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UIL Roma: “Dipendenti schiavi”

Negozi aperti sette giorni su sette, chiusure serali posticipate per permettere gli acquisti dell’ultim’ora. Non è però una caratteristica delle festività ma un atteggiamento oramai costante nelle nostre città su cui è intervenuto persino Papa Francesco, ricordando che "senza la domenica libera, si diventa schiavi”. Ma schiavi i dipendenti delle attività commerciali, lo sono già. E non solo per la domenica lavorativa. Giornate intere in piedi, senza la possibilità di sedersi perché “sarebbe sconveniente davanti alla clientela”, pause pranzo di pochi minuti, possibilità di andare in bagno concessa solo su richiesta e in alcuni casi addirittura un look deciso dal capo del personale. Questo quanto emerso dalle interviste realizzate dalla Uil di Roma e del Lazio nei negozi capitolini. Senza grandi distinzioni tra centri commerciali, megastore e piccoli esercizi commerciali. «Ci troviamo di fronte a una situazione davvero paradossale – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica – il lavoro o manca o diventa quasi lesivo della dignità umana. Abbiamo incontrato centinaia di dipendenti che pur di lavorare lo fanno in condizioni estreme, non solo senza riconoscimenti ma addirittura mettendo a repentaglio la propria salute e la famiglia. E in questo clima, alzare la testa viene visto come una minaccia da allontanare al più presto. Come Uil ci ribelliamo a questo sistema di sfruttamento. Perché di questo si tratta. E vorremmo almeno riuscire a dar voce a quanti non possono farlo per non mettere a rischio uno stipendio che nella maggior parte dei casi è indispensabile alla sopravvivenza propria e del proprio nucleo familiare».