un utente con cui ha fissato l'appuntamento in relazione all'apertura di un conto postale a lui intestato, presso quella sede. Successivamente, nel corso dei preventivi accertamenti effettuati sul nome dell'interlocutore, è emerso che quel richiedente era stato già segnalato da un altro Ufficio Postale, come probabile truffatore. La stessa operatrice, quindi, ha contattato i Carabinieri della Stazione CC di Roma Casal Palocco che immediatamente hanno organizzato un servizio di osservazione ad hoc, inserendo anche un militare all'interno dell'Ufficio postale, camuffato con i panni del dipendente delle Poste Italiane. L'operazione è stata definita nella mattinata di ieri, allorquando il soggetto (C.C. 53enne, incensurato), che si è presentato all'appuntamento con un correntista di quell'Ufficio (L.A. 52enne, già conosciuto dalle Forze dell'Ordine) offertosi di fare da garante, è stato indirizzato verso il Carabiniere, finto dipendente postale; il truffatore ha esibito la carta d'identità dove, a seguito dei controlli, solo la foto apparteneva al richiedente, mentre le generalità erano di un'altra persona, ignara della truffa che stava per essere messa in atto. La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire un altro documento falso, nelle tasche dell'accompagnatore, e la documentazione di una società aperta proprio sfruttando la predetta carta d'identità falsa, e il cui conto postale era necessario per avviare l'attività. I Carabinieri, quindi, hanno arrestato le due persone e le hanno sottoposte agli arresti domiciliari in attesa dell'udienza di convalida, e hanno sequestrato i documenti d'identità falsi.
 

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Crollo alle Mura Aureliane: cade pezzo di tetto di una torretta

(Fonte: www.romatoday.it)
Crolla una porzione delle Mura Aureliane sul lato di via Campania. È accaduto oggi 15 giugno quando, intorno alle 15:30, un pezzo del torrione è crollato internamente. Il forte rumore ha attirato l'attenzione dei lavoratori del vicino hotel che hanno allertato la Polizia Locale. Sul posto tre pattuglie del Gruppo Trevi e una del Gruppo Parioli, per la gestione del traffico, e due squadre dei Vigili del Fuoco per i sopralluoghi del caso e la messa in sicurezza dall'area. Per permettere i soccorsi via Campania, dal lato che affaccia su Corso Italia, è stata chiusa tra via Toscana e via Marche. All'interno della torretta non c'era nessuno.