La Cassazione ha stabilito che se la vittima di stupro si è volontariamante ubriaca non c'è aggravante. Questo rispetto ad una sentenza della Corte d'appello di Torino che, invece, aveva sentenziato su di uomini colpevoli di stupro di gruppo proprio attribuendo l'aggravante dovuta all'alcool. "In poche parole – dice Paola Guerci – non si puo sostenere che una donna ubriaca abbia prestato consenso ma, per l'aggravante, serve aver imposto la sostanza alcolica contro la volonta della vittima".
La polemica che ha seguito la sentenza della Cassazione non è indifferente. Sono in molti a sostenere che, con questa decisione, si è tornati indietro di anni. Alessia Rotta, vicepresidente vicaria alla Camera del Partito Democratico ha dichiarato: "Sentenza che rischia di vanificare anni di battaglie". Annagrazia Calabria, di Forza Italia si definisce sconcertata: "Approfittare della mancanza di pieno autocrollo di una donna dovrebbe essere punito duramente".
"La setenza – commenta Paola Guerci – stride. Sono state molte le sentenza vergogna della Cassazione. La legge va rispettata ma non bisogna sottovalutare l'impatto che possono avere quelle sbagliarte. Soprapttutto vedendo i dati sulla violenza contro le donne, bisogna comprendere che sugli stupri non devono essere fatti sconti".
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