(Fonte: www.repubblica.it)
(di Maria Elena Vincenzi)"Un anno di reclusione" per per Armando Spada. La requisitoria del pubblico ministero ha aperto l'udienza del processo all'esponente del clan di Ostia accusato di minacce e violenza privata ai danni della cronista di Repubblica Federica Angeli. Poi la parola è passata all'avvocato di parte civile che ha elogiato il "coraggio di Federica Angeli e due operatori che nel 2013 hanno raccontato la malavita di Ostia". "Ti sparo in testa". Così la giornalista di Repubblica Federica Angeli aveva raccontato in aula il 19 febbraio le minacce subite da Armando Spada all'interno dello stabilimento balneare Orsa Maggiore. Una testimonianza di un'ora nella quale la giornalista ha ripercorso i lunghi attimi del 23 maggio 2013, giorno in cui è stata rinchiusa all'interno di una stanza e minacciata "perché stavo facendo il mio lavoro d'inchiesta". Non erano mancati momenti di forte emozione, in particolare quando la giornalista ha raccontato della sua vita, e di come è cambiata dal momento in cui le è stata data la scorta, proprio in seguito alle sue denunce: "Il prefetto chiamò il giornale e in poco tempo la mia vita è cambiata. Da quel giorno non ho più la libertà che avevo prima", ha spiegato. Voce tremolante e occhi lucidi aveva proseguito: "Da allora devo viaggiare sempre sotto scorta. Non posso neanche affacciarmi al balcone. Spiegarlo ai bambini è stato difficile. Ho tre figli. È tutto cambiato. Non posso nemmeno portarli a prendere il gelato".