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Roma, sindacati contro Raggi: «Basta immobilismo, o sciopero generale»

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Scontro pratico, lettura politica e forse – dopo il vertice in Comune, lunedì – un maxi sciopero della città. Mentre nel pomeriggioi sindacati confederali invadevano piazza del Campidoglio per protestare contro «l’immobilismo»della giunta in tema di rifiuti, trasporti e decoro della Capitale con il sit-in dal titolo «Quanto eri bella Roma», Virginia Raggi era nel suo ufficio dopo aver fatto – in mattinata – un blitz a Talenti.

È lì che il graffio mattutino della sindaca sulla manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil – sostenuta pure da Pd e Leu – ha scatenato la bufera. Partita dal sospetto, confermato dal Campidoglio, di una regia politica orientata ad influenzare il voto di domenica nei Municipi III e VIII, indice di gradimento del governo M5S come fu per Ostia a novembre: «Chiaramente è una protesta politicamente connotata – le parole di Raggi riprese dai consiglieri grillini -. Mi sembra che noi con i sindacati stiamo facendo un bel lavoro». Segue l’elenco di risultati – tipo lo sblocco di salario accessorio e concorsone 2010, l’assunzione di maestre e educatrici, i casi di Aruba e dello Stadio della Roma – alcuni ottenuti partendo da «Fabrica Roma», la piattaforma nata esattamente un anno fa. Nata e, protestano i sindacati, morta lì. Lo dicono le sigle e lo ribadisce anche l’ex ministro Carlo Calenda: «Il progetto Fabbrica Roma non è mai esistito, sono solo chiacchiere e dichiarazioni di principio senza alcun contenuto».

Così dal palco gli esponenti di Cigl, Cisl e Uil alternano i loro interventi agli audio di Raggi – sia durante la campagna elettorale 2016 sia in veste di sindaca – a testimonianza di promesse fatte e mai mantenute da parte del Comune M5S. «Raggi dice che questa è una manifestazione politica, così decide di non dare risposte a chi grida in piazza che questa città è invivibile, un disastro, un deserto sociale – le parole del segretario generale Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola -. Se non ci sarà un cambio di passo alla fine dichiareremo lo sciopero della città». E poi: «Su trasporti e rifiuti è un disastro e le strade sono killer, piene di buche – aggiunge Paolo Terrinoni, Cisl del Lazio -. Ora basta: Raggi è un buon capo del personale ma come sindaca è insufficiente». Mentre Alberto Civica, segretario generale della Uil Roma, chiede di ripartire con un metodo nuovo: «Se sono disponibili a ragionare, noi ci siamo. Altrimenti le manifestazioni si moltiplicheranno sempre più».

Ma, come ovvio, lo scontro sui temi diventa politico. Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Comune, definisce «assurda, un buco nell’acqua» la manifestazione. Mentre Pd e Leu, anche loro in piazza, ribadiscono i concetti lanciati dai sindacati. «Chiaro che noi siamo a fianco dei lavoratori, si chiama politica – le parole del Capogruppo dem, Antongiulio Pelonzi -. Sono due anni che ci battiamo, ma un dialogo costruttivo con questa giunta, immobilizzata dai contrasti interni, è impraticabile». «A quasi due anni dall’insediamento non ci sono più alibi – il commento di Stefano Fassina, consigliere capitolino e deputato di Leu -. Spero che il presidio serva a scuotere l’amministrazione».